Tomahawk marinata al vino rosso: la ricetta alla griglia
Una bistecca importante, con una marinatura ben dosata
La tomahawk marinata al vino rosso è un secondo da condividere, adatto a una cena all’aperto o a un pranzo in cui la carne diventa il centro della tavola. Il taglio è spesso, l’osso è lungo e scenografico, ma la preparazione resta alla portata di tutti: servono una marinatura in frigorifero, una griglia ben calda e qualche minuto di riposo prima del taglio.
Vino rosso, scorza d’arancia, ginepro, alloro e chiodi di garofano profumano la superficie senza coprire il sapore del manzo. Il contorno di sedano rapa e puntarelle porta una nota fresca e leggermente amara, mentre la salsa di miele e senape lega il piatto con un contrasto agrodolce.
Non passate la carne dalla marinata direttamente alla griglia. Asciugatela molto bene: una superficie bagnata rallenta la rosolatura e può far colare il vino sulle braci.
Il momento più bello arriva quando la bistecca riposa sul tagliere: fuori ha una crosta scura e profumata, dentro conserva i succhi e il lungo osso le dà quell’aria da “bistecca dei cartoni” che strappa sempre un sorriso. Poi il coltello entra nella parte più spessa e la scena lascia spazio alla sostanza.
La ricetta è proposta da Tiziana Colombo. Se volete organizzare bene brace e tempi, partite dalla guida alla cottura alla griglia. Per confrontare questo taglio con un grande classico italiano, trovate anche i consigli dedicati alla bistecca alla fiorentina.
Ricette tomahawk
Preparazione tomahawk marinata
- Pestate leggermente le bacche di ginepro e ricavate dall’arancia soltanto la parte colorata della scorza.
- Adagiate la tomahawk in un recipiente di vetro o ceramica e unite il vino rosso, il ginepro, i chiodi di garofano, l’alloro e la scorza d’arancia.
- Coprite il recipiente e lasciate marinare in frigorifero per 8-12 ore girando la carne una volta.
- Estraete la bistecca dalla marinata circa 30 minuti prima della cottura, eliminate il liquido e asciugate bene la superficie con carta da cucina.
- Pelate il sedano rapa e tagliatelo a cubetti regolari poi mondate le puntarelle e dividetele a metà.
- Mescolate la senape con il miele fino a ottenere una salsa uniforme e tenetela da parte.
- Scaldate un cucchiaio di olio in padella e cuocete il sedano rapa per 10 minuti poi unite le puntarelle e proseguite per 5-7 minuti regolando con una parte del sale.
- Preparate la griglia con una zona molto calda e una zona a calore più dolce poi spennellate la carne con l’olio rimasto e salatela.
- Rosolate la tomahawk sulla zona più calda per 4-5 minuti per lato e passate anche il bordo sulla griglia fino a formare una crosta uniforme.
- Spostate la carne nella zona meno calda e proseguite la cottura controllando il centro con un termometro fino al grado scelto.
- Lasciate riposare la tomahawk per 8-10 minuti poi staccate la carne dall’osso e tagliatela a fette controfibra.
- Servite la carne con il sedano rapa, le puntarelle e la salsa di senape e miele a parte.
Cottura: 25 minuti
Tempo di riposo: 8-12 ore di marinatura più 10 minuti
Difficoltà: media
Calorie: 570 kcal per porzione
Ingredienti tomahawk marinata
- 1200 g di bistecca tomahawk di manzo con osso
- 300 ml di vino rosso corposo
- 1 arancia non trattata per la scorza
- 6 bacche di ginepro
- 2 chiodi di garofano
- 1 foglia di alloro
- 400 g di sedano rapa
- 200 g di puntarelle
- 20 g di miele di acacia
- 4 cucchiai di senape
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 6 g di sale fino.

Per ottenere una tomahawk marinata profumata e ben rosolata scegliete una costata di manzo con osso lungo, spessa almeno 5-6 centimetri, e lasciatela nel vino rosso con arancia e spezie per 8-12 ore in frigorifero. La marinata lavora soprattutto sulla parte esterna: aggiunge aroma e prepara una crosta più ricca, ma non sostituisce la qualità della carne né una cottura controllata. Prima di metterla sulla griglia, scolatela, eliminate la marinata e asciugatela con cura. Create poi due zone di calore: una molto calda per rosolare entrambi i lati e una più dolce per portare il cuore alla temperatura desiderata senza bruciare la superficie. Un termometro da cucina è più affidabile dei minuti, perché peso e spessore cambiano da una bistecca all’altra.
Dopo la cottura lasciate riposare la tomahawk per 8-10 minuti, quindi separate la carne dall’osso e affettatela controfibra. Servitela con sedano rapa e puntarelle saltati e con poca salsa di senape e miele. Tenete sempre separati il recipiente della carne cruda, il tagliere di servizio e le pinze usate dopo la cottura. Il contorno può essere preparato mentre la bistecca è sulla griglia e tenuto in caldo senza perdere consistenza. La ricetta non contiene glutine né latticini; controllate comunque l’etichetta della senape se cucinate per una persona celiaca.
Come funziona la marinatura della tomahawk
La marinatura della tomahawk ha il compito di insaporire la parte esterna della bistecca. Il vino non entra fino al cuore di un taglio così spesso e non trasforma da solo una carne tenace in una carne tenera. Per questo conviene partire da una costata ben frollata e usare aromi misurati, capaci di accompagnare il grasso senza nasconderlo.
