Pane casereccio alle noci

Tempo di preparazione:

Sempre più diffuso è l’interesse per i cibi integrali, ma non tutti sanno ancora bene come “mangiare integrale”

Non è un mistero che i cibi integrali sono cibi prodotti in modo naturale, senza che nulla vi sia aggiunto o tolto. Ne fanno parte cereali grezzi, semi e noccioli, frutta fresca e verdura, oltre che carne e prodotti caseari che siano il più possibile di produzione naturale.

I cibi integrali comprendono anche prodotti derivati da alimenti che non contengono additivi artificiali, il pane integrale, ad esempio. Appare dunque evidente come essi costituiscano l’elemento centrale di una dieta sana e ben equilibrata perché più ricca anche in fibre.

Teoricamente gli alimenti integrali dovrebbero essere prodotti o coltivati in modo biologico. senza concimi chimici e pesticidi. Dovrebbero quindi essere del tutto privi di fertilizzanti chimici. spray. antibiotici. ormoni e di tutte le altre sostanze che vengono abitualmente utilizzate nella produzione alimentare.

I punti di vendita di cibi prodotti in maniera biologica sono oggi sempre più diffusi e conosciuti all’insegna della “dieta macrobiotica”. A coloro che abitano fuori città o che hanno una seconda casa in campagna consiglio di farsi il proprio orticello e possibilmente tenere qualche animale da cortile, qualche gallina, cosa non sempre facilmente praticabile e disdegnata da molti.

E’ una fatica incredibile tenere l’orto e le galline, ma il gioco ne vale la candela….ve lo garantisco.

Quando si acquistano alimenti macrobiotici è bene accertarsi della loro massima freschezza e utilizzarli al più presto. A meno che non si intenda congelarli. è consigliabile ridurre al minimo i tempi di conservazione.

In questo pane è stato usato lo zucchero muscovado che è un tipo di zucchero di canna non raffinato, con un forte sapore di melassa.Questo zucchero ha due tratti distintivi che lo rendono abbastanza unico. Il primo è la grana grossa; zucchero muscovado è molto grande, i cristalli grezzi che sono irregolarmente dimensioni. Il secondo è il contenuto di melassa alto dello zucchero, che causa lo zucchero muscovado essere scuro, dal sapore forte, e molto appiccicoso.

Conosciuto anche come “zucchero delle Barbados” o “zucchero umido”, lo zucchero muscovado è molto scuro e leggermente più granuloso e appiccicoso rispetto alla maggioranza degli zuccheri di canna. Il muscovado eredita il suo sapore e il suo colore dal prodotto da cui deriva, il succo di canna da zucchero. Offre buona resistenza alle alte temperature e ha una durata di conservazione ragionevolmente lunga. È usato comunemente in varie ricette e per fare il rum. Lo zucchero muscovado può essere usato in varie ricette dove normalmente è previsto zucchero di canna, riducendo lievemente il contenuto in liquidi previsto dalla ricetta.

Da quando ho parecchi problemi di intolleranze alimentari mio marito mi fa il pane in casa e devo dire ragazzi che non c’è proprio paragone……….. provate anche voi e mi darete ragione!

Ingredienti

  • 500 gr. di farina per impasti salati
  • 380 mI di acqua
  • 40 gr. di lievito fresco
  • 100 gr. di gherigli di noci
  • aceto non aromatizzato
  • zucchero muscovado
  • sale

Preparazione:

Mescolate la farina con il lievito, che avrete precedentemente sciolto con acqua tiepida, e un pizzico di zucchero. Aggiungete l’acqua, un cucchiaio di aceto, un pizzico di sale e i gherigli tritati e lavorate bene fino a ottenere un impasto omogeneo.

Con le mani leggermente unte di olio, ponete la pasta in uno stampo a cassetta. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare in un luogo tiepido fino a quando il composto non avrà raddoppiato il volume.

Cuocete in forno a 200°C per 20 minuti circa.

Tempo di preparazione 40 minuti + 30 minuti per la lievitazione

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2 commenti a “Pane casereccio alle noci

  1. Sara Quartarella

    La celiachia è una enteropatia autoimmune ad eziologia multifattoriale, caratterizzata dal
    malassorbimento risultante dall’infiammazione delle mucose a seguito di ingestione di glutine,
    sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. La
    prolamina è una delle frazioni proteiche che costituiscono il glutine ed è la responsabile dell’effetto
    tossico per il celiaco.
    Il consumo di questi cereali provoca una reazione avversa nel celiaco dovuta all’introduzione delle
    prolamine con il cibo all’interno dell’organismo.
    L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci
    potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi poco più di
    100.000. Ogni anno vengono effettuate 20.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il
    20%.
    Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli
    alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di
    glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di
    glutine, anche in piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più o meno gravi.
    L’alta incidenza di celiachia nei parenti di primo grado di soggetti affetti rispetto alla popolazi

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