Macco di fave, una crema saporita dalla Sicilia

Macco di fave
Commenti: 0 - Stampa

Macco di fave, una ricetta che valorizza un ortaggio

Oggi vi presento una ricetta siciliana. Il macco di fave è un piatto povero ma incarna lo spirito della Sicilia più autentica e verace, infatti stiamo parlando di un primo piatto molto popolare, che rappresenta, nelle zone della Trinacria, il modo più naturale di preparare le fave. Oltre che un ottimo primo piatto, può essere utilizzato per condire la pasta.

Per quanto ricche di sicilianità, le fave a macco sono diffuse anche in altre zone d’Italia, e in particolare in Calabria e in Puglia. Si caratterizzano per un sapore delizioso, rustico e corposo, frutto di una manciata di ingredienti che si valorizzano a vicenda. La consistenza risulta cremosa e gradevole al palato. Il macco di fave è facile da preparare. Tuttavia, la ricetta è abbastanza lunga, anche perché prevede una fase di ammollo che dura tutta la notte. Come spesso accade per le ricette della tradizione, esistono molte varianti del macco di fave e ogni famiglia ha la sua preferita.

Inoltre, le fave devono cuocere a lungo, fino a disfarsi. Ne vale la pena, però, poiché la ricetta è in grado realmente di impreziosire un ortaggio di per sé perfetto come le fave. Non è un caso che siano tra gli ortaggi più apprezzati. Sono buone, relativamente semplici da cuocere, versatili e salutari. Il riferimento è in particolare al contenuto di vitamine e sali minerali. Le fave apportano grandi quantità di vitamina C e ferro, come anche di calcio, fosforo e potassio. Si rilevano, in genere, tracce non proprio trascurabili di vitamine del gruppo B. Anche le fibre sono ben rappresentate, anzi le fave sono tra gli ortaggi con la maggiore quantità di fibre. L’apporto calorico, infine, è estremamente basso, pari a 41 kcal per 100 grammi.

Le verdure utilizzate nel macco di fave

Le fave, utilizzate nella ricetta del macco, vanno decorticate per togliere un po’ di amaro e non compromettere la digeribilità.

La fava, originaria dell’Africa Settentrionale, era già conosciuta nell’ Antico Egitto. Se ne coltivano attualmente diverse varietà, con semi di differente grandezza e colore: quelle più diffuse presentano semi grandi, piatti, marroni, e si possono trovare anche sgusciate. In Italia, il consumo di fave è stato notevole fino all’inizio del secolo, poi è andato gradualmente calando. Le fave secche sono consumate soprattutto nell’Italia Meridionale, in minestre con pasta o verdure.

La varietà conosciuta come favino (a semi più piccoli, ovoidali) nelle nostre regioni era più frequentemente destinata all’alimentazione di animali e in particolare cavalli, pur avendo la stessa composizione chimica e lo stesso valore nutritivo delle varietà a semi grossi.

Attualmente, in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo esiste un rinnovato interesse per la coltura delle fave, e sono in corso numerosi programmi che hanno come obiettivo un miglioramento delle loro caratteristiche agronomiche e nutrizionali.

Il consumo di fave, in particolar modo di quelle fresche, può provocare il favismo, una forma di anemia che insorge solo in persone con una predisposizione genetica ereditaria (la carenza di un enzima nei globuli rossi). Il favismo è diffuso nel bacino del Mediterraneo e particolarmente in Sardegna.

Tuttavia non sono le uniche verdure presenti nella ricetta, anzi buona parte di essere è riservata al soffritto iniziale, che è piuttosto classico. Il soffritto, in questo caso, è realizzato con la cipolla, il sedano e la carota. In genere agli ingredienti del soffritto non viene data molto importanza, in questo caso, invece, si tratta di tre ingredienti dall’elevato potere nutrizionale.

Macco di fave

Pulizia e conservazione delle fave

La preparazione delle fave non è particolarmente difficoltosa, ma varia in base al trattamento che hanno ricevuto. Se per esempio acquistate le fave secche, dovrete fare attenzione alla presenza o meno della buccia, che incide sui tempi di ammollo. Le fave decorticate, infatti, richiedono circa 8 ore, mentre quelle con buccia ne richiedono anche 16. Trascorso il tempo di ammollo, potete poi sciacquarle e cuocerle. Ma passiamo ora alla pulizia delle fave. Pulire le fave fresche è molto facile, anche se è necessario un po’ di tempo. I semi vanno sgranati uno ad uno. Per fare questo dividete il baccello per lungo, apritelo ed estraete i semi scorrendo il pollice dal basso verso l’alto.

Il passaggio successivo consiste nella rimozione della buccia che ricopre i semi. Con l’unghia tagliate via l’eventuale crestina superiore, dopodiché premete il seme per farlo uscire fuori. Solo a questo punto potete capire se le fave sono veramente fresche. Infatti, il colore e la consistenza del baccello e della buccia non sono indicativi. In genere, se i semi presentano un colore verde brillante, allora le fave sono molto fresche. Per quanto concerne la conservazione, una volta pulite e private del baccello si conservano per 2 o 3 giorni in frigo. Poi potete lessarle brevemente, raffreddarle e congelarle. Le fave secche, invece, si conservano dai 4 ai 6 mesi, se riposte in contenitori ben chiusi e all’asciutto (non in frigo).

In particolare, la carota e il sedano sono ricchi di sali minerali e di vitamine. La carota, per esempio, abbonda di vitamina A, mentre il sedano è davvero ricco di potassio. Per quanto concerne la cipolla, invece, si segnala una spiccata presenza di antiossidanti, che esercitano una funzione protettiva per l’organismo, infatti contribuiscono alla prevenzione del cancro.

Il ruolo del rosmarino

La cucina siciliana ha le sue tradizioni e prassi anche in termini di spezie. Molto banalmente, alcune vengono utilizzate più di altre. E’ il caso del rosmarino, che è presente in molte preparazioni siciliane (e non solo), come nel macco di fave. Di base, si tratta di un condimento tipicamente mediterraneo, che dona sapore e una certa freschezza. Il rosmarino si sposa benissimo con la carne e con le verdure più corpose, come in effetti sono le fave.

Il suo impiego, almeno in questa ricetta, non pone in essere difficoltà di sorta. Banalmente, poco prima di spegnere il fuoco, si dà una bella sventagliata di rosmarino. Stesso discorso per il finocchietto, che di contro conferisce un aroma spiccato, molto campestre e gradevole per tutti i palati.

Ecco la ricetta del macco di fave:

Ingredienti:

  • 500 gr.di fave secche decorticate,
  • 1 cipolla,
  • 1 carota,
  • qualche rametto di finocchietto selvatico,
  • 1 gambo di sedano,
  • aghi di rosmarino,
  • 1 spicchio di aglio,
  • 4 cucchiai di olio di oliva extravergine,
  • q. b. di sale e pepe nero,
  • q. b. di bicarbonato.

Preparazione:

Per la preparazione del macco di fave iniziate passando le fave sotto l’acqua corrente. Poi immergetele nell’acqua fredda addizionata con un pizzico di bicarbonato e mettetele in ammollo per circa 12 ore. Badate bene, l’acqua deve sempre coprire i legumi. Trascorse le 12 ore, scolate accuratamente le fave, lavate il finocchietto e il rosmarino, poi fateli asciugare e realizzate un trito molto fine. Lavate e sbucciate il sedano e la carota, poi tagliateli a cubetti. Infine realizzate un trito con la cipolla sbucciata. Soffriggete carote e sedano insieme allo spicchio d’aglio usando solo due cucchiai di olio extravergine d’oliva. Poi togliete l’aglio e aggiungete le fave, infine versate l’acqua fino a coprire il tutto.

Alzate la fiamma e portate a ebollizione. Nel mentre, togliete la schiuma con una schiumarola. Applicate il coperchio, abbassate la fiamma e fate cuocere fino a quando le fave non avranno iniziato a disfarsi. Mescolate più volte per evitare che le fave si attacchino alla pentola e integrate con dell’acqua in quanto le fave tendono ad assorbirla. Una volta che le fave saranno ridotte in poltiglia, quasi a formare una crema densa, regolate di sale e aggiungete un po’ di rosmarino e di finocchietto. Terminata la cottura, fate riposare per cinque minuti. Servite il macco di fave con un filo di olio a crudo e buon appetito!

5/5 (399 Recensioni)

Seguimi sui social

Mi trovi su quasi tutti canali social come Nonnapaperina. Se prepari una mia ricetta e la pubblichi su Instagram o Facebook, aggiungi l’hastag #nonnapaperina, taggami e sarò felice di riconviderla nelle mie storie.

Ho intenzione di creare una raccolta con tutte le ricette che verranno proposte da voi e non abbiate paura. Non sono una chef professionista e non mi permetterò di non criticare niente e nessuno!!! Don’t worry be happy.

Buon lavoro e aspetto la tua ricetta! E se hai bisogno di qualche consiglio non esitare.

CONDIVIDI SU

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Camembert con aglio e rosmarino

Camembert al forno con aglio e rosmarino, una...

Camembert al forno con aglio e rosmarino, un antipasto suggestivo Il Camembert al forno con aglio e rosmarino può essere definito un antipasto fuori dall’ordinario. A suo modo, il metodo di...

Falafel con lupini

Falafel con lupini, un delizioso spuntino vegetariano

Falafel con lupini, a metà strada tra la cucina araba e mediterranea I falafel con lupini sono uno spuntino vegetariano, molto leggero e nutrienti. Si tratta, di base, di polpettine realizzate con...

Focaccia con filetto di maiale tonnato

Focaccia con filetto di maiale tonnato per intenditori

Focaccia con filetto di maiale tonnato, una sofisticata combinazione di sapori La focaccia con filetto di maiale tonnato, pomodorini gialli e puntarelle può essere considerata, a secondo degli usi,...

Tramezzino con barbabietola

Sandwich con barbabietola, un pasto veloce e squisito

Sandwich con barbabietola, un meraviglioso incontro tra sapori Il sandwich con barbabietola può essere considerato uno spuntino delizioso, facile da preparare, nutriente e sano. E’ perfetto per i...

Sandwich di anguria

Sandwich di anguria, uno snack tra il dolce...

Sandwich di anguria, una singolare commistione di sapori Il sandwich di anguria è uno stuzzichino davvero peculiare, che reinterpreta il concetto stesso di sandwich e propone un modo diverso di...

Carpaccio di eglefino e anguria

Carpaccio di eglefino, un piatto elegante

Carpaccio di eglefino, un secondo speciale Il carpaccio di eglefino è un secondo molto particolare. Presenta ovviamente alcune caratteristiche dei carpacci classici, ma allo stesso tempo porta...


Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


02-05-2020
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti