Alici marinate con cipolla di Tropea, un piatto calabrese
Perché sono così buone le alici marinate con cipolla di Tropea?
Le alici marinate con cipolla di Tropea sono un antipasto che simboleggia la tradizione gastronomica calabrese. Il riferimento è in particolare alla cipolla di Tropea, che è una delle tipicità del territorio, ma anche alle alici, che sono particolarmente consumate in Calabria e rappresentano uno degli ingredienti base di molte ricette tradizionali del Sud Italia.
Le alici marinate con cipolla di Tropea sono un piatto gustoso, sano e davvero semplice da realizzare. Per esempio, la cottura è sostituita dalla marinatura con succo di limone, che rappresenta un metodo sicuro per consumare i cibi e allo stesso tempo in grado di fornire un sapore diverso rispetto a una qualsiasi cottura con fonte di calore.
L’ingrediente principale delle alici marinate con cipolla di Tropea sono ovviamente le alici. Una specie ittica davvero squisita, ma della quale spesso si ignorano i pregi dal punto di vista nutrizionale. Il riferimento è, tra gli altri, alle grandi quantità di acidi grassi omega tre, elementi fondamentali per il nostro organismo che impattano positivamente soprattutto sull’apparato cardiocircolatorio, sul sistema immunitario e sulla vista.
Tra i tanti pregi delle alici si segnala anche la concentrazione di calcio, che è sopra la media rispetto agli altri pesci azzurri. Certamente le alici sono una specie leggermente grassa, ma i grassi che contiene sono “buoni” (gli omega tre appunto).
Ricetta alici marinate con cipolla di Tropea
Preparazione alici marinate con cipolla di Tropea
- Pulite le alici eliminando la testa, apritele a libro e tirate via e le interiora. Sciacquate le alici sotto l’ acqua corrente per eliminare eventuali residui e squame.
- Con le dita fate pressione per aprirle in due ed eliminate la lisca centrale.
- Capovolgete, sollevate e tagliate via la pinna dorsale. Man mano che sono pronte mettetele a scolare su della carta assorbente da cucina.
- Adagiate i filetti di alici pulite in una pirofila ampia, stando attenti a non sovrapporli.
- Fate un solo strato di alici e condite usando il succo dei due limoni che avete a disposizione.
- Poi coprite la pirofila con la pellicola trasparente e conservatela in frigorifero per almeno due ore.
- Terminata la marinatura scolate il succo di limone in eccesso e condite le alici con un po’ di olio extravergine di oliva, sale e pepe.
- Aggiungete anche le olive taggiasche e la cipolla di Tropea tagliate a fette sottili.
- Se lo gradite potete decorare con limone, olive e prezzemolo fresco.
- Servite su un piatto da portata e buon appetito! Si consiglia di consumare le alici marinate al momento. Si possono conservare in frigorifero coprendole con della pellicola trasparente per 1 giorno al massimo.
Ingredienti alici marinate con cipolla di Tropea
- 500 gr. di alici fresche
- 1 cipolla rossa di Tropea
- 150 gr. di olive taggiasche
- q. b. di olio extravergine di oliva
- succo di due limoni
- un pizzico di sale
- q. b. di bacche di pepe rosa
La bontà delle piccole olive taggiasche
Un altro ingrediente importante della ricetta delle alici marinate con cipolla di Tropea sono le olive taggiasche. Esse vengono aggiunte quasi al termine della cottura, in concomitanza con la cipolla di Tropea, per condire le alici già sottoposte a marinatura.
Le olive taggiasche si chiamano così perché originarie della cittadina di Taggia, in Liguria, ma ovviamente sono ormai diffuse su tutto il territorio nazionale. Si fanno apprezzare per il loro sapore poco acido e per un un gradevole retrogusto mandorlato.
Proprio per queste caratteristiche, e per la relativa scarsità del succo, sono ideali soprattutto per il consumo a crudo, piuttosto che per la produzione di vino.

Come tutte le olive, le taggiasche contengono molti grassi che costituiscono circa il 37%. Si tratta però di grassi “buoni”, monoinsaturi, che contribuiscono ad abbassare il colesterolo cattivo (conosciuto con l’acronimo di LDL).
Per quanto riguarda l’apporto calorico, non si discosta da quello delle altre olive, siamo, infatti, sulle 350 kcal per 100 grammi. La quantità di carboidrati e di proteine, però, è piuttosto scarsa. Le olive taggiasche spiccano comunque per la concentrazione di antiossidanti e di vitamina E. Caratteristiche, queste, che condividono con tante altre specie di olive.
Un focus sulla cipolla di Tropea e sulle sue proprietà
L’altro protagonista di questo piatto, come suggerisce il nome, è la cipolla rossa di Tropea. Una specie che cresce rigogliosa proprio in quelle zone. Essa è riconoscibile a prima vista per il colore rosso-violaceo, ma si fa apprezzare anche per il sapore, decisamente più dolce rispetto alle altre specie di cipolla. Per questo motivo viene consumata soprattutto cruda, magari nelle insalate, piuttosto che come base per i soffritti. Della cipolla rossa di tropea si apprezzano anche i benefici per l’organismo, e in particolare il contributo alla prevenzione di infarti e malattie cardiovascolari.
