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Farina di quinoa, “la madre di tutti i cereali”

farina di quinoa
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La quinoa, soprannominata “la madre di tutti i cereali” dagli Incas, rappresentava l’alimento base per gli indiani del sud dell’America che vivevano nelle Ande, tant’è che per loro aveva un significato spirituale; molte tradizioni e cerimonie riguardavano la coltivazione, il raccolto e il consumo di quinoa.

Con l’introduzione della coltivazione del grano, l’uso della quinoa è stato quasi del tutto abbandonato, almeno nei paesi industrializzati.Tuttavia, negli ultimi tempi sembra tornata di moda, anche sotto forma di farina.

La farina di quinoa è un’ottima scelta per chi vuole dare un tocco più salutare ai prodotti da forno come pane, frittelle e cialde ed è la soluzione ideale per chi segue una dieta senza glutine, vegana o vegetariana.È, infatti, ricca di sostanze nutritive e una meravigliosa fonte di proteine complete, fornendo tutti gli aminoacidi essenziali.

È possibile sostituire, in quasi tutte le ricette, circa metà della farina che si utilizza di solito con la farina di quinoa, oppure, in altre ricette dolci (come i biscotti) si può sostituire completamente alla farina di frumento.

La farina di quinoa ha un sapore unico e particolare, si abbina bene con frutta, noci, spezie come la cannella, cardamomo, cumino e coriandolo, così come a erbe aromatiche come il rosmarino.

La farina di quinoa è una grande aggiunta a qualsiasi dieta, regalando preziosi benefici per la salute, vediamo quali:

  • Utile contro l’emicrania: Se siete inclini a emicranie, provate ad aggiungere la farina di quinoa alla vostra dieta. Questo cereale è una buona fonte di magnesio, un minerale che aiuta a rilassare i vasi sanguigni.Alcuni studi hanno dimostrato che l’aumento del consumo di magnesio è associato con una ridotta frequenza di episodi di cefalea.
  • Salute cardio-vascolare: Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che mangiare cibi a base di cereali integrali e fibre riduce il rischio di ipertensione e infarto.
  • Protezione antiossidante: La quinoa, così come la farina che si ricava, è una buona fonte di manganese e di rame, questi due minerali fungono da cofattori nell’enzima superossido dismutasi, un antiossidante che aiuta a proteggere i mitocondri dai danni ossidativi creati durante la produzione di energia e a proteggere le altre cellule (come i globuli rossi) dai danni causati dai radicali liberi.
  • Ricuce il rischio di diabete di tipo 2: La farina di quinoa e le altre farine ricavate da cereali integrali sono anche una ricca fonte di magnesio, un minerale che agisce come cofattore per oltre 300 enzimi, compresi gli enzimi coinvolti nella produzione di glucosio e insulina, controllando così i livelli di zucchero nel sangue e aiutando a scongiurare l’insorgere del diabete di tipo 2.

In cucina ha moltissimi usi a partire dall’antipasto fino al dessert!!

Quinoa in Irpinia, coltiviamo gluten-free. L’ espansione della coltura della quinoa in tantissime aree di tutto il mondo ha molteplici aspetti positivi fra i quali l’aumento della disponibilità di alimenti che vanno incontro a intolleranze e allergie alimentari.L’attenzione verso l’introduzione nelle nostre tavole di ingredienti genuini, benefici per il nostro organismo e per la nostra salute, come si vede, negli ultimi anni sembra essersi particolarmente radicata nella nostra cultura.

Non è caso che siano pensati e tenuti, con una frequenza ed un’adesione che stupisce, convegni di ogni genere ed appuntamenti anche di forte spessore che vedono per protagonisti i prodotti  che la nostra dieta ha da poco saggiato, con risultati straordinari.

Introduzione della quinoa (Chenopodium quinoa willd) in Campania per la produzione di alimenti a valenza funzionale ed elevato valore nutrizionale” è questo il titolo del convegno finale del progetto QuinoaFelix dell’Isa-Cnr di Avellino, che si è tenuto qualche ora fa, 15 giugno alle ore 10, presso la Sala Convegni dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione ISA-CNR di Avellino.

L’ulteriore prova di quanto questo fenomeno si sia reso capillare, ed a ragione. 

Progetto QUINOAFELIX: origini e sviluppi

Il Progetto, partito grazie al sostegno finanziario del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Campania nel giugno 2012, ha visto coinvolti diversi organismi quali: il Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università degli Studi del Molise, l’Istituto di Scienza dell’Alimentazione del CNR di Avellino e l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del CNR di Ercolano i quali hanno saputo cooperare ed unire le loro forze  allo scopo di introdurre anche in Campania la quinoa.

Nel corso dell’incontro sono stati puntati i riflettori proprio sul modo in cui la quinoa sia riuscita a trovare accoglienza in Campania, nonché sui meccanismi di lavorazione della stessa e sulla ragione per la quale si renda imperativo  per i seguaci del gluten-free il consumo di questo cereale dai mille impieghi e dal valore nutrizionale che ha dello straordinario.

Quinoa: ma perché mangiarla?

Completamente priva di glutine, la quinoa rappresenta un alimento a dir poco perfetto per chi è interessato dal morbo celiaco: questa è la prima grande caratteristiche di cui gode questo cereale. Ma non solo anche le persone con intolleranza o allergia al nichel possono mangiare questo straordinario alimento

Dalla sua lavorazione è possibile ottenere farine non solo gradevoli al gusto ma anche dall’elevato valore nutrizionale: ricchissima di antiossidanti, di magnesio, di fosforo e di ferro essa è in grado di prevenire malattie cardiovascolari, ipertensione ed aritmie.

Aspettative sottese all’incontro

Pienamente soddisfatte le aspettative legate all’incontro, che ha visto per protagonisti personaggi molto noti e di grande fama come Antonella Lavini alla quale è stato affidato il compito di presentare il progetto, Sergio Spiniello di Casale del Principato e Giuseppe Stiscia dell’Azienda Agricola omonima.

La giornata si è conclusa con un visita da parte del professore Riccardo D’Andria ed il gruppo di ricerca dell’ISAFoM presso in campi sperimentali della quinoa, visita questa che era da tempo stata pensata per illustrare il modo in cui può avere luogo l’adattamento del cereale e delle sue diverse varietà nell’ambiente mediterraneo.

Non ci resta dunque che apprezzare questi incontri ed iniziare a comprendere i meccanismi che orientano il nostro nuovo modo di fare cucina … sempre all’italiana.

Tanta bontà in un piatto di tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano…

Le tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano rappresentano un primo piatto gustoso e saporito, ma al tempo stesso salutare, grazie alle differenti proprietà benefiche dei suoi ingredienti principali. Il gusto speciale è assicurato dal condimento con il pesto siciliano, un tripudio di sapore e di colori, ma anche la pasta fatta in casa fa davvero la differenza!

Sicuramente, si tratta di una pietanza in grado di sorprendere letteralmente i vostri ospiti (ma anche il vostro stesso palato!) e che, grazie alla sua semplicità di preparazione, vi permetterà di offrire ai vostri commensali tanto nutrimento e tanta energia. Le tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano sono deliziose sotto ogni punto di vista e, volendo, possono presentarsi come un sostanzioso piatto unico, perfetto per un pranzo nutriente e sfizioso!

Le farine che danno un valore aggiunto alla nostra pasta

La miscela di farina di quinoa e di farina di grano saraceno si trasforma immediatamente in una fonte di proprietà benefiche e salutari per il vostro organismo. Entrambi gli ingredienti principali delle nostre tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano, infatti, sono un’ottima fonte di proteine, fibre e sali minerali e, cosa importantissima, sono prive di glutine e quindi perfette per chi soffre di celiachia. Presentano inoltre buone proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, e favoriscono un buon funzionamento dell’apparato digerente e circolatorio.

