Come disintossicarsi in modo naturale con l’alimentazione

Acqua con tamarindo e lime
Stampa

Cosa significa disintossicarsi?

Il termine disintossicarsi rievoca situazioni spiacevoli, ma in questa sede trattiamo l’argomento dal punto di vista della salute e dell’alimentazione. Cosa si intende di preciso con questa espressione? La disintossicazione è quel processo che permette al corpo di liberare in maniera agevole e rapida le tossine in eccesso. Un’eventualità tutt’altro che rara, visti i ritmi di vita della società moderna e l’abbondanza di cibo, non necessariamente di qualità.

L’eliminazione delle tossine coinvolge il corpo a più livelli e interessa vari organi. Il principale è il fegato, che fa il lavoro più gravoso da questo punto di vista. Tuttavia, la questione riguarda anche i reni, che regolano l’espulsione attraverso le urine, oltre ad essere interessanti anche i polmoni e la pelle. Il corpo è, almeno in linea teorica, una macchina perfetta anche nella gestione delle tossine. Nella pratica, però, può “incepparsi” o comunque agire più lentamente. Ciò capita quando si ingeriscono sostanza non gradite ad un ritmo superiore a quanto gli organi possono sopportare.

La soluzione, per fortuna, è a portata di mano e coinvolge l’alimentazione, ma anche gli stili di vita. Ovviamente occorre sapere come fare, dal momento che alcune pratiche inadeguate possono essere dannose, sebbene alcune abitudini del tutto benefiche vengono sistematicamente ignorate da tutti noi. Ciò che conta è comprendere che disintossicarsi non significa solo intraprendere delle specifiche azioni, ma anche e soprattutto adottare un comportamento di lungo periodo.

Il fattore tempo nel processo di disintossicazione

Nel processo di disintossicazione è essenziale la tempistica, nello specifico dovreste adottare un insieme di atteggiamenti necessari al buon funzionamento degli organi preposti alla gestione e all’espulsione delle tossine. Ciò non significa, però, che si debba rimanere con le mani in mano se si avverte uno stato di sofferenza acuta, ovvero se l’accumulo di tossine è tale da scatenare dei sintomi veri e propri. Insomma, è necessario ascoltare il proprio organismo e rilevare i campanelli d’allarme quando si è ancora in tempo. Questi possono corrispondere a disturbi gastrointestinali quali il gonfiore, la digestione lenta e la stitichezza. Inoltre, possono corrispondere a disturbi sistemici e di carattere generale, come la fatica immotivata, specie se dura nel tempo.

Anche un indebolimento del sistema immunitario può indicare una presenza superiore al normale di tossine. In questo caso il primo segno visibile è l’insorgere repentino e frequente di infezioni e allergie. Senza dimenticare i sintomi cognitivi, che nella stragrande maggioranza dei casi si riducono alla difficoltà di concentrazione. Il problema di questi campanelli d’allarme è la loro specificità. In buona sostanza, possono riferirsi a numerose patologie. In genere, uno stato di “intossicazione” non è la prima ipotesi ad essere valutata. Da qui, il rischio di intervenire troppo tardi. Sia chiaro, raramente si assiste a effetti irreversibili, ma agire con lentezza significa dilatare lo stato di malessere, con tutto ciò che ne consegue in termini di qualità della vita.

acqua

Il ruolo dell’acqua e degli alcolici

Dunque, come fare per disintossicarsi? In primo luogo, è bene assumere fin da subito delle buone abitudini per quanto concerne un’attività fondamentale per il nostro organismo, ossia l’assunzione di acqua. L’acqua è la prima risorsa contro la presenza eccessiva di tossine. Non è un caso che a stati di intossicazione più o meno gravi corrisponda una tendenza a bere poco o a bere male. Si dovrebbe bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, di più se la temperatura ambientale è costantemente alta (ad esempio in estate). Anche bere molto, a dire il vero, ha i suoi svantaggi, in quanto potrebbe paradossalmente provocare una ritenzione idrica. E’ bene poi prediligere acque con un basso residuo fisso, dal momento che quest’ultimo può essere considerato una sorta di tossina.

