La frittata di peperoni verdi e olive taggiasche al forno

frittata di peperoni verdi

A tavola con la frittata di peperoni verdi e olive taggiasche al forno : perfetta per tutti!

Oggi portiamo in tavola un’altra golosa ricetta a basso contenuto di nichel, senza glutine e senza lattosio. Si tratta di una preparazione adatta ai vegetariani e agli intolleranti che, naturalmente, conquista anche coloro che amano la carne e il pesce, e chi non soffre di intolleranze. La frittata di peperoni verdi e olive taggiasche al forno si presenta come un pasto leggero e digeribile e, allo stesso tempo, goloso e nutriente.

Potrete prepararla in qualunque occasione: a pranzo o a cena, per un aperitivo o un picnic. Solitamente, in particolare grazie all’uovo, questa pietanza viene apprezzata molto anche dai bambini. Inoltre, prediligendo una cottura diversa dalla frittura, ovvero quella in forno, abbiamo a che fare con un pasto adatto persino a coloro che desiderano tenere sotto controllo la linea e che amano mangiare in modo sano. Pertanto, potrete portare in tavola la frittata di peperoni verdi e olive taggiasche con tranquillità e soddisfazione!

Proteine di qualità e non solo…

Come ben sapete, le uova sono alimenti molto proteici. Ovviamente, contengono anche una buona dose di grassi ma, nonostante questo, i nutrizionisti consigliano di non eliminarle dalla propria alimentazione, neanche quando si desidera perdere peso. Infatti, l’ingrediente protagonista della nostra frittata di peperoni verdi e olive taggiasche al forno si rivela un’ottima fonte di proteine ad alto valore biologico. A detta degli esperti, si tratta di una fonte proteica ancor più valida rispetto alla carne.

Le proteine servono al nostro organismo per portare a termine numerosi processi metabolici e, in particolare, per costruire e rinforzare i muscoli. Inoltre, dobbiamo considerare che quelle che porteremo in tavola con la frittata di peperoni verdi e olive taggiasche ci aiuteranno persino a sentirci più sazi. Perciò, abbiamo a che fare con una ricetta gustosa, ma anche sostanziosa e saziante, e poi dobbiamo considerare che le uova ci regalano persino molti altri nutrienti: tante vitamine e minerali importantissimi per il nostro organismo.frittata di peperoni verdi

Frittata di peperoni verdi e olive taggiasche al forno: non ci sono mica solo le uova!

Oltre alle caratteristiche delle uova, non possiamo dimenticarci la notevole quantità di antiossidanti offerta dalle olive e dai peperoni. Questi ultimi si presentano inoltre come alimenti remineralizzanti, diuretici, depurativi e in grado di rinforzare il nostro sistema immunitario. Infine, non dobbiamo sottovalutare l’unione di sapori: la frittata di peperoni verdi e olive taggiasche è a dir poco deliziosa!

Infatti, presenta un mix di gusto davvero soddisfacente e coinvolgente. Le uova addolciscono ancor più i peperoni. D’altra parte, le olive taggiasche, con le loro qualità organolettiche inconfondibili, si sposano perfettamente con gli altri ingredienti e donano un valore aggiunto al nostro pasto. A questo punto, direi che è arrivato il momento di preparare la frittata di peperoni verdi e olive taggiasche al forno! Siete pronti?

Ed ecco la ricetta della frittata di peperoni verdi e olive taggiasche

Ingredienti:

  • 6 uova
  • 2 peperoni verdi dolci
  • 20 olive taggiasche denocciolate
  • 1 cucchiaiata di capperi
  • 100 gr. di parmigiano reggiano 48 mesi grattugiato
  • q.b. olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale

Preparazione:

Pulite i peperoni dai semini, lavateli e fateli sgocciolare bene. Tagliateli a pezzettini piccoli. In una padella antiaderente  con  un cucchiaio di olio fate stufare i peperoni,  le olive  tagliate a metà e i capperi ben lavati e sgocciolati: Fate saltare e quindi insaporire il tutto e togliete la padella dal fuoco per far raffreddare

In una ciotola sbattete le uova con il parmigiano e salate. Mescolate il tutto a quanto preparato con i peperoni. Foderate una teglia tonda di carta forno bagnata e strizzata. Mescolate e versate il composto nella una teglia e infornate a 200°C per 20 minuti.

Tagliate e servite decorando con qualche oliva intera

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


27-09-2013
Scritto da: Tiziana Colombo
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