Zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé

zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé di parmigiano

Ecco una ricetta originale e deliziosa

Lo zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé di parmigiano è un piatto a dir poco particolare, semplice e nel contempo sofisticato. Ricco di sapori diversi che si uniscono perfettamente tra loro, ci regala una buona dose di energia e tanta soddisfazione a livello culinario. Ovviamente, questo non è tutto e, infatti, lo zampone è di per sé un alimento che porta in tavola la storia e la tradizione gastronomica del nostro territorio…

Le prime tracce di questo salume risalgono addirittura al 1500 quando, nella provincia modenese e più precisamente nell’area di Mirandola, venivano preparati i primi zamponi. Con il tempo, la produzione è diventata sempre più precisa ed elaborata, e ogni azienda ha dato uno speciale tocco distintivo al proprio prodotto. Oggi, useremo quest’ultimo per portare in tavola una ricetta sfiziosa, ma andiamo a scoprire tutto quello che dovremo sapere prima di portarla in tavola.

Zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé di parmigiano: il salume che fa la differenza!

Lo zampone è fatto di fatto di carne, cotenna e grasso di maiale, che vengono macinati e mescolati insieme a tante spezie e ad altri ingredienti. A primo impatto, somiglia al cotechino, ma già al primo boccone si evince che si tratta di una preparazione molto più complessa. Per questi motivi, si tratta di un alimento che piace a moltissime persone e, anche se solitamente viene portato in tavola durante le festività natalizie, possiamo decisamente fare “uno strappo alla regola” e prepararlo più volte e in diversi modi.

Una delle ricette che vi consigliamo di provare è appunto quella dello zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé di parmigiano, grazie alla quale potrete godere del sapore unico di questo insaccato, nonché di un valido apporto di proteine, ferro e vitamine del gruppo B. Tramite l’azione di questi nutrienti, potrete gioire di una sferzata di energia e persino aiutare l’organismo a sviluppare i muscoli, a rinforzare i tessuti e a salvaguardare la salute del sistema nervoso.

Tuttavia, anche se questi sono nobili presupposti, è necessario moderare le porzioni ogni qualvolta si decide di assaporare lo zampone. Infatti, questo alimento è estremamente carico di grassi saturi, colesterolo e sodio, e non contiene sostanze che aiutino a ridurne l’assorbimento. Perciò, con questa ricetta potrete portare in tavola un delizioso peccato di gola, ma non esagerate! Chi soffre di ipercolesterolemia e/o di ipertensione dovrebbe decisamente evitarlo.

Un piatto che fa gola!

Naturalmente, la combinazione di ingredienti è ben pensata e, pertanto, con questa ricetta potrete inoltre portare in tavola una buona dose di fibre presenti all’interno dei grissini. Queste sostanze aiuteranno l’organismo a ridurre l’assorbimento dei grassi apportati dalla porzione di zampone. Dobbiamo considerare anche che i grissini aggiungeranno al piatto una maggiore consistenza, che ci permetterà di saziarci senza esagerare con la gustosa carne insaccata.

E che dire dell’altra componente della ricetta dello zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé di parmigiano? Quest’ultima aggiungerà un tocco di classe all’intero piatto, ma anche un valido apporto di proteine, minerali e vitamine. Pertanto, con questa prelibatezza concluderete il vostro pasto in bellezza e lascerete ogni ospite a bocca aperta!

Ed ecco la ricetta dello Zampone con grissini di sfoglia e creme brûlé di parmigiano

Ingredienti per 4 persone

  • 1  Zampone

per la creme brule di parmigiano reggiano

  • 60 gr tuorli uovo
  • 250 ml panna Accadi
  • 40 gr Parmigiano Reggiano stagionato 48 mesi
  • 30 gr burro chiarificato
  • 50 gr zucchero canna
  • q.b. sale

per i grissini

  • 1 confezione pasta sfoglia consentita
  • 1 uovo intero
  • q.b. semi papavero
  • q.b. sale integrale

Preparazione zampone

Mettete lo zampone in una pentola con abbondante acqua fredda dopo averlo bucato con uno stuzzicadenti, portare  ad ebollizione e quindi cuocete a fuoco lento per 2 ore abbondanti.

Preparazione grissini

Preriscaldate il forno a 180 gradi. Srotolate la pasta sfoglia e appiattitela con un mattarello. Tagliate a listarelle e disponete su di una teglia rivestita di carta forno distanziandoli.
Rompete l’uovo in una terrina e spennellateli. Cospargete con un pizzico di sale e i semi di papavero.
Cuocete per circa 8/10 minuti.

Preparazione creme brule

In una terrina sbattete i tuorli, aggiungete il Parmigiano Reggiano grattugiato, il sale, la panna e amalgamate bene tutti gli ingredienti. Versate il composto in una cocotte e cuocete a bagnomaria in forno a 140° per 20/25 minuti.

Fate raffreddare a temperatura ambiente per un’ora. Una volta raffreddata, cospargete la crema ottenuta con dello zucchero di canna e caramellate con l’apposito cannello.

Una volta che avete tutte le preparazioni pronte assemblate il piatto.

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Contenuto in collaborazione con Malandrone 1477

Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


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