Il parrozzo, uno golosissimo dolce abruzzese

Parrozzo
Commenti: 0 - Stampa

Il parrozzo, un dolce al cioccolato fuori dall’ordinario.

Il parrozzo, detto anche pane rozzo, è un dolce tipico della cucina abruzzese che vanta una lunga tradizione. E’ stato inventato agli albori del Novecento, frutto dell’ingegno del pasticciere pescarese Luigi D’Amico. Il parrozzo ha conquistato una certa notorietà già nei primi anni dalla sua nascita, dal momento che è stato promosso da Gabriele D’Annunzio, vate culinario e affezionato allo stesso D’Amico.

Non solo D’Annunzio era goloso di questo dolce e ne decantava le lodi. Molti altri nomi illustri hanno parlato della nascita di questo dolce. Luigi Antonelli ha scritto la Storia del Parrozzo. Armando Cermignani, progettò i disegni e i colori della scatola. Il Maestro Di Jorio mise in musica la canzone del Parrozzo partendo dal testo scritto da Cesare De Titta.

Io ho personalmente scoperto questa ricetta nel libro di Carlo Cracco Dolce, Cracco, Fantasia, che vi consiglio di leggere. A suo modo il parrozzo presenta dei tratti peculiari, per esempio la sua consistenza ricorda le torte prive di ripieno, sebbene assomigli anche al pan di Spagna. Ciononostante è ben glassato con il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria e fatto colare in modo da ricoprire tutta la superficie del dolce. Prese ispirazione dal pane cotto e fece delle variazioni, che sono quelle che ora tutti conosciamo e apprezziamo.

Alcune varianti suggeriscono una guarnizione ulteriore, formata da riccioli di cioccolato. In questo caso la decorazione è data dal cioccolato gianduja che, con la sua dolcezza, spezza e allo stesso  tempo valorizza l’amaro del fondente, sposandosi molto bene anche con l’impasto. La presenza del cioccolato, in particolare quello fondente, non incide solo dal punto di vista organolettico.

D’altronde, il cioccolato fondente spicca per la presenza di molti antiossidanti, che riducono lo stress ossidativo, limitano gli effetti dei radicali liberi e aiutano a prevenire il cancro. In ogni caso, il cioccolato fa bene all’umore, una verità di cui tutti gli appassionati sono sempre stati consapevoli, ma che di recente è stata confermata dalla scienza.

E’ un dolce natalizio ma a me piace prepararlo tutto l’anno! Il parrozzo ha ottenuto il riconoscimento di P.A.T (prodotti agroalimentare tradizionale) della regione Abruzzo. Questi riconoscimento vengono assegnati a  piatti tradizionali e legati a un territorio e alla sua storia.

Tutto concorre per ottenere questo riconoscimento: metodi di realizzazione, conservazione, stagionatura, creazione. Solitamente sono tutte attività legate a un prodotto tipico che si sono sono consolidate per un periodo non inferiore a 25 anni. Non è difficile da preparare e i vostri ospiti resteranno a bocca aperta.

Quale farina utilizzare per questo dolce?

La particolarità del parrozzo che vi presento oggi è la presenza di due farine. Entrambe ovviamente concorrono all’impasto, ma una è deputata ad offrire un sapore più spiccato. E’ il caso della farina di mandorle, un tipo di farina non molto utilizzato, ma che può regalare soddisfazioni in cucina, soprattutto quando è bene integrata con gli altri ingredienti.

Tra l’altro la farina di mandorle è anche nutrizionalmente valida, forse più della normale farina di grano. Il riferimento è alla presenza della vitamina E, che esercita una funzione antiossidante, dunque diminuisce l’insorgenza di alcuni tipi di tumori.

Parrozzo

Le mandorle sono assimilabili alla frutta secca, dunque abbondano sia di grassi buoni che di sali minerali. Il riferimento è agli acidi grassi omega tre e soprattutto agli acidi oleici, che impattano positivamente sulla salute dell’apparato cardiovascolare, riducendo i livelli di colesterolo cattivo. Senza dimenticare le dosi di fosforo e magnesio, che giovano alle performance cognitive.

Infine l’apporto calorico è alquanto moderato. Sul secondo tipo di farina, invece, avete ampio margine di discrezione. Al limite, se soffrite di celiachia, potete impiegare una qualsiasi farina alternativa, d’altronde anche quella di mandorle è gluten-free. Riguardo all’addensante, invece, vi consiglio di optare per una “normale” fecola di patate.

Perché abbiamo usato il burro chiarificato?

L’impasto del parrozzo non è formato solo dalle farine, ma anche dallo zucchero, dal tuorlo, dall’albume e dal burro. Prestate comunque attenzione alla scelta degli ingredienti. Per esempio, dovreste optare per il burro chiarificato anziché per quello normale. Il motivo è semplice, il  burro chiarificato performa meglio se non è riservato al consumo a crudo. Inoltre, grazie alla totale assenza di caseina, tende a bruciare meno, resistendo meglio alle elevate temperature.

Il burro chiarificato ha anche un sapore più neutro, ciò non è l’ideale quando si spalma il burro sul pane insieme alla marmellata, ma è un vantaggio quando concorre alla formazione di un impasto. Il burro tradizionale, inoltre, proprio per la superiore carica organolettica, rischia di coprire gli altri sapori. Va detto che il burro chiarificato è più calorico, ma raramente si utilizza in dosi eccessive, in questo caso bastano 60 grammi per l’intero parrozzo.

In questa ricetta la farina di mandorle

La mandorla è dunque considerata appartenente alla categoria della frutta secca ed è tra le più consumate in cucina: basti pensare che il marzapane, dolce tipico dei paesi del mediterraneo, è quasi interamente prodotto con la farina di mandorle.

E’ un frutto particolarmente amato al palato, quelle italiane sono le più pregiate perché qualitativamente migliori infatti la selezione delle mandorle destinate alla macinatura è oggetto di accurati controlli. Come per tutti i cibi più buoni però, anche le mandorle sono molto caloriche, ricche di olio e sali minerali, adatti al rafforzamento delle ossa, infatti ne è consigliato un consumo moderato.

Come la farina di riso e quella derivante dalla macinazione di frutta secca, anche la farina di mandorle è possibile farla in casa. Il procedimento è molto semplice: se in possesso di mandorle parzialmente pelate, si può immergerle in acqua bollente, asciugarle e inserirle in forno per tostarle, dopodiché si può procedere pestandole in un mortaio fino ad ottenere un composto fine e facilmente mescolabile con altri ingredienti. Vanno tritate finemente.

Attenzione: considerata l’elevata quantità di olio presente nelle mandorle, è sconsigliato l’uso del frullatore perché l’elevata velocità produrrebbe la fuoriuscita della sostanza oleosa, inoltre non può essere conservata per più di qualche mese ed è opportuno riporla in frigorifero.

Questa ricetta non è consigliata alle persone intolleranti al nichel vista la presenza del cioccolato e delle mandorle. Va benissimo per i celiaci e gli intolleranti al lattosio.

Ecco la ricetta del parrozzo:

Ingredienti per 6 persone:

  • 300 gr. di cioccolato fondente,
  • 150 gr. di farina di mandorle,
  • 130 gr. di albume d’uovo,
  • 80 gr. di tuorlo d’uovo,
  • 80 gr. di zucchero fine,
  • 60 gr. di burro chiarificato,
  • 75 gr. di semolino di riso,
  • 50 gr. di fecola di patate.

Per decorare:

  • q. b. di cioccolato gianduja.

Preparazione:

Per la preparazione del parrozzo iniziate setacciando la farina (o le mandorle tritate finemente) e la fecola. Separate i tuorli dagli albumi. In una ciotola montate l’albume con lo zucchero, poi unite il tuorlo d’uovo. Mescolate il tutto e lavorate fino ad ottenere una montata sufficientemente leggera.

Ora aiutatevi con una spatola per integrare il burro fuso, la farina e il semolino, ponendo la massima attenzione a non smontare il composto. Versate il tutto in uno stampo di zuccotto unto di burro e cosparso di semolino. Infine cuocete per circa 40 minuti a 170 gradi in forno statico. All’impasto volendo potete aggiungere un bicchierino di Amaretto di Saronno o un estratto di mandorle amare che sono senza glutine.

Terminata la cottura, estraete il dolce e fatelo intiepidire, poi rimuovetelo delicatamente dallo stampo.

Passiamo alla copertura di cioccolato. Ora sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e utilizzatelo per ricoprire il dolce, quasi fosse una glassa. In questa fase il parrozzo va posizionato su una gratella. Infine trasferite il parrozzo su un vassoio e guarnite con i riccioli di cioccolato gianduja.

5/5 (1 Recensione)

Seguimi sui social

Mi trovi su quasi tutti canali social come Nonnapaperina. Se prepari una mia ricetta e la pubblichi su Instagram o Facebook, aggiungi l’hastag #nonnapaperina, taggami e sarò felice di riconviderla nelle mie storie.

Ho intenzione di creare una raccolta con tutte le ricette che verranno proposte da voi e non abbiate paura. Non sono una chef professionista e non mi permetterò di non criticare niente e nessuno!!! Don’t worry be happy.

Buon lavoro e aspetto la tua ricetta! E se hai bisogno di qualche consiglio non esitare.

CONDIVIDI SU

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Charlotte con crema di castagne

Charlotte con crema di castagne, una deliziosa scoperta

Charlotte con crema di castagne, sapori d’autunno Oggi vi presento la charlotte di castagne (o meglio con crema di castagne), una torta davvero speciale e in grado di conquistare occhi e palato....

budino sbagliato

Il budino sbagliato di Carlo Cracco per stupire...

Il budino sbagliato, quando la creatività incontra la tradizione Il budino sbagliato è una ricetta di Carlo Cracco, il famoso chef stellato ha deciso di interpretare liberamente la ricetta del...

Victoria sponge cake

Victoria sponge cake, un’idea per la Festa dei...

Victoria sponge cake, una delizia della pasticceria anglosassone La Victoria Sponge Cake, come suggerisce il nome, è una specialità della pasticceria inglese. E' conosciuta anche come Victoria...

Torta fredda con Skyr e frutti di bosco

Torta fredda con Skyr e frutti di bosco,...

Torta fredda con Skyr, una variante sui generis della cheesecake La torta fredda con Skyr e frutti di bosco può essere considerata come l’evoluzione della cheesecake. Il procedimento è simile,...

Torta al pandan

Torta al pandan, un magnifico dessert colorato

Torta al pandan, un’idea per una merenda fuori dal comune La torta al pandan, o pandan cake, è un dolce che rende molto sul piano estetico. Lo potete notare dalla foto, infatti si distingue per...

plumcake con fichi e Skyr 

Plumcake con fichi e Skyr, una merenda perfetta

Un dolce gustoso e nutriente per la merenda. Il plumcake con fichi e Skyr è un’idea gustosa e genuina per una merenda che possa allietare i pomeriggi e consentire di recuperare le energie, o...


Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


27-09-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti