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Melanzane a beccafico, una ricetta della cucina ennese

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Melanzane a beccafico
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 00 ore 23 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (6 Recensioni)

Melanzane a beccafico, dei deliziosi involtini vegetali

Le melanzane a beccafico sono degli involtini della cucina ennese. Si inseriscono sul solco della tradizione siciliana, che riserva molto spazio alle melanzane. Buona parte delle ricette conosciute a base di melanzane, infatti, provengono dall’isola. Le melanzane a beccafico sono squisite, croccanti e morbide allo stesso tempo, valorizzate da una bella gratinatura. Sono anche facili da preparare. Si tratta infatti di creare un ripieno a base di pinoli e pangrattato tostati, poi si aggiunge il pecorino e il prezzemolo tritato. Con questo composto si farciscono delle fette di melanzane grigliate, che vengono arrotolate e fermate con uno stecchino.

La cottura avviene in forno, supportata dalla salvia e dal limone. Importante è anche la guarnizione, formata da altro ripieno, posto sulla superficie degli involtini e condito con altro olio. L’ultima fase è quella della gratinatura, che avviene attivando il grill e ponendo la teglia sul ripiano superiore

Ricetta melanzane a beccafico

Preparazione melanzane a beccafico

  • Per preparare le melanzane a beccafico dovete partire proprio dalle melanzane. Lavatele e tagliatele a fette spesse mezzo centimetro, poi grigliatele su una piastra ben calda per 3 minuti su ciascun lato.
  • Lavate il prezzemolo e ricavatene un trito.
  • Poi lavate le foglie di salvia e asciugatele per bene.
  • Infine lavate e tagliate a fette sottili il limone.
  • In una padella tostate i pinoli per 3-5 minuti senza aggiungere grassi.
  • Poi scaldate un po’ di olio in una seconda padella antiaderente e tostate il pangrattato per qualche istante. Infine unite i pinoli tostati, mescolate per bene e spegnete il fuoco.
  • Ora versate il pangrattato e i pinoli in una ciotola, mescolateli con il prezzemolo, il pecorino grattugiato, l’uvetta e un pizzico di sale.
  • Distribuite due cucchiai di ripieno su ogni fetta di melanzana, arrotolatela e fermatela con uno stuzzicadenti.
  • Disponete gli involtini in una teglia unta con olio extravergine d’oliva.
  • Poi distribuite un po’ di ripieno sulla superficie degli involtini, condite con un po’ di olio e separateli con foglie di salvia e fette di limone.
  • Infine applicate un coperchio alla teglia e cuocete in forno in modalità statica a 180 gradi per 20 minuti.
  • Cinque minuti prima della fine della cottura togliete il coperchio e attivate il grill, ponendo la teglia nella parte superiore del forno.
  • Una volta dorata la superficie degli involtini di melanzane non vi rimane che servirli. Possono essere conservati in frigo (per massimo due giorni) e riscaldati al forno o al microonde. Potete conservare anche la teglia di involtini crudi, da cuocere entro due giorni.

Ingredienti melanzane a beccafico

  • 3 melanzane lunghe
  • 100 gr. di pangrattato consentito
  • 50 gr. di pecorino stagionato
  • 30 gr. di pinoli di cedro
  • 60 gr. di uvetta sultanina
  • un ciuffo di prezzemolo fresco
  • qualche foglia di salvia
  • 5 o 6 fettine di limone
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • un pizzico di sale

Melanzane a beccafico: una ricetta siciliana senza glutine

Le melanzane a beccafico sono un secondo piatto vegetariano che profuma d’estate, di tradizione e di memoria. Per me evocano le tavolate all’aperto, i pranzi domenicali con la famiglia riunita, i profumi intensi della cucina ennese, dove ogni ingrediente racconta una storia.

In questa ricetta troviamo una combinazione perfetta: le fette di melanzane morbide e saporite, un ripieno gustoso e aromatico, profumi di alloro e prezzemolo, una gratinatura al forno che regala croccantezza. Il risultato? Un piatto che sembra uscito direttamente da un quaderno di ricette della nonna, ma con un’attenzione speciale alle esigenze alimentari moderne.

