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Farina di ceci: come usarla e perché è così preziosa

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
02/11/2015 alle 08:21

farina di ceci

Una farina antica che apre nuove strade in cucina

La farina di ceci si ottiene macinando i ceci secchi ed è una delle farine che meglio raccontano il mio modo di intendere la cucina. Non nasce per imitare la farina di frumento e non è un semplice ripiego: ha un gusto pieno, lega bene con l’acqua e permette di preparare ricette che possono essere condivise anche da chi ha esigenze alimentari diverse.

Il suo colore va dal crema al giallo tenue e il profumo ricorda quello dei legumi secchi. Quando cuoce, il sapore diventa più morbido e leggermente tostato. È protagonista di ricette italiane molto note, come farinata, cecina e panelle, ma può entrare anche in pastelle, frittate senza uova, pasta fresca, pane, focacce, polpette vegetali e perfino dolci.

Consiglio della nonna
La farina di ceci va assaggiata soltanto dopo una cottura completa. Da cruda ha un gusto amaro e poco piacevole; il calore la rende più profumata, rotonda e facile da apprezzare.

Nel mondo di NonnaPaperina questa farina occupa un posto importante perché offre soluzioni concrete. È naturalmente priva di glutine, non contiene lattosio ed è adatta alla cucina vegetale. Soprattutto, consente di costruire piatti veri, saporiti e legati alla tradizione senza partire da un elenco di rinunce. Basta imparare quanta acqua assorbe, darle il giusto riposo e cuocerla bene.

Per vedere subito come cambia un impasto potete provare le tagliatelle con farina di ceci. Se invece volete confrontarla con altre basi, nella guida alle farine senza glutine trovate differenze e usi delle alternative più comuni.

In breve cos’è la farina di ceci?

La farina di ceci è lo sfarinato ottenuto dai ceci secchi. È naturalmente senza glutine, vegetale e senza lattosio, ma chi deve escludere il glutine deve scegliere una confezione che riporti la dicitura “senza glutine”. In cucina addensa, lega e forma una crosta dorata; si usa da sola per farinata, panelle e pastelle oppure in miscela per pane, pasta fresca e dolci.

macinazione farina di ceci

Farina di ceci: cos’è, come si fa e come si usa

Come si ottiene la farina di ceci?

La farina di ceci nasce dalla macinazione dei ceci secchi e puliti. Il risultato può essere molto fine, adatto a pastelle lisce e crêpes, oppure un poco più rustico, utile per polpette, burger e impasti dal carattere deciso. In commercio si trova già pronta e, per l’uso quotidiano, è la scelta più pratica perché ha una grana regolare.

Si può fare la farina di ceci anche in casa, ma serve un mulino domestico o un frullatore molto potente, espressamente adatto a lavorare alimenti duri. I ceci devono essere perfettamente asciutti. Lavorateli poco alla volta, fate riposare l’apparecchio tra una macinazione e l’altra e setacciate la polvere ottenuta. Rimacinate i granelli rimasti nel setaccio finché la grana è uniforme.

La farina appena macinata può essere passata in forno a bassa temperatura per pochi minuti e poi lasciata raffreddare del tutto prima di essere chiusa nel contenitore. Questo breve passaggio riduce l’umidità e rende il profumo più gradevole, ma non sostituisce la cottura prevista dalla ricetta.

Da ricordare
Non provate a macinare i ceci secchi con un piccolo tritatutto o con un apparecchio non adatto: sono molto duri e potrebbero danneggiare lame e motore. In quel caso è meglio scegliere una buona farina già pronta.

Qual è la differenza tra ceci e farina di ceci?

L’ingrediente di partenza è lo stesso, ma in cucina ceci e farina di ceci non svolgono la stessa funzione. I ceci interi devono essere messi in ammollo e cotti; mantengono una forma e si usano in zuppe, insalate, creme e contorni. La farina, invece, si mescola subito con liquidi e condimenti, assorbe acqua e crea un composto capace di addensarsi con il calore.

La macinazione non elimina i nutrienti propri del legume, ma cambia il modo in cui lo mangiamo e rende molto facile concentrare una quantità maggiore in una porzione. Per orientarsi nelle quantità, il CREA include le farine di legumi nello stesso gruppo dei legumi secchi e indica come riferimento una porzione di 50 grammi. È un’indicazione generale, da adattare alla ricetta e alle proprie necessità.

La farina non sostituisce automaticamente i ceci cotti e nemmeno la farina di frumento in ogni impasto. Non contiene glutine, quindi non sviluppa la rete elastica che sostiene pane e lievitati classici. Il suo valore sta altrove: dà sapore, colore, proteine vegetali e una buona capacità legante.

preparazioni con farina di ceci

Farina di ceci senza glutine: cosa controllare

I ceci non contengono glutine e la loro farina è quindi naturalmente senza glutine. C’è però una differenza importante tra la natura dell’ingrediente e la confezione che arriva in cucina. Durante macinazione, trasporto e confezionamento può entrare in contatto con cereali contenenti glutine.

Per una persona celiaca non basta leggere “100% ceci” nell’elenco degli ingredienti. L’Associazione Italiana Celiachia inserisce le farine di legumi tra gli alimenti a rischio e raccomanda di verificare in etichetta la dicitura “senza glutine”. Questo controllo semplice permette di scegliere il prodotto adatto senza ricorrere a formule vaghe.

La farina di ceci è anche priva di lattosio e, usata con acqua e ingredienti vegetali, si presta a preparazioni vegane. Questo non rende automaticamente adatta ogni ricetta: latte, formaggi, uova, lieviti e condimenti vanno sempre valutati nell’insieme.

Una scelta che include
Una pastella di ceci ben fatta può servire a tutti i commensali. È questo il suo valore più bello: non prepara un piatto separato, ma una base gustosa che può diventare la scelta comune della tavola.

farinata di ceci

Come usare la farina di ceci nelle ricette salate

Per capire come usare la farina di ceci conviene partire dalla consistenza desiderata. Con molta acqua diventa una pastella fluida; riducendo il liquido si ottiene un composto più spesso, adatto a frittelle, polpette e burger. Il rapporto preciso cambia in base alla grana della farina, al riposo e agli altri ingredienti, quindi l’acqua va aggiunta poco alla volta.

  • Per farinata e cecina: preparate una pastella molto fluida, lasciatela riposare e cuocetela in una teglia ben calda;
  • per panelle: cuocete farina e acqua fino a ottenere una crema soda, stendetela, tagliatela e friggetela;
  • per pastelle: unite acqua fredda fino a ottenere un composto che veli l’ingrediente senza scivolare via;
  • per frittate senza uova: create una crema fluida, aggiungete verdure già cotte e cuocete in padella o al forno;
  • per polpette e burger: usatene poca alla volta per legare un composto troppo morbido;
  • per pasta, pane e focacce: miscelatela con altre farine adatte alla ricetta per bilanciare sapore e struttura.

Il riposo è utile perché permette alla farina di assorbire l’acqua in modo uniforme. Per una pastella semplice possono bastare 20-30 minuti; per la farinata la tradizione prevede un riposo più lungo. Prima della cottura mescolate di nuovo e rimuovete l’eventuale schiuma in superficie.

Rosmarino, salvia, pepe, cumino e paprika accompagnano bene il gusto dei ceci. Anche cipolle, porri, zucchine, melanzane e verdure a foglia creano abbinamenti naturali. Chi vuole metterla subito alla prova può preparare il pane con farina di ceci oppure gli gnocchi alla romana con farina di ceci.

pastella di ceci

Si può usare anche nei dolci?

La farina di ceci può entrare anche in biscotti, pancake, crêpes e torte morbide. Nei dolci è spesso più facile usarla insieme a farine dal sapore delicato, come riso o sorgo, perché la sua nota di legume è decisa. Cacao, caffè, vaniglia, cannella e scorza di agrumi aiutano a creare un profumo più armonioso.

Una breve tostatura in padella, a fuoco basso e mescolando di continuo, può smorzare il sentore crudo. La farina deve poi raffreddare prima di entrare nell’impasto. È importante non farla scurire: se brucia diventa amara e copre gli altri sapori.

Nei dolci senza glutine non va sostituita alla farina prevista usando sempre lo stesso peso. Assorbe i liquidi in modo diverso e può rendere il risultato asciutto o compatto. È meglio partire da una ricetta già bilanciata oppure introdurla in una quota contenuta, osservando la consistenza prima della cottura.

Che cos’è la farina di ceci denaturata?

La farina di ceci denaturata è una farina sottoposta a calore controllato. In questo caso “denaturata” non significa rovinata: il calore modifica la struttura delle proteine e cambia il comportamento dello sfarinato negli impasti. Può migliorare l’assorbimento dei liquidi, la lavorabilità e la tenuta di alcune preparazioni senza glutine.

Si può acquistare già trattata oppure sottoporre la farina a un passaggio domestico in forno, stendendola in uno strato sottile. Temperatura e durata, però, cambiano il risultato: per ricette tecniche è meglio seguire le indicazioni specifiche del produttore o della ricetta, invece di affidarsi a un trattamento generico.

Non tutte le preparazioni ne hanno bisogno. Farinata, panelle e pastelle funzionano bene con la normale farina di ceci. La versione denaturata diventa interessante soprattutto negli impasti in cui servono maggiore stabilità e una consistenza più facile da lavorare.

L’errore più comune
Non aggiungete altra farina subito dopo aver mescolato. Aspettate il riposo: la farina di ceci continua ad assorbire acqua e un composto che sembra troppo fluido può diventare molto più denso.

pane con farina di ceci

Proprietà e ruolo in una cucina varia

La farina di ceci conserva le qualità principali del legume da cui proviene: apporta proteine vegetali, carboidrati, fibre e sali minerali. Per questo dà corpo alle ricette e contribuisce a renderle appaganti. Non è però necessario presentarla come un alimento miracoloso: il suo pregio più concreto è aiutare a variare le fonti di proteine e a portare più legumi nella cucina quotidiana.

Le proteine dei legumi possono essere abbinate a quelle dei cereali nell’arco della giornata. In cucina questa unione è anche molto piacevole: farina di ceci e riso, mais, sorgo o grano saraceno permettono di modulare sapore, morbidezza e tenuta degli impasti.

Alcune persone avvertono gonfiore dopo aver mangiato legumi. La tolleranza è personale e conta anche la quantità. Conviene iniziare con una porzione moderata, cuocere bene l’impasto e osservare la propria risposta. In presenza di necessità specifiche, il consiglio va personalizzato con il professionista che segue l’alimentazione.

Come scegliere e conservare la farina di ceci

Una buona farina di ceci deve avere colore uniforme, profumo fresco e nessun odore rancido. Per pastelle, crêpes e pasta è comoda una macinazione fine; una grana appena più rustica può essere piacevole in polpette e pani. La lista degli ingredienti dovrebbe riportare soltanto ceci, mentre la dicitura “senza glutine” è il controllo decisivo quando serve escludere il glutine.

Dopo l’apertura conservatela in un barattolo ben chiuso, lontano da luce, calore e umidità. Le farine di legumi contengono una piccola parte di grassi e, se restano a lungo in una dispensa calda, possono acquistare un odore sgradevole. Acquistare confezioni proporzionate all’uso evita sprechi e mantiene migliore il sapore.

Se la cucina è molto calda o la farina viene usata di rado, potete conservarla in frigorifero o in freezer dentro un contenitore ermetico. Prima di aprirlo lasciatelo tornare a temperatura ambiente: in questo modo si evita che l’umidità si posi sulla farina.

tagliatelle fresche con farina di ceci

Ricette con farina di ceci da provare

Se volete usare subito la farina di ceci, potete partire dalle preparazioni in cui mostra meglio le sue qualità: una farinata dorata, una pasta fresca dal gusto rustico, un pane o una focaccia senza glutine, gnocchi morbidi, frittate e biscotti. Sono ricette diverse tra loro, utili anche per capire quanta versatilità possa avere questa farina nella cucina di tutti i giorni.

Se state seguendo un percorso a basso contenuto di FODMAP, considerate sempre la porzione e la risposta personale: la tolleranza ai legumi non è uguale per tutti. La guida alla dieta FODMAP aiuta a capire meglio questo approccio, che va seguito con il supporto di un professionista quando esistono disturbi intestinali o esigenze specifiche.

FAQ sulla farina di ceci

La farina di ceci contiene glutine?

No, i ceci sono naturalmente privi di glutine. Per una persona celiaca occorre però scegliere farina con la dicitura “senza glutine”, perché la lavorazione può esporla a contatti accidentali con cereali contenenti glutine.

La farina di ceci si può usare da sola?

Sì, in farinata, cecina, panelle, pastelle e alcune frittate vegetali. Per pane lievitato, pasta fresca e dolci spesso dà risultati migliori in miscela con altre farine.

Come si toglie il sapore amaro?

Il gusto amaro è tipico soprattutto della farina cruda o poco cotta. Lasciate riposare l’impasto e completate bene la cottura. Nei dolci può aiutare anche una tostatura molto leggera prima dell’uso.

Quanto deve riposare la pastella?

Per pastelle, crêpes e frittate vegetali sono spesso sufficienti 20-30 minuti. La pastella della farinata richiede in genere un riposo più lungo, secondo la ricetta scelta.

La farina di ceci può sostituire le uova?

Può svolgere una funzione legante in frittate vegetali, polpette e burger, ma non sostituisce le uova nello stesso modo in ogni dolce o impasto. Serve una ricetta bilanciata per quella funzione.

 
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