Fave e cicoria: la ricetta pugliese con purea cremosa
Fave e cicoria, due sapori che si incontrano nel piatto
Le fave e cicoria sono uno dei piatti più amati della cucina pugliese: una purea morbida di fave secche incontra il gusto amarognolo della verdura e viene completata da un buon olio extravergine di oliva. Gli ingredienti sono pochi, ma il risultato ha un equilibrio preciso. La dolcezza naturale delle fave addolcisce la cicoria, mentre la verdura rende il purè meno monotono e più fresco al palato.
Per questa versione uso fave secche decorticate, che dopo l’ammollo cuociono fino quasi a disfarsi da sole. La cicoria viene invece lessata per il tempo necessario a renderla tenera senza farle perdere tutta la sua consistenza. I due elementi si incontrano soltanto nel piatto, così ognuno conserva il proprio sapore.
Non abbiate fretta di frullare le fave. Se sono ben ammollate e cotte a fuoco dolce, basta mescolarle con energia per ottenere una purea morbida e corposa. Se durante la cottura si asciugano troppo, aggiungete poca acqua calda per volta.
È un piatto che cambia sotto gli occhi mentre cuoce. Le fave perdono piano piano la loro forma e diventano crema; la cicoria, invece, resta verde e leggermente tenace. È proprio questo contrasto di consistenze, oltre a quello tra dolce e amaro, a rendere la ricetta così piacevole anche con un condimento essenziale.
La preparazione richiede soprattutto organizzazione: l’ammollo si fa in anticipo, poi la cottura procede senza passaggi difficili. Potete quindi preparare le fave qualche ora prima e lessare la cicoria vicino al momento del servizio, oppure scaldare tutto con calma quando arriva l’ora di mangiare.
Ricetta fave e cicoria
Preparazione fave e cicoria
- Mettete le fave secche in una ciotola capiente, copritele con acqua fredda e lasciatele in ammollo per 8 ore.
- Pulite la cicoria eliminando la base e le foglie rovinate, dividete i gambi più grossi e lavatela in più acque fino a eliminare ogni residuo di terra.
- Scolate le fave, sciacquatele e trasferitele in una casseruola. Copritele con acqua pulita, unite l’alloro e lo spicchio di aglio e portate a leggero bollore.
- Cuocete le fave a fuoco dolce per 60-75 minuti, eliminate la schiuma che sale in superficie e aggiungete poca acqua calda se il fondo tende ad asciugarsi.
- Lessate la cicoria in acqua bollente leggermente salata per 8-10 minuti, scolatela bene e tenetela da parte.
- Eliminate l’alloro dalle fave, unite metà del sale e mescolate con un cucchiaio di legno fino a ottenere una purea densa. Aggiungete metà dell’olio e regolate la consistenza con poca acqua calda solo se serve.
- Distribuite la purea nei piatti, sistemate accanto o sopra la cicoria, completate con il sale rimasto e con l’olio a crudo e servite.
Cottura: 75 minuti
Tempo di riposo: 8 ore
Difficoltà: facile
Calorie: 375 kcal per porzione
Ingredienti fave e cicoria
- 300 g di fave secche decorticate
- 600 g di cicoria
- 2 foglie di alloro
- 1 spicchio di aglio
- 40 g di olio extravergine di oliva
- 6 g di sale fino.
Fave e cicoria è una ricetta pugliese preparata con fave secche decorticate cotte fino a diventare una purea e cicoria lessata, servite insieme con olio extravergine di oliva. La preparazione è semplice, ma richiede l’ammollo delle fave e una cottura lenta. Il risultato è un piatto cremoso e vegetale nel quale il sapore dolce del legume viene bilanciato dalla nota amara della cicoria. Può essere servito come primo piatto o, in porzione più abbondante, come piatto unico.
La ricetta è già vegana e non contiene latte, uova o ingredienti con glutine. Se volete accompagnarla con pane o crostini e dovete evitare il glutine, scegliete un prodotto con dicitura adatta alle vostre esigenze. Le fave secche danno corpo e sazietà, mentre la cicoria aggiunge una parte vegetale dal gusto netto. L’olio va aggiunto soprattutto alla fine: lega i due sapori e rende la purea più morbida senza coprirla. Con pochi ingredienti si ottiene così una preparazione che racconta bene la cucina di casa e il valore dei piatti nati dalla tradizione contadina.
Fave e cicoria: ingredienti, consistenza e cottura

Perché la purea di fave e cicoria funziona così bene
Il punto forte di questo piatto è il contrasto. Le fave secche, una volta cotte a lungo, diventano morbide e hanno un gusto dolce e pieno. La cicoria porta invece una nota amara che pulisce il palato e impedisce alla purea di risultare pesante. Non serve aggiungere molti condimenti perché l’equilibrio nasce già dai due ingredienti principali.
Anche le consistenze hanno un ruolo preciso. La purea deve essere densa ma non asciutta, in modo da raccogliersi facilmente con la forchetta. La cicoria deve restare tenera ma non sfatta. Se entrambe diventano troppo morbide, il piatto perde contrasto; se le fave restano asciutte, invece, la crema risulta granulosa e meno piacevole.
