Panna cotta alla camomilla e lavanda, un dessert floreale
Panna cotta alla camomilla e lavanda, un’idea semplice e preziosa
La panna cotta alla camomilla e lavanda si inserisce sul solco delle tradizionali panne cotte, che si distinguono per la versatilità e prestano il fianco alle più fantasiose sperimentazioni. In questo caso, la novità è rappresentata dalla presenza della camomilla e della lavanda, che aggiungono un tocco floreale e più aromatico alla preparazione.
I principi della panna cotta tradizionale vengono comunque preservati, anche perché il procedimento non offre molte sorprese. Si tratta, infatti, di cuocere una soluzione di panna e latte, arricchita occasionalmente da aromi (in questo caso la camomilla e il miele).
Per quanto concerne il sapore, la panna cotta alla camomilla e lavanda è molto equilibrata. Un dettaglio non da poco, se si considera che la lista degli ingredienti è un po’ più lunga del normale. Le innovazioni, infatti, vengono integrate in maniera saggia e bilanciata nella ricetta originale. L’apporto calorico, va detto, non è trascurabile. D’altronde stiamo parlando di un dessert, e la leggerezza non è un requisito fondamentale. Niente di eccessivo, ma la panna e il latte presentano le proprie quantità di zuccheri e grassi.
Ricetta panna cotta alla camomilla
Preparazione panna cotta alla camomilla
- Per la preparazione della panna cotta alla lavanda iniziate preparando la camomilla e lasciandola in infusione per circa 5 minuti. Una volta pronta versatela in un pentolino insieme alla panna e al latte.
- Portate a bollore, ma appena vedete le prime bolle aggiungete l’agar agar e mescolate bene per 1 minuto.
- Spegnete la fiamma, unite due cucchiai di miele e date una bella mescolata.
- Poi assaggiate per verificare che il composto sia abbastanza dolce, in caso contrario aggiungete altro miele. Non preoccupatevi se vi sembra liquida, l’agar agar si addensa con il freddo.
- Ora distribuite la panna cotta nei bicchierini e lasciateli intiepidire. Poi fate riposare in frigo per 12 ore o più.
- Al momento di servire integrate ciascun bicchiere con qualche petalo di lavanda e un cucchiaio di miele.
Ingredienti panna cotta alla camomilla
- 300 ml. di panna fresca consentita
- 200 ml. di latte intero consentito
- 4 tazze di camomilla
- 4 gr. di agar agar
- 2-4 cucchiai di miele e altri 4 cucchiaini per la finitura
- un cucchiaino di lavanda e camomilla essiccati
Il ruolo della lavanda
La lavanda svolge un ruolo importante in questa panna cotta alla camomilla, più di quanto si possa immaginare. Di base interviene alla fine della preparazione in fase di decorazione, durante la quale vengono apposti i petali. Ciononostante, la lavanda impatta profondamente sia dal punto di vista estetico che organolettico.
Visivamente crea un bel contrasto cromatico con la panna cotta, in virtù del suo caratteristico colore viola. Sul piano organolettico, invece, conferisce maggiore delicatezza in quanto la lavanda ha un sapore delicato e molto leggero. Buono è anche l’effetto a livello di texture, che si avverte già al primo assaggio.

Sul piano nutrizionale la lavanda da decisamente il suo contributo. Le sue proprietà non sono quelle degli ingredienti veri e propri, tuttavia esercita alcune funzioni importanti, che hanno un impatto sul benessere psicofisico. Il riferimento è in particolar modo all’azione calmante e distensiva, utilissima in caso di stress.
La lavanda è però anche un battericida e un antisettico. In virtù di ciò, può giocare un ruolo importante in caso di sindromi influenzali. Non è un caso che la lavanda non venga utilizzata solo come ornamento o in cucina, ma anche in prodotti erboristici e di cosmetica. Dalla lavanda si ottiene, infatti, un ottimo e salutare olio essenziale.
