Pandolce con uvetta e banane disidratate, un dolce unico

Pandolce con uvetta e banane disidratate
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Pandolce con uvetta e banane disidratate, da provare

Il pandolce con uvetta e banane disidratate è un dolce che esula dall’ordinario, ma che allo stesso tempo richiama alla tradizione più pura dei pandolci. Di strano, o comunque di particolare, vi sono alcuni ingredienti. Su tutti spiccano le farine, infatti la ricetta non prevede la classica farina doppio zero, ma due farine alternative come quella di avena e quella di quinoa. Il motivo di questa sostituzione è frutto della volontà di offrire sentori diversi e in un certo senso più rustici. D’altronde, sia l’avena che la quinoa si caratterizzano per una concentrazione elevata di fibre. Tra l’altro, entrambi gli ingredienti sono privi di glutine, quindi il pandolce con uvetta e banane disidratate può essere consumato anche da chi soffre di problemi di assorbimento e dai celiaci.

Suscita interesse anche la presenza dell’elemento lattiero-caseario. Esso è dato dallo Skyr, che è un formaggio-yogurt molto particolare, tipico della tradizione islandese ma in via di diffusione anche in Italia. Si produce come un formaggio, anche perchè richiede il caglio. Sa però di yogurt, e nello specifico di yogurt greco. Inoltre, è molto leggero, proteico, ricco di calcio. Lo Skyr fa la sua comparsa in una fase avanzata nell’impasto, ovvero dopo aver integrato le farine. Con il suo sapore leggermente acidulo, ma equilibrato, rende il pandolce più interessante dal punto di vista organolettico.

La frutta disidratata, una gradevole aggiunta

Un altro ingrediente sui generis di questo pandolce con uvetta sono le banane disidratate. La frutta disidratata è una preparazione molto versatile, che conserva il gusto e le proprietà del frutto originale. In occasione di questa ricetta, le fette di banane disidratate intervengono quasi alla fine del procedimento, ossia poco prima di cuocere il pandolce. Nello specifico, vengono adagiate sulla superficie del dolce a mo’ di guarnizione.

Pandolce con uvetta e banane disidratate

Quale frutta disidratata utilizzare? Sono molti i brand che offrono questo genere di ingredienti. Vi consiglio, però, di optare per Vitaina, una giovane azienda italiana, leader nel segmento della frutta disidratata biologica. Si distingue per un’attenzione maniacale alla scelta delle materie prime, lavorate al giusto grado di maturazione, all’aspetto tradizionale nei processi di produzione e alla rinuncia totale ad additivi e conservanti. L’offerta è davvero ampia e comprende qualsiasi tipo di frutta, dalla più esotica alla più comune, come le banane. Per questa ricetta consiglio di utilizzare 12 fette di banana disidratata.

Il ruolo essenziale dello zenzero

Il pandolce classico è di norma speziato, dunque certamente non farà scalpore la presenza dello zenzero nel pandolce con uvetta e banane disidratate. D’altronde, stiamo parlando di una spezia molto comune, per quanto sia in realtà di origine orientale. Nello specifico, va utilizzato lo zenzero in polvere, o grattugiato molto finemente. Anche perché deve far parte dell’impasto, e amalgamarsi nel miglior modo possibile. Non dovreste, però, andare oltre il cucchiaino. Lo zenzero, infatti, ha un aroma molto interessante, ma è anche una delle spezie più forti in assoluto. Vi è dunque il rischio che copra gli altri ingredienti, e che vi ritroviate con un sorta di pandolce allo zenzero.

Dello zenzero si apprezzano anche le proprietà nutrizionali, che sovente sfociano nello pseudo-terapeutico. E’ considerato un formidabile antinfiammatorio, in grado di esercitare un impatto del tutto simile ai farmaci FANS. Anche per questo motivo va consumato con cautela dagli ipertesi, infatti se viene ingerito in grandi quantità, contribuisce all’innalzamento della pressione. Lo zenzero contiene tantissimi antiossidanti, sostanze che riducono lo stress ossidativo, contrastano i radicali libero e contribuiscono a prevenire i tumori. Per il resto, lo zenzero, al pari di quasi tutte le spezie, contiene molti sali minerali e vitamine. E’ anche piuttosto calorico, tuttavia è un elemento di poco conto in quanto va usato in quantità davvero minime.

La colazione per iniziare bene la tua giornata

Se al mattino non facciamo colazione, il nostro organismo sarà costretto a continuare a prelevare nutrienti da queste riserve.  Questo è controproducente perché  le riserve sono limitate, quindi ci troveremmo presto privi di energia e vitalità. Quindi non fare colazione è una delle cose più negative per la nostra salute e per la forma fisica.

Prima di tutto è necessario introdurre  liquidi per reintegrare le perdite e compensare lo stato di disidratazione:  l’acqua è d’obbligo. Bere almeno due bicchieri d’acqua appena svegli la mattina prima di fare colazione  aiuta il nostro corpo da subito a smaltire le tossine accumulate durante la notte

Ho preparato questo dolce per i miei nipotini che sono spesso qui con me dopo la scuola. L’ho preparato con loro e per ogni ingrediente mi hanno chiesto spiegazioni. La loro curiosità mi piace molto e sono felice di rispondere alle loro domande.

Ecco la ricetta del pandolce con uvetta e banane disidratate:

Ingredienti per 3 persone:

  • 100 gr di farina di avena consentita,
  • 150 gr. di farina di quinoa,
  • 50 ml. di latte di cocco,
  • 50 gr. di Skyr,
  • 2 uova,
  • 20 gr di uva sultanina,
  • 1 banana,
  • 12 fette di banane disidratate Vitaina,
  • 1 cucchiaino di zenzero grattugiato,
  • 5 gr. di lievito in polvere,
  • 1 cucchiaio di cocco rapè.

Preparazione:

Per la preparazione del pandolce con uvetta e banane disidratate iniziate preriscaldando il forno a 180 gradi e coprendo una teglia con la carta da forno. Poi ammollate l’uvetta nel latte di cocco a temperatura ambiente e scolatela per bene. Ora schiacciate la banana fresca e unitela al latte di cocco. In una ciotola versate le farine (di avena e di quinoa) e mescolatele con cura, poi unite le uova, la purea di banana, un po’ di zenzero e lo Skyr. Infine unite anche l’uvetta, ma conservatene un po’ per la decorazione.

Mescolate con cura il tutto, poi unite il lievito. Impastate per bene, formate un panetto e ponetelo sulla teglia. Ora mettete sopra un po’ di uvetta che avete messo da parte e le fette di banana disidratata. Cuocete al forno per 30 minuti, poi sformate e fate intiepidire. Per concludere cospargete la superficie del dolce con il cocco rapè, così come vedete in foto.

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Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


28-05-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo aka Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Ma da sola non potevo farcela!

Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono oggi il Presidente. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro incredibile. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti.

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