Zuccheri aggiunti: quando il cibo buono è anche subdolo

zuccheri aggiunti

Cosa sono gli zuccheri aggiunti e perché fanno male

Si fa un gran parlare di zuccheri aggiunti. Molto spesso, però, il chiacchiericcio riguardante queste sostanze è frutto di un eco mediatico o, peggio ancora, causato da scelte di marketing e pubblicitarie. La dicitura, spesso posta a sproposito, “senza zuccheri aggiunti” è un leitmotiv che si nota spesso.

Il risultato è la desensibilizzazione nei confronti di un tema importante che ha pesanti ripercussioni sulla salute. A dirlo è in primo luogo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che in un recente documento ha messo in guardia la popolazione dal consumo di zuccheri nascosti, ovvero “aggiunti” artificialmente ai cibi. Per fortuna qualcosa sta cambiando, infatti esistono prodotti privi di zuccheri aggiunti che risultano comunque molto gustosi.

Il problema rimane comunque serio, dal momento che la stessa organizzazione raccomanda un consumo di zuccheri non superiore al 10% del fabbisogno calorico di zucchero totale, aggiunto o meno che sia. All’interno di questa percentuale dovrebbero essere compresi gli zuccheri presenti naturalmente negli alimenti, che non possono e non devono essere eliminati.

A ciò si somma lo zucchero consumato volontariamente (es. per addolcire il latte o il caffè) e appunto gli zuccheri aggiunti artificialmente ai cibi. I rischi per la salute, se si oltrepassa questa soglia, sono importanti. Tra i meno gravosi troviamo l’aumento degli episodi di carie e l’acquisizione di massa grassa; tra i più importanti vi è una probabile insorgenza di malattie cardiovascolari.

Dove si trovano gli zuccheri aggiunti

Tenere a bada il consumo di zucchero è difficile. Anche perché quello consumato volontariamente e consapevolmente è solo una piccola parte. Lo zucchero, poi, è contenuto naturalmente nei cibi, in particolare la frutta, e in quel caso ne rappresenta una componente sana.

Inoltre, viene aggiunto artificialmente dalle industrie alimentari per ottimizzare i costi di produzione e protrarre il ciclo di vita degli alimenti oltre i vincoli dettati dalla natura. Quello dell’aggiunta di zucchero nei contesti industriali è un problema endemico, che riguarda buona parte dei prodotti di largo consumo.

zuccheri aggiunti
Various kinds of sugar

Si segnala una presenza di zuccheri aggiunti in particolare negli snack confezionati, soprattutto a base di cioccolata, in modo da renderli appetibili e stimolare un circolo vizioso che ricorda la dipendenza chimica. Una certa presenza di zuccheri aggiunti si trova nei classici alimenti che non ti aspetti, ovvero nelle preparazioni preconfezionate salate, come minestroni, zuppe e sughi pronti.

In questo caso lo zucchero viene impiegato in qualità di addensante. Stesso discorso per il pane industriale che viene reso più morbido, e più a lungo, proprio dall’azione dello zucchero. Non vanno dimenticati, poi, maionese, ketchup, yogurt e soprattutto le bevande zuccherate.

Come risolvere il problema degli zuccheri

Per fortuna, il consumatore non è inerme di fronte al rischio di consumare inavvertitamente gli zuccheri aggiunti. Per evitare un’overdose giornaliera di zuccheri il primo consiglio è di leggere sempre l’etichetta, gli zuccheri, infatti, devono essere per legge riportati in confezione; quindi puntare sui prodotti che ne sono privi è relativamente facile.

E’ bene sapere che rinunciare agli zuccheri aggiunti non vuol dire affatto rinunciare al gusto, come già anticipato esistono prodotti di eccellente qualità che non inseriscono zuccheri aggiunti tra i loro ingredienti. Ciò è possibile grazie all’utilizzo di maltitolo e sorbitolo, dolcificanti alternativi simili al saccarosio ma con un apporto calorico minore.

Il secondo consiglio, che va integrato al primo, consiste nell’autocontrollo, ovvero nel limitare il consumo dello zucchero “spontaneo”. Ciò significa evitare di mettere lo zucchero se non è proprio indispensabile, per esempio molti addolciscono il latte anche se non è necessario in quanto contiene il lattosio.

Stesso discorso con il caffè, sebbene sia necessario un po’ di tempo per abituarsi. Un consiglio banale riguarda proprio il caffè, se proprio non riuscite a berlo amaro provate con un cucchiaino di miele.

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10-06-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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