Nel processo di disintossicazione l’alcol è bandito? In linea di massima no, ma è opportuno attenersi alle dosi consigliate dagli esperti, che corrispondono a una “porzione alcolica” al giorno per le donne e due per gli uomini. Di certo, se le condizioni dell’organismo non lasciano alternative, è bene rinunciare all’alcol per un po’. Le sostanze alcoliche, infatti, appesantiscono il fegato e lo rendono meno efficace nel suo lavoro di “depurazione”. Tutto ciò, senza nulla togliere ai benefici dell’alcol, che sono tangibili se il consumo è moderato. Nella fattispecie, il classico bicchiere di vino al giorno impatta positivamente sulla salute cardiovascolare. In questo caso come in pochi altri, è la dose a fare il veleno, e una sostanza potenzialmente benefica può trasformarsi in un pericolo, se consumata smodatamente.

I cibi per disintossicarsi

Ovviamente, anche l’alimentazione in senso stretto può aiutare a disintossicarsi. A tal proposito, madre natura è generosa e ha messo a disposizione vari alimenti in grado di aiutare il corpo nell’espulsione delle tossine. In linea di massima si parla di alimenti vegetali. La scelta è correlata alla presenza di vitamine e sostanze antiossidanti, senza dimenticare i sali minerali, che esercitano ugualmente una funzione di supporto. Un alimento detossinante e allo stesso molto reperibile è la mela, che contiene la pectina e i fitosteroli, sostanze che tra le altre cose regolarizzano il transito intestinale. Altri frutti interessanti sono gli agrumi, che sono ricchi di vitamina C, una sostanza che impatta positivamente sul sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro.

Tra le verdure spiccano invece i carciofi. Le sostanze contenute al suo interno consentono di smaltire il colesterolo. Alcune sue fibre, poi, presentano proprietà sorprendenti, in grado di alleviare i disturbi metabolici. Un discorso simile può essere fatto per l’asparago, che è una delle verdure con il più alto contenuto di acqua e fibre. La loro azione combinata supporta l’attività del fegato e dei reni. Non dimenticate poi il finocchio, anch’esso particolarmente ricco di fibre e acqua. Anche la spezie e le erbe aromatiche giocano un ruolo importante nei processi di disintossicazione. Il riferimento è in particolar modo al prezzemolo e al peperoncino. Entrambi, infatti, sono ricchi di vitamine, antiossidanti e oli essenziali. Su tutti spicca la capsaicina per il peperoncino, l’apiolo per il prezzemolo e la vitamina C per entrambi.

Una buona pratica per aiutare l’organismo a disintossicarsi

Un consiglio per disintossicarsi, che può suscitare qualche scalpore pur esercitando un sicuro effetto è quello di digiunare di tanto in tanto. La parola digiuno rievoca rischi e pericoli, e per molti è un’attività da evitare assolutamente. Di certo va accantonata se l’obiettivo è dimagrire. Tuttavia, può essere presa in considerazione in una prospettiva di “riposo” dell’organismo. In buona sostanza digiunare per brevissimi periodi di tempo e di tanto in tanto può aiutare il corpo a recuperare il terreno perduto in termini di espulsione delle tossine. C’è chi digiuna un giorno al mese, chi ogni due mesi. Non vi è una costante comune, tuttavia vi è un concreto vantaggio.

Ovviamente, prima di optare per il digiuno in ottica disintossicazione, parlatene con il vostro medico. In presenza di alcune condizioni patologiche, o anche solo di determinate predisposizioni, può fare più male che bene. Un altro consiglio, questo da prendere alla lettera, è fare sport. L’esercizio fisico, infatti, è un’attività depurante di per sé. Non è necessario “ammazzarsi di fatica”, ma è sufficiente mezz’ora al giorno di aerobica a bassa e media intensità. Anche la semplice passeggiata, o una rilassante sessione in bici, possono aiutare.

Sbaglia chi pensa alla bicicletta come a uno strumento per dimagrire e basta. E’ anche uno strumento per mantenersi in forma, sia nel corpo che nello spirito. Partiamo dai benefici per l’umore. Di base, una qualsiasi attività fisica stimola la produzione di endorfina, che è l’ormone del piacere. La bicicletta, inoltre, è un’attività che si pratica all’aria aperta, persino rilassante se vogliamo, e ha spesso come sfondo la campagna o strade comunque poco battute.

