Salsa al coriandolo e menta: condimento aromatico

Salsa al coriandolo e menta
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Gli usi della salsa al coriandolo e menta

La salsa al coriandolo e menta è una soluzione certo non diffusa per condire le insalate. E’ proprio questo l’uso più naturale e proficuo dal punto di vista organolettico, per quanto anche certi tipi di carne possano essere valorizzate dall’impiego di questa salsa. Abbinare il coriandolo e la menta non è certamente la prima idea che viene in mente quando si condisce l’insalata, non in Italia almeno, dove si preferiscono l’olio, l’aceto ed al massimo il limone.

Eppure la salsa al coriandolo e menta è in grado di valorizzare le insalate come pochi altri condimenti sanno fare. Merito di questo abbinamento che alcuni potrebbero giudicare ardito, e della capacità di coriandolo e menta di valorizzarsi l’un l’altro e, così facendo, migliorare il sapore dell’insalata. E poi si tratta di un condimento sano, come si intuisce dando un’occhiata ai valori nutrizionali degli ingredienti.

Il coriandolo

La storia del coriandolo è abbastanza singolare. Per esempio è singolare il fatto che sia originario del Mediterraneo, ma che si sia diffuso soprattutto in Oriente, dove è da tempo uno degli ingredienti più apprezzati delle cucine asiatiche e di quella cinese in particolare. Ciò non significa, ovviamente, che il coriandolo sia sconosciuto in Occidente, o che venga ignorato dalle tradizioni locali; semplicemente non è un ingrediente particolarmente ricorrente.

Salsa al coriandolo e menta

Ad ogni modo, il coriandolo fa bene come dimostrano il sapere popolare ed alcuni recenti studi. Questa erba aromatica, che dall’esterno potrebbe assomigliare al prezzemolo, spicca per le proprietà antibatteriche a tal punto che alcuni lo considerano una specie di antibiotico naturale. Significativa è anche la funzione antispasmodica che genera effetti importanti, e ovviamente positivi, sui processi digestivi. Infine, il coriandolo è considerato un tonico in grado di alleviare il senso di stanchezza, caratteristica che si somma all’abbondante presenza di sali minerali e vitamine.

Erba annuale, il coriandolo cresce fino a 60 cm e ha fiori bianchi, rosa o malva chiaro. Bisogna seminarlo in primavera e raccoglierlo appena maturo ( da agosto a settembre) altrimenti il seme cade. Ma è più facile comprare addirittura la semente. Per avere le foglie, basta seminare più volte in successione durante l’estate. Il coriandolo non ha grandi pretese riguardo al terreno, cresce facilmente in un vaso e chiunque ami il curry dovrebbe coltivarlo.

È originario dell’Europa meridionale e del Medio Oriente, anche se adesso viene coltivato in tutto il mondo. È una delle erbe più antiche: « E il popolo d’Israele diede il nome di “Manna” a quel cibo che era bianco come il seme di coriandolo; e il suo sapore era come di focaccia fatta col miele » (Esodo, XVI, 31 ). L’uso del coriandolo, sia in cucina sia in medicina, risale a molte migliaia d’anni, e non solo in Europa, ma anche in India e in Cina.

A tante persone non piace il coriandolo per l’odore

Parlando del coriandolo bisogna fare una netta distinzione tra la foglia verde e il seme maturo. Il sapore è completamente diverso. (Anche la radice è stata usata come verdura, e probabilmente in Cina lo è ancora, ma è troppo piccola e legnosa per essere qualcosa di più d’una curiosità.)

La parola coriandolo deriva dal greco koris, cimice, a causa di una presunta somiglianza tra l’odore delle foglie di coriandolo e quello delle cimici dei letti.

In Europa il coriandolo verde non è molto usato, e in Inghilterra solitamente lo si mette da parte perché « spiacevole » o perché « non è un’erba da cucina ». È una sciocchezza. In realtà si tratta dell’erba aromatica forse più usata del mondo, dato che la si trova in quasi tutti i mercati da Beirut all’India, alla Cina e al Giappone, ed è apprezzata non solo in tutta l’Asia meridionale, ma anche in America, in Messico e nel Sud America.

