Bontà e nutrimento con la base di Pan di Spagna al fonio

Pan di Spagna al fonio

Un cereale d’oro dal continente africano

Bontà e nutrimento con la base di Pan di Spagna al fonio. Nelle zone più aride e calde dell’Africa, cresce rigoglioso il fonio che – anche con poche risorse idriche – si dimostra un cereale straordinario. Le caratteristiche nutrizionali del fonio sono tali che è stato da molti riconosciuto come un superfood. Attualmente coltivato per lo più nel continente africano, sembrerebbe essere uno dei cereali destinati maggiormente ad alimentare la popolazione mondiale in un prossimo futuro. Aminoacidi, sali minerali, vitamine, potassio, calcio, magnesio e zinco, sono tra gli elementi presenti in quantità più significative. Il fonio è un cereale che conquista davvero tutti. Intanto, è senza glutine quindi piuttosto versatile per le preparazioni per celiaci, inoltre, ha un basso indice glicemico ed è quindi adatto anche in caso di diabete.

Il consumo regolare di fonio è in grado di contrastare disturbi intestinali, stitichezza ed è, inoltre, particolarmente facile da digerire. Questo cereale è particolarmente saziante quindi adatto anche alle diete dimagranti in quanto utile per sedare l’appetito con poche calorie. Riuscite ad immaginare di meglio per una bella torta? Una piccola fetta di questo pan di Spagna al fonio sarà pienamente appagante ed adatta a tutte le possibili esigenze alimentari. Una vera chicca da far scoprire ad amici e famigliari!

Una scelta non casuale: lo zucchero di cocco

Che torta sarebbe senza il sapore dolce a contraddistinguerla? Lo zucchero sembra spesso essere il nemico numero uno della dieta. Ne assumiamo troppo e talvolta anche in maniera inconsapevole. Ma cosa possiamo fare per ovviare al problema? Lo zucchero di cocco si propone come concreta soluzione in quanto capace di dolcificare le pietanze senza causare l’innalzamento della glicemia.

Pan di Spagna al fonio

Non pensiate che l’uso dello zucchero di cocco possa infondere sapori particolari. Questo zucchero viene prodotto dalla linfa della palma da cocco tramite un processo di bollitura che produce uno sciroppo simile a quello d’acero. Per essere ridotto in pratica polvere, lo sciroppo subisce un processo di cristallizzazione.

Pan di Spagna al fonio: per una torta di compleanno adatta a tutti

La base di pan di Spagna al fonio che vi stiamo proponendo può essere tranquillamente tagliata, bagnata e farcita come si preferisce. I procedimenti previsti dalla tradizione italiana sono applicabili a questa base senza glutine, allo stesso modo che con un qualsiasi tipo di pan di Spagna.

Utilizzando questo pan di Spagna come base per una torta da compleanno, anniversario o ricorrenza, potremo davvero incontrare i gusti e le esigenze di tutti.

Ed ecco la ricetta del pan di Spagna al fonio:

Ingredienti:

  • 200 gr. di uova intere
  • 100 gr. di zucchero solido di cocco
  • 100 gr. di farina di fonio
  • 40 gr. di amido di riso

Preparazione:

Prestate attenzione al dosaggio degli ingredienti. Ogni componente andrà pesato da solo e con estrema precisione per non compromettere il risultato finale. In una coppetta, sbattete le uova e lo zucchero di cocco con delle fruste a media velocità. Con questa modalità, riuscirete ad ottenere una schiuma d’uovo più compatta e stabile, indispensabile per la riuscita di un buon pan di Spagna. La spuma dovrà raddoppiare il proprio volume iniziale. A questo punto ponete in sospensione le fruste ed assicuratevi che il composto cada uniformemente a filo.

Unite alla spuma la farina di fonio e l’amido di riso, setacciandoli per evitare grumi. Versate il composto, una volta omogeneo, in uno stampo imburrato ed infarinato. Infornate in un forno preriscaldato a 180° per circa 10-15 minuti. Questa procedura è ottimizzata per uno stampo con diametro di 20 cm ed altezza di 3 cm. Qualora scegliate una base di dimensioni differenti, trattandosi di un composto piuttosto delicato, dovrete aggiungere 1 grammo di guar ogni 400 grammi di uova.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


08-07-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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