Indipendenza americana, festa a stelle e strisce

Indipendenza americana
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La festa dell’ Indipendenza americana, cos’è e cosa si mangia.Il 4 luglio vi dice niente? Probabilmente se non siete americani, poco o nulla. Eppure da quella parte dell’Atlantico è una giornata importante, anzi la più importante insieme a quella del Ringraziamento. Negli Stati Uniti il 4 luglio si festeggia infatti l’indipendenza dal Regno Unito. Come tutte le feste “comandate”, è un’occasione per stare insieme e per mangiare.

Anche gli Stati Uniti hanno le loro tradizioni culinarie, anche se sono diverse dalle nostre. Se volete passare un 4 luglio “diverso” e celebrare la cultura americana, prendete in considerazione il menù che vi presento oggi. Sono tutte pietanze all’americana, ossia che ricalcano lo spirito del fast food. Tuttavia, ho inserito qua e là qualche gradevole aggiunta o modifica. Spesso queste modifiche vanno incontro alle esigenze di chi non può assumere glutine e lattosio, dunque celiaci e intolleranti.

Indipendenza americana

Vi avverto, non si tratta di pietanze dietetiche, non sempre almeno. Ritengo però che ogni tanto si possa fare un’eccezione alla regola, e abbandonarsi al gusto senza badare troppo alle calorie. In ogni caso, ho prestato la consueta attenzione alla scelta degli ingredienti, che dove possibile sono salutari e ricchi di sostanze nutritive. Per esempio, ho abbondato di frutta e verdura che possono far parte di alcune pietanze dallo stile americano.

Le costine morbide e succose sono un classico della cucina americana, spesso guardata con un po’ di pregiudizio, ma che in realtà può offrire molto, soprattutto per quanto riguarda la carne. Infatti, si può affermare che gli Stati Uniti, soprattutto quelli del sud (Texas in primis) vantino una grande tradizione su come cucinare la carne. L’approccio è leggermente diverso da quello europeo e in particolar modo italiano. Per esempio, si predilige una cottura ben rifinita, quasi mai al sangue. Inoltre, un ruolo importante è ricoperto dalle salse, spesso corpose e ricche di ingredienti.

Panini, sandwich e hamburger per la festa dell’ Indipendenza americana

Nell’immaginario collettivo la cucina americana prevede soprattutto panini, sandwich, hamburger etc. Questo è vero, anche se ovviamente c’è dell’altro. In questo paragrafo, però, vi presento tre ricette che confermano questa credenza, come ad esempio il club sandwich. Si tratta di un sandwich molto corposo, che può fungere da pasto completo. Sono presenti infatti proteine in abbondanza, grazie alla presenza del bacon e del pollo, come anche i sali minerali e le vitamine (grazie ai pomodori e alla lattuga).

Discorso simile per l’hot dog con pancetta. In questo caso ho rivisitato ampiamente la ricetta del classico hot dog. Ho sostituito il wurstel con la pancetta e ho inserito moltissime verdure: peperoni, pomodoro, cipolla, crauti e cetriolini. E’ presente anche il formaggio cheddar, un classico anglosassone dal sapore intenso e corposo. Ho inoltre sostituito il pane classico con dei panini per hot dog senza glutine.

Ovviamente non può mancare l’hamburger, o meglio la sua variante con il formaggio: il cheeseburger. Il formaggio da utilizzare, anche in questo caso, è il cheddar. Anche per questa ricetta ho previsto l’impiego del bacon e di panini senza glutine. Ovviamente non è un pasto dietetico ma, come ho detto ad inizio articolo, vale proprio la pena sforare una volta ogni tanto facendo felici le propri papille gustative!

Le classiche insalatone all’americana

Per il 4 luglio la cucina americana riserva molta importanza anche alle insalate, anzi alle insalatone. La tradizione statunitense predilige infatti insalate sostanziose, che quasi fungono da pasto completo. Per il menù del 4 luglio non potevo non includere la caesar salad.  Questa insalata è oggetto di un piccolo fraintendimento: negli Stati Uniti le si attribuiscono origini italiane, mentre è completamente made in USA. Ad ogni modo, la cesar salad è realizzata con il petto di pollo e condita con una insalata corposissima realizzata con maionese, acciughe e senape.

Potreste preparare anche un insalata dal sapore più delicato, come l’insalata Waldorf. Sia chiaro, siamo pur sempre di fronte a un’insalatona, quasi da pasto completo, ma propone sapori un po’ più raffinati. Il condimento è infatti realizzato con lo yogurt greco, quello adatto alle preparazioni salate (ad esempio viene impiegato per condire la carne del kebab). E’ presente persino il miele di acacia, che serve a conferire un prezioso sentore agrodolce!

Tomahawk di vitello

I nostri secondi e dolci per la Festa dell’Indipendenza americana

Per quanto riguarda i secondi per la festa del 4 luglio, vi propongo il caratteristico tomahawk di vitello con patate al cartoccio. Si tratta di una bistecca “gigantesca”, che può pesare anche parecchi chili, la cui cottura prevede due fasi: una al forno e una alla griglia. Le patate possono sono poi farcite con bacon e con il cheddar (ma anche con una deliziosa salsina). Nel complesso è una pietanza davvero sostanziosa, con un carico di proteine che lascia a bocca aperta.

Non possono mancare le nuggets di pollo, di cui propongo però una variante. Nello specifico, una variante in cui il pangrattato è sostituito dal popcorn. Ovviamente il popcorn deve essere polverizzato, dal momento che farà parte della panatura. Il risultato è davvero particolare, diverso dalle classiche nuggets e sicuramente da provare. Ovviamente i nuggets vanno fritti sempre e comunque, in quanto la cottura al forno – almeno in questa occasione – rende davvero poco.

Per finire propongo un dolce, anzi una crostata. Una crostata particolare, che punta non solo al gusto ma anche all’impatto visivo in quanto riproduce la bandiera americana formata da più frutti (le strisce rosse fatte con le fragole, quelle bianche con le banane e il riquadro blu servendosi dei mirtilli). E’ comunque una versione semplificata delle normali crostate, molto semplice da realizzare, se si esclude la già citata decorazione.

Per il dolce abbiamo pensato alla Torta del 4 luglio o a dei cupcakes

Ogni occasione è buona per festeggiare, magari preparando una deliziosa torta del 4 luglio. Nel caso foste appassionati di cultura americana, il 4 luglio rappresenta certamente un motivo di festa, in caso contrario potreste, comunque, cogliere l’opportunità di preparare una torta deliziosa, magari arricchendola con qualche motivo estetico che ricordi gli Stati Uniti.

E’ con questo spirito che ho pensato alla torta del 4 luglio, un dolce molto semplice da fare e anche divertente, e in grado di offrire qualche sentore insolito. La ricetta è simile a quella delle normali torte al pan di Spagna, ma ho predisposto qualche suggestiva variazione sul tema, riguardante in particolar modo la bagna e l’impasto. Di entrambe, nonché dei sapori che questa torta del 4 luglio propone, parlerò nei prossimi paragrafi.

torta indipendenza americana

Come realizzare un perfetto pan di Spagna?

Ovviamente, il passaggio più importante della ricetta della torta del 4 luglio, come di qualsiasi altra torta, è la preparazione del pan di Spagna. La torta del 4 luglio non fa differenza, tuttavia ho deciso di compiere qualche scelta particolare, modificando leggermente l’impasto. Nello specifico, ho “bandito” la farina di grano e l’ho sostituita con la farina di quinoa e quella di tapioca.

Una scelta, questa, frutto della volontà di conferire un sapore diverso alla torta, un po’ più esotico, ma anche di renderla più accessibile. In questo modo la torta è adatta anche ai celiaci e agli intolleranti al glutine, nessuna delle due farine, infatti, contiene questa sostanza. Per quanto riguarda il procedimento non cambia molto, dunque vi consiglio di fare riferimento – oltre che alla sezione preparazione qui di seguito – anche a questo articolo in cui spiego come fare un perfetto pan di Spagna.

