Sformato di riso con mozzarella e tutti sono contenti

Tempo di preparazione:

Il problema delle dosi è uno degli scogli su cui si arena l’entusiasmo di chi cucina, magari ha fretta, e non ha proprio voglia di stare a pesare tutti gli ingredienti uno per uno.

Chiariamo però subito che alcuni ingredienti, che riguardano soprattutto i “primi” come pasta e riso, esigono di essere pesati, perchè anche l’occhio più esercitato non può prevedere nè la massa iniziale nè il comportamento a fine cottura di farfalle o tortiglioni o maccheroni rigati e così via.

Conclusione: sempre 80 grammi sia dell’uno sia dell’altro, controllati sulla bilancia da cucina.

Per tutti gli altri ingredienti, invece, è consigliabile farsi l’occhio su unità di misura familiari come tazze da tè o da caffè, su cucchiai o cucchiaini, su bicchieri.

E’ logico che è indispensabile ricorrere sempre allo stesso bicchiere o alla stessa tazza, magari tenendoli separati dagli altri e destinandoli solo a questo uso.

Come fare, in pratica? All’inizio è un po’ noioso, si misura per esempio un cucchiaio di farina e poi lo si pesa, scoprendo che corrisponde a 15 grammi, come lo zucchero e il sale fino, mentre per i liquidi o i grassi è un po’ diverso, perchè un cucchiaio di latte pesa 20 grammi e uno di burro ben 24 grammi.

Ma dopo un po’, che bellezza sottrarsi alla schiavità della bilancia, per ogni ingrediente! E in più, questa disinvoltura è quasi un diploma da cuoca esperta.

E una conferma autorevole, se ce ne fosse bisogno, ci arriva da Paul Bocuse, il grandissimo cuoco france­se di fama internazionale, inventore di quella “nouvel­le cuisine” che ha rivoluzionato la ristorazione.

“Se scrivo 100 g di cipolle, per esempio” scrive nel suo libro” non significa che mettendone 80 oppure 120 grammi si rovina il piatto. Lo stesso vale, per esem­pio per la farina: non si prenda perciò alla lettera tutto quanto è scritto, io traccio le linee generali di una certa cucina, e ogni mia lettrice o lettore farà la” sua” cucina, lasciandosi guidare dal gusto, d la fantasia, dall’ispirazione” .

Lo sapete che esiste anche un risotto di pasta? Non è un gioco di parole, è davvero una ricetta, e anche molto buona. Lo sformato è un piatto che tanti confondo con il sformato…ma sono due cose ben diverse.

Occorre della pastina del formato “semi di melone”, facilissima da trovare. Il procedimento è simile a quello usato per fare il risotto, cioè si inizia con un soffritto di cipolla nel burro, poi si versa la pastina, invece del riso, e si fa insaporire ben bene, mescolan­do e aggiungendo il brodo a poco a poco.

L’unica dif­ferenza col risotto vero, quello fatto col riso, è che, per il risotto di pasta le dosi di brodo che si aggiun­gono devono essere particolarmente abbondanti, e che è indispensabile rimescolare continuamente.

Quando la pastina è cotta, si condisce con burro e parmigiano grattugiato, si dà l’ultima rimescolata e si serve con altro parmigiano a parte.

Oggi accontentatevi di questo sformato di riso……….. che è indicato per gli intolleranti al glutine, al lattosio e al nichel.Cosa volere di più?

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr. di riso carnaroli Riserva S. Massimo
  • 150 gr. di mozzarella delattosata
  •  150 gr. di prosciutto cotto senza glutine e senza lattosio,
  • 100 gr. di parmigiano reggiano 48 mesi,
  • 1 bustina di zafferano
  • 2 uova
  • sale

Preparazione:

Fate cuocere il riso al dente e scolatelo. Tagliare a dadini la mozzarella e il prosciutto cotto. Rompete le uova in una ciotola e sbattetele, aggiungete un pizzico di sale, il parmigiano reggiano e la bustina di zafferano. A questo composto incorporate il riso.

Ricoprite con la carta forno una pirofila e stendetevi uno strato di riso, la mozzarella e il prosicutto cotto. Ricoprite con un’altro strato di riso e cuocete in forno a 200° per 20 minuti.

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