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Arrosticini di pecora, un piatto classico abruzzese

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
20/09/2019 alle 13:33

arrosticini di pecora
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina regionale
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 30 min
cottura
Cottura: 00 ore 08 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.9/5 (16 Recensioni)

Arrosticini abruzzesi, il rito della brace che unisce

Gli arrosticini abruzzesi sono piccoli spiedini di carne ovina cotti sulla brace e serviti ancora caldi. Quando li preparo, la cucina lascia subito spazio alla convivialità. Non servono piatti elaborati o condimenti pesanti. Bastano carne scelta bene, calore vivo e qualche persona pronta a mangiarli con le mani.

Il loro bello sta proprio nella semplicità. Ogni boccone unisce una parte magra e una parte grassa, che durante la cottura mantiene la carne morbida. È lo stesso equilibrio che cerco quando preparo altri secondi di carne ovina, come il carrè di agnello al forno. Cambiano il taglio e la cottura, ma resta centrale la qualità della materia prima.

Consiglio della nonna: non eliminate tutto il grasso dalla carne. Una piccola parte tra i cubetti si scioglie sulla brace, protegge la polpa e dona agli spiedini il loro gusto pieno.

Questa è una ricetta che invita a stare insieme. Gli spiedini arrivano spesso a tavola raccolti in piccoli fasci, accompagnati da pane condito con olio e sale. Si prendono dal bastoncino, uno dopo l’altro, senza troppe formalità. Se volete completare il menu con un dolce regionale, potete provare anche il parrozzo abruzzese.

Nella cucina inclusiva gli arrosticini hanno anche un vantaggio pratico. La versione essenziale non contiene farine, latte o formaggi. Sono quindi senza glutine e senza lattosio, purché utensili, griglia e accompagnamenti siano adatti alle esigenze degli ospiti.

Ricetta arrosticini di pecora

Preparazione arrosticini di pecora

  • Tagliate la carne a cubetti regolari di circa 1 centimetro per lato.
  • Conservate una parte del grasso e tagliatela in piccoli pezzi.
  • Alternate sui bastoncini cubetti magri e piccoli pezzi più grassi.
  • Compattate la carne senza schiacciarla troppo.
  • Accendete la brace e attendete che i carboni diventino rossi, senza fiamme alte.
  • Adagiate gli spiedini sulla fornacella, lasciando i manici fuori dal calore.
  • Cuocete per circa 6-8 minuti, girando gli spiedini ogni minuto.
  • Spennellate con poco olio usando il rosmarino solo durante gli ultimi minuti.
  • Salate appena prima di togliere gli spiedini dalla brace.
  • Servite subito gli arrosticini ancora caldi.

Ingredienti arrosticini di pecora

  • 800 g di carne di pecora con una parte di grasso
  • 20 ml di olio extravergine di oliva
  • 2 rametti di rosmarino
  • 8 g di sale fino.

Gli arrosticini sono spiedini abruzzesi preparati con piccoli cubetti di carne di pecora o castrato. La parte grassa rende la carne tenera durante la cottura sulla brace. Si preparano in circa 30 minuti e cuociono in pochi minuti sulla fornacella. La ricetta base è senza glutine e senza lattosio. Il segreto è tagliare pezzi regolari e girare spesso gli spiedini, senza lasciarli sulle fiamme.

piatto di arrosticini

Arrosticini: storia, carne e cottura alla brace

Da dove vengono gli arrosticini?

Le origini degli arrosticini non sono legate a una data certa. Le diverse versioni conducono però verso le zone pastorali poste tra le valli e i monti del Gran Sasso. L’area più citata si estende dalla Piana del Voltigno ai territori compresi tra Pescara, Teramo e L’Aquila.

Erano una soluzione concreta per usare la carne ovina disponibile nelle comunità di montagna. Tagliare la polpa in pezzi piccoli permetteva di rendere più piacevoli anche i tagli meno teneri. I cubetti venivano infilati su bastoncini e cotti sopra una brace preparata all’aperto.

In Abruzzo sono chiamati anche rustell, rustelle o arrustelle, con nomi che cambiano da una zona all’altra. Oggi vengono preparati in tutta la regione e sono inseriti tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani. Potete leggere altre informazioni sulla tradizione nell’approfondimento dedicato agli arrosticini di Italia.it.

Il loro valore supera la semplice ricetta. Raccontano il lavoro dei pastori, la vita nei pascoli e la necessità di non sprecare la carne. Un documento della Regione Abruzzo dedicato alla tutela dell’arrosticino lo indica come uno dei simboli della cultura alimentare e agropastorale regionale.

Quale carne scegliere per arrosticini teneri?

La versione tradizionale nasce dalla carne di pecora o di castrato. Il gusto è più deciso rispetto a quello dell’agnello giovane, ma cambia molto in base al taglio e all’età dell’animale. Chiedete al macellaio una polpa adatta alla brace, con una parte magra ben soda e una quota di grasso.

Il grasso non deve essere visto come uno scarto da togliere. Durante la cottura si scioglie, bagna i cubetti vicini e limita la perdita dei succhi. Senza questa parte gli spiedini possono diventare asciutti prima che la superficie prenda colore.

La proporzione tradizionale può arrivare a circa un quarto di parte grassa. A casa non occorre misurare ogni cubetto, ma è utile alternare i pezzi. Per approfondire altri usi della carne ovina potete leggere anche la ricetta del ragù di agnello.

Controllate inoltre il colore e l’odore della carne. La polpa deve apparire soda e umida, ma non bagnata. Acquistatela da un rivenditore di fiducia e conservatela in frigorifero fino al momento del taglio. Dopo aver formato gli spiedini, cuoceteli nella stessa giornata.

Te lo dico io: se i cubetti sono tutti magri, inserite un piccolo pezzo di grasso ogni due o tre pezzi di carne. Non ne serve molto, ma la differenza durante la cottura si sente.

Preparazione degli arrosticini con cubetti di carne infilati a mano sugli spiedini.

Arrosticini artigianali o tagliati a macchina?

Gli arrosticini artigianali vengono tagliati a mano. I cubetti possono avere forme meno precise, con una presenza ben visibile di parti magre e grasse. Questa piccola irregolarità rende ogni spiedino diverso e crea punti più tostati accanto a parti morbide.

Quelli prodotti con la macchina hanno invece una forma più uniforme. La carne viene sistemata in un apposito contenitore e tagliata in file regolari. È un metodo pratico quando occorre preparare molti pezzi, perché permette di ottenere spiedini simili per peso e misura.

Non significa che una versione sia sempre migliore dell’altra. Conta soprattutto la carne usata e il rapporto tra polpa e grasso. Un prodotto tagliato a macchina può essere molto buono, mentre uno fatto a mano può risultare asciutto se viene preparato con un taglio troppo magro.

Per una preparazione casalinga potete usare un coltello lungo e ben affilato. Tagliate prima la carne in strisce, poi ricavate cubetti da circa un centimetro. Cercate di mantenere una misura simile, così tutti i pezzi raggiungeranno la cottura nello stesso momento.

Come infilzare gli arrosticini senza perdere la carne?

Usate bastoncini di legno lunghi e abbastanza sottili. La parte occupata dalla carne deve poggiare sulla fornacella, mentre il manico deve restare fuori. In questo modo il legno non riceve troppo calore e gli spiedini possono essere girati con facilità.

Infilate ogni cubetto passando dal centro. Spingetelo verso il precedente, ma non schiacciate tutto con forza. Un minimo spazio tra le fibre permette al calore di raggiungere bene i lati e aiuta la superficie a prendere colore.

Alternate la parte magra con quella grassa. Evitate di mettere tutto il grasso all’inizio o alla fine dello spiedino. Distribuirlo lungo il bastoncino permette ai succhi di bagnare più cubetti mentre la carne ruota sulla brace.

Quando avete finito, allineate gli spiedini su un vassoio. Teneteli coperti in frigorifero fino alla cottura e tirateli fuori pochi minuti prima. Non lasciate la carne cruda per molto tempo sul tavolo, soprattutto durante le giornate calde.

Errore da evitare: cubetti di misure molto diverse cuociono male. I pezzi piccoli diventano secchi, mentre quelli grandi restano poco cotti al centro.

Come cuocere gli arrosticini sulla fornacella

Come cuocere gli arrosticini sulla fornacella?

La fornacella abruzzese è una griglia lunga e stretta, chiamata anche canala. La sua forma permette di appoggiare sul calore soltanto la carne. I manici di legno rimangono all’esterno e possono essere afferrati senza spostare ogni volta la griglia.

Preparate una brace uniforme e aspettate che le fiamme si abbassino. I carboni devono essere rossi e coperti da un leggero strato di cenere. Le fiamme alte bruciano il grasso, anneriscono la superficie e possono lasciare la carne cruda all’interno.

Sistemate gli spiedini uno accanto all’altro e girateli spesso. Una rotazione ogni minuto aiuta a distribuire il calore sui quattro lati. In base alla grandezza dei cubetti bastano circa 6-8 minuti. La superficie deve essere ben colorita, mentre l’interno deve restare succoso.

Il sale può essere aggiunto verso fine cottura. L’olio non è sempre usato nella versione più essenziale, ma a casa potete spennellarne poco con un rametto di rosmarino. Per conoscere meglio l’uso delle erbe potete leggere la guida su erbe aromatiche e spezie in cucina.

Si possono cuocere senza fornacella?

La brace resta il metodo che dona il risultato più vicino alla tradizione. Tuttavia, non tutti hanno un giardino o uno spazio adatto. In questo caso potete usare una griglia in ghisa, una piastra oppure il barbecue con una zona di calore diretta.

Scaldate molto bene la superficie prima di appoggiare gli spiedini. Se la piastra è tiepida, la carne perde i suoi liquidi e tende a lessarsi. Cuocete pochi pezzi per volta, lasciando spazio tra uno spiedino e l’altro.

Girate spesso gli arrosticini anche sulla piastra. Non premete la carne con una paletta e non bucatela con una forchetta. Usate il manico dello spiedino oppure una pinza, facendo attenzione a non rompere i cubetti.

Il forno è possibile, ma offre un risultato diverso. Sistemate gli spiedini su una griglia con una teglia sotto e usate la funzione grill. Teneteli vicini alla resistenza, girateli più volte e controllateli di continuo. Serviteli appena pronti.

Consiglio pratico: non preparate tutti gli spiedini insieme se gli ospiti sono già a tavola. Cuoceteli in più giri e portateli subito, perché danno il meglio quando sono molto caldi.

Arrosticini senza glutine e senza lattosio

La ricetta base contiene carne, sale e, quando previsto, poco olio. Non sono presenti farine, pane, latte o formaggi. Gli spiedini sono quindi naturalmente senza glutine e senza lattosio.

Quando cucinate per una persona celiaca, controllate però la griglia. Non deve avere residui di pane, salse o altri alimenti con glutine. Usate un vassoio pulito, pinze dedicate e condimenti conservati in contenitori sicuri.

Anche gli accompagnamenti richiedono attenzione. Scegliete pane senza glutine confezionato o preparato in un ambiente adatto. Evitate salse pronte non verificate. Una semplice insalata, patate al forno oppure verdure grigliate permettono di comporre un pasto facile da condividere.

Gli arrosticini non sono adatti a chi segue una dieta vegetariana o vegana. Per chi deve limitare il nichel, la risposta dipende dal piano personale e dagli alimenti serviti insieme. È sempre meglio seguire le indicazioni ricevute dallo specialista.

Tavola conviviale con arrosticini abruzzesi, pane tostato

Come servire gli arrosticini e cosa abbinare?

Portate gli spiedini in tavola raccolti in fasci oppure dentro un contenitore alto. Serviteli senza sfilarli dal bastoncino, perché la tradizione vuole che vengano mangiati con le mani. Preparate tovaglioli e piatti semplici per raccogliere i succhi.

L’accompagnamento più noto è il pane abbrustolito condito con olio e sale. Potete aggiungere un’insalata fresca oppure verdure cotte sulla stessa brace. Non occorrono salse forti, perché coprirebbero il gusto della carne.

Per costruire un menu abruzzese potete aprire il pasto con le pallotte cacio e ova. In questo caso regolate bene le porzioni, poiché entrambi i piatti sono ricchi e nati per una tavola conviviale.

Come vino si abbina spesso un rosso abruzzese, servito alla giusta temperatura. Potete scegliere anche una birra non troppo amara. Per gli ospiti che non bevono alcolici, portate acqua fresca oppure una bevanda agli agrumi poco zuccherata.

Quanti arrosticini preparare e come conservarli?

La quantità dipende dalla grandezza degli spiedini e dal resto del menu. Come secondo piatto potete calcolare circa 8-12 pezzi a persona. Se sono piccoli e rappresentano la portata principale, molti ospiti ne mangeranno anche qualcuno in più.

Gli spiedini crudi vanno coperti e tenuti nella parte più fredda del frigorifero. È meglio prepararli e cuocerli nella stessa giornata. Evitate di lasciarli a lungo fuori dal frigorifero mentre la brace si scalda.

Quelli già cotti perdono presto morbidezza. Se avanzano, fateli raffreddare senza lasciarli sul tavolo per ore. Riponeteli in un contenitore chiuso nel frigorifero e consumateli entro il giorno seguente, scaldandoli brevemente sulla piastra.

Non usate il microonde per tempi lunghi, perché può rendere la carne tenace. Una piastra calda oppure pochi minuti nel forno sono soluzioni migliori. Aggiungete un filo d’olio soltanto se la superficie appare asciutta.

FAQ sugli arrosticini

Che carne si usa per gli arrosticini?

La ricetta abruzzese usa carne di pecora oppure castrato. La polpa deve contenere anche una parte grassa, utile per mantenere morbidi i cubetti durante la cottura.

Quanto devono cuocere gli arrosticini?

Su una brace ben calda cuociono in circa 6-8 minuti. Girateli ogni minuto e toglieteli quando i lati sono ben coloriti.

Quanti arrosticini servono per ogni persona?

Come secondo piatto potete calcolare da 8 a 12 spiedini per ogni adulto. La quantità può aumentare quando rappresentano l’unica portata principale.

Gli arrosticini contengono glutine?

No, la ricetta base non contiene glutine. Controllate però griglia, utensili, salse e pane servito insieme, soprattutto quando cucinate per una persona celiaca.

Gli arrosticini contengono lattosio?

No, carne, sale e olio non contengono lattosio. Evitate però marinature, salse o accompagnamenti preparati con latte, burro o formaggi non adatti.

Si possono cuocere gli arrosticini in padella?

Sì, potete usare una piastra o una padella in ghisa molto calda. Cuocete pochi spiedini per volta e girateli spesso, senza coprire la padella.

Ricette tipiche abruzzesi ne abbiamo? Certo che si!

4.9/5 (16 Recensioni)
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