Data la presenza degli immigrati dal Pakistan e dalle Indie Occidentali, il coriandolo verde si trova adesso anche in Inghilterra, ma era già stato introdotto molto tempo fa dai romani e fu adoperato nella cucina inglese fìno ai tempi elisabettiani. Poi, come molte altre erbe, passò di moda. La gente che ha vissuto in India indicherà senza esitazione il coriandolo verde come l’aroma essenziale mancante ai curry preparati fuori dalla loro patria. Il coriandolo migliora numerosi tipi di curry e schiacciato con noce di cocco, peperoncino verde, sale e uno spruzzo di limone o di quagliata agra, costituisce la base per un chutney indiano molto usato e veramente delizioso. L’aroma del coriandolo verde si armonizza particolarmente con quello del peperoncino verde e non c’è colazione migliore al mondo dei crostini spalmati di chutney di coriandolo e di sciroppo, mangiati alle prime luci dell’alba in mezzo al tubare dei colombi.

Nei mercati è facile riconoscere i mazzi di coriandolo verde, non soltanto per l’odore ma perché le foglie inferiori sono disposte a ventaglio, quelle superiori pennate. Non è un’erba da essiccare, però si può surgelare o conservare con sale e olio.

Il coriandolo ha un seme sferico che si rompe facilmente in due e che, quando è maturo, varia dal verde pallido al color crema o al marrone. Si compra da qualunque buon droghiere, sia intero sia in polvere; costando poco non è probabile che venga adulterato. Ma non si dovrebbe farlo invecchiare perché una volta tritato perde rapidamente il meglio dell’aroma.

Il sapore è dolce, aromatico e può far pensare vagamente alla buccia d’arancio. Di solito in India il seme di coriandolo prima d’essere pestato viene tostato leggermente, e allora sprigiona un aroma più simile al curry. Ma nei coriandoli esiste un’incredibile varietà tra l’uno e l’altro. Il seme viene coltivato su vasta scala in Russia, in Ungheria, nell’Africa settentrionale, in India e nel- 1′ America del sud, spesso per produrre l’olio essenziale con la distillazione. Sia i semi sia l’olio sono usati su vasta scala in panetteria, nei liquori, nei vermut e come condimento nell’industria alimentare.

Il coriandolo è molto utilizzato nella cucina etnica

Nella cucina inglese e in quella dell’America del nord il seme di coriandolo è soprattutto una spezia per salamoie, anche se antiche ricette la contemplano per piatti di carne come bistecche, rognone e pasticcio di ostriche. Probabilmente è familiare a persone che pure non ne conoscono il nome. In Francia viene usato raramente, e in Italia soltanto in alcune zone appunto nelle marinate, nelle salamoie e nei sottaceti. Il coriandolo assume molta importanza nelle cucine che risentono d’influenze arabe, vale a dire in quelle del Medio Oriente, dell’Africa settentrionale, dei Balcani, della Spagna e del Portogallo. Ma è diffuso anche nel Messico e nell’America del sud. ·

Nella cucina classica il seme di coriandolo è quasi sempre usato nei piatti à la grecque. Serve per speziare alcuni tipi di salumi e si accompagna bene col pesce. Pestato grosso è un aroma per il maiale e l’agnello arrosto, o per un ripieno per il capretto e per vari piatti di carne speziata originari del Nord Africa o del Levante.

Quando si arriva alla cucina dell’India, della Malesia o dell’Indonesia, il seme di coriandolo si trova in gran quantità e se esiste una spezia base per il curry è proprio questa. Dato che si tratta di un aroma leggero, va usato a cucchiai per bilanciare altre spezie che si dosano con cucchiaini da caffè o in quantità ancora minori.

Il coriandolo è adoperato anche in molte preparazioni dolci. Nei Balcani viene messo nel pane. Rende gustosi alcuni tipi di torte.

Il seme di coriandolo non dovrebbe mancare tra le spezie di un cuoco, perché si tratta di una tra le più interessanti e trascurate; e il coriandolo verde è essenziale per chi ama il curry.

E che dire della menta?

La menta è invece una vecchia conoscenza della tradizione italiana, in cui è consumata soprattutto sotto forma di infuso. Tale utilizzo testimonia la sua funzione rilassante e, sotto certi punti di vista, addirittura terapeutica. La menta, infatti, contiene il mentolo, principio attivo che esercita una funzione calmante e allo stesso tempo disinfettante; tutto ciò rende questa pianta un toccasana contro i disturbi gastrointestinali.

La menta ha anche un sapore riconoscibilissimo, particolarmente aromatico, che può essere sfruttato variamente in cucina. Per esempio, per produrre squisite salse, come nel caso della salsa al coriandolo e menta.

Ecco la ricetta della salsa al coriandolo e menta

Ingredienti:

  • 40 gr. di coriandolo fresco tritato
  • qualche foglie di menta fresca tritata
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 pezzettino di zenzero di 3 cm
  • 70 ml. di acqua naturale
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 cucchiai di tahine
  • 1/2 cucchiaino di cumino macinato
  • q. b. di sale

Preparazione:

La preparazione è molto semplice: vi basterà semplicemente unire tutti gli ingredienti e frullarli. Potete utilizzare il mixer a mano, il frullatore o il robot da cucina. Io consiglio il frullatore a immersione in quanto è facile da pulire e garantisce una texture più vellutata.

Potete poi conservare la salsa per circa 3-4 giorni, basta metterla in un vasetto ermetico e riporla in frigorifero.

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4 commenti su “Salsa al coriandolo e menta: condimento aromatico

  • Ven 11 Giu 2021 | Sara ha detto:

    Buongiorno, una mia amica mi ha consigliato di utilizzare il coriandolo perchè ha molte proprietà curative. E’ vero? Grazie

    • Ven 11 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Sara la sua amica ha ragione! Il coriandolo non è solo un’erba aromatica molto apprezzata, in Oriente, in cucina ma è anche un elemento naturale ricco di proprietà terapeutiche perché ricco di vitamine, sali minerali e fibre, tutte sostanze utili all’organismo che si uniscono ad antiossidanti e oli essenziali.

      Prima tra tutte quella antibatterica, efficace contro i virus più resistenti tanto che si candida ad essere un vero antibiotico naturale. Allo stesso modo il coriandolo si mostra molto efficace contro i funghi e altri microrganismi, le infezioni e le tossinfezioni alimentari. Molto proficuo anche per contenere il gonfiore addominale, la diarrea e le irritazioni del colon grazie alla sua proprietà antispasmodica e digestiva.

      Molto famosa è inoltre l’azione chelante del coriandolo verso i metalli pesanti presenti nel nostro corpo. In un ambiente nei quali si viene sempre più a contatto con i metalli, il coriandolo è davvero risolutivo, efficace per disintossicarci rimuovendo mercurio, cadmio, piombo e alluminio. Ottimo energizzante naturale, tiene lontane stanchezza e apatia. Ha infine anche un’azione calmante perché riduce il rischio di coliche intestinali e il senso di pesantezza dopo i pasti.

  • Ven 11 Giu 2021 | Pinuccia ha detto:

    Buongiorno, dove mi consiglia di utilizzare il coriandolo? Posso usare anche i semi di coriandolo? Quello fresco non sempre riesco a reperirlo

    • Ven 11 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Pinuccia, grazie al suo sapore delicato il coriandolo si presta bene per essere accostato a diverse varietà di cibo esaltandone il gusto. Ideale è per insaporire primi piatti soprattutto si stampo vegetale o anche vegano come zuppe di cereali, legumi, minestroni e verdure, in particolar modo cavoli e crauti. Consigliato in foglie fresche anche per impreziosire secondi piatti di carne o pesce, pane e biscotti. I semi, invece, sono più indicati per dare sapore, vagamente come quello del limone, a insaccati e sottaceti.

      Il coriandolo, inoltre, è uno degli ingredienti speziati che si usano per formare il curry e il garam masala, le miscele di spezie utilizzate soprattutto in India. Allo stesso modo si accosta bene anche con altre spezie, soprattutto con il timo, il pepe o la noce moscata. Questa erba aromatica è usata anche per la preparazione di liquori e digestivi come il Gin e Chartreuse e per aromatizzare la birra.

      Molto efficace, infine, la tisana di coriandolo, nota come buon digestivo ma usata anche per calmare il mal d testa.

      In molte ricette si utilizza fresco ma in tante altre si usano i semi.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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