Vino rosso e spezie: che cosa portano alla carne
Un rosso asciutto e di buon corpo regge il gusto del manzo; non occorre aprire una bottiglia molto costosa, ma è meglio evitare vini dolci o già ossidati. La scorza d’arancia alleggerisce il profilo della marinata, il ginepro dà una nota resinosa, l’alloro arrotonda e i chiodi di garofano aggiungono calore. Due sono sufficienti: aumentando la dose diventerebbero subito dominanti.
Tra 8 e 12 ore si ottiene un buon equilibrio. Tempi molto più lunghi possono lasciare in superficie un gusto troppo vinoso e una consistenza meno piacevole. Usate sempre un recipiente non reattivo, copritelo e tenetelo in frigorifero.
Perché bisogna asciugare la bistecca
La crosta si forma bene quando la superficie incontra una griglia calda ed è quasi asciutta. Se resta molto liquido, il calore viene impiegato prima per far evaporare l’umidità e la carne tende a cuocere senza dorarsi. Tamponare non porta via il profumo già rimasto sulla superficie: elimina solo ciò che ostacolerebbe la rosolatura.
Non versate la marinata cruda sulla carne cotta. Se volete una salsa, preparatela a parte: senape e miele sono pronti in un minuto e mantengono il gusto più pulito.
Cottura della tomahawk: crosta fuori e cuore succoso
Lo spessore rende poco attendibile una tabella basata soltanto sui minuti. La soluzione più semplice è rosolare la bistecca sul calore forte, spostarla poi in una zona meno intensa e controllare il punto più spesso senza toccare l’osso. Come riferimento, un cuore a 54-56°C dà una cottura al sangue avanzata o media al sangue, mentre 60-63°C porta verso una cottura media. La temperatura continua a salire leggermente durante il riposo.
La gestione del fuoco conta quanto il termometro: brace, distanza e servizio vanno regolati in base allo spessore reale della carne. Per persone più esposte ai rischi alimentari è prudente scegliere una cottura completa.
Due zone di calore evitano una crosta bruciata
Su un barbecue a carbone raccogliete le braci da un lato; su una griglia a gas lasciate un bruciatore più basso. In questo modo potete costruire prima il colore e poi cuocere l’interno con maggiore calma. Le fiammate vanno contenute: il grasso che cola può accenderle e annerire la superficie prima che il centro sia pronto.
Tenete separati il vassoio che ha contenuto la carne cruda e quello destinato alla bistecca cotta. Anche le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sull’igiene in cucina richiamano l’attenzione sui passaggi tra alimenti crudi, mani, utensili e superfici.
Il riposo e il taglio controfibra
Dopo la griglia appoggiate la tomahawk su un tagliere pulito e attendete 8-10 minuti. Non chiudetela stretta in un involucro: la crosta perderebbe parte della sua consistenza. Separate quindi la polpa dall’osso con un coltello affilato e ricavate fette perpendicolari alle fibre. Il boccone risulterà più facile da masticare e ogni commensale potrà scegliere la parte più magra o quella vicina all’osso.
Salsa e contorni per la bistecca tomahawk
La salsa di miele e senape va servita in una ciotolina, non versata su tutta la carne. Ne basta poca per aggiungere dolcezza e una punta vivace senza coprire la crosta. Se usate una senape già molto dolce, riducete il miele.
Il sedano rapa resta compatto e porta una nota terrosa; le puntarelle danno freschezza e un amaro leggero che bilancia il grasso della costata. Quando preferite un contorno più tradizionale, potete preparare delle patate al forno, mantenendo però la salsa in piccola quantità per non appesantire il piatto.
Una tomahawk grande si serve al centro della tavola
Una bistecca con osso da 1200 grammi non corrisponde a 1200 grammi di carne da mangiare: una parte importante del peso è data dall’osso e durante la cottura si perdono liquidi. Divisa in quattro e accompagnata da verdure, dà porzioni moderate. Il portale del CREA dedicato alle porzioni e frequenze di consumo indica 100 grammi di parte edibile come porzione standard per la carne fresca.
Portate la tomahawk intera sul tagliere solo per presentarla, poi affettatela e distribuite la carne. È più semplice da servire, si vede subito il grado di cottura e non si lasciano raffreddare fette troppo sottili prima che arrivino nei piatti.
Tomahawk di manzo e tomahawk di maiale non sono uguali
Il nome tomahawk descrive soprattutto la forma del taglio con l’osso lungo. In questa ricetta si usa il manzo, cioè una costata spessa. La tomahawk di maiale è invece una braciola ricavata dal carré: ha dimensioni, grasso e tempi diversi e richiede una cottura completa adatta alla carne suina. Potete riprendere l’idea degli aromi, ma non usare automaticamente le stesse temperature e gli stessi minuti indicati per il manzo.
FAQ sulla tomahawk marinata
Si può cuocere la tomahawk senza barbecue?
Sì. Rosolatela in una padella pesante ben calda, compreso il bordo, poi terminate la cottura in forno a 120°C controllando la temperatura al cuore. Lasciatela riposare prima di affettarla come nella versione alla griglia.
Si può usare la marinata come salsa?
Non usatela direttamente perché è stata a contatto con carne cruda. In questa ricetta conviene eliminarla e preparare la salsa fresca di miele e senape. Se in un’altra preparazione volete recuperare una marinata, deve essere sottoposta a una cottura completa e gestita con molta attenzione.
Ricette carne ne abbiamo? Certo che si!
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