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Scalogni glassati al vino rosso, un contorno gustoso

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Scalogni glassati al vino rosso
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 50 min
cottura
Cottura: 00 ore 40 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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3.8/5 (20 Recensioni)

Scalogni glassati al vino rosso, come si mangiano?

Gli scalogni glassati al vino rosso sono un’idea sfiziosa per un contorno semplice da preparare, ma in grado di stupire sotto tutti i punti di vista: estetica, gusto ed equilibrio. Sia chiaro, si tratta pur sempre di un contorno rustico, visti gli ingredienti in gioco, ma comunque in grado di incarnare lo spirito della tradizione culinaria italiana e di rendere onore a uno degli ingredienti più sottovalutati e probabilmente fraintesi della cultura gastronomica nostrana, lo scalogno appunto.

Perché gli scalogni glassati sono un ottimo contorno? In primis perché rappresentano una rivisitazione dello scalogno stesso, che in questo caso non si limita a fungere da “materiale per soffritto” ma anzi diventa l’ingrediente principale di una portata. Secondariamente perché è un contorno equilibrato, che esercita esattamente le funzioni che un contorno dovrebbe esercitare: riduce momentaneamente il senso della fame, premia il gusto, apre la strada a un primo e a un secondo decisamente più sostanziosi.

E poi è un contorno ipocalorico, almeno rispetto ad altri contorni più pesanti come quelli a base di affettati e formaggio, che tra l’altro chiamano a “gran voce” il consumo di pane. Gli scalogni glassati al vino rosso non apportano quantità eccessive di calorie, anzi queste sono nella maggior parte fornite dal burro, la cui presenza è comunque appena accennata, e dal vino impiegato in fase di sfumatura. Per il resto, non c’è nulla che possa far pensare a una portata calorica (manca persino l’olio, sostituito appunto dal burro).

Ricetta scalogni glassati

Preparazione scalogni glassati

  • Rimuovete la buccia dagli scalogni e dallo spicchio d’aglio.
  • In un tegame, dove avrete fatto sciogliere il burro, prima imbiondite lo spicchio d’aglio poi soffriggete leggermente lo scalogno (a fiamma bassa) per circa cinque minuti.
  • Sfumate con il vino rosso e, una volta evaporato, coprite il tegame e continuate la cottura per circa mezz’ora, sempre a fuoco basso.
  • Quando la cottura è terminata, aggiustate di sale e di pepe.
  • Lasciate riposare per un paio di minuti e servite.

Ingredienti scalogni glassati

  • mezzo kg. di scalogni piccoli
  • 100 ml. di vino rosso corposo
  • 30 gr. di burro chiarificato
  • 1 spicchio di aglio
  • q. b. di sale

Lo scalogno, un alimento sottovalutato

Di scalogno si sente parlare moltissimo, soprattutto tra chi bazzica in cucina più o meno professionalmente. Anzi, da qualche tempo è proposto come un sostituto della cipolla, un’alternativa da preferire. Tuttavia, non è chiaro il confine tra uso consapevole dello scalogno e il semplice “uso” per moda. In realtà, lo scalogno ha una sua precisa identità, e presenta alcune differenze importanti con la cipolla, a tal punto che il suo utilizzo va preferito a quello della cipolla, soprattutto se l’obiettivo è quello di realizzare un soffritto come si deve.

Scalogni glassati al vino rosso

Nello specifico, lo scalogno propone un sapore molto più delicato e più aromatico, completato da alcuni sentori di aglio. Inoltre, essendo meno pesante, non impatta molto sull’alito. La cipolla è più pungente, più pesante sotto tutti i punti di vista, dunque andrebbe utilizzata solo in caso di soffritti di cui si vuole un sapore deciso. E’ ovvio che per questa specifica ricetta, che trasforma il bulbo da condimento a ingrediente principale, vada utilizzata la variante più leggera, ovvero lo scalogno.

Tra l’altro il sapore dello scalogno viene comunque mitigato dalla presenza degli altri ingredienti, in primis dal burro, che rappresenta la base per il soffritto e che propone un approccio più morbido rispetto all’olio. In secondo luogo il vino rosso, di cui però parleremo più approfonditamente nel prossimo paragrafo.

Il particolare ruolo del vino rosso negli scalogni glassati

Il vino rosso gioca un ruolo fondamentale nella ricetta degli scalogni glassati. Lo si evince innanzitutto dalla lista degli ingredienti, che impone l’uso di ben 100 ml, una quantità rilevante ed equivalente a poco meno di un bicchiere. Secondariamente perché il vino rosso, a prescindere dalle varietà, incide pesantemente su qualsiasi piatto. Lo fa dal punto di vista del sapore, certo, ma anche in termini di equilibrio tra i sapori. Non a caso, è utilizzato per sfumare, dunque per smorzare i sentori più pesanti, e in particolar modo pungenti o acidi, di alcuni ingredienti. Ebbene, il vino rosso agisce esattamente con questo scopo nella ricetta degli scalogni glassati.