Una bagna particolare e molto leggera

Un altro elemento di differenziazione della torta del 4 luglio rispetto alle altre torte al pan di Spagna riguarda la bagna. Ogni torta ha il suo tipo di bagna, ma in questo caso la creatività prende il sopravvento. In genere, però, si opta per l’inserimento di un alimento zuccherino (che può essere uno sciroppo) e di un elemento alcolico (in genere il rum). In questo caso ho fatto una scelta “analcolica” e ho optato per il malto di riso.

Questo ingrediente offre la giusta umidità al pan di Spagna e allo stesso tempo copre il “fabbisogno di zucchero”. Si tratta evidentemente di una bagna leggera, che può essere usata anche in quantità superiori al normale. Per quanto riguarda la farcia, ho seguito i canoni classici: panna, formaggio cremoso e qualche elemento sfizioso, in questo caso le gocce di cioccolato fondente.

Cupcake un dolcetto che celebra l’ Indipendenza americana

Come suggerisce il nome, la cupcake per l’ Indipendenza americana  è un dolcetto pensato proprio per questa ricorrenza. Questa data non dice nulla a noi italiani, ma per gli americani significa molto. Infatti, è il Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, una ricorrenza sentita almeno quanto il più famoso Thanksgiving (o Giorno del Ringraziamento). Negli USA si è soliti festeggiare con barbecue, picnic e altri eventi conviviali. Proprio in questi eventi trovano spazio dei dolci caratteristici come le cupcake del 4 luglio. Questi dolcetti assomigliano molto ai muffin, almeno a giudicare dal procedimento e dalla texture.

L’impatto visivo deve essere mirato, il riferimento è alla decorazione, che deve essere in grado di ripercorrere forme e colori in linea con la ricorrenza (come potete notare in foto). Proprio la decorazione è l’unico vero passaggio complicato di una preparazione altrimenti semplice, proprio come suggerisce la categoria “simil-muffin”. Ciò non significa, però, che sia un dolce banale, ma tutt’altro. Queste cupcake, infatti, propongono sentori particolari, che spiccano rispetto alle preparazioni dello stesso tipo.

Cupcake indipendenza americana

Un impasto fuori dal comune

Di questa cupcake del 4 luglio si apprezza soprattutto l’impasto, che non è esattamente lo stesso impasto dei muffin, e nemmeno delle cupcake in generale. E’ realizzato, infatti, non solo con il cacao, un elemento di base non frequente in queste preparazioni, ma anche con una farina alternativa, ossia quella di mesquite. La farina di mesquite si caratterizza, in primis, per la totale assenza di glutine. In questo modo viene garantito il consumo anche a chi soffre di intolleranza alimentare o celiachia. Inoltre, questo tipo di farina ha un apporto di proteine straordinario, che ha poco da invidiare a quello della carne, infatti 100 grammi di farina di mesquite contengono 17 grammi di proteine. Allo stesso modo, è ricchissima di magnesio, calcio, potassio, zinco e fibre.

Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio superfood. Tanto più che l’indice glicemico è inferiore alla media, il ché giova ai diabetici ma anche a chi sta seguendo una dieta dimagrante. L’apporto calorico, poi, è abbastanza equilibrato, infatti siamo sulle 376 kcal per etto. La capacità panificatoria della farina di mesquite è sufficiente, si consiglia però di utilizzare altri alimenti a supporto. In questo caso, ho optato per la semplice fecola, che ricorre in molte ricette dolciarie. Per quanto concerne la resa organolettica, la farina di mesquite è ottima e risulta particolarmente adatta alle preparazioni dolciarie. Il suo sapore, infatti, è leggermente dolce, inoltre è possibile rilevare sentori più o meno decisi di cacao, cocco, melassa e nocciola.

Perché è necessario utilizzare il baking?

Alcuni di voi certamente sono rimasti sorpresi dall’assenza del lievito nella nostra cupcake del 4 luglio. Esso è infatti sostituito da una sostanza non molto diffusa in Italia, ma ben conosciuta nel mondo anglosassone, ossia il baking. La sua funzione è esattamente quella di far lievitare l’impasto. Tuttavia, il processo viene svolto in maniera diversa rispetto al lievito standard. In primo luogo, sono necessarie dosi minime di baking, dunque occorre rispettare le indicazioni riportate nella ricetta.

