Triangoli caprino e radicchio rosso

Triangoli caprino e radicchio rosso
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Che delizia i triangoli con caprino e radicchio rosso!

Avete voglia (e tempo) di preparare un buon primo piatto con la pasta fatta in casa? Se avete risposto di sì, i triangoli con caprino e radicchio rosso possono ampiamente soddisfare le vostre aspettative e conquistare ogni ospite, regalando nutrimento e gusto a volontà!

Il ripieno con caprino e radicchio rosso si rivela un abbinamento davvero speciale, sia da un punto di vista culinario che nutrizionale. Andiamo a scoprirne qualcosa in più!

Le proprietà del radicchio

Il radicchio, nome scientifico Chicorium Intybus, appartiene alla famiglia delle Composite, gruppo delle cicorie. In commercio troviamo il radicchio rosso con le foglie di color rosso scuro, il radicchio variegato con le foglie verde chiaro striate da venature di rosso, e il radicchio bianco. Quello che viene raccolto nei mesi di ottobre e novembre viene definito “precoce” ed è caratterizzato da un sapore particolarmente dolce. Quello raccolto da dicembre a febbraio è definito invece “tardivo” e ha un retrogusto amarognolo.

Al gruppo del radicchio rosso appartengono i rinomati Rosso di Verona, il Rosso di Treviso ed il Rosso di Chioggia. A questo punto, dovreste anche sapere che portando in tavola i triangoli con caprino e radicchio rosso, regalerete al vostro pasto diverse proprietà benefiche per la nostra salute, proprio grazie a questo ortaggio. Il radicchio è depurativo e, grazie all’alto contenuto di acqua, di fibre e di principi amari, stimola la digestione e il corretto funzionamento dell’intestino.

Triangoli caprino e radicchio rosso

Ha un basso apporto calorico e si presenta come un alimento molto indicato anche per le diete ed i regimi alimentari controllati. È persino uno degli ortaggi concessi agli intolleranti al nichel, motivo per il quale oggi ho preparato questi deliziosi triangoli ripieni di caprino con tanto piacere.

I triangoli con caprino e radicchio rosso, un piatto di pasta è davvero ottima!

La pasta ripiena, si sa che è sempre buona, ma questo abbinamento mi sembra particolarmente azzeccato. :-) Ho preparato i triangoli con farina, uova, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Perciò, si tratta di una pasta fatta in casa genuina e sostanziosa, ma che non appesantisce troppo lo stomaco.

Naturalmente, i triangoli con caprino e radicchio rosso sono caratterizzati da un ripieno gustoso, preparato non solo con il formaggio caprino, ma anche con la ricotta e il Grana Padano, conferendo al nostro piatto un buon carico di proteine e di altri validi minerali ottimi per il nostro organismo!

Che il formaggio rappresenti un alimento “storico” nella nostra cultura alimentare lo si sa.

Fresco, sano, genuino perché ricavato dalla fermentazione del latte, esso assurge a nutriente complementare perfetto da secoli presente sulle nostre tavole.

Destinato ad accompagnare primi, secondi ripieni, contorni: il formaggio è assolutamente duttile e versatile. Grattugiato, fuso o a pezzetti che sia, esso conferisce un sapore straordinario a tutti i cibi, sposandosi in maniera eccellente con i migliori piatti della nostra cucina italiana.

Eppure, ai giorni d’oggi, il formaggio incarna l’idea di un prodotto da evitare, quasi pericoloso per la nostra salute. La ragione è, forse giustamente, da ricondurre alla buona quantità di grasso e dal sale ivi contenuti, fatto sta che la sola idea di consumarlo assume le fattezze di vero e proprio peccato di gola.

Ma davvero questo atteggiamento quasi fobico è giustificato???

Ogni eccesso fa male … anche in difetto

E’ innegabile che il formaggio contenga grassi ed è dunque altrettanto incontestabile che il consumo di esso vada limitato, ma è giusto, ci si chiede, che venga del tutto evitato?

Il rischio è infatti quello di ottenere un effetto boomerang: una dieta eccessivamente povera di grassi saturi, stando ad alcuni studi condotti di recente, produrrebbe il contrario dell’effetto atteso: la quasi totale assenza di grassi indurrebbe l’organismo ad aumentare la resistenza all’insulina, tanto porterebbe al diabete, essendo minimizzata al massimo la spesa da parte del metabolismo.

Ad avvalorare questa tesi è la presenza della sempre maggiore diffusione dell’obesitàw anche in luoghi ove il consumo di formaggi o altre potenziali fonti di grassi è ridotto. I veri colpevoli dei principali disagi alimentari vanno semmai ricercati tra gli alimenti complessi, processati dalla nostra industria alimentare, quali grassi idrogenati, sale e zuccheri.

Non è un caso che oggi si stia producendo formaggio senza sale, proprio al fine di inibirne l’assunzione da parte di chi deve condurre una dieta di priva di esso.

Si al consumo di formaggi … se semplici e consentiti

Sui banchi dei nostri supermercati si vede di tutto ormai: ed anche il formaggio non poteva rimanere immune da questa generalizzata e diffusa attitudine mirata a modificare i cibi, proponendone anche di esso tantissime varianti.

Il formaggio da temere non è certo il grana padano, ricco di calcio e povero in grassi, ma, semmai, tutti quei formaggi fusi, o, peggio ancora, arricchiti con ingredienti tra i più differenti ed a volte stranissimi. Allora si rende imperativo tornare al passato e prediligere il consumo dei cari classici formaggi, meglio se poveri in sale.

Ovviamente, il consiglio numero uno è quello di non abusare, perché un consumo eccessivo, come del resto accade per tutti gli alimenti che popolano la nostra dieta, anche quelli più benefici, può arrecare danni al nostro organismo che ha bisogno … di tutto un po’.

Ingredienti:

Per la pasta:

  • 400 g di farina 00
  • 4 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

Per ripieno:

  • 125 gr. di caprino
  • 125 gr. di ricotta
  • 50 gr. di Grana Padano
  • 1 cespo di radicchio rosso allungato
  • 2 uova
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.

Per il condimento:

  • 1 cespo piccolo di radicchio
  • 110 g di caprino consentito
  • 1 scalogno
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • q.b di sale

Preparazione:

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e rompetegli le uova nel centro; unite un cucchiaio di olio e il sale. Con la forchetta rompete le uova, sbattetele leggermente a molte delicatamente incorporatele nella farina. Impastate  in modo energico , fino ad ottenere una pasta ben soda, liscia ed omogenea. Coprite la pasta  con un telo di cotone o lino e fatela riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti. Nel frattempo preparate il ripieno.

in una padella antiaderente  fate rosolare in un cucchiaio d’acqua  lo scalogno tritato finemente, aggiungetevi il radicchio, precedentemente lavato, mondato e tagliato a striscioline e fatelo cuocere per circa 10 minuti.

In una terrina amalgamate la ricotta, il caprino e il Grana, aggiungete  il radicchio e aggiustate di sale e pepe.

Prendete la pasta fresca e fatene una sfoglia ne troppo sottile ne spessa, e passala tra i rulli della macchina in modo da ottenere delle strisce larghe circa 12 cm, con un cucchiaio depositate sulla metà  di ogni striscia dei mucchietti di ripieno distanti l’uno dall’altro e ricoprite con l’altra metà della pasta. Fate aderire bene le due metà della pasta spingendo con le dita  e ritagliate  i ravioli  a triangolo con l’apposita rotella  facendo attenzione di premere bene i bordi così che non si aprano durante la cottura.

Man mano che sono pronti adagiateli  su di un vassoio leggermente infarinato, copriteli  con un telo e teneteli al fresco.

Nel frattempo preparate il condimento. Mondate, lavate e asciugate il radicchio e riducete a stricioline.Sbucciate e affettate finemente lo scalogno

Soffriggete lo scalogno con poco olio e stufate il radicchio per circa 8 minuti. Aggiungete il caprino, mescolate e aggiustate di sale.

Lessate i triangoli in abbondante acqua leggermente salata e metteteli nella pentola pochi alla volta e con delicatezza in abbondante acqua salata,lasciateli cuocere alcuni minuti, poi scolateli e mantecate con il radicchio stufato e caprino.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Basso contenuto di nichel. Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel.


14-05-2014
Scritto da: Tiziana Colombo
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