Queste melanzane grigliate o fritte sono ideali anche per chi soffre di intolleranza al glutine: basta usare pan grattato gluten free e il gioco è fatto. Se poi volete renderle più leggere, potete grigliarle anziché friggerle. E per chi evita il lattosio? Niente paura, qui non ce n’è traccia!

Ti invito a proseguire nella lettura per scoprire questa ricetta vegetariana, adatta anche come antipasto estivo o come secondo piatto gustoso. Scoprirai consigli utili, varianti per ogni esigenza e qualche trucco di cucina che renderà le tue melanzane a beccafico davvero speciali.

Curiosità e consigli utili
Per un tocco ancora più siciliano, potete aggiungere al ripieno dei pinoli tostati o uvetta ammollata. Se invece preferite una versione più leggera, grigliate le melanzane e irroratele con un filo d’olio solo a fine cottura. Il profumo delle foglie di alloro durante la cottura darà un aroma irresistibile!

Ricordi e tradizione delle melanzane a beccafico

Le melanzane a beccafico non sono solo una ricetta. Sono un viaggio nel cuore della Sicilia, tra sapori semplici e intensi, tramandati di generazione in generazione. Questa preparazione prende ispirazione dalle sarde a beccafico, piatto povero ma ingegnoso, dove il pesce veniva sostituito o arricchito da ingredienti della terra. A Enna e dintorni, le melanzane diventano le protagoniste indiscusse: tagliate a fette, fatte perdere l’acqua con un pizzico di sale e poi pronte per essere fritte o grigliate.

Mia sorella, ad esempio, le preparava nel forno a legna, adagiando gli involtini su una teglia con qualche foglia di alloro e un filo d’olio. Il profumo che invadeva la cucina era qualcosa di magico, e ancora oggi cerco di replicarlo nel modo più fedele possibile. Era un piatto della festa, ma anche del riuso: tutto ciò che c’era in casa si trasformava in ripieno, in un equilibrio perfetto di gusto e semplicità.

Quale Pecorino scegliere?

Il Pecorino gioca un ruolo fondamentale per la ricetta delle melanzane a beccafico. Come ho già accennato, questo tipo di formaggio concorre a formare il ripieno. Da un lato insaporisce con il suo aroma inconfondibile, mentre dall’altro aggiunge sapidità al piatto, che necessita di modeste quantità di sale. Ma quale Pecorino utilizzare? Il consiglio è di puntare sul pecorino siciliano, che è tra quelli più saporiti in assoluto. Inoltre, è bene scegliere le varietà più stagionate, che si grattugiano con più facilità. Vale la pena spendere qualche parola sulle proprietà nutrizionali del pecorino, che non ha nulla da invidiare al più accreditato Parmigiano Reggiano.

Anche il pecorino infatti contiene proteine, calcio e vitamina D. Il calcio fa bene alle ossa e ai denti, mentre la vitamina D è una sostanza fondamentale per l’organismo, in quanto stimola il sistema immunitario. L’unico vero difetto del pecorino, almeno di quello stagionato, è l’apporto calorico ed una presenza importante dei grassi. Per la precisione siamo sulle 420 kcal per 100 grammi, una cifra superiore a quella del Parmigiano Reggiano.

Tutto l’aroma dei pinoli di cedro

Il ripieno delle melanzane beccafico si compone anche dei pinoli di cedro. Rispetto ai pinoli classici si distinguono per un aroma più delicato e spiccato, in grado di cambiare il volto delle ricette. Sono anche validi dal punto di vista nutrizionale. Certo, il loro apporto calorico è importante (pari a 750 kcal per 100 grammi), ma si tratta pur sempre di  grassi benefici, che giovano alla salute del cuore. Inoltre basta appena una manciata di pinoli per valorizzare le preparazioni. In occasione di questa ricetta, infatti, vanno utilizzati solo 30 grammi per tutte e quattro le porzioni.

Melanzane a beccafico

I pinoli sono ricchi di vitamina E, una sostanza antiossidante che aiuta a prevenire il cancro. Non mancano poi i sali minerali come il selenio e il magnesio, che agiscono sull’organismo a più livelli. Infine i pinoli di cedro aiutano a mantenere sotto controllo il colesterolo cattivo (responsabile di molti disturbi cardiaci) e il livello di zucchero nel sangue.

Come conservare le melanzane a beccafico?

Il consiglio principe è quello di consumare le melanzane a beccafico appena sono pronte, magari facendole intiepidire leggermente per gustare al meglio la loro gratinatura. Tuttavia, si conservano piuttosto bene in frigorifero per circa due o tre giorni, a patto che vengano coperte per bene con una pellicola alimentare; in questo modo si garantisce genuinità e fragranza anche a distanza di tempo. Al momento di essere utilizzate vanno poi riscaldate al forno o al microonde. Ad ogni modo, se lo reputate necessario, condite ulteriormente con un po’ di olio prima di accendere la fiamma.

Ma le melanzane a beccafico possono essere conservate anche da crude, ovvero pronte per essere cotte. In questo caso durano un po’ di meno ma regalano una fragranza e un gusto migliore rispetto alla versione già cotta e recuperata. Infine è sconsigliato il congelamento, in quanto altererebbe troppo il gusto e la consistenza.

Melanzane a beccafico, occhio alla varietà

Le melanzane a beccafico sono un piatto tradizionale e ben codificato, a tal punto che la tradizione suggerisce anche la varietà di melanzane da utilizzare, ovvero le melanzane lunghe viola.

Le melanzane lunghe viola hanno una forma allungata e cilindrica, con una buccia liscia e lucida di colore viola intenso. La polpa è bianca e soda, con pochi semi rispetto ad altre varietà. Il sapore è delicato e leggermente amaro, ma diventa più dolce e morbido una volta cotto. La consistenza è spugnosa quando la melanzana è cruda, ma diventa tenera e cremosa dopo la cottura, assorbendo facilmente i sapori degli altri ingredienti.

Dal punto di vista nutrizionale le melanzane lunghe viola non hanno nulla da invidiare alle altre melanzane. Sono ricche di fibre, che favoriscono la digestione, e contengono antiossidanti come le antocianine, che contribuiscono a proteggere le cellule dai danni ossidativi. Inoltre le melanzane sono povere di calorie e ricche di acqua, dunque adatte a una dieta leggera e salutare.

Quali erbe aromatiche usare per le melanzane beccafico?

Se le melanzane beccafico sono così buone il merito va anche alle erbe aromatiche, in particolare alla salvia e al prezzemolo, che aggiungono sapore e spessore nutrizionale.

La salvia ha un sapore intenso, leggermente amaro e terroso, valorizzato da note pungenti e aromatiche che ricordano l’eucalipto e la canfora. Viene spesso usata per insaporire piatti a base di carne, burro e salse, poiché il suo gusto forte si abbina bene a sapori robusti. Nondimeno si abbina anche a piatti a base di ortaggi, come le melanzane beccafico.

Il prezzemolo, di contro, ha un sapore fresco, leggermente erbaceo e delicatamente amaro, intervallato da una nota di limone. E’ versatile e viene utilizzato sia come guarnizione che come ingrediente principale in molti piatti per aggiungere freschezza e bilanciare altri sapori.

Per quanto concerne le proprietà nutrizionali la salvia è ricca di antiossidanti e composti antinfiammatori, inoltre contiene vitamine A e K, utili per la salute degli occhi e per la coagulazione del sangue. Stesso discorso per il prezzemolo, che in aggiunta abbonda di flavonoidi,  sostanze che aiutano a combattere l’infiammazione e i danni dei radicali liberi.

Quali altri ortaggi si possono fare a beccafico?
La tecnica della farcitura a beccafico si estende con successo a diversi ortaggi tipici della dieta mediterranea. I peperoni, privati del picciolo e dei semi, si prestano perfettamente a ospitare il composto di pangrattato, uvetta e pinoli, acquisendo una nota zuccherina durante la cottura. Anche le cipolle bianche, svuotate dei loro strati interni, offrono una base sapida e aromatica. Infine le zucchine tonde, o le foglie di verza, possono essere utilizzate per creare involtini leggeri che mantengono il contrasto tra dolce e salato.

L’uvetta sultanina negli involtini di melanzane

L’ingrediente più particolare della ricetta delle melanzane a beccafico è certamente l’uvetta sultanina. Essa aggiunge un tocco dolce e vagamente acidulo, che crea un bel contrasto con la sapidità delle melanzane e con l’aroma delle erbe. Potete acquistare l’uvetta sultanina al supermercato, ma potete anche realizzarla a casa.

Per fare l’uvetta sultanina si usano grappoli d’uva senza semi, preferibilmente di varietà dolci. Dopo aver lavato accuratamente i chicchi si rimuovono tutti gli acini danneggiati, o non maturi. L’uva viene quindi immersa in una soluzione di acqua e succo di limone per alcuni minuti, al fine di preservarne il colore e prevenirne l’ossidazione. Ora gli acini vengono asciugati con un panno pulito.

Si procede poi all’essiccazione. Per l’occasione si può utilizzare un essiccatore, oppure basta stendere i chicchi su una griglia in un luogo asciutto e ben ventilato, evitando l’esposizione diretta al sole. Il processo richiede alcuni giorni, durante i quali è importante girare l’uva regolarmente. Una volta che i chicchi hanno perso gran parte dell’acqua, e hanno assunto un aspetto rugoso, l’uvetta è pronta per essere conservata in un barattolo ermetico.

Cosa bere di tipico con le melanzane a beccafico

Scegliere l’abbinamento per le melanzane a beccafico non è facile in quanto richiede un’analisi attenta della struttura organolettica della pietanza. Essa si caratterizza per una sovrapposizione di gusti complessi: la tendenza dolce della melanzana e dell’uvetta, la sapidità dei capperi e delle acciughe, l’acidità della componente agrumata e la nota tostata dei pinoli e del pangrattato.

Per bilanciare tutte queste componenti è necessario orientarsi su vini che presentino una spiccata sapidità e una freschezza acida, ossia capaci di rinnovare il palato dalla componente oleosa della frittura. Tuttavia bisogna avere un occhio di riguardo per le soluzioni locali. Tra le opzioni più radicate nel territorio troviamo il vino Grillo, che si caratterizza per un corpo solido e una certa abbondanza di profumi minerali, che interagiscono bene con i sentori marini delle acciughe presenti nel ripieno, mantenendo una persistenza adeguata alla struttura delle melanzane.

In alternativa si può considerare l’utilizzo di un vino Catarratto, preferibilmente proveniente da zone collinari dove l’escursione termica favorisce lo sviluppo di note aromatiche più verticali e pungenti. La mineralità tipica di questo vino funge da contrappunto ideale alla morbidezza della melanzana, evitando che il piatto risulti troppo pesante al palato.

Qualora si preferisca un approccio basato sul contrasto cromatico si può optare per un vino Etna rosato, prodotto da uve Nerello Mascalese. Questo vino si rivela una soluzione di grande eleganza. Vanta una moderata presenza tannica e una spiccata acidità vulcanica, che contiene la ricchezza del ripieno senza sovrastare la delicatezza vegetale. Nondimeno, presenta una componente fruttata che si armonizza con la dolcezza dell’uvetta passa, creando un raccordo gustativo fluido e piacevole.

Gli abbinamenti con i vini rossi e bevande analcoliche

E per quanto concerne i vini rossi? Beh, qui occorre procedere con cautela per evitare che i tannini troppo aggressivi entrino in conflitto con la sapidità dei capperi, generando una sensazione metallica sgradevole. In questo caso vi suggerisco il Frappato, specialmente se viene servito a una temperatura leggermente inferiore a quella ambiente. Questo vino rosso, caratterizzato da un corpo leggero e da una quasi totale assenza di astringenza, accompagna il piatto con discrezione, valorizzando la componente aromatica delle erbe utilizzate, come il prezzemolo o l’alloro.

Per coloro che desiderano una bevanda non alcolica ma non vogliono rinunciare alla tradizione dei chioschi siciliani, vi suggerisco una combinazione di seltz, limone e sale. In questo caso si assiste a una suggestiva dinamica organolettica. La carbonatazione naturale dell’acqua insieme all’acidità del succo di limone svolge una funzione digestiva e rinfrescante, ideale per accompagnare piatti che prevedono una cottura in olio profondo.

Come rendere ancora più leggere le melanzane a beccafico

La versione tradizionale delle melanzane a beccafico prevede solitamente la frittura dell’ortaggio, un passaggio che garantisce una consistenza morbida ma che incrementa notevolmente l’apporto calorico del piatto. Per ridurlo senza compromettere il risultato finale, si possono adottare diverse strategie tecniche. La prima riguarda la gestione della materia prima, a tal proposito vi consiglio di affettare le melanzane e sottoporle a una salatura preventiva ciò permette di estrarre l’acqua di vegetazione in eccesso.

Questo processo elimina l’eventuale retrogusto amarognolo e modifica la struttura cellulare della polpa, rendendola meno spugnosa e meno incline ad assorbire l’olio durante la successiva fase di cottura. Ovviamente si può agire anche sulla cottura. Invece della frittura classica si può optare per la cottura sulla piastra o cottura alla griglia. In questo modo le fette di melanzana diventano flessibili e pronte per essere arrotolate senza l’aggiunta di grassi saturi.

Un’altra soluzione efficace consiste nella cottura al forno. In questa variante le melanzane vengono tagliate a fette sottili e disposte su una teglia rivestita di carta oleata, spennellandole con un filo d’olio extravergine d’oliva o vaporizzandole con uno spray alimentare. Questo metodo assicura una doratura uniforme e riduce drasticamente il contenuto di grassi.

Un ripieno da personalizzare

Anche la preparazione del ripieno può essere oggetto di modifiche in senso dietetico. Spesso si utilizza un’abbondante quantità d’olio per inumidire il pangrattato e renderlo compatto, tuttavia è possibile sostituire parzialmente o totalmente l’olio con del succo d’arancia o di limone, oppure con una piccola quantità di brodo vegetale leggero.

Un’altra idea è l’aggiunta di una percentuale maggiore di erbe aromatiche fresche, come menta o basilico. Ciò permette di compensare la riduzione dei grassi con un incremento della complessità aromatica, rendendo il piatto altrettanto soddisfacente per l’olfatto e per il gusto. 

E’ indicato è anche l’impiego della friggitrice ad aria. Grazie alla circolazione forzata di aria calda ad alta temperatura, gli involtini di melanzana (già farciti) raggiungono una croccantezza esterna ottimale con un utilizzo di olio quasi nullo. In questo caso è fondamentale assicurarsi che il pangrattato esterno sia finissimo per evitare che si secchi troppo durante la ventilazione. Infine si potrebbe ridurre la quantità di Pecorino o Caciocavallo stagionato all’interno del ripieno, magari a favore di una maggiore quantità di pinoli tostati.

FAQ sulle melanzane a beccafico

A cosa fanno bene le melanzane?

Le melanzane sono ricche di fibre, antiossidanti e vitamine, come la vitamina C e K. Sono ottime per la salute del cuore grazie alla loro capacità di abbassare il colesterolo. Inoltre favoriscono la digestione e aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, in quanto vantano un basso indice glicemico.

Chi non può mangiare le melanzane?

Le persone con allergie alle solanacee, la famiglia di piante a cui appartengono le melanzane, dovrebbero evitare le melanzane. Anche chi soffre di problemi renali potrebbe limitarne il consumo a causa della presenza di ossalati, che possono contribuire alla formazione di calcoli renali.

Cosa sono le melanzane a beccafico?

Le melanzane a beccafico sono un piatto tipico della cucina siciliana. Si tratta di melanzane ripiene con un composto di pangrattato, uvetta, pinoli, capperi e formaggio, infine vengono cotte al forno. Il nome “beccafico” deriva da un tipo di uccello che in origine veniva usato per preparare piatti simili.

Quali sono le melanzane più buone?

Ovviamente è una questione di gusti personali, tuttavia alcuni tipi di melanzane sono più apprezzate di altre. Per esempio viene preferita la melanzana tonda viola, che piace per la sua polpa dolce e compatta, oppure la melanzana lunga nera, che ha un sapore delicato e una consistenza morbida. Anche la varietà striata è molto apprezzata per il suo gusto dolce.

Ricette con melanzane ne abbiamo? Certo che si!

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