Crostata al cioccolato bianco senza cottura, una delizia!
Crostata al cioccolato bianco senza cottura, ottima come merenda e fine pasto
Oggi prepariamo la crostata al cioccolato bianco senza cottura, un dolce che vi stupirà per il suo candore, per la presentazione gradevole alla vista e per il sapore delicato e aromatico. Spicca per almeno due caratteristiche. In primo luogo abbina in maniera eccelsa tre ingredienti che all’apparenza hanno poco a che spartire l’uno con l’altro: il cioccolato bianco, il cioccolato fondente e le nocciole. In secondo luogo, come suggerisce il nome, non necessita di cottura, quindi è una torta semplice da realizzare.
D’altronde, basta spulciare la preparazione per capire che si tratta di una specie di cheesecake rivisitata. La base è la stessa, in quanto è composta da biscotti tritati e burro fuso. Invece, per quanto riguarda la farcitura non si utilizza il formaggio cremoso, bensì la crema di cioccolato bianco, il cioccolato bianco sciolto e la panna montata sul momento. Come per le classiche cheesecake, anche questa crostata deve attraversare due fasi di riposo in frigo: all’inizio, quando va solidificata la base, e alla fine, quando va stabilizzata la torta nel suo complesso.
Ricetta crostata al cioccolato bianco
Preparazione crostata al cioccolato bianco
- Per preparare la crostata al cioccolato bianco senza cottura iniziate dalla base. Tritate i biscotti nel frullatore in modo da ottenere un composto sbricioloso. Poi mescolatelo con il burro fuso e versate il nuovo composto in una teglia per crostata, compattando il tutto con il dorso di un cucchiaio.
- Infine lasciate riposare la base in frigo per almeno mezz’ora.
- Intanto occupatevi della farcitura. Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria a fiamma molto bassa, poi unite la crema spalmabile al cioccolato bianco e mescolate con cura. In una ciotola montate la panna, poi integratela delicatamente al composto di cioccolato bianco, mescolando delicatamente per ottenere un composto morbido e uniforme.
- Ora versate la farcitura sulla base, livellandola con una spatola.
- Infine fate riposare la torta in frigo per almeno 3-4 ore (la farcitura dovrebbe diventare molto densa e quasi solida).
- Decorate con scagliette di cioccolato fondente e nocciole tostate (sia intere che tritate) prima di servire.
Per la base:
- 200 gr. di biscotti digestive consentiti,
- 100 gr. di burro chiarificato fuso
Per la farcitura:
- q. b. di cioccolato bianco,
- 300 gr. di crema spalmabile al cioccolato bianco,
- 200 ml. di panna da montare
Per la guarnizione:
- q. b. di cioccolato fondente in scaglie,
- q. b. di nocciole tostate intere e tritate
Qualche chiarimento sul cioccolato bianco
Il cioccolato bianco è l’ingrediente principale di questa crostata, nonché il tratto distintivo che la caratterizza come torta fuori dal comune, o come alternativa creativa delle crostate (con cui condivide l’aspetto) e delle cheesecake (con cui condivide i principi base).
Il cioccolato bianco viene utilizzato in due forme: sciolto a bagnomaria e come crema spalmabile. Quest’ultima può essere paragonata alla Nutella, almeno se si guarda alla consistenza e agli usi, ma si differenzia per un impiego abbastanza massiccio del burro. Cioccolato bianco sciolto e crema spalmabile vengono mescolati alla panna montata in modo da formare una candida e squisita farcitura.
Attorno al cioccolato bianco gravitano alcuni pregiudizi, come quello secondo cui non sarebbe vero cioccolato. Si tratta di un’affermazione falsa, o perlomeno eccessiva. Il cacao vero e proprio non è presente, ma troviamo al suo posto il burro di cacao (che è un suo derivato), oltre al latte e allo zucchero. Ciò implica un profilo nutrizionale meno ricco e un apporto calorico più contenuto.
Quale tipo di burro usare in questa crostata?
Il burro contribuisce alla preparazione della base, dunque un alimento importante nella ricetta della crostata al cioccolato bianco. La domanda sorge spontanea: quale tipo di burro utilizzare? Di norma consiglio il burro chiarificato, che è eccellente quando viene impiegato come grasso di frittura grazie all’assenza di caseine e alla resistenza al calore. Tuttavia, in questo caso, potete optare anche per il burro normale.
Se volete che il burro si avverta poco, e che si riduca solo alla stabilizzazione della base, utilizzate il burro chiarificato. Una delle sue qualità, infatti, è la capacità di trasmettere un sapore alquanto delicato. Invece, se volete che il burro si avverta scegliete il burro standard. In questo caso la presenza delle caseine genera un surplus di sapore.

Per quanto concerne la compatibilità con gli intolleranti al lattosio le due tipologie non presentano differenze di rilievo. In genere contengono pochissimo lattosio, anche se il burro standard ne contiene un filino di più.
Ovviamente si può pensare ad una versione completamente lactose-free di questa crostata senza cottura al cioccolato bianco. In questo caso bisogna sostituire la panna con una versione delattosata, si otterrà così un sapore un po’ più dolce. Ciò è dovuto al processo di delattosamento, ossia si integra la lattasi e si scinde il lattosio nei suoi due zuccheri semplici: glucosio e galattosio. Ciò non rappresenta un effetto collaterale, anzi rende la panna delattosata ideale per i dessert, proprio perché amplifica la percezione di dolcezza senza bisogno di zuccheri aggiunti.
Nondimeno si può optare per panne alternative vegetali, come quella a base di riso, soia o avena. Il consiglio è di puntare a panne specificamente pensate per dolci, dunque dotate di una consistenza stabile per essere montate al meglio. Ma anche il burro può essere oggetto di sostituzione, magari con margarina vegetale. Dal canto suo il cioccolato bianco deve essere sostituito con versioni vegane e lactose-free, prodotte con latte di cocco o altri grassi vegetali.
Una decorazione che stupirà i vostri amici!
Tra i punti di forza di questa crostata con cioccolato bianco senza cottura spicca la decorazione, che è semplice ma d’impatto. Per realizzarla si usa un alimento che è considerato agli antipodi rispetto al cioccolato bianco: il cioccolato fondente. I due “tipi di cioccolato” danno vita ad un contrasto gradevole sia in termini di sapore che in termini cromatici. Per inciso, il cioccolato fondente va tagliato a scaglie molto piccole e cosparso sulla farcitura ormai addensata.
A completare il tutto troviamo alcune nocciole tostate, che per l’occasione possono essere inserite intere o tritate. Lo scopo è quello di garantire alla torta l’elemento croccante e allo stesso tempo conferirle più gusto.
Questa guarnizione spicca anche per il profilo nutrizionale, che è migliore di quanto si possa immaginare. Il cioccolato fondente, al netto dei pregiudizi che lo riguardano, si caratterizza per l’abbondanza di antiossidanti. Lo stesso si può dire della nocciola, che apporta molti grassi benefici.
La crostata senza cottura deve essere conservata con attenzione, perché la sua stabilità dipende dal freddo. Va tenuta in frigorifero, coperta con pellicola alimentare o dentro un contenitore chiuso, per evitare che assorba odori. Prima del servizio può restare a temperatura ambiente per pochi minuti, così la crema diventa più morbida. Non conviene lasciarla fuori a lungo, soprattutto se contiene panna, burro o creme fresche. Anche il taglio riesce meglio quando il dolce è ben freddo.
Cosa bere con la crostata al cioccolato bianco senza cottura?
La crostata al cioccolato bianco senza cottura merita di essere accompagnata da una bevanda ad hoc. Quale scegliere? Considerando che si tratta di una versione alternativa della cheesecake vi propongo un bel Moscato d’Asti, una scelta classica e perfettamente in linea con il carattere elegante della crostata. Il Moscato disegna un profilo aromatico intenso, proponendo una dolcezza bilanciata e una piacevole acidità. Insomma esalta il sapore del cioccolato bianco senza coprirlo.
Chi non ama gli alcolici, invece, può pensare a una tisana alla vaniglia e cocco, una scelta alcol-free non meno elegante. Il cocco si abbina naturalmente al cioccolato bianco, mentre la vaniglia trasmette una sensazione di cremosità e calore.
Una soluzione più semplice, ma molto efficace, è il latte di mandorla freddo o macchiato al caffè. Il gusto tostato della mandorla richiama le basi di frolla o biscotto, interagendo bene con la componente lipidica e zuccherina del dolce. In ogni caso la regola è quella di evitare bevande troppo tanniche, molto acide o amare, che rischiano di coprire la delicatezza del cioccolato bianco.
Crostata al cioccolato senza cottura, proviamola solo col fondente
La crostata al cioccolato senza cottura può essere preparata anche usando solo cioccolato fondente. E’ una scelta che produce una variante meno dolce e più adatta a chi ama i dessert dal gusto deciso. Il cioccolato bianco, infatti, tende a dare una crema più morbida, burrosa e zuccherina; il fondente, invece, porta una nota più amara, profonda e persistente. Certo, non basta sostituire un cioccolato con l’altro in modo automatico, ma bisogna ragionare sull’equilibrio complessivo.
Il primo aspetto da considerare è la percentuale di cacao. Un fondente al 55-60% permette di ottenere una crema piacevole, ossia intensa ma ancora accessibile. Se si sale al 70% o oltre, il risultato diventa più elegante, ma il sapore diventa più amaro. In questo caso conviene aggiungere una piccola quantità di dolcificante, come zucchero a velo, miele delicato o sciroppo d’acero, oppure aumentare leggermente la parte cremosa.
