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Seadas: i segreti per preparare questo tipico dolce sardo

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Seadas
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina regionale
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 50 min
cottura
Cottura: 00 ore 06 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.3/5 (4 Recensioni)

Seadas: la ricetta della nonna Sofia

In questa ricetta vi voglio mostrare i segreti per preparare questa ricetta tradizionale sarda, ossia le seadas fatte in casa. Natura incontaminata, panorami, mare cristallino, spiagge da favola, storia, lusso, tradizioni, la Sardegna ha davvero tante sfaccettature. Tra queste, una parte significativa è occupata dalle specialità culinarie sarde, dolci o salate, un piacere in più da apprezzare come turisti o se si ha la fortuna di vivere in posti così straordinari.

Per le seadas che formaggio usare? Abbiamo già parlato dei culurgiones, in rappresentanza dei primi tipici della Sardegna, ma il quadro non sarebbe completo senza citare i seadas. Quale formaggio usare per le seadas? Anche in questo caso resta protagonista un prodotto tipico locale, il formaggio Pecorino, straordinario prodotto caseario dal peculiare sapore, tanto utilizzato nella cucina sarda e tanto apprezzato dai turisti di tutto il mondo.

Ricetta seadas senza strutto

Preparazione seadas

  • Per la preparazione delle seadas sarde con formaggio e miele cominciamo a preparare il ripieno versando in una coppetta il pecorino, il miele e la scorza di limone (o d’ arancia se lo preferite). Poi mescolate e schiacciate con la forchetta.
  • Setacciate le farine, versandole nel contenitore della planetaria, ed aggiungete la scorza di limone, il miele, il sale e il burro, azionando la planetaria fino ad ottenere un impasto compatto. Potete aggiungere lo strutto al posto del burro.
  • Prendete l’impasto di pasta fresca e formate una palla, che verrà coperta con della pellicola da cucina e lasciata riposare per circa 30 minuti.
  • Dopo il tempo di riposo, dividete in due l’impasto e stendetelo in una spianatoia infarinata.
  • Ora create dei dischi di pasta di circa 9 cm di diametro, utilizzando un coppa-pasta.
  • Mettete al centro del disco un cucchiaio di ripieno e coprite con un disco di pasta, avendo cura di far aderire bene i bordi.
  • In una casseruola friggete con abbondante olio d’oliva i seadas e cuoceteli fino alla doratura (circa 3 minuti per lato), poi poneteli a scolare su della carta assorbente.
  • Infine ponete i seadas, ben caldi su di un piattino e gettate a goccia del miele.
  • Il vostre dolce tipico sardo è pronto! Questi dolcetti devono essere ben caldi per gustarli al meglio.

Per le seadas:

  • 140 gr. di farina di riso,
  • 30 gr. di farina di mais tipo fioretto,
  • 35 gr. di amido di mais,
  • 50 gr. di burro chiarificato o strutto,
  • 70 gr. d’acqua,
  • 1 cucchiaino di miele d’acacia,
  • mezza scorza di limone,
  • un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 180-200 gr. di Pecorino sardo,
  • 1 cucchiaino di miele di corbezzolo,
  • 1 scorza di limone grattugiato

Una ricetta tipica sarda con Pecorino e miele

Con i seadas ripieni di pecorino facciamo un salto in Sardegna per direttissima, senza passare dal traghetto. Un morso a questo dolce e la nostra mente ritorna ai ricordi delle vacanze estive nelle assolate e meravigliose spiagge della Sardegna. Se non avete mai avuto la possibilità di assaporare queste bontà, vi consigliamo caldamente di prepararle e scoprirle insieme a noi.

Questa antica ricetta assume nomi differenti a seconda della zona della Sardegna, viene chiamata, infatti, anche sebadas, casgiulata, sevada, seatta ecc. Tante denominazioni per un unico straordinario dolce sardo della cucina italiana popolare.

Le varie denominazioni derivano dal grasso animale utilizzato all’interno dei seadas, che nelle varie zone viene chiamato in modo diverso. Questi deliziosi dolcetti ripieni di formaggio vanno assaporati ancora caldi, con un’abbondante colata di miele di castagno. Proprio questo miele, coltivato in Sardegna, ha un sapore particolare caratterizzato da un retrogusto amarognolo.

seadas

Seadas senza glutine e senza lattosio

I seadas (o sebadas) che vi presento qui hanno una particolarità: sono preparati in modo da risultare accessibili anche ai celiaci e agli intolleranti al lattosio. Il merito va all’impiego di farine speciali, che non contengono il glutine, e all’utilizzo di formaggi (o derivati del latte) delattosati.

Come farina senza glutine ho scelto la farina di riso e di mais, un mix che è in realtà un grande classico della cucina per celiaci, capace di replicare quasi fedelmente il sapore delle farine glutinose. Questo tipo di farine spiccano per l’efficacia e per la resa, a tal punto che raramente richiedono l’integrazione di un addensante o di un amido.

Per quanto concerne i formaggi e i derivati del latte la ricetta propone il burro chiarificato (che contiene meno lattosio di quello standard) e il Pecorino sardo stagionato. La stagionatura, infatti, degrada naturalmente il lattosio.

Meglio il burro o lo strutto?

Per le seadas lo strutto può essere un’alternativa al burro. Si tratta di un alimento che appartiene alla cucina popolare, che funge da classico grasso di cottura. Ovviamente utilizzare lo strutto significa aumentare l’apporto calorico dei seadas, ottenendo un risultato parzialmente diverso dal punto di vista organolettico. Grazie allo strutto i seadas assumono un sapore più forte, a tratti dolciastro, ma capace di deliziare e riempire il palato.

Anche perché lo strutto, a differenza di tante altre ricette, non viene utilizzato come ingrediente di supporto alla cottura, ma come ingrediente vero e proprio. Lo strutto viene quindi inserito nell’impasto insieme alle farine, al miele e alla scorza di limone.

Quale miele utilizzare?

La lista degli ingredienti delle seadas comprende anche il miele, usato sia nell’impasto che nel ripieno. Il miele riservato all’impasto è quello di acacia, che è più leggero rispetto agli altri tipi di miele (come il millefiori), inoltre dolcifica i composti senza intervenire pesantemente sul piano organolettico.

Il miele riservato al ripieno è il miele di corbezzoli, che si presenta con un colore scuro e intenso, tendente all’ambrato. La sua consistenza è densa e compatta, simile ai mieli più complessi, invece il sapore è amaro e pungente, valorizzato da leggere note affumicate e da un retrogusto persistente.

Chiaramente quello di corbezzoli non è un miele dolce come gli altri, ciononostante conquista per la sua complessità aromatica. E’ perfetto per accompagnare formaggi stagionati, dunque non stupisce che faccia parte del ripieno delle seadas, che vede come protagonista anche il Pecorino.

Seadas senza glutine: non c’è solo la farina di riso

In questa ricetta si usa la farina di riso, tuttavia non è l’unica soluzione per preparare delle deliziose seadas senza glutine. Infatti, potete utilizzare una combinazione bilanciata di amidi e farine naturalmente prive di glutine, che permettano di replicare una consistenza abbastanza compatta, ovvero quella sfoglia croccante e leggermente elastica che racchiude il cuore del formaggio fuso.

La sfida principale risiede proprio nella gestione dell’assenza del “reticolo glutinico” (presente nella farina con glutine), che normalmente conferisce estensibilità all’impasto. Per ovviare a questa carenza vi suggerisco l’integrazione della farina di mais finissima, comunemente chiamata fioretto, unita a una parte di amido di mais o fecola di patate. La farina di mais apporta una nota rustica e una colorazione dorata molto simile alla semola di grano duro, mentre gli amidi garantiscono la necessaria leggerezza e friabilità dopo la frittura in olio.

Un’altra opzione di grande interesse gastronomico prevede l’impiego della farina di grano saraceno in piccole percentuali, solitamente non superiori al dieci per cento del totale. Questo tipo di farina ha un sapore molto marcato, ma contribuisce a conferire un aroma che si sposa armoniosamente con la sapidità del Pecorino sardo.

La componente grassa delle seadas

Se volete ottenere delle ottime seadas dovrete prestare estrema attenzione anche alla componente grassa. Nella tradizione sarda si utilizza rigorosamente lo strutto, un ingrediente fondamentale anche nelle versioni senza glutine. Lo strutto agisce come lubrificante delle fibre amidacee, impedendo alla sfoglia di diventare eccessivamente dura durante il raffreddamento. La lavorazione dell’impasto richiede ancora più pazienza, poiché le farine alternative tendono ad assorbire i liquidi in modo differente rispetto al frumento.

Inoltre vi consiglio di aggiungere l’acqua tiepida molto lentamente, lavorando la massa fino ad ottenere una consistenza liscia e setosa, che non si spezzi quando la pasta viene stesa con il matterello o con la sfogliatrice.

La tradizione dei dolci sardi
La pasticceria sarda si distingue per un legame indissolubile con l’economia agropastorale e il ciclo delle stagioni. Gli ingredienti dominanti sono il formaggio fresco, la ricotta, lo zafferano e le mandorle, lavorati con estrema precisione. Ogni dolce possiede un significato rituale specifico, legato a festività religiose o eventi della vita comunitaria. La sobrietà delle materie prime viene compensata da tecniche di decorazione manuale molto elaborate, rendendo queste preparazioni dei veri manufatti artigianali che riflettono l’identità culturale isolana.

Quale topping usare per le seadas?

La ricetta base delle seadas prevede il miele nel ruolo di topping. Certo, c’è miele e miele. Uno dei mieli più interessanti e adeguati a questa ricetta è quello di corbezzolo, che risulta una scelta più sofisticata e tradizionale. Il miele di corbezzolo è caratterizzato da una nota amara persistente, che contrasta in modo netto con la dolcezza della sfoglia fritta e la grassezza del formaggio. Questa combinazione potrebbe non essere gradita a tutti i palati per via della sua intensità, ma costituisce l’abbinamento più autentico per chi ricerca i sapori originari dell’isola.

In alternativa si può pensare al miele di cardo, che offre un profilo aromatico floreale e leggermente speziato, ma meno aggressivo e comunque dotato di una grande personalità. Invece, per chi predilige un gusto più familiare vi propongo il miele di castagno o il classico millefiori. Sono soluzioni ideali, capaci di valorizzare il dolce senza sovrastarne gli aromi agrumati presenti nel ripieno.

Ma il miele non è l’unica soluzione, infatti si può utilizzare anche lo zucchero semolato o dello zucchero a velo distribuito generosamente sulla superficie ancora calda. Lo zucchero, a contatto con la temperatura residua della frittura, tende a creare una sottile crosticina croccante, che esalta la consistenza della. Questa opzione viene spesso preferita nelle zone costiere o in contesti meno legati alla tradizione pastorale dell’entroterra, dove il miele è considerato un ingrediente quasi sacro.

Sciroppi e riduzioni di vino per completare al meglio le seadas

Negli ultimi anni la ristorazione moderna ha introdotto ulteriori varianti di seadas, che prevedono l’impiego di sciroppi ridotti a base di agrumi o mosto cotto di uva, noto in Sardegna come sapa (o saba). La sapa apporta un colore bruno intenso e un sapore di frutta caramellata che richiama la complessità dei dolci tipici delle festività, offrendo una profondità gustativa che ben si adatta alla struttura importante della seada.

Esistono inoltre interpretazioni che esplorano l’utilizzo di riduzioni al vino, come quelle ottenute dal Cannonau o dal Vermentino di Gallura. In queste preparazioni il vino viene fatto bollire con zucchero e spezie fino ad ottenere una consistenza sciropposa e densa. L’acidità residua del vino svolge una funzione simile a quella del miele di corbezzolo, pulendo il palato dalla componente untuosa della frittura e preparando le papille gustative al boccone successivo.

E’ fondamentale che il condimento venga aggiunto soltanto un istante prima del servizio. Una distribuzione precoce del topping causerebbe infatti la perdita della croccantezza della sfoglia, che assorbirebbe l’umidità del liquido diventando molle e gommosa. Nondimeno, la temperatura di servizio deve essere elevata, affinché il cuore di formaggio mantenga la sua fluidità e possa interagire dinamicamente con la copertura scelta. In questo modo si crea quel contrasto tra caldo e freddo, tra dolce e salato, che ha reso questo piatto un capolavoro della cucina mediterranea.

FAQ

Che miele si usa per le seadas?

Per le seadas si utilizza il miele di corbezzolo, dal sapore amarognolo e caratteristico, ideale per condire il dolce appena fritto. In alcuni casi si può usare anche il miele di acacia se si desidera una nota più delicata e meno invasiva rispetto al sapore deciso del corbezzolo.

Che formaggio c’è dentro le seadas?

Il formaggio utilizzato per le seadas è il Pecorino fresco, un formaggio tipico della Sardegna dal gusto leggermente acidulo. Questo tipo di formaggio viene grattugiato, o tagliato a fettine, e inserito all’interno della pasta, che viene poi fritta e condita con il miele. La combinazione tra il formaggio fuso e il miele crea un contrasto dolce-salato davvero unico. Chi soffre di intolleranza al lattosio dovrebbe utilizzare un Pecorino stagionato, o un Pecorino delattosato.

Che farina ci vuole per le seadas?

Per preparare le seadas si utilizza la farina di grano duro, ideale per ottenere una consistenza croccante ed elastica, adatta alla frittura. La farina di semola di grano duro permette di creare una pasta corposa, che mantiene la sua struttura durante la cottura. La versione che vi presento qui è a base di farina di riso e di mais, dunque risulta adatta ai celiaci.

Quante calorie ha una seadas?

Una seadas può contenere circa 400-500 calorie, a seconda della dimensione e della quantità di miele utilizzato. Questo dolce fritto è ricco di calorie per via della frittura, del formaggio e del miele, degli ingredienti che lo rendono un dessert nutriente e calorico, quindi è da consumare con moderazione.

Ricette tipiche sarde ne abbiamo? Certo che si!

4.3/5 (4 Recensioni)
Riproduzione riservata

6 commenti su “Seadas: i segreti per preparare questo tipico dolce sardo

  • Sab 5 Giu 2021 | Chicca ha detto:

    Le seadas non sono fatte con farina di riso ne mais non sono con la ricotta ma sono fate con semola e strutto il ripieno con formaggio di pecora acidulo non rovinate le nostre tradizioni

    • Sab 5 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Lei ha ragione. Questa è una versione rivisitata per le persone con intolleranze. Le originali sarebbero inaccessibili

  • Sab 5 Giu 2021 | Pier Paolo ha detto:

    Visti gli ingredienti, dovresti chiamare questa cosa in maniera diversa…

    • Sab 5 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Io cerco di trovare soluzioni possibili per replicare alcune ricette per persone intolleranti. E sul nome dovremmo aprire un capitolo a parte.

      • Dom 10 Set 2023 | Norma ha detto:

        La ringrazio molto per la sua ricetta, per chi è diventato celiaco senza esserci nato è difficile rinunciare a ciò che si conosce.. a casa mia si dice che piuttosto che niente è meglio piuttosto e lei ci sta dando questa possibilità! Grazie mille!

        • Dom 10 Set 2023 | Tiziana Colombo ha detto:

          Norma grazie mille per il tuo toccante commento! Siamo felici di poter aiutare e fornire alternative gustose per chi ha delle restrizioni alimentari, come il glutine. Capisco che sia difficile dover rinunciare a piatti e sapori a cui si è abituati, ma è meraviglioso sapere che le nostre ricette possono portare un po’ di gioia e comfort nella vostra cucina.

          Ricordate che ci sono molte opzioni deliziose senza glutine e che la cucina senza glutine può essere altrettanto saporita e soddisfacente. Se avete altre domande o richieste di ricette specifiche, non esitate a chiedere. Siamo qui per aiutarvi a scoprire nuovi piatti e a rendere la cucina senza glutine un’esperienza positiva e gustosa. Continuate a sperimentare e a godervi il cibo!

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