La bicicletta si difende molto bene anche dal punto di vista squisitamente fisiologico. Rassoda la muscolatura, in particolare glutei e gambe. Se utilizzata anche in discesa, sviluppa (parzialmente) la muscolatura alta (addominali, braccia, pettorali). In quanto attività a bassa intensità, poi, è un vero toccasana per l’apparato cardiocircolatorio e uno stabilizzatore della pressione. Certo, gli uomini devono prestare qualche attenzione in più: il sellino pone sotto sforzo la prostata, dunque è bene sostituire la sella in dotazione con una variante anatomica.

Un’idea per bere : acqua aromatizzata con tamarindo e lime

L’acqua aromatizzata con tamarindo e lime associa questi due ingredienti con un sapore piuttosto simile, entrambi profumano quest’acqua in modo intenso tanto da renderla davvero particolare. È proprio grazie alla freschezza che questa bevanda risulta essere indicata in modo particolare nel periodo estivo. Infatti, il suo effetto dissetante può essere provato sia sorseggiandola a temperatura ambiente che fresca. Il tamarindo, utilizzato nella nostra acqua aromatizzata, è un frutto tropicale che presenta delle preziose proprietà nutrizionali e organolettiche, inoltre eccelle nella presenza di antiossidanti. Associando le sue caratteristiche al lime, si crea un importante connubio per l’apporto di vitamina C.

Dunque, quest’acqua aromatizzata con tamarindo e lime potenzia i suoi effetti antiossidanti, favorendo la rigenerazione delle cellule proprio grazie a quest’associazione. Si garantiscono così potenti proprietà antinfiammatorie, ma anche antibiotiche mirate a rafforzare il sistema immunitario. Entrambi i frutti sono specifici per stimolare la digestione e quindi consentire un migliore transito intestinale. Per preparare l’acqua aromatizzata con tamarindo e lime è preferibile usare un infusore oppure una caraffa in vetro. La scelta degli ingredienti deve essere bio per poter essere certi di utilizzare dei frutti genuini. Sia il tamarindo che il lime sono gluten e lattosio free, dunque questa bevanda può essere gustata al meglio da chiunque.

I mille segreti del tamarindo e le sue proprietà nutrizionali

Il tamarindo, utilizzato nella nostra acqua aromatizzata, è un frutto tropicale in grado di apportare preziosi benefici alla salute, dimostrati anche attraverso ricerche scientifiche. La pianta è originaria dell’Africa ed è chiamato anche dattero dell’India; si presenta in commercio con una polpa scura oppure come baccello. Questo frutto ha potenti sostanze nutritive, ma anche antiossidanti con un gusto dolce ed aspro mentre, la polpa, man mano che matura, diventa dolce. A conferire il sapore aspro è proprio la presenza dell’acido citrico. Le sue eccellenti proprietà sono riconosciute nella tradizione popolare di molti paesi che lo utilizzano in caso di infiammazione, ferite, febbre e addirittura malaria. Quello che lo rende così speciale è la presenza di tante sostanze fitochimiche, utilizzate nella medicina tradizionale di molti paesi tropicali.

Acqua con tamarindo e lime

Va sottolineato che quasi tutte le parti dell’albero di tamarindo vengono impiegate in diversi settori grazie alle sue molteplici proprietà. Infatti, la polpa è ricca di acidi organici come quello citrico e malico, mentre nelle foglie troviamo il lupanone e il lupeol aventi spiccate proprietà curative. Inoltre, la presenza di polifenoli sviluppa proprietà decongestionati per il fegato e allevia i disturbi biliari. Grazie a questi ultimi, il tamarindo permette di apprezzare al meglio composti antiossidanti riscontrabili nell’acido caffeico ed ellagico. Attraverso di essi si contrastano gli effetti dei radicali liberi riducendo il rischio di patologie cardiache, diabete e tumori. Associamo a questi importanti benefici anche quelli relativi alla circolazione sanguigna, al cuore e al contrasto di virus, batteri e febbre.