La base senza cottura si abbina molto bene al fondente, soprattutto se è realizzata con biscotti secchi dal gusto neutro o con biscotti al cacao. Nel primo caso il contrasto è più equilibrato, mentre nel secondo si ottiene una crostata molto “cioccolatosa” e quasi da degustazione. La crema può essere preparata con panna, burro o una componente vegetale, ma deve restare liscia, compatta e facile da tagliare dopo il riposo in frigorifero.
L’uso esclusivo del fondente potrebbe dare vita a una crostata troppo intensa e quasi eccessiva. Per questa ragione è utile aggiungere un elemento fresco. Può bastare poca scorza d’arancia, qualche lampone, una punta di vaniglia o un pizzico di sale. Il sale, in particolare, valorizza il fondente e rende il sapore più rotondo.
Proviamo una guarnizione esotica
La crostata al cioccolato senza cottura si presta a modifiche creative e originali. Per esempio si può sostituire la classica guarnizione, fatta di scaglie di cioccolato e nocciole, con una granella di frutta secca dal profilo più esotico.
A tal proposito penso agli anacardi e alle noci pecan. Due soluzioni molto interessanti in quanto hanno consistenze e sapori diversi rispetto alla frutta secca più tradizionale. Gli anacardi sono dolci, burrosi e delicati, invece le noci pecan trasmettono una nota più caramellata e quasi tostata, che si abbina molto bene al cioccolato fondente.
La granella può essere preparata tritando grossolanamente anacardi e noci pecan, senza ridurli in polvere. È importante mantenere pezzi irregolari, perché la crostata senza cottura ha una consistenza molto cremosa e ha bisogno di un contrasto croccante. Prima di usarli si possono tostare per pochi minuti in padella senza grassi aggiunti. La tostatura intensifica il profumo e rende la guarnizione più presente, ma bisogna fare attenzione a non bruciarla, infatti la frutta secca scurisce rapidamente e può diventare amara.
Per accentuare il carattere esotico si può aggiungere anche cocco in scaglie, scorza di lime o un pizzico di cardamomo. Il cocco rende la decorazione più scenografica e crea un contrasto piacevole con il fondente. mentre il lime porta freschezza, utile soprattutto se la crema è molto intensa. Infine il cardamomo va usato con prudenza, infatti ne basta pochissimo per dare un profumo insolito e leggermente agrumato.
Un’altra possibilità consiste nel legare la granella con una minima quantità di miele o sciroppo d’acero, creando piccole briciole croccanti da distribuire sulla superficie. In questo modo la guarnizione non resta soltanto decorativa, ma diventa parte integrante del dolce, a tal punto da svolgere una funzione tecnica, ossia rendere la texture più variegata.
FAQ
Che differenza c’è tra cioccolato e cioccolato bianco?
Le differenze tra cioccolato classico e cioccolato bianco sono numerose. Il primo è fatto con semi di cacao, zucchero e latte (variante fondente esclusa). Il cioccolato bianco, invece, è privo di semi di cacao ed è realizzato con il burro di cacao, zucchero e latte. Sono proprio questi ingredienti a conferirgli il proverbiale colore bianco.
Cosa ci sta bene con il cioccolato bianco?
Con il cioccolato bianco ci stanno bene una vasta gamma di ingredienti dolci. In questa crostata al cioccolato bianco l’ho abbinato alla panna e ad una guarnizione a base di cioccolato fondente e nocciole.
Come si fa la crema al cioccolato bianco?
La crema al cioccolato bianco si può acquistare già pronta al supermercato ma, con un po’ di pazienza, si può preparare anche in casa. Si tratta di sciogliere 6 parti di cioccolato bianco, che va unito ad una miscela realizzata con 3 parti di panna e 1 parte di burro morbido. Infine, si aromatizza come meglio si crede (se possibile con un po’ di vaniglia) e si lascia raffreddare prima del consumo.
Cosa c’è dentro il cioccolato bianco?
Il cioccolato bianco non contiene pasta di cacao, a differenza del cioccolato fondente o al latte. È composto da burro di cacao, zucchero, latte in polvere (o latte condensato) e vaniglia. Il burro di cacao è la parte grassa della fava di cacao, che è responsabile della sua consistenza setosa.
Gli intolleranti al lattosio possono mangiare il cioccolato bianco?
Il cioccolato bianco tradizionale contiene latte in polvere o condensato, che è ricco di lattosio. Proprio per questo il cioccolato bianco è da evitare per chi ha problemi di intolleranza al lattosio. Tuttavia esistono versioni lactose-free sul mercato, prodotte con latte delattosato o alternative vegetali. Leggere sempre l’etichetta è fondamentale per evitare rischi.
Qual è il cioccolato più grasso?
Il cioccolato bianco è in genere il più grasso, proprio perché è composto quasi esclusivamente da burro di cacao e zucchero. A livello calorico supera spesso sia il fondente che quello al latte, anche se contiene meno sostanze stimolanti (come teobromina e caffeina) rispetto agli altri due.
Ricette con il cioccolato bianco ne abbiamo? Certo che si!
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