Portafoglio di melanzane, un vero regalo dell’orto

portafoglio di melanzane

Oggi vi faccio un regalo dall’orto: Portafoglio di melanzane.L’orto di luglio è un piacere guardarlo! Che dico, ammirarlo! Seduta comoda su una sdraio o sull’amaca  – quella che mi ha regalato Gabriele al mio compleanno di qualche anno fa – socchiudo gli occhi mentre vengo cullata da un leggero venticello e allietata dalle sonore note di sottofondo della mia musica preferita, che esce dal pc e mi godo lo spettacolo.

In ogni periodo dell’anno l’orto può essere produttivo, l’estate in particolare mi mette a disposizione melanzane, zucchine, pomodori e peperoni in abbondanza. Con loro arriva anche l’ispirazione per ricette speciali come quella che vi propongo oggi. Di cosa si tratta? Del portafoglio di melanzane, una vera delizia perfetta sia per i celiaci sia per gli intolleranti al lattosio e intolleranti al nichel.

Le proprietà benefiche della melanzana

Questo portafoglio di melanzane ha come protagonista una vera regina tra gli ortaggi! La melanzana, per via del suo basso contenuto di calorie, è adatta anche a chi sta seguendo una dieta. Quando si parla delle sue proprietà benefiche bisogna anche ricordare la capacità di tenere sotto controllo la ritenzione idrica. Non è un caso se la melanzana è indicata tra i super cibi che permettono di dire addio alla cellulite! La melanzana favorisce inoltre la produzione della bile, migliorando l’efficienza della digestione.

Contiene inoltre tantissime fibre, il che la rende portentosa quando si tratta di contrastare la stitichezza! Non c’è che dire: dall’orto arrivano davvero dei regali speciali, che possono essere valorizzati nel migliore dei modi in cucina.

portafoglio di melanzane

La mozzarella di bufala senza lattosio? Una splendida realtà!

La mozzarella di bufala, con la sua deliziosa freschezza, non può che conquistare al primo assaggio. Quando si scopre di essere intolleranti al lattosio non è il caso di disperarsi, perché esistono soluzioni utili! Bellissimo, vero? Certo che lo è! Grazie a brand come La Perla del Mediterraneo è possibile gustare delle ottime mozzarelle di bufala senza alcun problema.

Questi prodotti contengono infatti una dose di lattosio pari a un centesimo rispetto al normale. Oggi le intolleranze non sono più un ostacolo! Mi esalta ogni volta ricordare quanto sia cambiata la sensibilità dei brand nei confronti di chi le vive ogni giorno.

Ora bando alle chiacchiere! Il momento di correre in cucina è arrivato! Gli ingredienti, come vedete, sono molto pochi e la preparazione è semplice. Questo portafoglio di melanzane è una garanzia di successo per la vostra prossima cena. Provare per credere! I vostri ospiti chiederanno il bis e qualcuno oserà anche la terza porzione. Di certo c’è che non si alzeranno da tavola poco sazi!

Ed ecco la ricetta dei Portafoglio di melanzane

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 g di melanzane;
  • 1 uovo;
  • 100 g di prosciutto cotto;
  • una mozzarella di bufala La Perla;
  • qualche foglia di basilico;
  • pane grattugiato consentito;
  • q.b. olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale

Preparazione

Tagliate a fette abbastanza sottili le melanzane in senso orizzontale in modo da ottenere dei dischi il più possibile regolari; salatele, lasciate spurgare l’acqua di vegetazione, quindi sciacquatele sotto l’acqua e asciugatele. Affettate la mozzarella ricavando un numero di fette pari alla metà dei dischi di melanzane; tritate il prosciutto grossolanamente e pulite le foglie di basilico.

Tra ciascuna coppia di fette di melanzana mettete una fetta di mozzarella, un mucchi etto di prosciutto e una foglia di basilico. Passate i portafogli così ottenuti, uno alla volta, prima nell’uovo sbattuto e poi nel pane grattugiato; friggeteli in abbondante olio bollente da ambo i lati e, man mano che sono pronti, regolateli di sale, asciugateli dell’unto eccessivo sopra una carta assorbente e conservateli al caldo sino al momento di servire.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


19-07-2011
Scritto da: Tiziana Colombo
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