Parmigiana di melanzane light da leccarsi i baffi

Parmigiana di melanzane light

Ho deciso di fare la parmigiana di melanzane light senza frittura e di aggiungere la mozzarella di bufala, cosi perlomeno mi faccio meno male…..Pensare che le melanzane proprio non mi piacevano per niente!!! Nel giorno di dieta libera ogni tanto le assaggio anche io cucinate cosi!

Parmigiana di melanzane light : non avrei mai immaginato la bontà

Le melanzane sono fra le pochissime verdure che un intollerante al nichel puo’ mangiare assieme a peperoni, finocchi, bietole e tre insalate: scarola, radicchio rosso e songino

Le melanzane possono variare dal nero-violetto al viola pallido, dalla forma allungata a quella tondeggiante. Le varietà più diffuse sono la Lunga violetta, la Tozza, la Bianca e la Violetta. Le melanzane vanno scelte lisce e sode.

Comprate quelle allungate, che sono leggermente piccanti, per il sugo con cui condire la pastasciutta, e quelle rotonde da cuocere alla griglia. Attenzione anche al picciolo che deve essere di un verde brillante. Quelle più gustose non devono avere molti semi all’interno. Per verificarlo provate a premere la melanzana: se è ricca di semi, risulterà cedevole.

Anche se possono essere conservate bene in frigorifero, fino a 7 giorni, sarebbe buona norma mangiare le melanzane subito dopo averle acquistate. Se proprio dovete conservarle, non tenetele per più di una settimana perché tendono a diventare amare con il passare del tempo. Se la melanzana è tagliata, va protetta con della pellicola per alimenti per evitare il contatto con l’aria che la fa annerire.

Parmigiana di melanzane light

I succhi contenuti nelle melanzane favoriscono il funzionamento del fegato e riducono il colesterolo nel sangue. Inoltre, essendo ricche di potassio, sono indicate nelle diete dimagranti e nelle persone che hanno bisogno di stimolare la diuresi.

Parmigiana di melanzane light : ottima direi!

La melanzana è un ortaggio versatile non solo in cucina: infatti grazie alla polpa molto acquosa, viene utilizzata in cosmesi per creme e maschere.

Se volete una “ricetta fai da te” per trarre beneficio dalla melanzana, seguite il consiglio che ho trovato su questo sito per ottenere un’ottima maschera per pelli stanche.

Schiacciate la polpa di una melanzana cruda con una forchetta e applicatela da sola o mescolata a yogurt, per una ventina di minuti sul viso, e vedrete la vostra pelle più distesa e luminosa

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di melanzane
  • 1/2 lt. di passata di pomodoro
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • 400 gr di mozzarella di bufala
  • 120 gr. parmigiano reggiano 48 mesi
  • qualche fogliolina di basilico
  • q.b.sale e pepe

Preparazione

In una padella fate rosolare con un filo di olio lo scalogno affettato finemente. e lo spicchio d’aglio sbucciato e intero. Aggiungete la passata di pomodoro, salate e pepate e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti. A fine cottura eliminate l’aglio e aggiungete del basilico fresco lavato e tritato. Tenete delle foglioline per la decorazione

Preriscaldate il forno a 180/200 gradi. Tagliatele le melanzane a fette non troppo sottili con una mandolina e adagiatele su una teglia ricoperta con della carta da forno e infornate per circa 15/20 min.

In una teglia antiaderente rettangolare e cominciate a fare i vari strati. Cominciate con il pomodoro,  poi le melanzane e proseguite con le fettine di mozzarella di bufala. Proseguite così, strato dopo strato, fino alla fine delle melanzane. L’ultimo strato fatelo solo con il pomodoro e una spolverata di parmigiano reggiano.

Infornate per circa 30 minuti e aspettate che siano tiepide prima di servire.

Print Friendly, PDF & Email

Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.


10-12-2014
Scritto da: Tiziana Colombo
Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?

TI POTREBBE INTERESSARE

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>


CON LA COLLABORAZIONE DI

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti