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Pollo con umeboshi, una specialità della cucina giapponese

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
17/11/2019 alle 07:00

Pollo con Umeboshi
Giapponese
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 00 ore 46 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.3/5 (4 Recensioni)

Pollo con umeboshi, un piatto orientale a base di prugne

Oggi vi propongo il pollo con umeboshi. Già sapete che mi piace cercare nuovi ingredienti di altre culture e sapete quanto sia innamorata della cucina asiatica.  Questo ingrediente, forse un po’ difficile da pronunciare, sono in realtà delle particolari albicocche (che assomigliano di più alle nostre prugne) molto utilizzate in Giappone e in Cina.  Questo frutto viene raccolto durante la fase di maturazione e poi viene sottoposto a un processo di essiccazione e di fermentazione in cui viene aggiunto il sale.

La fermentazione, che può durare settimane o mesi, avviene con le foglie di shiso, un’erba aromatica che conferisce il caratteristico colore rossastro. Il risultato di tutta questa elaborazione sono dei frutti dal sapore acido e al tempo stesso salato. Queste prugne possono essere consumate in diversi modi, sia da sole che in combinazione con altri ingredienti.

Nella cucina giapponese, ad esempio, vengono usate per creare salse ma anche per condire stufati e altri piatti. Secondo alcuni, questo alimento è un buon rimedio per alcuni disturbi come l’affaticamento o problemi intestinali e digestivi.

Ricetta Pollo con Umeboshi

Preparazione Pollo con Umeboshi

  • Mettete a marinare il pollo nella salsa di soia.
  • Nel frattempo preparate il riso mettendo un bicchiere di riso basmati e 2 cucchiai di acqua in un pentolino, poi coprite e fate cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti, poi spegnete e lasciate coperto.
  • Mettete un po’ di olio in una pentola antiaderente e fate rosolare bene da tutti i lati i fusi di pollo che avrete tolto dalla marinata (circa 8 minuti per lato).
  • Aggiungete le cipolle tagliate a fette fatele rosolare leggermente, mettete l’aceto di riso, lo zucchero di canna, lo zenzero tagliato a lamelle e mezzo bicchiere di salsa di soia che avrete recuperato dalla marinata e 4 umeboshi a tocchetti.
  • Coprite e fate cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti, se serve aggiungete poca acqua.
  • Appena pronto mettete il riso in una ciotolina per ogni commensale e impiattate mettendo 2 fusi per piatto le cipolle e aggiungendo 1 umeboshi.

Ingredienti Pollo con Umeboshi

  • 8 fusi di pollo
  • 2 cipolle rosse
  • 6/8 umeboshi
  • 1 bicchiere di salsa di soia
  • 1 radice di zenzero fresco
  • un bicchiere di riso basmati
  • 4 cucchiai di aceto di riso
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Il pollo con umeboshi: un’alternativa alle solite ricette

Oggi vi propongo il pollo con umeboshi, cipolle, zenzero, salsa di soia e riso basmati, una ricetta per cucinare il pollo in maniera diversa dal solito. Una ricetta un po’ orientale elaborata con ingredienti che probabilmente chi è solito cucinare i piatti della tradizione italiana non sarà molto abituato ad usare. Tuttavia, sono sicura che conquisterà anche i più scettici. È arrivata l’ora di mettersi alla prova!

In più, si tratta di una pietanza perfetta anche per chi soffre d’intolleranza al glutine e al lattosio. Nonostante ciò, c’è un ingrediente che potrebbe causare problemi, la salsa di soia.

Dovete fare molta attenzione a cercare una che non contenga glutine o direttamente scegliere un ingrediente molto simile che non preveda l’utilizzo della farina: la salsa di soia Tamari. Leggere sempre le etichette dei prodotti che compriamo ci permetterà di evitare qualsiasi problema.

Che cosa sono le umeboshi?

Già in passato vi abbiamo parlato del condimento a base di umeboshi, un vero toccasana per la digestione. L’argomento vi ha incuriositi talmente tanto che abbiamo ritenuto essenziale un approfondimento. Per altro, ormai lo sapete bene, il Giappone ed il suo bagaglio di tradizioni e ricette ha su di noi un particolare fascino. Le umeboshi sono un frutto tipico giapponese, una specie di prugna salata dal colore rosso intenso.

Fin dai tempi più antichi, le umeboshi venivano apprezzate per le loro proprietà medicali soprattutto perché alcalinizzanti e capaci di aiutare il fegato e le funzioni epatiche. Generalmente vengono essiccato sotto sale, fino ad amplificare il suo sapore acido e salato. Esistono molte varietà di umeboshi, che variano lievemente per sapore, colore e grinzosità.

Umeboshi

Come vengono essiccate le umeboshi?

Le umeboshi, usate in questo piatto a base di pollo, vengono tradizionalmente essiccate. La raccolta, generalmente a fine giugno, avviene quando i frutti sono ancora verdi ed al massimo grado d’acidità. I frutti acerbi vengono lavati e tenuti a mollo per una notte, così da privarli del retrogusto amaro. Dopo di che vengono messi in appositi contenitori, a strati, ricoperti di sale e schiacciati da un peso.

Qui le prugne umeboshi vengono lasciate fermentare al buio in un luogo fresco. Così facendo il frutto sviluppa fermenti e batteri benefici dell’acido citrico ed al contempo si inibisce la proliferazione di batteri dannosi. Non a caso, i giapponesi sono veri esperti della fermentazione controllata. I frutti, così conservati, vengono lasciati a stagionare per almeno 12 mesi.

Umeboshi

Le proprietà medicinali delle umeboshi

Le umeboshi sono un antico rimedio contro la fatica, venivano perfino introdotto nelle borracce d’acqua a tale scopo e per purificarle. Secondo i sostenitori della dieta alcalina, le prugne umeboshi sono uno degli alimenti alcalinizzanti per eccellenza. Questi frutti sono ricchissimi di acido citrico ed acido fosforico ed è proprio questa componente acida che ha paradossalmente un effetto alcalinizzante. Il loro effetto è particolarmente tangibile in caso di nausee della gravidanza, mal d’auto, mal di mare, problemi di stomaco e nausee generiche. In questi casi, infatti, l’assunzione di umeboshi è in grado di ristabilire l’equilibrio interno del nostro organismo, attenuando questi disturbi.

Efficaci per contrastare i primi sintomi del raffreddore, l’anemia, la dissenteria ed in senso di stanchezza, le umeboshi è un ottimo rimedio per molti mali. Particolarmente interessante è anche il suo effetto di contrasto ai problemi della pelle ed in particolare agli eczemi. Per i giapponesi, le umeboshi sono l’equivalente della nostra “mela al giorno”, in quanto sembrerebbe avere la stessa capacità di “togliere il medico di torno”!

Gli altri ingredienti: zenzero e riso basmati

Uno degli altri ingredienti fondamentali del pollo con umeboshi è lo zenzero. È una spezia che si utilizza spesso per creare tisane ma anche in diverse pietanze, soprattutto in combinazione con la salsa di soia.

Questa radice ha un sapore piuttosto piccante che è in grado di creare contrasti unici, se usata nelle giuste quantità. Anticamente, lo zenzero veniva utilizzato per curare diversi malanni. In ogni caso, è una spezia con tantissime proprietà, visto che è ricca di vitamine e sali minerali e favorisce la digestione.

Oltre al vivace condimento di questo pollo con Umeboshi, utilizzeremo un tipico accompagnamento orientale: il riso basmati. Non potete sbagliarvi, visto che questo tipo di riso ha una forma molto particolare, fine e allungata. In più, è alla base di molti piatti orientali, fra cui quelli indiani. Per chi non è abituato a cucinare questo tipo di ingrediente, la cottura può essere complessa, per questo vi consiglio di seguire con attenzione i passi contenuti nella ricetta. Buon appetito!

Un focus sui secondi giapponesi
I secondi giapponesi sono spesso costruiti su equilibrio, cotture precise e condimenti intensi ma dosati. Il pollo teriyaki, il tonkatsu, il karaage, il salmone grigliato con salsa tare e gli yakitori mostrano bene questa impostazione. La carne o il pesce non vengono coperti, ma accompagnati da marinature, glasse, brodi, zenzero, miso, soia o aceto di riso. Il risultato è una cucina saporita, ma raramente pesante.

Cosa bere con il pollo con umeboshi?

Il pollo con umeboshi, cipolle e zenzero è una ricetta complessa che gioca con i sapori. Per questa ragione è necessario studiare al meglio gli abbinamenti, associando magari bevande di marca orientale. Ovviamente il primo pensiero va al sakè, in particolare quello di tipo junmai (a fermentazione naturale) e leggermente aromatico, che valorizza la sapidità e l’acidità dell’umeboshi senza coprire il gusto delicato del pollo.

Un’altra alternativa interessante è il tè verde giapponese servito tiepido, che esprime un profilo erbaceo e un leggero gusto astringente, che aiuta a equilibrare i sapori forti del piatto. Ma potreste optare anche per una birra giapponese chiara, tipo Asahi o Sapporo. In questo caso la freschezza del luppolo attenua l’intensità dello zenzero e delle cipolle cotte.

Ovviamente potete utilizzare anche vini europei, o magari italiani. In questo caso vi consiglio di optare per un bianco secco e profumato, come il Vermentino o il Fiano. Entrambi offrono una buona acidità e un gusto aromatico in grado di sostenere la corposità del piatto. Chi ama i rossi può considerare il Pinot Nero leggero non barricatto, questo tipo di vino ha un tannino gentile e un corpo snello, che evitano di appesantire l’esperienza gustativa e mantengono un’equilibrata armonia.

Un mondo di ricette con l’umeboshi

L’umeboshi è una vera risorsa in cucina, infatti può partecipare a tante ricette. La più famosa prevede l’impiego del riso bianco: basta mettere l’umeboshi al centro della ciotola per ottenere il classico hinomaru bento, che ricorda la bandiera giapponese. Un altro utilizzo è come condimento per l’onigiri, le famose polpette della cucina giapponese, che spesso vengono farcite con umeboshi.

Ma l’umeboshi può dare vita anche a vinaigrette insolite, ad esempio un ipotetico mix di umeboshi pestato, aceto di riso, olio di sesamo e zenzero. Si ottiene così un’emulsione dal sapore deciso ma armonico, perfetta per insalate di alghe o spinaci.

L’umeboshi si può integrare anche a salse per il pesce crudo (tipo tataki di tonno), oppure si può inserire in piatti di carne bianca alla griglia.

Come sostituire la salsa di soia nel pollo con umeboshi

Il pollo con umeboshi è arricchito dalla salsa di soia, una salsa particolare, carica di sapore ma anche di personalità. Per alcuni è troppo carica, da qui la necessità, almeno per chi non la apprezza, di cercare un’alternativa. Quali sono le alternative in particolare? Le soluzioni sono almeno due.

La prima alternativa è il tamari, che resta vicino alla salsa di soia ma presenta un profilo diverso. In genere è più delicato e meno pungente, soprattutto se è di buona qualità. Va però dosato con attenzione, perché può risultare comunque molto sapido.

In questa occasione, ovvero per condire il pollo con umeboshi, vi consiglio di diluirlo leggermente con acqua, brodo vegetale o brodo di pollo non salato. In questo modo conserva la nota umami necessaria per la ricetta, ma perde parte della sapidità che può disturbare chi non ama la salsa di soia classica. È un’alternativa utile anche quando si desidera una preparazione più morbida, senza rinunciare all’impronta orientale del piatto.

La seconda alternativa è un’emulsione a base di aceto di riso, miele e brodo. In questo caso ci si allontana decisamente dalla salsa di soia, ma si costruisce comunque un condimento equilibrato. L’aceto di riso porta acidità, il miele smorza, mentre il brodo dà corpo e aiuta la carne a preservare la sua morbidezza. Si può aggiungere anche una piccola quantità di zenzero fresco grattugiato, che richiama il carattere della ricetta e crea continuità con le umeboshi. Questa soluzione è indicata per chi vuole un risultato più delicato e meno salato.

Una terza possibilità è perfetta se si vuole restare su un registro più moderno. Sto parlando del coconut aminos, un condimento ricavato dalla linfa del cocco. Questo condimento ha un sapore più dolce e meno aggressivo della salsa di soia, ma riesce comunque a dare profondità. E’ adatto soprattutto se si cerca una variante più gentile, meno sapida e più facile da apprezzare da chi non ama i sapori orientali troppo marcati.

Prugne umeboshi, come farle in casa

Si possono preparare le umeboshi in casa? Beh, si può fare, ma richiede tempo, attenzione e una certa cura nella gestione della fermentazione. Prima di tutto va chiarito un punto: le umeboshi tradizionali non nascono dalle comuni prugne europee, ma dall’ume, un frutto giapponese vicino all’albicocca. In mancanza dell’ingrediente originale si possono usare delle piccole susine acerbe o albicocche molto sode, sapendo però che il risultato sarà una reinterpretazione domestica e non una replica perfetta.

Il procedimento parte dalla scelta dei frutti, che devono essere integri, non ammaccati e non troppo maturi. Vanno lavati con cura, asciugati bene e lasciati eventualmente a bagno per alcune ore, così da attenuare eventuali note amare. Poi si sistemano in un contenitore pulito, alternandoli con sale grosso. La quantità di sale è importante, infatti nelle preparazioni casalinghe si tende a usare una percentuale piuttosto alta, spesso intorno al 15-18% del peso dei frutti, proprio per favorire una conservazione sicura.

Una volta salati, i frutti vanno coperti con un peso. Con il passare dei giorni rilasciano un liquido, chiamato umezu, che diventa parte essenziale della preparazione. Se si desidera ottenere il colore rossastro tipico si possono aggiungere le foglie di shiso rosso, precedentemente massaggiate con sale. Il contenitore va tenuto in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce.

Dopo alcune settimane, quando i frutti si sono ammorbiditi e hanno assorbito bene il sale, si giunge alla fase dell’essiccazione. Basta esporli al sole per alcuni giorni, ritirandoli la sera e rimettendoli nel loro liquido. Alla fine possono essere conservati in vasetti puliti, coperti dal liquido di fermentazione. Il sapore sarà intenso, acido e salato, proprio per questo le umeboshi vanno usate in piccole quantità, come condimento o ingrediente aromatico.

Quali altre carni si possono arricchire con l’umeboshi
L’umeboshi può accompagnare anche altre carni, purché venga usata con moderazione. Con il maiale funziona molto bene, perché la sua acidità bilancia la parte grassa. Con il tacchino aiuta a rendere più vivace una carne spesso delicata. Può essere interessante anche con l’anatra, soprattutto in salse agrodolci, oppure con il manzo tagliato sottile e in preparazioni brevi. In tutti i casi va considerata come un condimento sapido e acido.

FAQ sul pollo con umeboshi

Cos’è l’umeboshi?

L’umeboshi è una prugna giapponese simile a un’albicocca, che viene messa sotto sale e fatta fermentare per diverse settimane con foglie di shiso rosso, che le conferiscono il caratteristico colore rosato o violaceo. È un alimento molto antico, noto per il suo gusto intensamente salato e acidulo.

Che proprietà ha l’umeboshi?

L’umeboshi è rinomata per le sue proprietà alcalinizzanti e digestive. È spesso consigliata nella medicina orientale per contrastare la stanchezza, stimolare il fegato e riequilibrare il sistema digestivo. È anche ricca di acido citrico, che aiuta l’assorbimento dei minerali e riduce la fatica muscolare.

Cosa si può fare con l’umeboshi?

Con l’umeboshi si possono creare condimenti, salse, ripieni e condimenti per riso, pesce o verdure. Può essere usata intera, tritata o in pasta (ume paste). È ideale per aggiungere profondità a piatti grazie alla sua acidità e alla sapidità marcata. In Giappone viene persino consumata da sola come “integratore naturale” contro i malesseri leggeri.

Con cosa sta bene l’umeboshi?

L’umeboshi si abbina bene con cibi dal gusto neutro come riso, tofu, patate o cavoli, in quanto bilancia la loro delicatezza con il suo deciso profilo aromatico. Si sposa anche con lo zenzero, il sesamo, la soia e l’aceto di riso, creando combinazioni equilibrate e piacevoli.

Ricette tipiche giapponesi ne abbiamo? Certo che si!

4.3/5 (4 Recensioni)
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