Dal mix di farine di Sorgo e Teff per un pane strepitoso

farina di Sorgo e Teff rosso ChiaraZoppei

Il pane con farina di Sorgo e Teff rosso è un alimento facile da preparare ma estremamente gustoso e nutriente. Gli ingredienti base, ovviamente, sono i due appena citati.

In Italia, queste due tipologie di farine non sono di utilizzo comune in cucina. Andiamo quindi a conoscerle meglio.

La storia del Teff risale a quasi 10 mila anni fa. Le popolazioni degli altipiani etiopi sono state le prime a coltivare piante selvatiche e tra queste c’era proprio il Teff.

Tuttavia si ritiene che la vera e propria diffusione sia avvenuta qualche millennio prima di cristo ed i semi erano già conosciuti ed utilizzati dagli egizi.

Anche il Sorgo ha una storia antica. Si ritiene che sia nato nell’area dell’odierna Etiopia e si sia diffuso prima in Asia e poi in Europa, mentre solo successivamente ha raggiunto Australia e America.

Questo frumento era impiegato già al tempo dei greci e dei romani, rendendolo quindi un alimento con una storia di oltre 2 mila anni. Avendo conosciuto la vera e propria diffusione sotto l’impero romano, l’attuale nome deriva dal latino Sŭrĭcum (granum).

E da quella lingua derivano anche le attuali denominazioni di altri idiomi: sorgho in francese, sorghum in inglese, sorghumhirse in tedesco e così via.

Detto anche raccolto di emergenza, il Teff è perfetto in ogni occasione

Il Teff è soprannominato come “il raccolto di emergenza”. A differenza di altri cereali, può essere piantato anche in tarda primavera, quando la maggioranza degli altri cereali sono già in fase crescente.

Inoltre, il Teff ha una resa eccellente ad ogni rotazione agricola e può essere piantato anche in terreni non particolarmente feritili.

Per avere un buon raccolto, l’unico punto fermo deve essere il clima: solamente se il termometro non si avvicina allo zero, si potrà avere un risultato, altrimenti c’è un grosso rischio di perdere tutto il lavoro.

Un altro impiego del Teff è legato all’edilizia: lo strame ricavato dalla mietitura è ideale da aggiungere al fango per creare rudimentali mattonelle per la costruzione di edifici.

All’epoca dei romani era prassi comune, oggigiorno questa tecnica è ancora utilizzata nei Paesi più arretrati.

Il Sorgo risponde bene alla rotazione Agricola

Il Sorgo ha un aspetto simile al mais e nella sua maturità può raggiungere fino ai 3 metri di altezza. All’occhio si presenta con un fusto cilindrico e foglie piatte.

Si tratta di una pianta che può essere raccolta annualmente. Non necessità di terreni particolari, tuttavia predilige suoli profondi e sani.

La sua versatilità gli permette comunque di attecchire anche in zone saline. Inoltre, può essere coltivato anche in aree dove si trova poca acqua, favorendo così uno sviluppo in zone particolarmente calde. D’altronde, la temperatura ideale per la sua crescita è intorno ai 30 gradi.

Ingredienti per 10/12 panini

  • 250 gr di farina di tapioca
  • 90 gr di farina di riso
  • 80 gr di  farina di teff rosso
  • 80 gr di farina di sorgo
  • 15 gr di semi di guar
  • 15 gr di sale
  • 25 gr di lievito di birra
  • 150 gr di albumi
  • 350 ml di  acqua

Preparazione

Preriscaldate il forno a 220 gradi. Setacciate le farine. Miscelate prima tutti gli ingredienti secchi, quindi aggiungete lentamente i liquidi fino a completo assorbimento.

Mettete l’ impasto in un sac-a-poche con bocchetta liscia e formate dei dischi del diametro desiderato su una teglia rivestita con carta da forno.

Lasciate lievitare per circa 90 minuti e durante la lievitazione spruzzate con acqua. Quando il volume dei dischi sarà raddoppiato infornate per 20 minuti circa.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

Nota per l’intolleranza al nichel

Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione a basso contenuto di Nichel e osservare tutte le regole relative a cosmetici, detersivi, pentole e stoviglie, abbigliamento idoneo etc.

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4 commenti a “Dal mix di farine di Sorgo e Teff per un pane strepitoso

  1. Gabriella

    Buongiorno..io vorrei fare questo pane di Teff è sorgo con lievito madre senza glutine homemade..come sono le proporzioni rispetto al lievito di birra indicato nella ricetta..grazie per l attenzione
    Gabriella

    1. Tiziana Colombo Autore articolo

      Il lievito fresco, secco o liofilizzato viene anche chiamato “lievito di birra”. Con il termine “lievito di birra”, ovvero lievito industriale compresso, si intende quello impiegato nella panificazione, venduto in panetti e costituito da colture selezionate di lieviti appartenenti alla specie Saccaromyces cerevisiae.
      Il termine “birra” non deve farci temere, perché oggi il lievito non è più ottenuto utilizzando sottoprodotti della lavorazione della birra (come substrati colturali), ma è costituito unicamente dalla sopra indicata specie di lieviti.
      Ancora, la produzione di tali lieviti selezionati è soggetta ad autorizzazione ministeriale, così come gli stabilimenti destinati alla sua produzione, che pertanto sono sottoposti alla vigilanza da parte delle autorità sanitarie.
      Dunque, niente pericolo di glutine per il “lievito di birra” (fresco, secco o liofilizzato), ma attenzione al lievito fresco liquido, poiché non è lievito puro, ma è una preparazione con aggiunta di altri ingredienti e deve essere quindi considerato “a rischio”.

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