L’intenso profumo del lime e le sue virtù benefiche

Il lime, usato nella nostra acqua aromatizzata con tamarindo, è un agrume che si presenta con forma e colore simile al limone. In realtà, però la scorza è più sottile e ha una forma più piccola mentre il sapore varia a seconda della varietà. Il profumo è davvero intenso e fresco, tanto da renderlo perfetto per le bevande da consumare nei mesi estivi.

Si tratta di un agrume che apporta un’elevata quantità di vitamina C e A, oltre a contenere flavonoidi, potassio, magnesio, fosforo, zinco e rame. Sono proprio questi elementi che rinforzano il sistema immunitario e sostengono le funzioni del sistema gastrointestinale. Trattandosi di un agrume dall’intensa profumazione, sprigiona un potere energizzante e purificante per la bellezza della pelle. A contatto con l’acqua rilascia, inoltre, un prezioso olio essenziale che purifica l’organismo eliminando le tossine attraverso una detossinazione naturale. Se avete nel vostro giardino una pianta di lime utilizzatela per la preparazione di quest’acqua. Inoltre, considerando le innumerevoli proprietà benefiche, potreste pensare anche di piantarlo nel vostro agrumeto.

Ecco la ricetta dell’acqua aromatizzata con tamarindo e lime:

Ingredienti per 1 caraffa:

  • 1 lt. di acqua naturale,
  • 8/10 frutti di tamarindo,
  • succo di un lime,
  • 2 cucchiai di miele,
  • qualche foglia di menta,
  • q. b. di ghiaccio.

Preparazione:

Per la preparazione dell’acqua aromatizzata con tamarindo e lime iniziate aprendo la scorza del tamarindo. Poi togliete la polpa ed estraete i semi che verserete in una pentola con acqua e miele; infine fate bollire il tutto per almeno dieci minuti. Al termine, fate raffreddare il liquido ottenuto in frigorifero per circa 2 ore. Poi procedete filtrando il tutto con l’aiuto di un colino. Ora versate il succo filtrato all’interno di una caraffa riempita d’acqua e aggiungete il succo di lime. Fate riposare la bevanda per una notte e aggiungete il ghiaccio e qualche foglia di menta prima di servire.

CONDIVIDI SU
20-05-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo aka Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Ma da sola non potevo farcela! Mi sono spesso sentita “Don Chisciotte”.

Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono oggi il Presidente. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro incredibile. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti.

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print

TI POTREBBE INTERESSARE

Formaggi vegetali,

Formaggi vegetali, non solo per i vegani

Cosa sono i formaggi vegetali? Per alcuni non dovrebbero essere nemmeno chiamati formaggi, per altri sono invece un’alternativa addirittura preferibile ai formaggi tradizionali. I formaggi...

sambuco

Sambuco, tante ricette facili con questa pianta

I principali utilizzi del sambuco Il sambuco è una delle piante più conosciute e utilizzate non solo dall’industria alcolica, che ne ricava un famoso liquore, ma anche in erboristeria, nella...

Lasagne vegetariane

Lasagne vegetariane, un mondo da scoprire

Lasagne classiche e lasagne alternative Le lasagne vegetariane sono versioni alternative delle lasagne classiche. Possono sembrare una stravaganza bizzarra, ma in realtà rappresentano - a modo loro...

limone

Il limone, i suoi usi nell’alimentazione e nella...

La storia del limone. Si ritiene che il limone sia originario del sudest asiatico, forse della Malesia. Tutti i frutti di questa famiglia sono probabilmente originari del sudest asiatico,...

aceto

L’aceto, un alleato per l’igiene della casa e...

L’aceto, una risorsa preziosa L’aceto è un alimento prezioso. I suoi usi riguardano soprattutto la gastronomia, in merito alla quale interviene nella veste di condimento. L'aceto è un...

pesto

Il pesto, come conservarlo al meglio

Le peculiarità del pesto Come si conserva il pesto? La risposta è meno scontata di quanto si possa immaginare. Anche perché, al netto della semplicità della ricetta, presenta dei tratti...

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti