Fettuccine con fave, pomodoro e pecorino e ho già fame!

Fettuccine con fave pomodoro e scaglie di pecorino
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Un’idea per pranzo: le fettuccine con fave, pomodoro e scaglie di pecorino

State cercando un’idea per il pranzo di oggi? Stanchi delle solite pietanze? Ecco una ricetta fresca, sana e particolare!

Con le fettuccine con fave, pomodoro e scaglie di pecorino serviremo a tavola una pietanza dai sapori impegnativi. Il pecorino è un po’ sempre un rischio perché il suo profumo pungente ed il sapore ricco, possono non incontrare i gusti di tutti i commensali.

A Roma tuttavia il pecorino è un ingrediente frequente ed apprezzatissimo, quindi presente in molte ricette.
In particolare, l’abbinamento fave e pecorino è tipica della cucina romana in occasione dell’arrivo della primavera. Quindi scaldiamo i fornelli… e prepariamoci ad un’ondata di sapori!

Fave e pecorino: un’accoppiata vincente

Lazio e Sardegna sono particolarmente legate alla produzione ed al consumo di pecorino e, non a caso, risultano tra le regioni che maggiormente consumano fave. Quest’accoppiata è frequente e vincente, non solo per le nostre fettuccine con fave, pomodoro e scaglie di pecorino.

Fettuccine con fave pomodoro e scaglie di pecorino

Le fave per secoli sono state considerate uno degli alimenti principali dell’alimentazione popolare, perché economiche, facili da coltivare e particolarmente nutrienti.

È interessante costatare che le prime attestazioni storiche del consumo di fave sono già presenti tra greci e romani e che questo alimento sia giunto fino a noi praticamente identico.

Le fave sono sane e piene di nutrienti

La fava, originaria dell’Africa Settentrionale, era già conosciuta nell’ Antico Egitto. Se ne coltivano attualmente diverse varietà, con semi di differente grandezza e colore: quelle più diffuse presentano semi grandi, piatti, marroni, e si possono trovare anche sgusciate. In Italia, il consumo di fave è stato notevole fino all’inizio del secolo, poi è andato gradualmente calando. Le fave secche sono consumate soprattutto nell’Italia Meridionale, in minestre con pasta o verdure.

La varietà conosciuta come favino (a semi più piccoli, ovoidali) nelle nostre regioni era più frequentemente destinata all’alimentazione di animali e in particolare cavalli, pur avendo la stessa composizione chimica e lo stesso valore nutritivo delle varietà a semi grossi.

Attualmente, in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo esiste un rinnovato interesse per la coltura delle fave, e sono in corso numerosi programmi che hanno come obiettivo un miglioramento delle loro caratteristiche agronomiche e nutrizionali.

Il consumo di fave, in particolar modo di quelle fresche, può provocare il favismo, una forma di anemia che insorge solo in persone con una predisposizione genetica ereditaria (la carenza di un enzima nei globuli rossi). Il favismo è diffuso nel bacino del Mediterraneo e particolarmente in Sardegna.

Le fave sono particolarmente ricche di elementi nutritivi. In primo luogo offrono un ricchissimo apporto proteico, di vitamine, ferro e minerali.

In particolare, il consumo delle fave a crudo consente di poter trarre il massimo da questo legume prodigioso, consentendo di assumerne a pieno anche vitamine e minerali che spesso si disperdono in fase di cottura. Tuttavia, le fave sono particolarmente versatili ed è possibile reperirle congelate, essiccate o fresche; da scegliere a seconda del caso per le varie possibili ricette.

La pulizia delle fave

La preparazione delle fave non è particolarmente difficoltosa, ma varia in base al trattamento che hanno ricevuto. Se per esempio acquistate le fave secche, dovrete fare attenzione alla presenza o meno della buccia, che incide sui tempi di ammollo. Le fave decorticate, infatti, richiedono circa 8 ore, mentre quelle con buccia ne richiedono anche 16. Trascorso il tempo di ammollo, potete poi sciacquarle e cuocerle. Ma passiamo ora alla pulizia delle fave. Pulire le fave fresche è molto facile, anche se è necessario un po’ di tempo. I semi vanno sgranati uno ad uno. Per fare questo dividete il baccello per lungo, apritelo ed estraete i semi scorrendo il pollice dal basso verso l’alto.

Il passaggio successivo consiste nella rimozione della buccia che ricopre i semi. Con l’unghia tagliate via l’eventuale crestina superiore, dopodiché premete il seme per farlo uscire fuori. Solo a questo punto potete capire se le fave sono veramente fresche. Infatti, il colore e la consistenza del baccello e della buccia non sono indicativi. In genere, se i semi presentano un colore verde brillante, allora le fave sono molto fresche. Per quanto concerne la conservazione, una volta pulite e private del baccello si conservano per 2 o 3 giorni in frigo. Poi potete lessarle brevemente, raffreddarle e congelarle. Le fave secche, invece, si conservano dai 4 ai 6 mesi, se riposte in contenitori ben chiusi e all’asciutto (non in frigo).

Già così, le fave sono particolarmente gustose da accompagnare a formaggi e salumi… immagina che bontà, le fettuccine con fave, pomodoro e scaglie di pecorino!

Perché immaginarlo, quando puoi semplicemente assaporarlo? Non ti resta che continuare la lettura di queste poche righe e dar libero sfoggio alla tua golosità! 

Ed ecco la ricetta delle fettuccine con fave, pomodoro e scaglie di pecorino:

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr. di fettuccine Le Veneziane
  • 1 cipolla rossa di Tropea
  • 400 gr. di fave fresche
  • 1 cucchiaio di rosmarino tritato
  • 1 bicchiere di salsa di pomodoro
  • q.b. di pecorino romano stagionato
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • q.b. sale e pepe nero

Preparazione:

Pulite la cipolla ed affettatela finemente. Sbollentate le fave per circa 10 minuti in abbondante acqua bollente. Scolate,  fate intiepidire e sgusciate.

In una padella, preferibilmente antiaderente, versate un filo d’olio extravergine d’oliva e quando sarà ben caldo aggiungete le fave e  la cipolla. Mescolate e lasciate cuocere il tutto per circa 5 minuti.

Aggiungete dunque la salsa di pomodoro, una presa di rosmarino ed un pizzico di sale.

Lasciate cuocere la salsa con le fave e la cipolla per almeno 15-20 minuti, coprendo la casseruola con un coperchio. Aggiungete poi, a necessità, dell’acqua calda per evitare che si asciughi troppo.

Nel frattempo, predisponete una pentola per far bollire l’acqua. Salate lievemente e cuocete la pasta, scolando al dente e versando direttamente nella pentola con il sughetto di fave.

Lasciate che la pasta ed il sugo si uniscano, saltando il tutto per un paio di minuti in padella, aggiungete inoltre qualche mestolo di acqua di cottura della pasta.

Infine impiattate la vostra pasta con le fave e pomodoro con delle scaglie e una spolverata di pecorino grattugiato ed una macinata di pepe.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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