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Pasta alla Norma: la ricetta con melanzane non fritte

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
01/12/2017 alle 17:00

pasta alla norma
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 20 min
cottura
Cottura: 00 ore 40 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (2 Recensioni)

Pasta alla Norma con melanzane non fritte: il gusto di casa

Un buon piatto di pasta alla Norma si riconosce già dal profumo: il pomodoro caldo incontra il basilico, le melanzane diventano morbide e la ricotta salata completa ogni boccone. Qui trovate la mia versione con melanzane non fritte, pomodoro e basilico Sfera certificati Nickel Free. Una preparazione pensata per la cucina a basso contenuto di nichel, nella quale la scelta degli ingredienti ha un ruolo preciso.

Nei miei ricordi di famiglia, la Norma è legata alle domeniche di festa, quando grandi e piccoli si ritrovavano intorno alla tavola. Quel calore si ritrova anche nei gesti più semplici: il sugo che avvolge la pasta, le melanzane distribuite nei piatti e la grattugiata finale che arriva appena prima di cominciare a mangiare.

Consiglio della nonna
Tenete da parte qualche pezzetto di melanzana per completare i piatti. Il resto andrà nel sugo: avrete così un condimento ben distribuito e, in superficie, bocconi morbidi che conservano il loro sapore.

La ricetta siciliana tradizionale prevede melanzane fritte. In questa variante le cuociamo alla piastra, con la possibilità di usare forno o friggitrice ad aria. Cambiano la cottura e la quantità di olio necessaria, mentre restano al centro pomodoro, melanzane, basilico e ricotta. Per prepararla senza glutine e senza lattosio, trovate scelte concrete anche nella lista degli ingredienti.

Se amate questo ortaggio nei primi piatti, potete provare anche la pasta con melanzane e tonno. Per un’altra preparazione con melanzane non fritte, lasciatevi tentare dalla parmigiana di melanzane light: un modo diverso di portare in tavola gli stessi profumi di casa.

Ricetta pasta alla norma

Preparazione pasta alla norma con melanzane non fritte (versione per intolleranti al nichel)

  • Lavate le melanzane.
  • Eliminate il picciolo.
  • Tagliatele a fette spesse circa 7-8 mm.
  • Disponete le fette in uno scolapasta.
  • Cospargetele con poco sale.
  • Lasciatele riposare per 30 minuti.
  • Lavate i pomodori freschi.
  • Tagliateli a dadini.
  • Tritate la cipolla.
  • Scaldate 20 g di olio in una casseruola.
  • Fate appassire la cipolla a fuoco dolce per circa 5 minuti.
  • Sbucciate lo spicchio di aglio se lo usate.
  • Aggiungetelo alla cipolla.
  • Unite i pomodori a dadini oppure la passata.
  • Cuocete a fuoco dolce per 25-30 minuti fino a ottenere un sugo denso ma ancora morbido.
  • Mescolate il sugo di tanto in tanto durante la cottura.
  • Eliminate lo spicchio di aglio.
  • Sciacquate brevemente le melanzane dopo il riposo.
  • Asciugatele molto bene con carta da cucina.
  • Spennellatele con 10 g di olio.
  • Scaldate una piastra liscia o una padella antiaderente ampia.
  • Cuocete le fette per circa 4-5 minuti per lato fino a renderle morbide al centro.
  • Tagliate le melanzane cotte a pezzetti.
  • Tenetene da parte circa un quarto per la finitura.
  • Unite le melanzane rimaste al sugo.
  • Lavate le foglie di basilico.
  • Asciugatele con carta da cucina.
  • Aggiungete 4 foglie di basilico spezzettate a mano.
  • Portate a bollore abbondante acqua in una pentola.
  • Salate l’acqua con moderazione.
  • Cuocete la pasta secondo i tempi della confezione.
  • Prelevate una tazzina di acqua di cottura poco prima di scolare.
  • Scolate la pasta un minuto prima del tempo indicato.
  • Trasferitela nella casseruola con il condimento.
  • Amalgamate per circa un minuto con poca acqua di cottura solo se il sugo è troppo denso.
  • Assaggiate prima di aggiungere altro sale.
  • Distribuite la pasta nei piatti.
  • Aggiungete le melanzane tenute da parte.
  • Grattugiate la ricotta salata sulla pasta.
  • Completate con le 4 foglie di basilico rimaste e gli ultimi 10 g di olio.
  • Servite subito.
Preparazione: 20 minuti
Cottura: circa 40 minuti con le cotture in parte sovrapposte
Tempo di riposo: 30 minuti
Difficoltà: facile
Calorie: circa 480 kcal per porzione stimate con pomodori freschi