Il prezioso contributo della camomilla
Anche la camomilla gioca un ruolo fondamentale in questa panna cotta alla lavanda. Anzi, se possibile, incide più della lavanda stessa. D’altronde interviene in due momenti distinti: all’inizio e alla fine. Infatti è uno degli aromi con cui si arricchisce il composto di latte e panna.
La camomilla va preparata come al solito, dunque con il metodo dell’infusione, e poi inserita nel pentolino insieme agli altri ingredienti. In questo modo si ottiene una base molto particolare, diversa da quella delle panne cotte tradizionali. Ovviamente fate attenzione a non esagerare con le dosi, dal momento che la camomilla, a dispetto di quanto comunemente si pensa, ha un sapore non solo riconoscibile, ma anche preponderante.
La camomilla interviene anche in fase di decorazione, quando va applicata in forma essiccata. Va dato spazio anche alle proprietà della camomilla, che vanno oltre ciò che il senso comune suggerisce. Infatti non si limita a “distendere i nervi” e a favorire il sonno. La camomilla associa all’attività sedativa anche quella antimicrobica, antibatterica e persino antinfiammatoria.
La camomilla è nota anche per la funzione anti-emetica, sicché aiuta a risolvere i problemi di stomaco, quando non sono particolarmente gravi. Infine, si segnala la presenza abbondante di flavonoidi, degli antiossidanti che, in virtù della loro azione di contrasto ai radicali liberi, aiutano a prevenire il cancro.
Perché è opportuno utilizzare il miele?
Il miele sostituisce lo zucchero nella panna cotta alla camomilla e lavanda. Sono molti i motivi che spingono a impiegare il miele al posto dello zucchero. In primis dolcifica in maniera intensa, ma senza generare sentori “dolciastri” e quasi sempre sgradevoli. Secondariamente ha un indice glicemico abbastanza moderato, un dettaglio non da poco per i malati di diabete o per chi sta sostenendo una dieta dimagrante (alti indici glicemici sono associati a un maggiore senso della fame).
Il miele, rispetto allo zucchero, insaporisce e conferisce una texture morbida. Non c’è molto da dire sul sapore del miele, visto quanto l’ingrediente è diffuso e trasversale agli stili alimentari. Va segnalata, però, la presenza di molti tipi di miele, ora decisamente aromatici ora più delicati (ad esempio il miele di Ulmo).
Dal punto di vista nutrizionale il miele aggiunge molto. E’ ricco di vitamine e sali minerali, ma anche e soprattutto di antiossidanti. Queste sostanze, come ho già accennato, agiscono in funzione antitumorale. Il miele contiene molto fruttosio, ma l’apporto calorico non è affatto esagerato. Di certo, a parità di “portata dolcificante”, è molto più leggero dello zucchero.
La camomilla si coltiva facilmente in vaso o in piena terra, purché abbia sole e terreno ben drenato. Si semina in primavera, distribuendo i semi in superficie e coprendoli appena. Non richiede molta acqua, ma è meglio irrigare con moderazione, evitando i ristagni. I fiori si raccolgono quando sono ben aperti, preferibilmente nelle ore asciutte. Dopo la raccolta vanno essiccati all’ombra in luogo ventilato, per conservarne profumo e qualità.
Il ruolo dell’agar agar nella panna cotta alla camomilla e lavanda
La lista degli ingredienti di questa profumatissima panna cotta alla camomilla comprende anche l’agar agar. Con questa espressione si intende un addensante naturale ottenuto da alcuni tipi di alghe rosse, molto utilizzato nella cucina asiatica e ormai diffuso anche nella cucina occidentale, soprattutto nelle preparazioni vegane e vegetariane.
L’agar agar si presenta sotto forma di polvere, il ché gli consente di trasformarsi in una sorta di gelatina quando viene sciolto in un liquido e portato ad ebollizione. La sua particolarità è che gelifica a temperatura ambiente e mantiene una consistenza stabile anche a temperature relativamente elevate, a differenza della gelatina di origine animale.
Lo scopo dell’agar agar è quello di addensare e dare struttura alla panna cotta, permettendo al dolce di raggiungere la classica consistenza densa e compatta, senza però l’uso di gelatina animale. Per questa ragione si rivela perfetto per chi segue una dieta vegetariana (o vegana), o semplicemente per chi desidera evitare prodotti di origine animale. Un altro pregio dell’agar agar è la sua neutralità: è inodore e insapore, quindi non altera il profilo aromatico della panna cotta alla, premiando così le note floreali e delicate di questi due ingredienti principali.
La panna cotta può essere consumata dagli intolleranti al lattosio?
Di base no, la panna cotta non può essere consumata dagli intolleranti al lattosio. Ciò vale anche per la panna cotta che vi presento qui. A fungere da ostacolo vi sono la panna e il latte, che contengono lattosio. Ma la soluzione è dietro l’angolo, basta utilizzare versioni delattosate di questi prodotti.
La panna e il latte delattosati sono solo leggermente più dolci degli originali, una caratteristica che in questo caso specifico non guasta. Ad ogni modo la maggiore dolcezza deriva dal processo di delattosamento, che prevede l’aggiunta dell’enzima lattasi, in grado di scindere il lattosio in due zuccheri semplici e più facilmente avvertibili.
In alternativa potete utilizzare panna e latte vegetali, come quelle a base di cocco o di mandorla, che per densità e sapore si avvicinano di più alla panna tradizionale. Anche la soia può essere una valida opzione, soprattutto se viene arricchita con una componente grassa per conferire maggiore cremosità. Da evitare sono invece le panne troppo leggere o acquose, come quelle di riso o di avena, che non garantiscono la giusta consistenza alla panna cotta.
Abbiniamoci un liquorino alla panna cotta alla camomilla e lavanda
La panna cotta alla camomilla e lavanda vanta un carattere delicato, floreale e rilassante. Proprio da qui si deve partire per decidere l’abbinamento. Esso va scelto con attenzione: distillati troppo aggressivi rischierebbero di coprire le note aromatiche del dessert, mentre liquori troppo zuccherini potrebbero renderlo stucchevole. L’ideale è puntare su un “liquorino” da fine pasto, servito freddo e in quantità contenuta, capace di accompagnare senza dominare.
Una prima scelta è il liquore alla sambuca, purché venga servito con misura. In questo caso l’anice ha un profumo netto, ma può dialogare bene con la dolcezza della panna cotta e con la nota erbacea della camomilla. Tuttavia non bisogna eccedere, perché si corre il rischio di spostare tutto il dessert verso un registro troppo intenso. Meglio proporlo in un bicchierino piccolo, magari non ghiacciato ma ben fresco, così da lasciare spazio anche alla lavanda.
Un’alternativa più morbida è il liquore alla vaniglia. In questo caso l’abbinamento diventa più corposo e avvolgente. La vaniglia amplifica la parte cremosa della panna cotta e non contrasta con i fiori, anzi li rende più eleganti. Si tratta di una soluzione adatta a chi desidera un fine pasto più dolce e quasi da pasticceria, ma senza introdurre sapori troppo lontani dalla ricetta.
Molto validi sono anche i liquori agli agrumi, penso a un limoncello delicato o un liquore all’arancia. La nota agrumata che caratterizza questi drink aiuta a regalare freschezza, pulire il palato e alleggerire la componente lattica della panna cotta. Il limone crea un contrasto più vivace, mentre l’arancia offre un effetto più morbido e profumato. Per chi vuole restare su un registro più coerente si può pensare anche ad un liquore alle erbe dolci e non amaro, con note di melissa, verbena o finocchietto. Si otterrebbe così un abbinamento più aromatico e meno prevedibile.
