Confettura di mele cotogne giapponesi, un gusto orientale

Confettura di mele cotogne giapponesi
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Confettura di mele cotogne giapponesi, un procedimento classico

La confettura di mele cotogne giapponesi è una confettura diversa dal solito, soprattutto perché realizzata con un ingrediente non molto diffuso dalle nostre parti. La mela cotogna giapponese, come tra l’altro suggerisce il nome, è originaria del Giappone. Nel corso dei secoli ha sviluppato una varietà molto particolare, che si differenzia dalle mele cotogne nostrane sotto molti aspetti. Infatti, rispetto alle mele cotogne che crescono in Italia, quelle nipponiche si caratterizzano per una forma meno aggraziata, più irregolare, per una buccia ruvida e raggrinzita. Non è un gran bel vedere, ma vi assicuro che in realtà sono piuttosto buone. Anzi, sono più gustose delle mele cotogne italiane, più delicate al palato e un po’ meno dure. Sono certa di questo, anche perché le coltivo nel mio orto. Le cotogne giapponesi che vedete in foto sono proprio le mie!

Per quanto concerne la ricetta, essa non riserva sorprese, infatti rievoca in maniera piuttosto fedele il procedimento delle confetture cui siamo tutti abituati. Non dovrete fare altro che cuocere i frutti insieme allo zucchero. L’unico elemento di differenziazione è la presenza del succo di limone e dei chiodi di garofano, due ingredienti necessari per equilibrare il sapore comunque spiccato delle mele cotogne giapponesi. Una precisazione: esistono due versioni di questa confettura. La prima è a pezzettoni, la seconda è liscia. La confettura a pezzettoni è semplicemente il risultato della cottura degli ingredienti, mentre la confettura liscia prevede un passaggio nel frullatore prima di versare il composto nei barattoli.  Sta a voi decidere quale delle due versioni preparare.

Le proprietà delle mele cotogne giapponesi

Per ciò che concerne le confetture ho già parlato delle differenze tra le mele cotogne giapponesi e le mele cotogne italiane. Differenze che è, in realtà, riguardano soprattutto l’aspetto e il gusto. Infatti, per quanto concerne le proprietà nutrizionali i due frutti sono praticamente identici. Le mele cotogne, siano esse giapponesi, italiane o più genericamente mediterranee, si caratterizzano per un elevato valore nutrizionale, in tutto e per tutto paragonabile a quello delle mele propriamente dette. Infatti, sono ricche di vitamine e sali minerali, nello specifico contengono tantissima vitamina C, potassio, calcio e magnesio. Sono anche ricche di antiossidanti, soprattutto nella buccia. Per inciso, gli antiossidanti agevolano la riproduzione cellulare, contrastano gli effetti dei radicali liberi e aiutano a prevenire alcuni tumori. A dire il vero, le mele cotogne contengono una quantità di fruttosio inferiore alle mele.

Confettura di mele cotogne giapponesi

Per quanto concerne l’apporto calorico, siamo comunque su livelli molto bassi. Le mele cotogne giapponesi, così come le mele cotogne italiane e mediterranee, non sono delle vere e proprie mele, ovvero non appartengono alla stessa famiglia. Tuttavia, sono spesso associate al celebre frutto sia per l’aspetto che per il sapore. A tal proposito, essendo abbastanza dure e un po’ meno dolci, sono utilizzate soprattutto per la preparazione di confetture, proprio come nella ricetta che vi propongo oggi.

Perché abbiamo usato il limone e i chiodi di garofano?

Chi è solito preparare la confettura di mele cotogne giapponesi, e le confetture in genere, ha una chiara idea sulla lista degli ingredienti. C’è chi punta a un sapore più lineare e tende a non andare oltre il frutto e lo zucchero. Di contro, c’è chi opta per una profondità organolettica maggiore e arricchisce la confettura con altri ingredienti. In questo caso ho deciso di inserire nella lista degli ingredienti anche il limone e i chiodi di garofano. La loro presenza è giustificata dalla volontà di valorizzare il sapore della mela cotogna, piuttosto che coprirlo. Una valorizzazione che non altera il sapore originario e agisce con la massima delicatezza possibile.

Nello specifico, il limone aggiunge un tocco di acidità in più, che genera gradevoli sensazioni al palato. I chiodi di garofano, invece, aggiungono un sentore leggermente aromatico e donano un profumo migliore alla confettura. Il consiglio è comunque di non esagerare con le dosi in quanto potrebbero seriamente compromettere il risultato finale, ponendo in secondo piano l’ingrediente principale.

Ecco la ricetta della confettura di mele cotogne giapponesi:

Ingredienti:

  • 1 kg. di mele cotogne giapponesi,
  • 450 gr. di zucchero,
  • qualche chiodo di garofano,
  • succo di un limone.

Preparazione:

Per la preparazione delle confetture di mele cotogne giapponesi iniziate igienizzando i vasetti e i tappi. Poi sbucciate le mele, lavatele e tagliatele in quattro parti. Dopodiché eliminate i torsoli interni e riducete la polpa a dadini. In un’insalatiera versate acqua, limone e immergeteci le mele, in questo modo non diventeranno nere. Ora scolate le mele e trasferitele in una pentola, poi unite lo zucchero e i chiodi di garofano. Regolata la fiamma bassa e cuocete per 40 minuti.

Trascorso questo lasso di tempo, potete lasciare la confettura così com’è, ossia a pezzettoni, oppure frullarla. La scelta sta a voi, ma badate bene, se optate per il frullatore, togliete i chiodi di garofano. Ora inserite la confettura nei vasetti, chiudete con cura e capovolgete fino a completo raffreddamento. Dopodiché, fate riposare i vasetti in dispensa e aspettate due o tre settimane prima di aprirli.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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