Le fave secche sono un legume ricco di proteine vegetali e fibre. Il database italiano CREA indica per le fave secche sgusciate 25,2 g di proteine per 100 g di prodotto crudo. Per chi vuole approfondire composizione e valori, è disponibile la scheda nutrizionale delle fave secche del CREA. In cucina, però, la cosa più utile da ricordare è semplice: il peso delle fave cambia molto dopo ammollo e cottura, quindi le porzioni vanno valutate partendo dal prodotto secco.
Come ottenere una purea di fave cremosa
La prima regola è partire da fave secche decorticate. La buccia è già stata eliminata e questo aiuta a ottenere una crema più uniforme. L’ammollo riduce i tempi di cottura e permette ai semi di assorbire acqua in modo regolare. Dopo il risciacquo, le fave vanno coperte con acqua pulita e cotte a fiamma bassa.
Durante la cottura non serve aggiungere troppa acqua tutta insieme. È meglio controllare la casseruola e versarne poca quando necessario. Alla fine le fave devono essere così morbide da rompersi con il cucchiaio. Potete frullarle, ma non è indispensabile: mescolandole con energia si ottiene una purea più casalinga, con una consistenza morbida ma non liscia come una vellutata.
Non lasciate la purea troppo liquida pensando che si sistemi nel piatto. Deve cadere dal cucchiaio lentamente e mantenere una forma morbida. Se è troppo fluida, lasciatela sul fuoco ancora qualche minuto mescolando.
Se amate le creme di legumi potete confrontare questa preparazione con il macco di fave siciliano. La materia prima è simile, ma cambiano condimenti, storia del piatto e modo di portarlo in tavola.
Fave e cicoria nella cucina pugliese
L’abbinamento tra fave e cicorie appartiene da tempo alla cucina pugliese e si ritrova in più zone della regione, con differenze nelle verdure usate e nel modo di cuocere i legumi. Nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del MASAF compaiono per la Puglia sia “Fave bianche e cicorie” sia “Fave novelle e cicorie”. Tra i nomi locali registrati per la prima preparazione ci sono anche “Fae e fogghie” e “’Ncapriata”.
Proprio perché si tratta di una ricetta di casa, non esiste un’unica versione identica in tutta la Puglia. C’è chi usa cicorielle di campo, chi catalogna, chi aggiunge una patata alle fave e chi preferisce una purea fatta soltanto con legumi, acqua e olio. In alcune famiglie la cicoria viene servita lessata, in altre viene ripassata brevemente in padella.
Questa versione resta essenziale: fave, cicoria, olio, aglio e alloro. Se volete cambiare senza perdere il senso del piatto, potete aggiungere un pizzico di peperoncino alla verdura oppure servire un pane tostato a parte. Per un’altra idea con la stessa verdura potete provare anche la cicoria al pomodoro.
Fave e cicoria: cucina inclusiva e conservazione
Una ricetta vegana, senza glutine e senza lattosio
La ricetta base non contiene ingredienti di origine animale, quindi è adatta a un menu vegetariano e vegano. È anche priva di latte e derivati, uova e cereali con glutine. Se servite pane, friselle o crostini, la scelta del prodotto diventa invece importante per chi deve evitare il glutine: controllate sempre la confezione e usate un pane adatto.
Una nota sulle fave va sempre fatta. Chi ha favismo deve evitarle: il CREA ricorda che questa condizione è legata al deficit dell’enzima G6PD e che la cottura non elimina il problema. Se avete ricevuto questa diagnosi, questa ricetta non è adatta e non esiste una semplice sostituzione che conservi lo stesso piatto.
Per chi non ha questa esigenza, fave e cicoria possono diventare un modo pratico per portare in tavola un piatto vegetale sostanzioso. Se invece avete fave fresche e cercate una ricetta diversa, potete usarle per il pesto di fave fresche: non sostituisce la purea di questa ricetta, ma valorizza il legume nella sua stagione.
Come conservare fave e cicoria
Potete preparare la purea in anticipo e conservarla in frigorifero, ben chiusa, per uno o due giorni. Raffreddandosi diventa più densa: quando la scaldate aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta e mescolate fino a ritrovare la consistenza desiderata. L’olio a crudo è meglio aggiungerlo al momento del servizio.
Anche la cicoria può essere lessata qualche ora prima. Dopo averla scolata, lasciatela intiepidire e riponetela in frigorifero in un contenitore chiuso. Al momento di servire potete scaldarla brevemente oppure portarla in tavola tiepida accanto alla purea calda.
Se avanzano entrambe, conservatele separate: sarà più facile scaldarle senza cuocere troppo la verdura. Il giorno dopo potete anche spalmare la purea su una fetta di pane tostato e aggiungere sopra qualche ciuffo di cicoria, trasformando l’avanzo in un pranzo veloce.
Domande su fave e cicoria
Posso usare le fave fresche o surgelate?
Non per ottenere la stessa purea. Questa versione nasce dalle fave secche decorticate, che con l’ammollo e la lunga cottura diventano dense e cremose. Con fave fresche o surgelate otterrete un piatto diverso, più verde e meno compatto.
Serve il frullatore per fare il purè di fave?
No. Se le fave sono ben cotte, potete schiacciarle e mescolarle con un cucchiaio di legno. Il frullatore è utile solo se desiderate una crema molto liscia.
Ricette con cicoria ne abbiamo? Certo che si!
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