Crocchette di melanzane alla curcuma e salvia

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Oggi vi parlo di una terapia che ho scoperto da poco grazie al Dr. Marco Mancuso: La ossigeno-ozonoterapia

La ossigeno-ozonoterapia è una miscela di ossigeno e ozono che sfrutta le capacità terapeutiche di quest’ultimo; infatti la molecola dell’ozono è caratterizzata da grande reattività quando viene a contatto con i tessuti umani;tale reattività è alla base delle sue proprietà terapeutiche Dalle prime applicazioni come disinfettante, la ossigeno-ozonoterapia si è progressivamente evoluta fino ad essere applicata in numerosi campi della medicina. In piccole e ben dosate concentrazioni può essere una arma terapeutica molto efficace in grado di suscitare una risposta biologica utile caratterizzata da azioni  di tipo antiinfiammatorio antiinfettivo  ed effetto rigenerante ed energizzante

L’azione antinfiammatoria è dovuta al fatto che lossigeno-ozono favorisce l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione, come l’istamina, la serotonina, le prostaglandine, ecc. sempre in modo del tutto naturale. In questo caso la tecnica consisterà in infiltrazioni sottocutanee o intrarticolari.

La ossigeno-ozonoterapia può essere somministrata con varie metodiche che vengono scelte in base alle esigenze cliniche:

  • autoemoterapia: una certa quantità di sangue viene miscelata con ozono in concentrazione stabilita e successivamente re iniettato;a seconda della quantità di sangue si parla di piccola auto emotrasfusione(pochi cc) o grande auto emotrasfusione(100-200 cc);
  • insufflazione rettale: ci si avvale dell’alto potere assorbente della mucosa rettale attraverso il cui contatto la miscela di ozono viene veicolata nella circolazione del sangue
  • Infiltrazione: molto utile nelle lesioni dell’apparato osteoarticolare e nella medicina estetica
  • Trattamento topico: si utilizzano creme o olio ozonizzato per lesioni cutanee; molto efficace è anche l’utilizzo di appositi sacchetti che permettono il contatto prolungato dell’ozono sulle lesioni cutanee
  • Acqua ozonizzata: acqua arricchita con ozono che può essere bevuta(utile nei disturbi dell’apparato gastrointestinale o utilizzata per lavaggi o irrigazioni e pertanto molto utile nelle fistole  o nelle vaginiti.

La indicazione alla ossigeno-ozonoterapia viene fatta dopo una attenta valutazione clinica per escludere eventuali controindicazioni; qualsiasi sia il metodo di applicazione scelto,se viene eseguita con semplici regole di sicurezza risulta molto efficace e priva di effetti collaterali rilevanti.

L’istamina è una sostanza azotata coinvolta in molte risposte cellulari, come le reazioni infiammatorie e la secrezione gastrica. La sua massiccia liberazione da parte di cellule coinvolte nella risposta infiammatoria ed immunitaria, determina:

→ eritema, ponfo (gonfiore), arrossamento
→ aumento di produzione di muco nelle vie aeree ( naso e bronchi )
→ comparsa dei sintomi dell’asma
→ contrazione della muscolatura dell’ intestino (diarrea e crampi intestinali).

questo l’ho trovato qui 

Ci sono alimenti che contengono due sostanze particolari: la tiramina e la fenilentiamina che fanno liberare naturalmente istamina nel nostro organismo. Se questo processo non dà disturbi nelle persone sane, in quelle allergiche, che hanno già un eccesso di istamina, può causare un peggioramento dei sintomi che può essere anche acuto.

E’ bene quindi che tutti i pazienti allergici, indipendentemente dal tipo di sostanza alla quale sono sensibili ed al periodo dell’anno in cui stanno peggio, evitino in modo tassativo gli alimenti che contengono tiramina e fenilentiamina:

  • Formaggi, soprattutto quelli stagionati e fermentati
  • Vino, soprattutto rosso
  • Cioccolato
  • Pesce (crostacei, tonno, sarde, aringhe, sgombri)
  • Salumi
  • Birra
  • Noci e nocciole
  • Fragole

Alimenti ad elevato contenuto di salicilati naturali che possono essere causa di forme di orticaria cronica ed asma: albicocche, arance, datteri, fragole, frutti di bosco, uva passa sultanina, pomodori, vino bianco, aceto, fichi, caffè, tè.
I salicilati sono spesso presenti come conservanti in insaccati e prodotti in salamoia.

Alimenti che contengono tartrazina (E 102, colorante) e che possono essere causa di forme di orticaria ed asma: succhi di frutta, bevande colorate, minestre in scatola, sottaceti, budini istantanei, gelatine, marmellate.

Alimenti che contengono solfato di nichel: aringhe, asparagi, birra, cacao, cavolfiore, funghi, lievito artificiale, pesche, spinaci, tè, pomodori, nocciole, farine integrali.

Possono provocare crisi di emicranie, anche a distanze di ore dall’ingestione, alimenti come: formaggio, cioccolato, agrumi (per il loro contenuto di istamina); anche i nitrati, presenti come conservanti in alcuni insaccati e carni in scatola, a volte sono responsabili di cefalee.

questo l’ho trovato qui

Ingredienti per 4 persone

  • 800 g di melanzane
  • 70 g di pane raffermo gluten free
  • 20 g di amido di riso
  • 1 rametto di salvia
  • 120 g di farina di riso
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 100 g di grissini gluten free
  • olio di riso
  • sale

Preparazione

Lavate le melanzane e privatele del picciolo verde; sistematele su una placca rivestita con carta oleata e cuocetele in forno preriscaldato (meglio se ventilato) a 220° per circa 1 ora. Nel frattempo mettete il pane in ammollo in acqua fredda per qualche minuto; quando sarà morbido strizzatelo per bene e sbriciolatelo in una terrina, mescolandolo con l’amido di riso. Togliete le melanzane dal forno, spellatele e lasciatele raffreddare; sminuzzate la polpa e unitela al pane strizzato. Insaporite il composto con la slavia tritata, il curry in polvere e mescolate; salate, lavorate poi con 100 g di farina e aggiungete un cucchiaio di olio di riso.

Se la consistenza del composto dovesse essere troppo morbido aggiungete un po’ di farina di riso.

Coprite e lasciate riposare in frigorifero per circa un’ora (per lavorarlo deve essere freddo).

Frantumate grossolanamente i grissini e sistemate le briciole in un piatto fondo.

Riprendete il composto e, con le mani inumidite, formate delle polpettine, passatele poi nella farina rimasta e successivamente nei grissini tritati, pressandole leggermente.

Sistemate le polpettine su una placca rivestita con carta da forno, irrorate con un filo di olio e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 15-20 minuti.

Potete servirle fredde come antipasto oppure calde come secondo su un letto di insalata.

Idea in  più

Le bucce delle melanzane non gettatele! Provate a passarle in una pastella leggera preparata con farina di riso, acqua frizzante fredda ed un pizzico di sale…. una strategia Intoll-Friendly! :-)

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