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Arrosticini di pecora, un classico abruzzese

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Arrosticini di pecora
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina regionale
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.9/5 (15 Recensioni)

Arrosticini di pecora, una tradizione secolare

Gli arrosticini di pecora sono una pietanza tipica dell’Abruzzo, per quanto vengano preparati e apprezzati un po’ in tutto l’Appennino centrale. Al di fuori di queste zone, però, non sono molto conosciuti ed è davvero un peccato in quanto stiamo parlando di un secondo semplice ma dal gusto speciale, che valorizza al cento per cento la carne ovina. Una carne anch’essa posta in secondo piano rispetto alle più famose carni di manzo, di suino e di pollo, ma che può dare molto sia dal punto di vista organolettico che sotto il profilo nutrizionale.

Per quanto la ricetta degli arrosticini  abruzzesi getti le sue radici nel medioevo, o addirittura in epoche più antiche, essa è rimasta più o meno intatta nel corso dei secoli, senza subire grossi sconvolgimenti. Infatti, non si segnalano altre varietà di arrosticini nel vero senso della parola. Tuttavia, ci si riserva un certo margine di discrezione nella forma dei cubetti, infatti alcuni optano per cubetti irregolari, o per un’alternanza tra cubetti molto grassi e cubetti molto magri. Più raramente, poi, alla carne di pecora si sostituisce quella di montone castrato.

Ricetta arrosticini di pecora

Preparazione arrosticini di pecora

Per la preparazione degli arrosticini di pecora iniziate tagliando con un coltello ben affilato la carne a dadini di circa 1 centimetro. Non rimuovete il grasso in quanto gioca un ruolo importante nella cottura. Anzi, la parte grassa deve rappresentare un quarto del totale in termini di peso. Dopo aver ricavato i dadini, infilateli negli spiedini di legno.

Disponete gli spiedini nei piatti di portata e innaffiateli abbondantemente con l’olio d’oliva e il succo di limone. Poi salate e pepate come meglio gradite. Ora preparate la piastra o la fornacella al carbone. Ad ogni modo, la superficie di cottura deve essere ben calda. Cuocete gli arrosticini girandoli spesso e ungendoli con un rametto di rosmarino ben inumidito nell’olio d’oliva. Servite gli arrosticini appena cotti e buon appetito!

Ingredienti arrosticini di pecora

  • 800 gr. di carne di pecora
  • 2 rametti di rosmarino
  • q. b. di olio extravergine di oliva
  • q. b. di sale e pepe
  • succo di ½ limone.

L’apporto nutrizionale della carne di pecora

Uno dei punti di forza degli arrosticini di pecora, o meglio della carne di pecora, è il suo importante apporto nutrizionale. Infatti un etto di carne di pecora contiene ben 18 grammi di proteine e 33 grammi di lipidi. E’ anche ricca di sali minerali come il potassio, il fosforo e il calcio.L’apporto di vitamine è sopra la media, soprattutto in riferimento alle vitamine B1 e B2. L’apporto calorico è paragonabile a quella della carne di maiale, e si attesta sulle 360 kcal per 100 grammi. Formalmente, però, è una carne rossa e il grasso è uno dei componenti più presenti in questo tipo di carne.

Questo può essere un problema per la linea, è vero, ma reputo che uno strappo possa essere fatto di tanto in tanto, soprattutto se a favore di una ricetta così squisita come quella degli arrosticini. Anzi, essa prevede proprio un ruolo centrale per il grasso, che aggiunge sapore alla pietanza e si unisce con gli altri “lipidi” chiamati in causa nella preparazione (principalmente quelli forniti dall’olio extravergine di oliva). Anzi, gli arrosticini di pecora non sono tali se non contengono almeno il 25% di grassi.

Il delicato impatto del rosmarino

Uno dei punti di forza degli arrosticini di pecora è la semplicità, infatti troviamo pochi ingredienti per un secondo che valorizza appieno il gusto della carne, grasso compreso. La lista degli ingredienti, d’altronde, prevede una sola spezia: il rosmarino. In particolare, ad esso viene assegnato un ruolo importante, per quanto abbastanza “sui generis”, infatti va bagnato nell’olio e usato per spennellare i cubetti di carne. In questo modo, essa assorbe allo stesso tempo il sapore del rosmarino e quello dell’olio. Ovviamente, si parla di olio extravergine di oliva, che è da sempre la scelta migliore quando c’è da condire la carne.

A prescindere da questo impiego “non comune”, il rosmarino è una spezia preziosa. Una delle poche che cresce rigogliosa anche nella fascia del mediterraneo, e che non proviene dall’Oriente. Oltre al sapore, e alla sua capacità di valorizzare i secondi piatti, del rosmarino si apprezzano le proprietà antisettiche, soprattutto in caso di patologie all’apparato respiratorio (tosse, mal di gola etc.). Come quasi tutte le spezie conosciute, presenta proprietà nutrizionali al limite del “terapeutico”.

Il ruolo del limone nei nostri arrosticini di pecora

Oltre alla carne di pecora, gli arrosticini prevedono l’uso dei già citati olio e rosmarino, oltre al sale, al pepe e al limone. In particolare quest’ultimo ricopre un ruolo importante. Di base, il limone è impiegato per condire le carni bianche, più che le carni rosse. In questo caso, però, il suo apporto risulta determinante.

Nello specifico, il suo ruolo è rendere più equilibrato il sapore, che altrimenti potrebbe risultare un po’ troppo forte. La carne di pecora, infatti, è estremamente corposa e inoltre contiene molto grasso. Il limone consente di giungere a un compromesso dal punto di vista organolettico, rendendo gli arrosticini adatti a tutti i palati.

Un’altra favolosa ricetta della tradizione abruzzese la ritrovate nel Parrozzo. Il parrozzo, detto anche pane rozzo, è un dolce tipico della cucina abruzzese che vanta una lunga tradizione. E’ stato inventato agli albori del Novecento, frutto dell’ingegno del pasticciere pescarese Luigi D’Amico. Il parrozzo ha conquistato una certa notorietà già nei primi anni dalla sua nascita, dal momento che è stato promosso da Gabriele D’Annunzio, vate culinario e affezionato allo stesso D’Amico.

Un’altra specialità abruzzese che mi piace molto e ogni tanto preparo sono le pallotte cacio e ova. Sono realizzate con ingredienti semplici e reperibili, come vuole la tradizione di quel territorio. Infatti, non sono altro che polpette di pane, latte e uova, arricchite da formaggi grattugiati e pochi aromi. Le “pallotte”, una volta fritte e ben asciugate (passaggio importante per privarle dell’olio in eccesso) vanno insaporite per qualche minuto nella salsa di pomodoro. Le  pallotte cacio e ova non sono particolarmente grasse.

Ricette tipiche abruzzesi ne abbiamo? Certo che si!

4.9/5 (15 Recensioni)
Riproduzione riservata

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