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Le piccole e nutrienti uova di tartaruga

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
15/06/2017 alle 13:40

uova di tartaruga

Le uova di tartaruga e le loro potenzialità a tavola

Le uova di tartaruga sono molto rare. La tartaruga appartiene alla famiglia dei Testudinati ed è da sempre un animale che incuriosisce. In molte aree del mondo la sua carne è considerata una specialità, con piatti tradizionali come la zuppa di tartaruga. Ma cosa possiamo dire di queste uova? In più Paesi sono consumate e valorizzate per gusto e consistenza, e rispetto alle comuni uova offrono una trama diversa che affascina chi ama scoprire sapori nuovi.

Dal punto di vista nutrizionale, le uova di tartarughe si presentano ricche di proteine e di micronutrienti preziosi. Proprio come accade per molte altre tipologie di uovo, apportano vitamine e sali minerali, risultando interessanti nelle cucine che le conoscono bene. In questa panoramica parliamo di queste uova a tavola e della loro particolare deposizione in natura, includendo anche un focus sulle tartarughe terrestri.

La tartaruga è tutta da scoprire!

La carne di tartaruga, nelle tradizioni in cui è prevista, è magra e saziante, ma resta meno ricca di quella bovina. Le uova, invece, sono più “generose” di nutrienti, con un buon apporto di proteine e di vitamine importanti per l’organismo.

Nell’Europa occidentale, e in particolare in Italia, ricordiamo che molte specie di tartarughe sono protette: non si possono pescare o catturare, né tantomeno commercializzare. Per questo motivo, non fanno parte delle nostre abitudini alimentari e rimangono soprattutto un tema di cultura gastronomica internazionale.

tartaruga di terra

Uova di tartaruga e uova di gallina: cosa cambia

Sono una rarità e rappresentano un’esperienza diversa rispetto alle uova di gallina. Il sapore risulta più intenso e “oleoso”, mentre la consistenza può ricordare un gel soffice, con il tuorlo ben presente. Le uova di gallina, invece, offrono un profilo più equilibrato in termini di vitamine del gruppo B e vitamina D, con minerali come il selenio e la colina, e un contenuto di colesterolo in genere più gestibile.

In cucina le uova di gallina sono molto versatili e si adattano con facilità a ricette dolci e salate. Le uova di tartaruga richiedono invece un po’ di attenzione in più: il loro gusto marcato invita a impieghi mirati e a dosi misurate, così da esaltarne la personalità senza coprire il resto del piatto.

Gli usi in cucina dell’uovo di tartaruga

Nei Paesi dove è tradizione, le uova di tartarughe si consumano anche crude, con sale e limone, per apprezzarne il carattere pieno. Si possono lessare per ottenere un tuorlo cremoso e un albume morbido, da servire come antipasto. In alcune cucine asiatiche e latino-americane entrano nelle zuppe, dove regalano corpo e cremosità. Non mancano interpretazioni fritte oppure salse e condimenti in cui l’uovo contribuisce alla struttura e alla rotondità del gusto.

In alcune realtà le uova di tartarughe di terra vengono anche marinate o tenute sotto sale: tecniche di conservazione che intensificano sapore e consistenza. Anche in questo caso, l’uso è legato alla cultura culinaria locale e alle regole in vigore.

Le uova delle tartarughe di terra presentano una forma ovale e sono sorprendentemente compatte rispetto a quelle degli altri animali da cortile. In media, ogni ovatura misura circa 4 centimetri di lunghezza per 3 centimetri di larghezza e pesa intorno ai 20 grammi. Questa dimensione, che può variare leggermente a seconda della specie o dell’età della tartaruga, è tipica per le classiche varietà domestiche come la Testudo hermanni. In alcuni casi eccezionali, il peso può scendere anche a 6–14 grammi, ma la maggior parte delle uova resta nella fascia dei 20 grammi.

Come avviene la deposizione delle uova delle tartarughe

Parlando di natura, le tartarughe terrestri hanno abitudini affascinanti. La femmina può deporre  anche a distanza di tempo dall’accoppiamento, perché trattiene il seme e feconda in seguito. Prima della deposizione delle uova cambia comportamento, mangia meno e si concentra sulla ricerca del punto giusto.

Di solito, la deposizione avviene in una buca nel terreno, scelta in base a temperatura, esposizione e protezione. La  fecondazione uova tartarughe di terra  è quindi seguita da una fase di incubazione naturale, regolata soprattutto dal calore. Ecco perché, in natura restano al riparo nella cavità fino alla schiusa.

In queste dinamiche è normale incontrare tutte le varianti di ricerca: tartaruga uova, tartaruga di terra uova, uova tartaruga terrestre, uova tartarughe di terra, uovo tartaruga o uovo di tartaruga. Parliamo sempre dello stesso ciclo naturale: accoppiamento, fecondazione, deposizione e schiusa.

Sostenibilità e tutela: un bene da proteggere

Il consumo di uova di tartaruga è un tema delicato: la raccolta senza regole mette a rischio le popolazioni, specie nel caso delle marine. Per questo in molte nazioni esistono programmi di tutela, con limiti severi e progetti per lasciare nei nidi una quota di uova di tartarughe sufficiente a garantire nuove nascite. In Italia la protezione è stretta e riguarda sia gli animali sia i loro prodotti.In diversi Paesi sono state coinvolte le comunità locali con iniziative di conservazione e con la promozione di alternative economiche alla raccolta delle uova di tartaruga. Educazione, informazione e rispetto delle leggi sono gli strumenti più efficaci per custodire questi animali straordinari e i loro cicli di vita.

Come esce la frittata con le uova di tartaruga?

La frittata con uova di tartaruga esprime un carattere diverso rispetto alla classica frittata preparata con uova di gallina. Anche perché le uova di tartaruga sono generalmente più piccole e delicate, quindi il primo aspetto da considerare è la quantità: per ottenere una porzione vera servirebbero più uova, e comunque il risultato sarebbe una frittata più sottile, morbida e dal gusto particolare.

Dal punto di vista del sapore ci si può aspettare una nota più intensa e meno neutra rispetto alle uova comuni. Non necessariamente più forte, ma più “selvatica”, più grassa e più persistente. Proprio per questo conviene evitare ingredienti troppo invadenti. Una frittata di questo tipo dovrebbe essere trattata quasi come una preparazione di degustazione, non come una frittata rustica da caricare con formaggi, salumi o verdure pesanti.

La cottura va realizzata a fiamma dolce e per tempi brevi, a tal proposito è meglio una padella antiaderente, poco olio extravergine delicato o una minima quantità di burro chiarificato. Una cottura troppo spinta rischierebbe di asciugare l’uovo e accentuare eventuali note forti. La frittata dovrebbe restare appena morbida al centro, compatta ma non secca.

Per arricchirla si possono usare erbe leggere, come erba cipollina, prezzemolo, maggiorana o timo limonato. Anche una punta di scorza di limone può alleggerire il gusto. Se si vuole aggiungere una componente vegetale è meglio scegliere le zucchine novelle, gli asparagi sottili o gli spinacini appena saltati. Sono invece da evitare le cipolle dalle note troppo marcate, i peperoni, i formaggi stagionati o le spezie aggressive.

Un antipasto sfizioso con le uova di tartaruga

Le uova di tartaruga possono fungere da punto di partenza per creare un antipasto diverso dal solito. Chiaramente serve prudenza, proprio perché si tratta di un ingrediente insolito, raro e da trattare con prudenza. L’idea migliore non sarebbe costruire un piatto abbondante, ma una piccola entrée elegante, capace di incuriosire senza appesantire.

Una proposta interessante potrebbe essere un ipotetico crostino tiepido con crema di patate, uovo di tartaruga morbido ed erbe fresche. La base potrebbe essere composta da una fettina sottile di pane tostato, meglio se rustico ma non troppo saporito. Sopra si potrebbe stendere una crema liscia di patate, olio extravergine delicato, poco sale e scorza di limone. Questa base servirebbe ad accogliere l’uovo e ad arrotondarne il gusto.