Esercita anche un apporto significativo nella lotta ai radicali liberi (grazie alla notevole concentrazione di antiossidanti). La cipolla di Tropea è considerata anche un blando antibatterico e antinfiammatorio, a tal punto da lenire i sintomi del raffreddore e del mal di gola. La cipolla di Tropea, come tutte le cipolle del resto, si caratterizza per un apporto calorico molto basso. Si parla di appena 26 kcal per 100 grammi, dunque è pienamente compatibile con i regimi dietetici ipocalorici.
Nella ricetta delle alici marinate, la cipolla di Tropea viene tagliata a fette sottili e inserita una volta che il pesce è già stato marinato, a mo’ di condimento insieme all’olio, al sale e alle olive taggiasche. L’abbinamento è ottimo e in grado di valorizzare il resto degli ingredienti. Per chi vuole consumare il pesce crudo, la migliore contromisura per neutralizzare l’Anisakis consiste nel congelare il pesce prima di mangiarlo.
Per distruggere tutte le larve del parassita è necessario tenere il pesce per almeno 24 ore a -20°C al cuore del prodotto. Questo trattamento è obbligatorio per legge per i ristoranti che vogliono servire pesce crudo. Per le preparazioni domestiche il consiglio è di congelare per almeno 96 ore a -18°C le alici se non sono già state abbattute dal pescivendolo. Questo per la vostra sicurezza.
Alici marinate con cipolla di Tropea, come abbinarle al meglio
Le alici marinate con cipolla di Tropea sono un secondo delizioso e leggero, dunque meritano di essere accompagnate degnamente con degli ottimi vini calabresi. Per esempio può essere abbinato il vino Greco di Bianco, prodotto lungo la costa ionica. Questo vino esalta la delicatezza delle alici con la sua freschezza agrumata e con un accenno minerale, bilanciando al contempo la dolcezza delle cipolle.
Un’altra scelta percorribile è il vino Cirò Bianco, che si caratterizza per le note floreali e fruttate, che contrastano la spiccata acidità del piatto. Infine il Mantonico, un vino raro e aromatico, ricco di sentori di frutta secca e spezie, che aggiunge profondità e un tocco complesso che si sposa bene con l’agrodolce delle cipolle di Tropea.
Il contributo del pepe rosa nelle alici marinate con cipolla
Tra gli ingredienti impiegati per la marinatura delle alici marinate con cipolla di Tropea spicca il pepe rosa, che si caratterizza per il gusto esotico. In realtà il pepe rosa non è un vero pepe, in realtà è il frutto dell’albero Schinus molle, che presenta delle bacche simili ai grani di pepe.
Nondimeno vanta un sapore delicato, dolce e leggermente resinoso, valorizzato da una nota aromatica simile a quella del ginepro e un retrogusto piccante ma non invadente. A livello nutrizionale spicca per l’abbondanza di antiossidanti, in particolare flavonoidi e carotenoidi, che aiutano a combattere lo stress ossidativo. Contiene anche vitamine, come la vitamina C, e minerali, come il calcio e il ferro.
E’ noto anche per le sue proprietà antinfiammatorie, tuttavia deve essere consumato con moderazione poiché in grandi quantità può risultare irritante per lo stomaco e le vie urinarie, a causa della presenza di composti simili alla resina.
Per riconoscere un’alice davvero fresca è fondamentale affidarsi alla vista e al tatto. Il corpo del pesce deve apparire rigido e sodo, mantenendo una curvatura naturale senza risultare molle o cedevole al tatto. L’occhio rappresenta il principale indicatore di qualità, ossia deve essere sporgente, con la pupilla di un nero intenso e con la cornea perfettamente trasparente e cristallina. La pelle deve brillare di un riflesso argenteo metallico, con squame ben aderenti che non si staccano facilmente. Infine l’odore deve evocare la freschezza del mare e delle alghe
Qualche idea per una marinatura più complessa
Quando si parla di marinature la classica combinazione di olio e limone è una scelta classica e affidabile. Tuttavia si può pensare a qualcosa di più complesso, che possa trasformare questo piatto in un’esperienza sensoriale sorprendente. Una scelta suggestiva è la sostituzione del limone con il succo di pompelmo rosa o di bergamotto. Questi agrumi possiedono una nota amara e aromatica, che contrasta al meglio la componente lipidica naturale del pesce azzurro senza coprirne il sapore delicato.
Ma si può ulteriormente arricchire il profilo aromatico delle alici marinate con cipolla di Tropea introducendo una componente speziata e vegetale. Per esempio potete aggiungere l’olio extravergine d’oliva con grani di pepe rosa schiacciati, anice stellato o qualche bacca di ginepro, lasciando che i profumi si fondano prima di incontrare il pesce.
