Covid19 e celiachia, facciamo un po’ di chiarezza

pranzo con amici
Stampa

Cosa c’entra la celiachia con il Covid19?

In questo anno drammatico sono sorte domande di ogni tipo, timori e ansie. Eh sì, alcune di queste riguardano anche chi soffre di celiachia. Ma ha veramente senso indagare su un potenziale legame tra celiachia e Covid19? D’altronde, stiamo parlando di due patologie diverse, quasi agli antipodi per meccanismi e dinamiche. Il Covid19 è una malattia infettiva, generata da un virus, invece la celiachia è una malattia autoimmune. Certo, entrambe possono avere risvolti sistemici, ma la prima – nelle forme gravi – attacca le vie respiratorie, invece la seconda l’apparato digerente. Quanto detto sono informazioni di dominio collettivo, ma che non rispondono ai dubbi sul legame tra le due malattie.

In realtà, per rispondere alla domanda è necessario adottare un approccio più generale e un punto di vista più ampio. La questione riguarda non tanto il rapporto tra Covid19 e celiachia, quanto tra Covid19 e condizioni patologiche preesistenti. Molte condizioni preesistenti, magari quelle che agiscono sul sistema immunitario o innescano una reazione infiammatoria, debilitano notevolmente l’organismo che cerca di lottare contro il virus.

E’ stato verificato, infatti, che il Covid19 impatta molto più pesantemente quando ci sono situazioni di comorbilità, ossia di chi soffre di altre malattie. Per ora è stata individuata una incidenza maggiore di forme gravi e di decessi tra la popolazione affetta da ipertensione, diabete, obesità, insufficienza renale ed epatica. Ma cosa si può dire della celiachia? La celiachia aumenta l’incidenza delle forme gravi da Covid19? Aumenta il rischio di contagio? Potrebbe essere ancora presto per fornire una risposta chiara e netta, ma qualche evidenza scientifica è stata già raccolta.

rischio di contagio

La celiachia e il rischio di contagio

Il legame tra celiachia e rischio di infettarsi è la prima preoccupazione per chi soffre di questa patologia. Il Covid19 impatta in modo differente in base allo stato clinico e all’età. Il suo impatto è notevole anche dal punto di vista psicologico, non fosse altro per la quarantena che i contagiati devono osservare e, soprattutto, per la paura di contagiare persone fragili, magari anziani che vivono in casa o che si frequenta abitualmente.

Ebbene, sul rischio di un maggior contagio per chi soffre di celiachia non vi sono per ora dati incontrovertibili che possano rassicurare o meno. Tuttavia, possiamo abbozzare una risposta indagando sul rapporto tra celiachia e il rischio di contagio di altre infezioni virali, come l’herpes zoster o la semplice influenza. La cattiva notizia è che, in effetti, chi soffre di celiachia ha una probabilità più elevata di contrarre queste infezioni. La buona notizia è che tale aumento del rischio è in realtà leggero, e in alcuni casi ha una rilevanza puramente statistica. In ogni caso è da dimostrare che il Sars-Cov2 si comporti come le altre infezioni da questo punto di vista.

Una precisazione sul sistema immunitario delle persone affette da celiachia

Un’altra preoccupazione riguarda il sistema immunitario. Nello specifico, si teme che il celiaco abbia un sistema immunitario compromesso, o comunque più debole rispetto a un non celiaco. Questo timore ha generato nell’ultimo anno una corsa agli integratori e alle vitamine. Il tema delle difese immunitarie, tra celiaci e persone sane, ha tenuto banco e acceso gli animi, spesso alimentato da informazioni non scrupolosamente verificate. E’ bene essere chiari su questo punto. Se non vi sono altre patologie, il sistema immunitario del celiaco “funziona” esattamente come il sistema immunitario di una persona sana. Anzi, se proprio si intende rintracciare una differenza in termini di performance, questa va a vantaggio del celiaco.

Infatti, essendo la celiachia una malattia autoimmune, il sistema immunitario si trova in una condizione di iperattività. Ovviamente, tutto ciò vale nei casi in cui il celiaco si comporta in modo coscienzioso e consapevole, ovvero quando segue una dieta senza glutine e gode di uno stato clinico accettabile. Sono ben altre le patologie e le situazioni che determinano un sistema immunitario depresso. Per esempio, i malati di AIDS si trovano in una costante condizione di immunodepressione, così come chi si sta sottoponendo a trattamenti chemioterapici.

Proteggi il sistema immunitario

Un approfondimento dal punto di vista farmacologico

Se è vero che il sistema immunitario del celiaco è comunque ben attivo, da dove giunge il maggior rischio di contrarre infezioni e, di conseguenza, il maggior rischio di contrarre il coronavirus? Una risposta potrebbe riguardare la questione farmacologica. I celiaci, infatti, sono più esposti a patologie autoimmuni. Gli esempi più eclatanti sono dati dall’artrite reumatoide e dal lupus, che si caratterizzano per una incidenza di gran lunga più elevata tra i celiaci.

Ora, chi soffre di queste patologie, come di tante altre dal carattere autoimmune, è sottoposto a una precisa terapia farmacologica. Questa è spesso basata sui corticosteroidi e sugli immunosoppressori. I primi riducono le infiammazioni causate dall’iperattività del sistema immunitario, i secondi riducono direttamente l’azione del sistema immunitario. Proprio per questo l’organismo di un celiaco si trova in una condizione più fragile, che risulta più rischiosa quando imperversa una pandemia.

Il caso particolare dell’iposplenismo

Un altro caso interessante, che sposta l’ago della bilancia a sfavore dei celiaci, riguarda l’iposplenismo. Si tratta di una patologia rara tra la popolazione generale, ma molto meno rara tra la popolazione celiaca. Anzi è causata soprattutto dalla celiachia, a tal punto che è considerata una complicazione potenziale dalla comunità scientifica. L’iposplenismo, più che una patologia, è una sindrome. Nello specifico è una sindrome che si caratterizza per una drastica riduzione della funzionalità della milza. La milza, come ben sappiamo, svolge un ruolo importante nell’organizzazione delle difese immunitarie, in quanto sintetizza globuli bianchi e produce una certa quantità di anticorpi.

E’ evidente, dunque, come la condizione dell’iposplenismo possa compromettere le difese immunitarie, spianando la strada ad un maggior rischio di contagio o a sviluppare una forma grave di Covid19. Tutti i celiaci sono affetti da iposplenismo? Assolutamente no, solo coloro che sostengono una dieta ricca di glutine rischiano di sviluppare questa sindrome. A parte le scelte personali, tale eventualità riguarda coloro che sono celiaci, ma non lo sanno ancora. Una condizione, questa, che riguarda più persone di quanto si possa immaginare, soprattutto in questo periodo. Il tutto è accentuato da una condizione attuale che tende a trascurare gli esami non urgenti, sicché la diagnosi della celiachia viene sempre più spesso ritardata.

Covid19 e celiachia, i consigli dell’ISS

Come dovrebbe comportarsi un celiaco per difendersi dal rischio contagio? Ebbene, per rispondere a questa domanda possiamo fare riferimento al rapporto n.38 del 2020 dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha appunto trattato le due patologie congiuntamente. Il primo consiglio, ovviamente, è quello di seguire tutte le norme riservate alla popolazione in generale: utilizzo dei dispositivi di protezione, distanziamento sociale, corretta igiene delle mani etc. Insomma, da questo punto di vista, niente di nuovo.

Il secondo consiglio, decisamente più specifico, riguarda invece la dieta. Ebbene, in questo periodo più che mai, i celiaci dovrebbero seguire un regime alimentare del tutto privo di glutine. Questa raccomandazione è molto importante e da non sottovalutare, in quanto il pericolo che la celiachia degeneri in iposplenismo è tutt’altro che teorico. L’ISS ha comunque rassicurato sull’accesso alle diagnosi, che sono rallentate ma vengono sempre garantite, soprattutto nei casi di sintomi importanti.

CONDIVIDI SU
25-03-2021
Scritto da: Tiziana Colombo
Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>


CON LA COLLABORAZIONE DI

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti