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Ricetta del Vin brulè o Vino bruciato : l’oro rosso ricco di aromi

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Vin brule

Vin brulè o Vino bruciato : Il vino speziato più amato nelle stagioni fredde e che il vino sia la bevanda più apprezzata dall’uomo è cosa nota. Il vino, portatore di tradizione e cultura, regna sovrano sulle nostre tavole dall’antichità, regalando alle nostre cene quel tocco in più di gusto e calore che nessun’altra bevanda potrebbe mai eguagliare.

Il vin brulé poi, ne rappresenta una delle forme più amate ed apprezzate, stereotipo dell’arrivo dell’inverno, segna piacevolmente il passaggio dalla stagione calda a quella fredda. In Germania lo chiamano Glühwein,  in inglese Mulled wine e in francese Vin chaud. Lo si trova spesso nei mercatini di Natale.

Il discrimine, tra il semplice vino ed il vin brulé, è rappresentato dal modo in cui questa preziosa “bevanda è presentata: sia dal colore che dal profumo si intuisce trovarsi dinanzi ad una bevanda ricca e carica di energia e di benefici, più di quanto già non lo sia il vino che, nel suo stato più puro e semplice, si sa, non va solo a vantaggio del gusto, ma anche della salute.

Questa bevanda calda arriva da tempi molto lontani. Risale, infatti, ai tempi dell’Antica Roma che a loro volta l’avrebbero ereditata dai Greci per poi ritrovarla nel Medioevo dove prese il nome di Ippocrasso. Da qui in poi le vengono riconosciuti tutti gli effetti  benefici sull’organismo. Il vino speziato romano o Mulsum è composto da vino, miele e pepe.

Le proprietà del vino moltiplicate per mille

Non dimentichiamo che il vino si fa portatore di potenti proprietà nutritive, a carico soprattutto del nostro sistema cardiovascolare e circolatorio.

Ma, tra gli ingredienti del vin brulé, non è solo il vino a far bene al nostro organismo: a ben vedere esso è arricchito di preziosissime spezie quali cannella, chiodi di garofano, anice stellato, da secoli noti per le loro capacità di apportare preziosi nutrenti.

La cannella ad esempio, si rivela indispensabile nelle stagioni fredde perché, oltre ad insaporire i piatti, è utilissima contro i primi mali di stagione, primo fra tutti il raffreddore.

Vin brulè

E che dire dei chiodi di garofano, noti per le loro proprietà antisettiche nonché del bellissimo anice stellato, che, oltre a conferire grazia e gradevolezza estetica al vin brulé, vanta proprietà digestive, carminative e broncodilatatorie.

Vin brulè : ecco le sue vere origini

Molti, troppi, credono che le origini di questa bevanda aromatica siano nordiche. Sarà l’aspetto desueto con il quale questa bevanda si presenta, saranno gli aromi o i colori, è un luogo comune associare il vin brulé con il nord Europa. Niente di più sbagliato.

Le origini del vin brulé sono tutte mediterranee e sono molto antiche, risalendo esse addirittura ai tempi di Tiberio, come ne è testimonianza la presenza della ricetta, al suo stato embrionale ma originale, nel ricettario di un patrizio romano vissuto appunto ai tempi del citato imperatore.

Dunque non meraviglia affatto che il semplice trovarsi dinanzi a tale bevanda emozioni, sollecitando la curiosità di chi non abbia mai avuto occasione di assaggiarla.

A dispetto dell’importanza di tale bevanda, la sua preparazione è semplicissima e richiede pochi minuti. Conosciamola insieme.

Ricetta vin brulè della nonna paperina

Ingredienti per 4 persone

  • 1 litro vino rosso corposo,
  • 2 stecche cannella,
  • 200 gr zucchero di canna,
  • 8 chiodi di garofano,
  • 5 frutti anice stellato,
  • 2 arance bio non trattate,
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata,
  • 1 limone e 1 mela,
  • un pizzico noce moscata

Preparazione

Lavate arance e limone, asciugate con della carta assorbente da cucina e togliete la scorza che taglierete a pezzi.

Lavate la mela, tagliatela a metà per eliminare il torsolo e poi affettate a rondelle. Il limone dividetelo a spicchi.

Riempite la pentola con il vino, la cannella, gli spicchi di limone, la noce moscata grattugiata , l’anice stellato, lo zucchero, i chiodi di garofano, le rondelle di mela e i pezzi di scorza e mescolate con cura.

Mettete a cuocere continuando a mescolare e quando bolle, facendo molta attenzione, avvicinate una fiamma alla superficie del vino, in modo da far evaporare l’alcool.

E’ un’operazione delicata in quanto il vino prenderà fuoco velocemente e si alzeranno fiamme blu per qualche istante.

Appena le fiamme spariranno sarà necessario spegnere il fuoco. Filtrate il vin brulé e versatelo nelle tazze. In realtà prima di questa operazione, secondo un’altra scuola di pensiero, sarebbe bene filtrarlo prima di servirlo. L’importante è servire il vin brulè ben caldo.

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