Un’altra variante raffinata prevede l’uso dell’aceto di lamponi o di sidro di mele al posto del vino bianco, una soluzione che disegna una sfumatura di acidità più gentile e fruttata. Se poi desiderate un richiamo ancora più mediterraneo, provate con il finocchietto selvatico fresco e una punta di peperoncino privato dei semi, una combinazione che crea un collegamento gustativo ideale con la dolcezza della cipolla di Tropea. I più audaci possono provare una goccia di colatura di alici nella marinatura stessa, che serve a potenziare il gusto umami del piatto, creando una profondità di sapore che il semplice sale non potrebbe garantire.
Quali altri pesci si possono marinare?
La marinatura si applica a gran parte del pescato che popola le coste italiane, a patto di rispettare le diverse consistenze delle carni. Lo sgombro, ad esempio, è un candidato eccellente per questo tipo di preparazione. Essendo un pesce più polposo e saporito rispetto all’alice, lo sgombro richiede tempi di marinatura leggermente più lunghi e una componente acida più decisa per ammorbidirne le fibre.
Anche le sarde, pur essendo spesso confuse con le alici, offrono una consistenza più burrosa che si sposa divinamente con le marinate ricche di erbe aromatiche, come il timo e la maggiorana. Uscendo dal perimetro del pesce azzurro non possiamo dimenticare il branzino e l’orata, le cui carni bianche e delicate richiedono una mano molto più leggera. In questo caso la marinatura dovrebbe essere quasi istantanea, simile a quella di un carpaccio, utilizzando magari un olio agli agrumi per non “cuocere” eccessivamente la carne.
Anche i molluschi cefalopodi, come la seppia o il polpo, se tagliati a fette sottilissime dopo una brevissima scottatura, possono essere completati con una marinatura a freddo che ne esalti la naturale dolcezza. Persino la ricciola, con la sua carne pregiata e compatta, si presta a essere nobilitata da una marinatura veloce che ne preservi la compattezza.
Cosa bere con le alici marinate con cipolla di Tropea?
Trovare il giusto abbinamento per queste alici marinate, dominate dall’acidità e dalla personalità persistente della cipolla di Tropea, è una sfida non proprio semplice. La regola aurea suggerisce di puntare su vini bianchi dotati di una spiccata sapidità e di una freschezza vibrante, capaci di ripulire il palato senza essere sormontati dal gusto pungente del condimento. A tal proposito vi suggerisco un Greco di Tufo, che con le sue note minerali e la sua struttura decisa rappresenta una scelta d’elezione per chi ama i vini del territorio. In alternativa può andare bene un Falanghina del Sannio, che trasmette una nota floreale e fruttata necessaria a bilanciare la parte salina del pesce.
Spostandoci verso le bollicine si può pensare a un Franciacorta Pas Dosé o a un Trento DOC, ideali in quanto ricchi di l’anidride carbonica, che pulisce la bocca per un nuovo assaggio. Se invece si volesse osare per un abbinamento calabrese più territoriale potete optare per un rosato da uve Magliocco o Gaglioppo, che sorprende sempre se viene servito ben freddo. Questo tipo di vino si abbina al meglio con la dolcezza caramellata della cipolla.
FAQ sulle alici marinate con cipolla di Tropea
A cosa fanno bene le alici?
Le alici con cipolle rosse sono ricche di acidi grassi omega tre, che fanno bene al cuore e riducono i livelli di colesterolo cattivo. Contengono anche proteine di alta qualità, calcio, ferro e vitamine come la B12. In generale un loro consumo regolare può contribuire a migliorare la salute cardiovascolare e a sostenere le funzioni cerebrali.
Chi è a dieta può mangiare le alici?
Si, chi è a dieta può mangiare le alici. Vantano un basso contenuto calorico e sono ricche di proteine, il che le rende un’ottima scelta per chi cerca di mantenere o perdere peso. Inoltre il loro contenuto di grassi sani può favorire il senso di sazietà e sostenere un’alimentazione equilibrata.
Che sapore ha la cipolla di Tropea?
La cipolla di Tropea ha un sapore dolce e delicato, meno pungente rispetto ad altre varietà di cipolla. È particolarmente apprezzata per il suo gusto leggero, che diventa più dolce con la cottura, ma è anche ottima cruda in insalate o piatti freschi, dove aggiunge un tocco aromatico senza sovrastare gli altri sapori.
A cosa fa bene la cipolla di Tropea?
La cipolla di Tropea è ricca di antiossidanti, come la quercetina, che aiutano a combattere l’infiammazione e proteggere le cellule dall’invecchiamento. Fa bene alla salute cardiovascolare, poiché contribuisce a ridurre il colesterolo e la pressione del sangue. Inoltre ha proprietà digestive e può aiutare a migliorare la salute dell’intestino.
Ricette con le alici ne abbiamo? Certo che si!
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