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Mais Rostrato Rosso di Rovetta, una varietà pregiata

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
24/08/2019 alle 13:46

Mais Rostrato Rosso

Le origini del mais Rostrato Rosso di Rovetta

Il nome del mais Rostrato Rosso di Rovetta ne rivela l’origine. Questo tipo di mais è stato selezionato nei primi anni del secolo scorso dall’agronomo Tito Zapparoli, nel bergamasco (Rovetta è in provincia di Bergamo). E proprio nel bergamasco, e in particolare in Val Seriana, che si coltiva attualmente. Come già anticipato, questa tipologia di mais stava per essere perduta, complice la diffusione dei mais a basso costo e ad alta resa.

Tuttavia, a partire dai primi anni 2000, è stato oggetto di una non indifferente attività di riscoperta, per poi acquisire nel 2004 il marchio De.C.O., Denominazione Comunale d’Origine. Di conseguenza, questa varietà è stata iscritta nei Registri nazionali delle varietà da conservazione. Un’altra tappa importante è la fondazione dell’Associazione Rosso Mais, che si prefigge l’obiettivo di difendere e valorizzare questo tipo di mais (in Italia e nel mondo). Attualmente, il mais Rosso Rostrato di Rovetta gode di buona fama, ed è conosciuto e apprezzato da sempre più persone.

Perché questo tipo di mais è così buono?

Il Rostrato Rosso di Rovetta non è un mais come gli altri. Certo, ciascuna varietà ha le sue peculiarità, ma questa presenta elementi davvero particolari e insoliti. A partire dal colore, che corrisponde a tonalità che possono andare dal granata al giallo ramato. Anche per dimensioni il Rostrato Rosso di Rovetta si fa notare: la spiga, a differenza del mais giallo cui siamo abituati, è molto lunga e sottile, quasi affusolata.

Mais Rostrato Rosso

Un’altra caratteristica singolare è la forma dei chicchi. Questi presentano una superficie leggermente appuntita (la “punta” in gergo è detta rostro). I chicchi, poi, sono molto piccoli e dall’aspetto vitreo. Quest’ultimo particolare rende le spighe anche belle da vedere, quasi lucenti. Il mais Rostrato Rosso di Rovetta può essere mangiato intero, proprio come il mais giallo (previa abbondante cottura), ma viene impiegato soprattutto per realizzare una versatile e interessante farina. La caratteristiche principali di questa farina è la sua composizione: viene realizzata con tutte le parti del chicco, compreso anche il germe.

Per quanto riguarda il gusto, e prendendo come esempio il mais consumato per intero (non trasformato in farina), si rileva un sapore molto particolare. Da un lato, esso è simile a quello del mais giallo, da cui tra l’altro deriva. Dall’altro propone note e sentori ancora più forti, che lo rendono un alimento dalla grande personalità.

Le applicazioni del mais Rostrato Rosso di Rovetta

Oltre al consumo per intero, l’applicazione naturale del mais Rostrato Rosso di Rovetta è la trasformazione in farina, magari da cucinare a mo’ di polenta. E’ una farina particolare, a partire dall’aspetto. Mentre la quasi totalità delle farine è bianca, questa si caratterizza per un elegante giallo ramato, a tratti piuttosto brillante, che ovviamente incide sull’aspetto finale sia della polenta che dei prodotti da panificazione. Questo mais infatti può essere impiegato per produrre pane, biscotti, gallette, piade etc.

Le proprietà nutrizionali sono eccellenti, soprattutto in riferimento ai sali minerali. Il mais Rostrato Rosso di Rovetta, poi, è del tutto privo di glutine, il ché lo rende perfetto per gli intolleranti a questa sostanza e i celiaci. Stesso discorso per i diabetici, dal momento che l’indice glicemico è molto basso. Per il resto, proprio come tutte le farine, si segnala una concentrazione elevata di carboidrati e una presenza meno imponente di proteine. Tuttavia, nella veste di fonte proteica, se la cava più o meno come le altre farine integrali e molto meglio delle farine bianche.

Ricette polenta ne abbiamo? Certo che si!

Riproduzione riservata
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2 commenti su “Mais Rostrato Rosso di Rovetta, una varietà pregiata

  • Mar 11 Mag 2021 | Cesare Ciuffi ha detto:

    Molto interessante. Ho avuto in questi giorni una pannocchia di rostrato e sto iniziando una coltivazione in zona (massa carrara). Il clima dovrebbe essere adatto.

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