Amaretti sardi , la semplicità diventa dolcezza

Tempo di preparazione:

La semplicità diventa dolcezza… con gli amaretti sardi!

Volevo provare a fare gli amaretti sardi e non trovavo nessuno che mi sapesse dare la ricetta. Così ho navigato finché non ho trovato quella che mi è parsa la più completa e ve la riporto fedelmente. Il risultato è quello che vede in fotografia. Io ne ho assaggiato solo uno per vedere se avevo azzeccato… e che dire???? Ottimi!!! Vanno bene anche per gli intolleranti al glutine e al lattosio….

Si tratta di una ricetta tramandata nel tempo, che ci permette di portare in tavola questi dolcetti tipici che per il loro aspetto, fragranza e sapore. Vengono sempre molto apprezzati!

Tanto gusto e non solo…

Vero e proprio pilastro della tradizione culinaria sarda, questi sfiziosi dolcetti rappresentano una prelibatezza ideale per gli amanti dei sapori intensi, che in tale dessert si fondono armoniosamente ed in maniera soave grazie alla scelta di materie prime semplici e di qualità. Quali sono i componenti predominanti in questa ricetta? Sicuramente sono le mandorle, appartenenti alla stessa famiglia del pesco, ovvero quella delle Rosacee.

Gli alberi sui quali crescono sono talvolta in grado di raggiungere anche i dieci metri, con involucri di matrice legnosa che rivestono i frutti. Dato che vanno consumate secche, possono essere conservate durante tutto l’anno e, grazie alla sua consistenza oleosa, si prestano ad essere utilizzate nella produzione di molti dolci, tra cui appunto gli amaretti sardi. Numerose e sorprendenti sono le proprietà benefiche di tale ingrediente.

In una porzione è infatti racchiusa una parte considerevole del fabbisogno proteico quotidiano. Vista anche l’elevata concentrazione di fibre vegetali, sono riconosciute a questo alimento anche interessanti proprietà lassative, sazianti e digestive. La mandorla è persino un toccasana per chi soffre di problemi alle vie urinarie. La presenza di vitamina E, di numerosi antiossidanti e minerali, e di grassi sani, comporta una protezione dalle malattie cardiovascolari, un rallentamento del naturale invecchiamento cellulare e una migliore salute in particolare per la pelle e del sistema nervoso.

Amaretti sardi, un versatile dessert…

Vista la facilità di preparazione e le ridotte dimensioni di questo dessert, potrete consumarlo nelle più disparate occasioni: dall’ora del tè pomeridiano alla colazione, dalla merenda di metà mattinata al dopo cena e dopo i pasti in generale…

Gli amaretti sardi sono versatili, oltre che buoni e nutrienti. Pertanto, potrete prepararli per qualunque occasione e vedrete che tutti apprezzeranno questi piccoli dolcetti al sapore di mandorla!

Ingredienti •

  • 1 Kg di mandorle dolci
  • 300 gr di mandorle amare
  • 1,200-1,300 Kg di zucchero
  • le scorze di 4-5 limoni
  • 10-12 bianchi d’uovo
  • Zucchero per la copertura q.b.

Preparazione

Normalmente le mandorle si acquistano sgusciate ma con la loro buccia marrone, quindi la prima fase della preparazione degli amaretti, prevede la pelatura delle mandorle, dopo averle rapidamente “scottate” in acqua bollente.

Dopo averle sbucciate e fatte bene asciugare (eventualmente si preparano dal giorno prima e si lasciano su dei vassoi a prendere aria, o se si ha fretta si possono infilare per qualche minuto nel forno tiepido), vanno tritate finemente nel robot o mixer (insomma… quell’attrezzo elettrico multiuso, con le lame d’acciao), poi dentro una capiente bacinella o lavamani di plastica, vanno mischiate allo zucchero, alla scorze dei limoni grattugiata e ben amalgamate con le mani.

Vanno quindi passate nuovamente nel robot, ovviamente poco per volta, fino ad ottenere una poltiglia della consistenza della farina bagnata e si lascia riposare conservandola dentro la bacinella ricoperta da un telo, per tutta la notte. La mattina successiva, per prima cosa si accende il forno alla massima temperatura per iniziare a farlo scaldare.

Nell’impasto tritato di mandorle e zucchero vengono incorporati i bianchi d’uovo necessari ad ottenere l’impasto finale che dovrà risultare morbido, compatto e “appiccicoso”.

Fatto questo, si prepara una scodella di acqua e dopo averci inumidito le mani, s’iniziano a prendere pezzi di impasto grandi poco piu’ di una noce, che verranno passati tra le mani per farne delle palline, facendo attenzione che non prendano una forma irregolare, o che le dita vi lascino dei buchi.

In un vassoio ricoperto di altro zucchero, si adagiano man mano le palline, che con una lieve pressione delle dita si schiacciano leggermente per farvi attaccare lo zucchero.

Disporre dunque le palline nella teglia da forno (quella in lamiera, adatta per i dolci), preferibilmente su un foglio di cartaforno, appoggiandole sul verso non zuccherato distanziandole adeguatamente tra loro perché, durante la cottura, gli amaretti prendono volume, a questo punto si può iniziare l’infornata della prima teglia, dopo aver abbasato la temperatura a circa 170-180°C (ovviamente ognuno regola il proprio forno come d’abitudine), e si lascerà cuocere per il tempo necessario che potrà essere quantificato solo col tempo e l’esperienza.

L’importante è tener d’occhio il forno, controllando che gli amaretti, una volta gonfi e con la superficie che inizia a “creparsi” (avete presente il terreno arso di un deserto?), non diventino più scuri di un caldo color miele-nocciola.

Ovviamente, nel frattempo che la prima infornata sta cuocendo, preparare la successiva e così via a rotazione fino all’esaurimento dell’impasto: suggerisco infatti di tenere a portata di mano almeno 3 teglie.

Dopo aver fatto raffreddare gli amaretti ottenuti, che dovranno avere una crosta sovrastante, lucida e croccante, e un cuore morbidissimo, si dovranno disporre su un grande cesto di paglia intrecciata o su dei vassoi di cartone, senza sovrapporli tra loro, per evitare che si attacchino e quindi che si rovinino. ….

fonte: Ricette di Sardegna

 

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