Camomilla e lavanda insieme, un’idea per una tisana super
Come abbiamo visto, la camomilla e la lavanda dialogano bene in questa panna cotta, talmente bene che si possono immaginare altri scenari. Per esempio quello secondo cui i due fiori vengono impiegati per preparare un’eccellente tisana. Essa può essere pensata come una bevanda serale, profumata e molto morbida. La camomilla porta una nota dolce, erbacea e familiare, mentre la lavanda aggiunge un profumo più intenso, quasi balsamico e floreale. Il punto delicato è il dosaggio, infatti la lavanda è elegante, ma se usata in eccesso può diventare invadente, coprendo del tutto la camomilla; proprio per questo deve restare una presenza misurata.
Una proporzione equilibrata può prevedere due parti di camomilla e una parte molto ridotta di lavanda. In pratica per una tazza si può usare un cucchiaio abbondante di fiori di camomilla essiccati e mezzo cucchiaino scarso di fiori di lavanda alimentare. L’acqua non dovrebbe essere troppo bollente, a tal proposito è meglio portarla a temperatura, spegnere, attendere qualche istante e poi versarla sui fiori. L’infusione può durare circa cinque-sette minuti, a seconda dell’intensità desiderata.
Per rendere la tisana più armonica si possono aggiungere altri ingredienti in piccole quantità. La melissa è una scelta naturale, perché ha un profilo delicato e leggermente agrumato. Anche la scorza di limone non trattato funziona molto bene, in quanto illumina la bevanda e impedisce che diventi troppo “morbida”. Chi preferisce una tisana più dolce può aggiungere un cucchiaino di miele di acacia o di tiglio, che non copre gli aromi floreali.
Se pensate a una versione più invernale inserite una punta di vaniglia o un frammento minimo di cannella. Invece, se pensate a una versione estiva la tisana può essere lasciata raffreddare, filtrata e servita con ghiaccio, con qualche goccia di limone e con una foglia di menta. Diventa così un infuso freddo elegante e non banale, adatto anche come bevanda pomeridiana.
La lavanda ama sole pieno, caldo e terreni poveri ma ben drenati. È ideale in giardino, come bordura, o in un vaso capiente, purché l’acqua non ristagni. Si annaffia poco, soprattutto quando la pianta è adulta. La potatura è importante, infatti dopo la fioritura conviene accorciare gli steli senza tagliare il legno vecchio. I fiori si raccolgono quando sono profumati e ben formati, poi si essiccano in mazzetti appesi.
FAQ sulla panna cotta alla camomilla
Cosa c’è dentro la panna cotta?
Gli ingredienti base della panna cotta sono panna, zucchero e un agente gelificante (di solito gelatina animale o agar agar). In questa versione aromatizzata si aggiungono la lavanda e la camomilla, che donano profumo e un gusto delicato al dolce. A seconda delle varianti si possono trovare anche latte, vaniglia o altri aromi naturali.
Chi ha inventato la panna cotta?
Le origini esatte non sono del tutto chiare, ma la panna cotta è un dolce tradizionale italiano, probabilmente nato in Piemonte agli inizi del Novecento. Alcune fonti suggeriscono che sia stato ispirato da preparazioni simili dell’Europa del Nord, poi adattate con ingredienti tipici della cucina italiana.
Come aromatizzare la panna cotta?
La panna cotta può essere aromatizzata in molti modi. Tra i più comuni troviamo la vaniglia, il caffè, gli agrumi (come scorza d’arancia o limone), le erbe aromatiche (come menta o rosmarino), le spezie (come cannella o cardamomo) e gli infusi floreali come lavanda e camomilla. Anche il cioccolato, il caramello e le puree di frutta sono degli ottimi ingredienti per variare il sapore e il colore.
La panna cotta fa ingrassare?
La panna cotta è un dolce piuttosto ricco, soprattutto nella versione classica che utilizza panna intera. Tuttavia le versioni più leggere con latte vegetale (o panna delattosata a basso contenuto di grassi) possono essere un’alternativa più equilibrata.
Ricette panne cotte ne abbiamo? Certo che si!
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