Celiachia: domande comuni e risposte efficaci!

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Intolleranza al glutine, celiachia e disagi: ecco cosa dovreste sapere

L’intolleranza al glutine è oramai molto diffusa. Infatti, i soggetti che ne soffrono sono in continuo aumento. Molte volte, si scopre di non poter mangiare alimenti contenenti il glutine non immediatamente, ma solo dopo diversi mesi o anni, durante i quali si accusano costantemente problemi a carico dell’apparato digerente. Fortunatamente, per stare meglio è sufficiente effettuare alcuni test e affidarsi al parere di un esperto, al fine di ottenere i consigli utili per poter convivere al meglio con questa condizione.

Grazie a studi condotti da diverse equipe di medici di tutto il mondo, è stato riscontrato che le donne sono più soggette all’intolleranza al glutine. Secondo gli esperti, le ragioni devono essere ricercate essenzialmente nell’attività ormonale, che nelle donne è maggiormente presente. Il corpo femminile è inoltre più soggetto all’autoimmunità e quindi alla celiachia, visto che anch’essa è considerata una patologia autoimmune. In generale, chi soffre di questi disturbi si sente davvero perso, ma il primo passo per andare avanti al meglio è avere una maggiore consapevolezza.

Partiamo dalle basi… Quali sono le domande comuni sulla celiachia alle quali dovremo rispondere?

Quali sono le domande più comuni sulla celiachia alle quali dovremo rispondere?  Cos’è la celiachia e cos’è l’intolleranza al glutine? In questo caso, abbiamo a che fare con una malattia che interessa l’intestino tenue, il “secondo cervello” del corpo umano. Quando si presenta questa condizione, i carboidrati vengono attaccati da microrganismi presenti in questa parte del corpo e non riescono a gestire il glutine, che resta non assimilato all’interno dell’intestino. La non assimilazione si traduce in stipsi, aerofagie, mal di stomaco e spasmi intestinali.

La celiachia è dovuta a una predisposizione genetica? Come la maggior parte delle patologie, l’intolleranza al glutine si manifesta in soggetti in cui è presente una predisposizione familiare. Perciò, i parenti possono essere d’aiuto per capire se nel corso della vita sarà possibile o meno riscontrare questa condizione. Tuttavia, la sua insorgenza non è scontata e dipende molto dall’alimentazione dell’individuo: se si prediligono fibre e proteine al posto dei carboidrati, si hanno più probabilità che il disturbo non si presenti, se non in tarda età.sintomi celiachia nonna paperina

Celiachia: sintomi, diagnosi e dieta da seguire per l’intolleranza al glutine

Quali sono i sintomi? La celiachia si manifesta diversamente in base all’età in cui si presenta. Nell’infanzia può mostrarsi con notevole aumento delle dimensioni dell’addome del bambino, mentre negli adulti può scatenare tanti altri disagi e malesseri a carico dell’apparato gastrointestinale. In tutti i casi e a tutte le età, si assiste a un aumento dell’evacuazione con consistenza liquida e si riscontrano frequenti mal di pancia e mal di stomaco.

Ad ogni modo, è utile considerare che alcuni studi hanno evidenziato che non sempre i problemi intestinali sono lo specchio della presenza di celiachia nel corpo umano. A volte, i sintomi si concretizzano in carenze di vitamine e sali minerali, e nell’insorgenza di anemia e sideremia. Non a caso, la maggior parte dei celiaci e intolleranti al glutine non sa di esserlo e lo scopre solo casualmente, durante alcuni screening per l’individuazione di altre malattie come l’iper e l’ipotiroidismo, il diabete di tipo 1 o intolleranze ad altri alimenti.

Come effettuare la diagnosi? Gli esami da effettuare per eseguire la diagnosi della celiachia sono prescrivibili dal medico curante. Generalmente, è sufficiente un esame del sangue, dal quale viene rilevato il quadro clinico complessivo del soggetto. Per la conferma definitiva è spesso necessario effettuare una biopsia nell’intestino tenue, durante una gastroscopia.

Cosa mangiare quando si soffre di celiachia? Posso dirvi con certezza che vanno eliminati dall’alimentazione tutti gli alimenti che contengono glutine. Non vanno consumati i carboidrati preparati con farina raffinata e neanche i derivati dai cereali, come la birra e altri prodotti confezionati. Il mercato offre moltissimi prodotti “senza glutine”, dovete solo leggere bene le etichette. Tuttavia, è sempre il medico a proporre a ogni paziente una dieta personalizzata… e non preoccupatevi: il sito è pieno di ricette adatte a voi!

Non fate mai autodiagnosi e rivolgetevi a un professionista

La Corte di Cassazione (sent. n. 20281 del 28.04.2017) ha invece stabilito che la redazione di schede personalizzate è una competenza che, proprio per le ricadute in termini di salute, può essere esercitata solo da chi è in possesso di uno specifico titolo, come medici, farmacisti, dietisti o biologi. Così testualmente: «L’individuazione dei bisogni alimentari dell’uomo attraverso schemi fissati per il singolo con rigide previsioni e prescrizioni, se non è esclusa per il medico biologo, può competere in via concorrente ad altre categorie professionali per le quali è comunque prescritta l’acquisizione di una specifica abilitazione, quali medici, farmacisti, dietisti, fatte salve le competenze stabilite dalle normative di settore, ma mai, proprio per le ricadute in termini di salute pubblica che tali prescrizioni assumono, essere esercitate da persone che siano prive di competenza in tema sanitario ».

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