L’uovo, invece, potrebbe essere cotto in modo molto semplice, per esempio sodo ma non eccessivamente asciutto, oppure appena strapazzato e disposto in piccola quantità sul crostino. La decorazione dovrebbe restare essenziale: erba cipollina, pepe bianco, qualche germoglio fresco e una goccia di olio a crudo. Il risultato sarebbe un antipasto piccolo, ordinato e raffinato.

Un’altra idea potrebbe essere una tartelletta salata con crema di ricotta, limone e uovo tritato finemente. In questo caso la ricotta attenuerebbe la parte più intensa dell’uovo, mentre il limone darebbe freschezza. E’ ottima anche una mini insalata tiepida con asparagi, patate novelle e uovo a spicchi, soprattutto se viene condita con una vinaigrette leggera. In ogni caso la regola è di evitare le esagerazioni, quindi niente salse coprenti, niente spezie troppo forti e niente salumi.

Parliamo delle uova di tartaruga strapazzate

Le uova di tartaruga possono essere preparate seguendo la ricetta delle uova strapazzate. Rispetto alle classiche uova strapazzate di gallina, il risultato sarebbe probabilmente più intenso, più grasso al palato e meno neutro. Non è il tipo di ingrediente da trattare con abbondanza di panna, formaggi o condimenti pesanti, altrimenti si rischierebbe di creare un piatto confuso e difficile da leggere.

Le uova andrebbero sbattute con parsimonia, giusto il necessario per amalgamare tuorlo e albume, poi vanno cotte a fuoco basso, mescolandole lentamente con una spatola. E’ meglio spegnere il fuoco quando il composto è ancora leggermente morbido e far fare il resto al calore accumulato. Una cottura eccessiva renderebbe il risultato asciutto e più marcato nel sapore.

Per arricchire le uova di tartaruga strapazzate si possono scegliere ingredienti freschi e delicati. L’erba cipollina è probabilmente la scelta più adatta, in quanto aromatizza senza coprire. Funzionano bene anche prezzemolo, maggiorana e timo limonato. Per dare una nota più elegante si può aggiungere una piccola quantità di ricotta setacciata o robiola, ma senza eccedere. Infine il formaggio deve rendere il composto più morbido, ma senza diventare protagonista.

E le verdure? Qui sono indicate punte di asparagi, zucchine novelle, spinacini teneri o funghi champignon saltati brevemente. Tutti questi ingredienti sono capaci di accompagnare senza dominare. Se cercate una versione più ricercata completate il tutto con scorza di limone, pepe bianco o qualche lamella di tartufo nero, spingendo così il piatto verso una dimensione gourmet. Per un uso domestico realistico, però, la sostituzione più sensata resta con uova di quaglia, anatra o gallina, che sono più reperibili, più sicure e molto più facili da gestire.

FAQ sulle uova di tartaruga

Che sapore hanno le uova di tartaruga?

Le uova di tartaruga hanno un sapore simile a quello delle uova di gallina, ma con una consistenza più gommosa e un gusto leggermente più intenso e salato. Alcuni descrivono il sapore come più ricco e “oleoso”.

A cosa fanno bene?

Le uova di tartaruga sono ricche di proteine, vitamine A ed E, e minerali come ferro e zinco. Possono contribuire alla salute della pelle, al sistema immunitario e alla funzione muscolare grazie al loro alto contenuto di nutrienti.

Chi non può mangiarle?

Le uova di tartaruga non dovrebbero essere consumate da donne incinte, bambini piccoli, persone con allergie specifiche e individui con sistema immunitario compromesso. Inoltre, possono contenere tossine ambientali e batteri nocivi se non vengono preparate correttamente.

Come si mangiano queste uova?

Le uova di tartaruga possono essere mangiate crude, bollite, fritte o cotte in vari modi. Alcuni preferiscono aprirle e succhiare il contenuto direttamente dal guscio, mentre altri le utilizzano in zuppe o insalate. Insomma gli usi sono simili a quelli delle uova di gallina.

Contengono il colesterolo?

Le uova di tartaruga contengono colesterolo in quantità piuttosto elevata. Certo, contengono anche sostanze che contrastano l’azione del colesterolo, ma rimangono poco adatte per chi deve controllare la colesterolemia nel sangue.

Parliamo di uova

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