In secondo luogo, agisce molto più velocemente, facendo risparmiare molto tempo in cucina. Infine, rende gli impasti molto morbidi. Da questo punto di vista, il baking può essere assimilato al normale bicarbonato di sodio. Inoltre, può essere utilizzato per qualsiasi prodotto da forno, ma dà il meglio di sé proprio nelle preparazioni simil-muffin, in quanto esalta la morbidezza, a prescindere dalle farine e dagli amidi utilizzati.

Ecco la ricetta della cupcake del 4 luglio:

Ingredienti:

  • 150 gr. di cioccolato fondente,
  • 150 gr. di olio di girasole,
  • 100 gr. di tuorlo,
  • 200 gr. di albume,
  • 250 gr. di zucchero di canna,
  • 50 gr. di farina di mesquite,
  • q. b. di pasta di zucchero,
  • 50 gr. di fecola,
  • 50 gr. di cacao,
  • 5 gr. di baking.

Preparazione:

Per la preparazione della cupcake del 4 luglio iniziate sciogliendo il cioccolato insieme all’olio con il metodo a bagnomaria o al microonde. Poi unite la farina di mesquite, il tuorlo d’uovo, il cacao, la fecola e il baking. A parte, montate l’albume e lo zucchero fino a formare una meringa, poi unitela al composto precedente. Adagiate il nuovo composto negli stampi e cuocete al forno per 25 minuti a 180 gradi. Infine, decorate con la pasta da zucchero, riproducendo forme e colori in linea con la festa del 4 luglio.

Ecco la ricetta della torta pr festeggiare l’ Indipendenza americana:

Ingredienti per una torta:

Per il pan di Spagna:

  • 200 gr. di uova intere;
  • 80 gr. di zucchero bruno di canna;
  • 40 gr. di malto di riso;
  • 40 gr. di amido di riso;
  • 20 gr. di farina di tapioca;
  • 60 gr. di farina di quinoa.

Per bagna:

  • 100 gr. di acqua;
  • 50 gr. di malto di riso.

Per il ripieno e per la decorazione:

  • 300 gr. di panna consentita;
  • 300 gr. di formaggio fresco spalmabile consentito;
  • 100 gr. di cioccolato fondente a pezzi.

Preparazione:

Per la preparazione della torta del 4 luglio iniziate pesando per bene tutti gli ingredienti in modo da non sbagliare le dosi. Ora procedete con la ricetta vera e propria iniziando a montare le uova con lo zucchero di canna a media velocità, in modo da ottenere un composto spumoso, più o meno simile a quello del pan di Spagna classico. Per regolarvi fate riferimento al volume, quando raddoppia potete smettere di montare. Inoltre, fate attenzione a come il composto si comporta quando è sulla frusta, se rimane in sospensione vuol dire che è sufficientemente montato. A questo punto, dopo averle setacciate, aggiungete la farine di tapioca, la farina di quinoa, l’amido e il malto di riso. Poi sistemate tutto in uno stampo (oliato e infarinato) e cuocete per 15 minuti circa in un forno preriscaldato a 180 gradi.

Nel frattempo preparate la bagna. Molto semplicemente versate in un pentolino l’acqua e il malto di riso, portate ad ebollizione e infine fate raffreddare il composto. Per la farcitura, invece, mescolate in una ampia ciotola la panna e il formaggio, e montate tutto insieme come se doveste preparare della panna. Ora estraete il pan di Spagna dal forno, dividetelo in due strati tagliandolo per lungo e inzuppate lo strato che fungerà da base, poi posizionateci sopra un po’ di farcia e distribuite i pezzi di cioccolato fondente.

Adagiate il secondo strato di pan di Spagna e bagnate anche quest’ultimo. Ora ponete la torta in frigo e fatela riposare per qualche ora (questa operazione faciliterà l’applicazione della pasta di zucchero). Trascorso questo lasso di tempo, spalmate un altro strato, non troppo spesso, di ripieno e stendete la pasta di zucchero ricavando una copertura spessa 0,3 cm. Decorate la superficie come meglio credete, magari con qualche motivo che richiami la cultura americana, visto lo scopo della torta. Buona festa a tutti!

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25-06-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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