Fagottini di pasta fillo al sesamo con crema di formaggio

Fagottini di pasta fillo al sesamo
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Sapori autentici: fagottini di pasta fillo al sesamo

La ricetta dei fagottini di pasta fillo al sesamo, con crema di formaggio, miele e mandorle è la scelta ideale per chi ricerca un aperitivo gustoso e leggero al tempo stesso. Iniziamo dalla pasta, io ho optato per la pasta fillo fresca di Exquisa, sottilissima e dalla consistenza croccante, più leggera della classica posta sfoglia, è senza lattosio ed è perfetta per vegetariani e vegani. Passando al ripieno: la cremosità del formaggio, la dolcezza del miele di acacia e il sapore unico delle mandorle tostate, tutto si unisce in una farcitura per palati sopraffini. Vi ho incuriosito abbastanza? Allora, scoprite con me come preparare i fagottini di pasta fillo al sesamo, con crema di formaggio, miele e mandorle, di certo ne resterete ampiamente soddisfatti.

Dolcezza da gustare e quanti benefici nel miele di acacia!

Dolcificante dal grande potere energetico, il miele di acacia è un energizzante naturale che rifornisce il nostro sistema nervoso di nuove energie. Inoltre, la sua alta digeribilità e il contenuto di proteine, vitamine, sali minerali e amminoacidi lo rende un valido ricostituente. Anche i diabetici leggeri possono consumarlo poiché il suo contenuto di zuccheri è essenzialmente dovuto al fruttosio e dunque non richiede insulina per la sua metabolizzazione. Se soffrite di mal di gola, dovete disintossicare il fegato o avete bisogno di un prodotto ad azione lassativa, il miele di acacia fa per voi. Vi aiuterà anche in caso di acidità di stomaco e, più in generale, per salvaguardare il benessere dell’apparato digerente.

Il miele è la sostanza edulcorante più antica; infatti, soltanto negli ultimi duecento anni lo zucchero raffinato è diventato abbastanza a buon mercato da entrare nell’uso comune. I metodi per fare il miele vanno dai moderni procedimenti altamente industrializzati alla raccolta del miele selvatico nelle foreste del Sunderbans o a quella compiuta faticosamente dai pigmei del Congo. Spesso nelle società primitive le api vengono allevate in tronchi d’albero scavati e in alcune zone – a esempio nelle foreste della Persia settentrionale – è necessario appendere gli alveari in alto, sugli alberi, fuori dalla portata degli orsi.

Un miele medio contiene il 38% di fruttosio, il 31 % di glucosio e il 7 % di maltosio. Ma queste percentuali variano, e quanto piii è alta quella del glucosio tanto piii facilmente il miele si cristallizza. In ogni modo il miele col tempo si cristallizza quasi sempre e il processo può essere accelerato rimescolandolo. D’altra parte se il miele cristallizzato si conserva per mezz’ora a temperatura appena troppo calda esso si liquefa, e dopo è difficile che si cristallizzi di nuovo. L’industria tende a produrre il genere di miele più richiesto dal mercato. Il saccarosio, sia detto per inciso, non è presente nel miele, perché, pur essendo contenuto nel nettare dei fiori, gli enzimi della saliva delle api lo trasformano in glucosio e in fruttosio.

Il miele contiene inoltre sostanze volatili resinose e odorose, acidi organici e solitamente anche grani di polline, e vi sono differenze enormi di carattere e di qualità a seconda dei fiori da cui proviene. Il colore può variare dal bianco o crema, al marrone, rosso, purpureo, nero e perfino verde mare. Anche quando è fresco può essere sia denso sia molto liquido, come accade spesso coi mieli selvatici o tropicali. Ma a noi interessa soprattutto l’aroma, che può variare enormemente. Il miele più comune proviene dai prati di trifoglio e affini, dal trifoglio bianco a quello odoroso, all’erba medica e cosi via. Il miele di trifoglio è delicato ed è il migliore da usare normalmente in cucina; ma ne esistono qualità speciali aromatizzate, il miele ricavato dai fiori d’arancio, di pompelmo, di salvia, di eucalipto, di lampone, dalle conifere. Il miele di rosmarino proviene dai pendii mediterranei, i mieli resinosi dalle foreste di pino, quelli con profumo di fiori da Grasse presso Nizza e dalla Riviera italiana, oppure dai fiori alpini. Si può trovare miele di grano saraceno, di acacia, di uva spina, di sicomoro e perfino, come m’è capitato di leggere, miele verde contenuto in favi rossi e proveniente dall’Africa, e miele nero che arriva dal Brasile. Se qualcuno adopera in cucina queste ghiottonerie deve tener presente che non vanno cotte, perché questo farebbe disperdere gli aromi.

Il miele di certi fiori, come ad esempio quello dell’oleandro, è velenoso, e altri hanno effetto narcotizzante. Il miele derivato .dall’erica è diverso dagli altri essendo gelatinoso, e il migliore è pieno di bolle d’aria e non sgorga quando si taglia il favo. Esistono anche tipi di miele derivati da altre eriche; sono rossi e profumati, ma di una fluidità normale.

Quando cucinando si riscalda il miele, non solo se ne disperde il delicato aroma, ma si fa caramellare lo zucchero. Nei piatti crudi in cui è contemplato il miele, la scelta del tipo adatto è ardua, e c’è molto spazio per iniziative personali.

Fagottini di pasta fillo al sesamo

Un aperitivo molto cremoso…

Per gli intolleranti al lattosio, o per chi fatica a digerirlo, il formaggio senza lattosio di Exquisa, è il prodotto  buono e dal sapore unico. Fresco, senza conservanti, senza glutine, è l’ideale per i vegetariani e per chi sceglie una dieta sana e nutriente, non rinunciando al gusto. Secondo Exquisa, la vera Bontà è per tutti, ed io condivido appieno! In cucina, scegliendo i prodotti e gli ingredienti giusti, è possibile liberare la propria fantasia e creare dei piatti realmente appetitosi, adatti sia agli adulti sia ai bambini. Non vi resta che continuare a leggere qui sotto per scoprire come preparare dei fagottini di pasta fillo al sesamo, con crema di formaggio, miele e mandorle tostate che vi faranno apprezzare da tutti!

Ed ecco la ricetta dei fagottini di pasta fillo al sesamo

Ingredienti per circa 10 fagottini:

  • 4 fogli di pasta fillo Exquisa,
  • 300 gr di formaggio fresco cremoso Exquisa,
  • 50 gr di pecorino grattugiato,
  • 30 gr di miele di acacia,
  • 100 gr di mandorle sgusciate,
  • 1 uovo,
  • q.b. sesamo nero,
  • q.b. sale e pepe

Preparazione

Tostate le mandorle in forno a 180°C per 5 minuti.Lavorate il formaggio fino a renderlo cremoso, unite il pecorino grattugiato, il miele, le mandorle tostate e tagliate a piccoli pezzi. Poi, aggiustate di sale e pepe.

Tagliate la pasta fillo a strisce, disponete i mucchietti di ripieno al formaggio e formate i fagottini.

Spennellateli con l’uovo sbattuto, spolverizzateli con il sesamo nero e fateli cuocere in forno a 190°C per 8 minuti.

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23-11-2018
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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