Grazie a queste farine, le tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano proporranno un maggiore senso di sazietà e un notevole apporto proteico ed energetico. Il pesto siciliano si distingue da molti altri condimenti, in quanto si rivela un eccellente mix di antiossidanti e di inebrianti sapori, proprio grazie alle verdure usate per la sua preparazione. Queste ultime sono praticamente prive di grassi e, nel contempo, cariche di acqua, vitamine e minerali interessanti per l’organismo (soprattutto zinco, ferro, magnesio, selenio, fosforo e calcio).

tagliatelle di quinoa e grano saraceno

Portiamo in tavola le tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano!

Insomma, in definitiva, possiamo considerare questo piatto un alimento davvero completo da un punto di vista nutrizionale. Potrete servire questa ricetta in qualsiasi occasione, sia come primo durante la settimana che in occasione di qualche ricorrenza o di una riunione di famiglia.

Adatte a tutti, senza lattosio e prive di glutine, le tagliatelle di quinoa e grano saraceno con pesto siciliano conquisteranno chiunque con il loro sapore deciso e delicato allo stesso tempo. Scoprite che questo pesto si sposa alla perfezione con la pasta di quinoa e grano saraceno, diventando una vera e propria delizia per il palato…  Buon divertimento in cucina e buon appetito!

Ingredienti per 4 persone

  • 200 gr di farina di quinoa
  • 200 gr di farina di grano saraceno
  • 4 uova
  • 2 cucchiai di olio di oliva extra vergine
  • Un pizzico di sale
  • 250 gr. di pesto siciliano 

Preparazione Mettete le due farine in una grande cio­tola e mescolatele accuratamente. Setacciate le farine sulla spianatoia e formate una fontana e al centro ag­giungete un pizzico di sale e le uova tenute a temperatura ambiente.

Cominciando dall’interno, mescolate il tutto con una forchetta, prendendo man mano la farina dai bordi; proseguite lavorando con le mani l’impasto dall’esterno verso l’interno, raccogliendo e amalgamando tutta la farina che si trova sul piano di lavoro.

Procedete con la lavorazione per 15-20 minuti aggiungendo un di acqua se si rende necessario. Tirate l’impasto, ripiegatelo su se stesso, e schiacciatelo con i pugni e questa operazione và ripetuta più volte finché l’impasto non sarà sodo e omogeneo.

A questo punto fatene una palla e mettetela a riposare avvolta nella pellicola trasparente per circa mezz’oretta.

Dopo il tempo di riposo infarinate la spianatoia e prendete un mattarello. Prima di iniziare appiattite il panetto effettuando una leggera pressione con le dita.

I maestri di quest’arte consigliano di stendere la sfoglia è arrotolare un’estremità dell’impasto sul mattarello, tenere ferma con una mano l’altra estremità della sfoglia e far scorrere quindi il mattarello. E’ necessario fare una leggera pressione quando si spinge il matterello verso l’esterno e diminuire la pressione quando si sposta il mattarello verso l’interno.

Alla sfoglia dovete far fare un quarto di giro e ripetere lo stesso movimento fino a quando non avrete ottenuto lo spessore desiderato. Continuate a lavorare con il mattarello, tenendo presente che la sfoglia dovrà avere uno spessore di circa 0,5 mm.

Per preparare le tagliatelle infarinate la sfoglia, quindi arrotolatela su se stessa.Tagliate il rotolo in tante fettine lunghe dai 5 ai 7 mm e lasciatele essiccare per circa due ore.

Potete anche aiutarvi con l’apposita macchinetta per la pasta

Nel frattempo, lessate le tagliatelle in abbondante acqua lievemente salata. Scolate la pasta ancora al dente e versatela in padella con i condimenti e servite. Buon appetito!

 

 

 

25-03-2016
Scritto da: Tiziana Colombo
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