Ingredienti pasta alla norma con melanzane non fritte (versione per intolleranti al nichel)

  • 300 g di mezze maniche o rigatoni di riso senza glutine
  • 1 kg di pomodori da sugo Sfera certificati Nickel Free oppure di passata Sfera con la stessa certificazione
  • 250 g di melanzane
  • 1 cipolla piccola
  • 60 g di ricotta salata senza lattosio da grattugiare
  • 40 g di olio extravergine di oliva
  • 8 foglie di basilico Sfera certificato Nickel Free
  • 1 spicchio di aglio facoltativo
  • q. b. di sale.

La pasta alla Norma unisce pasta, pomodoro, melanzane, basilico e ricotta salata in un primo piatto legato alla cucina di Catania. Nella preparazione tradizionale le melanzane vengono fritte; qui trovate una variante alla piastra, con indicazioni anche per forno e friggitrice ad aria. Il risultato è una pasta ben condita, con un sugo morbido e pezzetti di melanzana che si sentono sotto i denti. Per la versione a basso contenuto di nichel sono previsti pomodoro e basilico Sfera certificati Nickel Free. La scelta di questi prodotti fa parte della ricetta e va mantenuta quando la preparate per questa esigenza.

Le dosi sono per quattro persone e prevedono 300 g di pasta, 250 g di melanzane e 60 g di ricotta salata. Con una pasta di riso senza glutine e una ricotta salata senza lattosio potete seguire gli adattamenti indicati senza cambiare il gesto finale: mescolare la pasta nel sugo e completarla al momento di servire. La buona riuscita dipende da tre attenzioni semplici: asciugare le melanzane prima di cuocerle, far restringere il pomodoro e dosare il sale tenendo conto della ricotta. Il condimento si può organizzare in anticipo, mentre la pasta dà il meglio appena scolata, ancora calda e profumata di basilico.

Le origini della Norma e la variante di questa ricetta

La Norma appartiene alla cucina catanese e racconta quanto possano dare pochi ingredienti ben accostati. Il pomodoro porta dolcezza e una nota acidula, la melanzana aggiunge una polpa morbida, la ricotta salata chiude il boccone con sapidità. Il basilico tiene insieme questi sapori con il suo profumo fresco: basta spezzarne una foglia sulla pasta calda per accorgersene.

Il nome viene comunemente collegato all’opera di Vincenzo Bellini. Fra i racconti più noti c’è quello che attribuisce a Nino Martoglio un’esclamazione di ammirazione davanti al piatto. Il portale ufficiale Visit Sicily racconta le diverse tradizioni sul nome: è quindi più corretto parlare di un aneddoto tramandato che di una data di nascita certa.

Se cercate come fare la pasta alla Norma, la prima distinzione riguarda proprio le melanzane. Quelle fritte appartengono alla versione tradizionale; quelle alla piastra danno un risultato diverso, con una superficie più asciutta e meno olio impiegato. Questa ricetta segue la seconda strada, conservando l’incontro fra gli ingredienti che dà carattere al piatto.

Quale pasta scegliere e come equilibrare il sugo

Mezze maniche e rigatoni sono comodi perché raccolgono il sugo anche all’interno. Le penne rigate funzionano altrettanto bene; con gli spaghetti conviene tagliare le melanzane in pezzetti più piccoli, così si distribuiscono meglio nella forchettata. Le orecchiette possono diventare una variante domestica, ma non occorre cambiare formato per ottenere un buon risultato: conta soprattutto scolare la pasta ancora tenace.

Per il sugo della pasta alla Norma servono pomodori maturi oppure una passata dal gusto pieno. Nella versione a basso contenuto di nichel scegliete in entrambi i casi il prodotto Sfera con la certificazione indicata. I pomodori freschi richiedono più attenzione all’acqua che rilasciano; con la passata osservate la densità già presente. Il sugo ben ristretto deve rivestire il cucchiaio, senza lasciare un velo acquoso sul fondo del piatto. Tenete il coperchio scostato se occorre far evaporare più acqua.

Scegliete melanzane sode e con la buccia tesa, senza parti molli. La ricotta salata va invece grattugiata al momento: nei 60 g previsti per quattro persone c’è già una buona parte della sapidità finale. Salate poco il sugo e l’acqua della pasta, poi assaggiate il condimento con un pizzico di ricotta prima di aggiustarlo. È un piccolo gesto che evita un piatto troppo salato.

Come cuocere le melanzane senza friggerle

Per la cottura alla piastra è più pratico partire dalle fette e tagliarle a pezzetti dopo. Lo spessore di 7-8 mm aiuta a cuocere il centro senza seccare troppo la superficie. Nella ricetta è previsto un riposo di 30 minuti con poco sale, seguito da un risciacquo rapido. Asciugate bene ogni fetta: l’acqua rimasta sulla superficie rallenta la doratura. Il riposo può essere utile, ma non è una garanzia contro l’amaro di qualsiasi melanzana.

In friggitrice ad aria potete partire da cubetti di circa 2 cm, ben asciutti. Conditeli con i 10 g di olio riservati alle melanzane e disponeteli senza ammassarli. Cuocete a 200 °C per circa 12-18 minuti, scuotendo il cestello a metà cottura. Il tempo cambia con il modello e la quantità: controllate che il centro sia tenero, prolungando di pochi minuti se necessario. Una superficie colorita con una polpa ancora spugnosa segnala una cottura incompleta.

Per la pasta alla Norma con melanzane al forno, distribuite gli stessi cubetti su una teglia rivestita con carta da forno. Usate sempre l’olio già previsto e cuocete a 200 °C in forno ventilato per circa 20-25 minuti, girandoli a metà. Se preparate più porzioni, divideteli fra due teglie. Nella guida su come cucinare le melanzane trovate altri consigli per scegliere taglio e cottura secondo il risultato desiderato.

Un errore da evitare
Le melanzane devono essere già morbide prima di entrare nel sugo. Una lunga cottura finale nel pomodoro non sostituisce una buona cottura iniziale e rischia di disfarle. Unitele soltanto alla fine, lasciando il tempo di insaporirsi.

Pasta alla Norma per esigenze alimentari diverse

L’adattamento a basso contenuto di nichel parte dal pomodoro e dal basilico specificati nella ricetta. Sfera Agricola dichiara la certificazione Nickel Free per i propri prodotti e controlli di laboratorio sulla produzione. Verificate l’indicazione sul prodotto acquistato: pomodori comuni o basilico coltivato in casa non sono sostituti equivalenti per questa esigenza. La certificazione riguarda i prodotti, mentre la tolleranza della porzione completa va considerata nel proprio percorso alimentare.

Per preparare la Norma senza glutine, usate una pasta che riporti questa indicazione sulla confezione: nella scheda è proposta quella di riso. Tenete puliti pentola, scolapasta e utensili, evitando residui di pasta di frumento. Seguite il tempo del produttore e mescolate con cura durante il passaggio nel sugo, perché alcuni formati tendono a rompersi. Una pasta senza glutine non è per questo automaticamente adatta a ogni altra esigenza alimentare.

Per la versione senza lattosio, scegliete una ricotta salata da grattugiare che sia dichiarata tale in etichetta. Non basta che sia di pecora o stagionata per dedurlo. Se non la trovate, potete usare la stessa quantità di Parmigiano Reggiano, tenendo presente che il sapore finale cambia. Il latte resta presente anche nei latticini senza lattosio: questa sostituzione non è adatta a chi ha un’allergia alle proteine del latte.

La pasta alla Norma vegan si può preparare omettendo la ricotta salata e completando il piatto con basilico e l’olio già previsto. Controllate che la pasta sia senza uova. Se desiderate una nota croccante, potete aggiungere poco pangrattato tostato senza glutine; cambia però l’equilibrio della ricetta. Anche frutta secca e condimenti vegetali confezionati richiedono una valutazione a parte quando si deve tenere conto del nichel.

Una distinzione utile
Grigliare le melanzane o cuocerle con poca aggiunta di olio permette di gestire i grassi del piatto. Il basso contenuto di nichel non si deduce invece dall’assenza di frittura: restano centrali gli ingredienti scelti, le quantità e le indicazioni ricevute per la propria alimentazione.

Come servire la pasta alla Norma e cosa bere

Servite la pasta alla Norma in piatti leggermente caldi, distribuendo bene il sugo prima di aggiungere la finitura. Tenere una parte delle melanzane fuori dalla casseruola aiuta a ritrovarne la consistenza in ogni porzione. Il basilico fresco e la ricotta arrivano per ultimi: il primo conserva meglio il profumo, la seconda resta visibile in piccoli fiocchi sul pomodoro.

Se desiderate un abbinamento con il vino, potete orientarvi su un Frappato dal profilo fruttato oppure su un Cerasuolo di Vittoria. Cercate una bottiglia che accompagni la dolcezza della melanzana e la nota acidula del pomodoro senza coprire il basilico. Un rosso molto ricco di legno può dominare il piatto; seguite la temperatura di servizio indicata dal produttore per la bottiglia scelta.

Per completare il pranzo basta un contorno semplice, scelto secondo stagione ed esigenze personali. Non serve aggiungere un’altra portata molto condita: la ricotta, il pomodoro e l’olio danno già pienezza alla pasta. Se a tavola avete gusti diversi, portate una piccola ciotola di ricotta a parte, così ciascuno potrà regolare la finitura senza salare troppo tutte le porzioni.

Preparazione in anticipo e conservazione

Per organizzare il pranzo, preparate il sugo e le melanzane anche il giorno prima. Conservateli separati in contenitori chiusi in frigorifero, dopo averli raffreddati rapidamente. Questo vi permette di scaldare bene il pomodoro e aggiungere le melanzane soltanto alla fine. Tenete basilico e ricotta per il momento del servizio: sono i due dettagli che riportano freschezza nel piatto.

La pasta alla Norma già condita è migliore appena pronta. Se avanza, trasferitela in un contenitore basso e riponetela in frigorifero entro due ore, senza aspettare che resti a lungo sul tavolo. Conservatela a 4 °C o meno e consumatela entro il giorno seguente. Per riscaldarla, usate una padella con poca acqua e portatela ben calda anche al centro, mescolando senza schiacciare le melanzane.

Se volete congelare qualcosa, è più pratico scegliere il solo sugo, senza pasta, ricotta e basilico fresco. Dividetelo in piccole porzioni una volta raffreddato e scongelatelo in frigorifero prima dell’uso. La pasta di riso già cotta può perdere consistenza dopo scongelamento e riscaldamento: cuocerla al momento richiede pochi minuti e vi restituisce il piacere di una forchettata ben condita, con le melanzane ancora morbide e distinte.

Ricette con melanzane ne abbiamo? Certo che si!

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