Lo scopo del vino rosso è smorzare il gusto dello scalogno, che sebbene più leggero della cipolla rimane comunque forte. Ovviamente è il responsabile della sottile glassa che si forma a copertura dello scalogno, e che determina un impatto visivo davvero particolare. Infine, agisce anche e soprattutto in termini gustativi. Nonostante venga utilizzato soprattutto per la sfumatura, i sentori del vino rimangono e donano una potenza aromatica significativa allo scalogno. Per questi e altri motivi, gli scalogni glassati al vino rosso costituiscono un contorno semplice ma speciale, in grado di valorizzare, di fatto anticipandoli, i migliori pasti.

Le ricette con lo scalogno: quando preferirlo alla cipolla

Lo scalogno e la cipolla sono in un certo senso rivali, ossia nella maggior parte dei casi sono alternativi l’uno all’altro. Tuttavia, in alcune tipologie di ricette lo scalogno è molto più indicato della cipolla, in quanto propone un sapore alquanto delicato e aromatico.

Ad ogni modo lo scalogno si addice a ricette raffinate e bilanciate. E’ ideale nelle salse cremose, come la salsa bernese o la salsa al vino, dove il suo profilo aromatico si integra senza coprire gli altri ingredienti (come invece farebbe la cipolla).

Lo scalogno è perfetto nelle preparazioni a base di pesce o crostacei, in quanto ne valorizza i sapori senza aggiungere pesantezza. E’ utile anche nei risotti, ai quali aggiunge una nota dolce e aromatica che si sposa bene con i formaggi delicati e con i funghi. Nondimeno, può essere impiegato nella vinaigrette e nei condimenti, in quanto la sua dolcezza bilancia al meglio l’acidità degli altri ingredienti.

Quali altri bulbi si possono glassare?
Oltre allo scalogno, la tecnica della glassatura è applicabile con successo ad altri bulbi appartenenti alla famiglia delle Liliaceae. Le cipolle borettane sono tra i soggetti più indicati grazie alla loro forma appiattita e alla polpa compatta, che resiste a cotture prolungate. Anche i cipollotti freschi, se privati della parte verde più coriacea, si prestano a una glassatura rapida che ne esalta la dolcezza naturale.

Come cucinare lo scalogno glassato?

Il vino gioca un ruolo determinante negli scalogni glassati, ma quale tipo di vino utilizzare? In questo caso va bene un buon vino rosso corposo, in particolare vi consiglio il Barolo, l’Amarone di Valpolicella e il Montepulciano d’Abruzzo.

Nello specifico, il Barolo è un vino rosso strutturato e complesso, ricco di tannini e aromi di frutti rossi maturi, spezie e note terrose. La sua eleganza e profondità si sposano perfettamente con la dolcezza degli scalogni, esaltando il contrasto tra la caramellizzazione e l’acidità.

Nondimeno, anche l’Amarone è un vino robusto ed esprime allo stesso tempo un profilo intenso che richiama all’uva appassita, al cioccolato e alle spezie. La sua struttura vellutata e il residuo zuccherino si integrano al meglio con lo scalogno, dando vita a un’eccezionale glassatura.

Infine troviamo il Montepulciano, un vino corposo e morbido che spicca per le note di prugna, ciliegia e per le leggere sfumature di tabacco. La sua versatilità e il gusto rotondo lo rendono un ottimo alleato per amplificare il sapore dolce e aromatico degli scalogni, oltre che per potenziarne la glassa.

Come rendere più saporiti gli scalogni glassati

Lo scalogno possiede una concentrazione di zuccheri naturali, come il fruttosio e il glucosio, superiore a quella della cipolla comune, per questa ragione è un candidato ideale per i processi di glassatura. Quindi questi processi possono essere valorizzati, tuttavia è necessario intervenire su diversi parametri fisici e chimici durante la cottura. Il processo deve iniziare con una corretta selezione dei bulbi, privilegiando esemplari di dimensioni uniformi per garantire una trasmissione del calore omogenea.

Poi si procede con la rosolatura, una fase critica in cui si innesca la reazione di Maillard. Qui il consiglio è di utilizzare un grasso con un punto di fumo adeguato, come il burro chiarificato, che permette di sviluppare composti aromatici complessi senza bruciare le proteine del latte. Per il resto bisogna andare oltre lo zucchero di canna o il miele. E’ quindi fondamentale l’integrazione di una componente acida, che agisca come bilanciatore chimico. Per esempio l’aceto di sherry (o un vino rosso ad alta gradazione alcolica) è ricco di tannini, che forniscono una struttura acida che mitiga la dolcezza estrema, creando un equilibrio sensoriale più complesso.

E’ indicata anche l’aggiunta di un fondo bruno di vitello o di un brodo vegetale concentrato durante la fase di riduzione del liquido. Ciò apporta una dose significativa di gusto umami, che potenzia la percezione sapida dello scalogno.

La scelta delle erbe aromatiche

Un altro fattore determinante degli scalogni glassati è l’impiego di erbe aromatiche termostabili, ovvero che non subiscono l’effetto del calore a livello organolettico. Penso all’alloro, al timo al citrino e al pepe in grani. Quest’ultimo, una volta schiacciato, rilascia gradualmente i propri oli essenziali durante la cottura lenta. Il sale deve essere aggiunto in due fasi: una minima parte all’inizio per favorire la fuoriuscita dell’acqua di vegetazione, e una parte finale per correggere la sapidità dopo che la riduzione del liquido ha concentrato i sapori.

Infine fate attenzione al glassaggio vero e proprio, esso richiede che il liquido venga ridotto fino a raggiungere una viscosità specifica. In particolare lo sciroppo deve essere in grado di aderire alla superficie del bulbo, formando una pellicola lucida e persistente che non scivoli via.

Ricette con lo scalogno: non ci sono solo gli scalogni glassati

Le applicazioni culinarie dello scalogno si estendono ben oltre la tecnica della glassatura. Molte ricette sfruttano la versatilità delle sue fibre e il gusto moderato dei suoi composti solforati. Una delle preparazioni tecniche più rilevanti è lo scalogno confit, un metodo di cottura ottenuto per immersione in un mezzo lipidico, che viene mantenuto a una temperatura costante tra gli ottanta e i novanta gradi centigradi.

In questo contesto il bulbo subisce una trasformazione strutturale, che rende la polpa estremamente tenera e quasi spalmabile, mantenendo un colore avorio o leggermente dorato. Questo semilavorato può essere utilizzato come base per emulsioni o come elemento di guarnizione per piatti di carne, che richiedono una nota vegetale dolce ma non invasiva.

Da crudo lo scalogno viene tritato finemente e usato per la creazione di vinaigrette e salse fredde. Il suo carattere pungente è meno persistente rispetto a quello della cipolla o dell’aglio a causa di una diversa distribuzione di allicina e altri composti volatili. Queste proprietà lo rendono ideale per accompagnare ingredienti delicati come le ostriche o le tartare di pesce bianco.

Gli scalogni glassati per la produzione di salse

Lo scalogno riveste un ruolo fondamentale nella produzione delle grandi salse della cucina internazionale, come la salsa bernese (o bearnaise) e il beurre blanc. In queste preparazioni lo scalogno tritato viene ridotto insieme a vino bianco e aceto. Gli zuccheri e gli aromi estratti durante questa riduzione agiscono come scheletro aromatico su cui viene poi costruita l’emulsione di burro o tuorlo d’uovo.

Ma lo scalogno è capace di sciogliersi quasi completamente durante la cottura prolungata. Per questa ragione è una base eccellente per zuppe vellutate e fondi di cottura, dove apporta corpo e densità senza la necessità di aggiungere amidi esterni in grandi quantità.

Infine la frittura, una soluzione rapida che permette di ottenere scalogni croccanti. Gli scalogni affettati sottilmente e immersi in olio a 170 gradi perdono rapidamente la componente acquosa, mentre gli zuccheri in superficie caramellano istantaneamente. In questo modo si crea una consistenza secca e friabile, utilizzata spesso per aggiungere una dimensione corposa differente a risotti o purè di legumi.

FAQ sugli scalogni glassati al vino rosso

Che differenza c’è in termini di sapore tra cipolla e scalogno?

La cipolla ha un sapore più dolce e intenso, che varia a seconda della varietà. Lo scalogno, invece, offre un gusto più delicato e raffinato, con note che ricordano solo leggermente l’aglio. È ideale per ricette che richiedono un aroma più tenue e meno invadente rispetto alla cipolla.

A cosa fa bene lo scalogno?

Lo scalogno è ricco di vitamine A, C e B6, oltre che di minerali come potassio, ferro e magnesio. Contiene anche antiossidanti, che aiutano a contrastare i radicali liberi, e composti solforati utili per la salute cardiovascolare. Inoltre favorisce la digestione, rafforza il sistema immunitario ed esercita tenui funzioni antibatteriche e antinfiammatorie.

Per cosa si usa lo scalogno?

Lo scalogno viene utilizzato per insaporire salse, zuppe, risotti e piatti a base di carne o pesce. Grazie al suo sapore delicato è particolarmente adatto per la vinaigrette, per i soffritti leggeri e per le preparazioni raffinate. E’ quindi ideale in tutte quelle preparazioni in cui la classica cipolla risulterebbe troppo dominante.

Come si pela lo scalogno?

Per pelare lo scalogno è sufficiente tagliare entrambe le estremità, incidere leggermente la buccia e rimuoverla con le mani. Se la buccia è particolarmente resistente si può immergere lo scalogno in acqua calda per qualche minuto prima di sbucciarlo.

Ricette a base di scalogno ne abbiamo? Certo che si!

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