Olive schiacciate, un antipasto rustico e aromatico
Olive schiacciate fatte in casa: perché le preparo ogni anno
Le olive schiacciate sono un antipasto che preparo partendo dalle olive verdi fresche, ancora sode. Dopo averle aperte con un colpo deciso, le lascio in acqua per otto giorni, cambiandola due volte al giorno. Solo alla fine arrivano olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e origano. Il risultato è una ciotola di olive saporite, profumate e ancora piacevoli sotto i denti.
È una preparazione semplice nei gesti, ma non veloce nei tempi. L’ammollo serve a ridurre l’amaro delle olive appena raccolte e non può essere sostituito da una scorciatoia. Una volta condite, sono perfette tra gli antipasti, con il pane oppure accanto a salumi e formaggi.
Scegliete olive verdi fresche, integre e ben sode. Quelle troppo mature tendono a diventare molli durante l’ammollo e reggono peggio la schiacciatura.
A casa nostra le preparo ogni anno perché Gabriele ne va matto. E non rimangono certo una preparazione da mangiare in due: quando ci ritroviamo in tanti per una festa, spesso finiscono in mezzo agli antipasti. Metto la ciotola in tavola e ognuno continua a prenderne qualcuna mentre si chiacchiera. Sono arrivata perfino a prepararne dei vasetti da regalare alle amiche.
Se vi piace portare le olive a tavola in modi diversi, potete provare anche le olive ascolane, che partono dallo stesso frutto ma diventano un antipasto completamente diverso. Quando invece preparo una tavola ricca per le feste, una corona di salumi e formaggi è un’altra idea che si abbina bene a una ciotola di olive servita a parte.
Ricetta olive schiacciate
Preparazione olive schiacciate
- Lavate le olive sotto l’acqua corrente e scartate quelle ammaccate o rovinate.
- Schiacciate ogni oliva con un batticarne senza frantumare il nocciolo, quindi eliminate i noccioli.
- Trasferite le olive in una bacinella, copritele con acqua fredda e aggiungete 1 cucchiaio di sale grosso per ogni litro d’acqua.
- Tenete le olive immerse con un piatto o con un peso adatto al contatto con gli alimenti.
- Lasciate le olive in ammollo per 8 giorni, cambiate l’acqua due volte al giorno e aggiungete ogni volta il sale nella stessa proporzione.
- Scolate le olive al termine dell’ammollo e strizzatele con uno schiacciapatate per eliminare l’acqua in eccesso senza ridurle in poltiglia.
- Sbucciate l’aglio e tagliatelo a fettine sottili.
- Aprite il peperoncino, eliminate i semi se volete ridurre il piccante e tagliatelo a rondelle.
- Condite le olive con l’olio extravergine di oliva, l’aglio, il peperoncino e l’origano.
- Aggiungete il sale fino e il pepe, mescolate bene e servite.
Cottura: 0 minuti
Tempo di riposo: 8 giorni
Difficoltà: facile
Calorie: circa 450 kcal per porzione
Ingredienti olive schiacciate
- 800 g di olive verdi fresche
- 100 ml di olio extravergine di oliva
- 1 peperoncino fresco
- 1 spicchio d’aglio
- 5 g di origano secco
- 1 cucchiaio di sale grosso per ogni l di acqua di ammollo
- 1 pizzico di sale fino
- 1 pizzico di pepe nero.
Olive schiacciate significa partire da olive verdi fresche e renderle piacevoli da mangiare attraverso due passaggi distinti: la schiacciatura e l’ammollo. Aprire la polpa permette all’acqua di agire meglio, mentre i cambi regolari riducono poco alla volta il gusto amaro. Nella mia ricetta questo periodo dura otto giorni e l’acqua viene sostituita due volte al giorno. Terminato l’ammollo, le olive vengono scolate molto bene e condite con olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e origano.
La preparazione delle olive schiacciate richiede quindi soprattutto pazienza e olive adatte. Quelle verdi e sode sopportano meglio i giorni in acqua e conservano una consistenza piacevole dopo il condimento. Una volta pronte possono essere servite come antipasto o durante un aperitivo e sono molto comode anche quando a tavola siamo in tanti. Questa versione, però, va considerata una preparazione fresca: dopo il condimento si conserva in frigorifero per pochi giorni. Per ottenere olive da tenere a lungo in dispensa occorre seguire un metodo di conservazione specifico.
Come fare le olive schiacciate e togliere l’amaro
Per capire come fare le olive schiacciate bisogna partire da ciò che accade prima del condimento. Le olive appena raccolte hanno un gusto molto amaro e non sono ancora pronte per essere mangiate. Il CREA, parlando dei metodi di preparazione delle olive da tavola, spiega che i frutti devono essere sottoposti a un processo di deamarizzazione e che i sistemi utilizzati cambiano in base alla varietà, alla maturazione e alla zona di produzione.
Nella nostra ricetta il primo gesto è la schiacciatura. Non serve polverizzare l’oliva: basta rompere la polpa mantenendo un pezzo abbastanza grande da conservare una buona consistenza. Dopo aver tolto il nocciolo, l’acqua raggiunge una superficie maggiore e può svolgere meglio il suo lavoro durante gli otto giorni successivi.
Il secondo punto decisivo sono i cambi d’acqua. Li faccio due volte al giorno per otto giorni, aggiungendo ogni volta il sale nella stessa proporzione. Se vi siete chiesti come si fanno le olive schiacciate senza ritrovarle ancora troppo amare, questo è il passaggio da non trascurare. Anche nella vecchia pagina avevo chiarito nei commenti che gli otto giorni sono il tempo corretto della mia preparazione.
Alla fine assaggiatene una prima di condire tutto. L’amaro non deve dominare, mentre la polpa deve essere ancora soda. Se le olive che avete acquistato sono più grandi o più amare, può essere necessario proseguire l’ammollo ancora un poco. Non è il calendario da solo a decidere: conta anche il risultato che avete davanti.
L’acqua salata degli otto giorni serve a preparare le olive e viene cambiata di continuo. Non va confusa con una salamoia studiata per la conservazione lunga.
Olive verdi schiacciate: scelta, condimento e utilizzi
Per le olive verdi schiacciate scelgo frutti freschi, sodi e senza parti rovinate. La consistenza conta molto: dopo la pressione del batticarne, i cambi d’acqua e la strizzatura, un’oliva già troppo morbida rischia di disfarsi. Le olive verdi mantengono invece una polpa più adatta a questo tipo di preparazione.
Il condimento che uso è volutamente essenziale: olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e origano. L’olio lega gli aromi alla superficie delle olive, l’aglio aggiunge una nota decisa, il peperoncino porta vivacità e l’origano completa il profumo. Se non amate molto il piccante, togliete i semi e partite con una quantità piccola.
Non aggiungo finocchietto, limone o aceto alla mia ricetta soltanto perché esistono in altre versioni. Possono essere scelte valide in altre famiglie o territori, ma questa è la preparazione che facciamo davvero a casa. Se volete vedere un altro uso delle olive dentro un impasto, i pizzi leccesi mostrano quanto bene possano lavorare con pomodoro, capperi e origano.
Le olive pronte possono entrare anche in altre preparazioni, ma io le preferisco soprattutto da sole. In una pizza di scarola e olive, per esempio, le olive diventano parte del ripieno; qui invece restano protagoniste e possono essere prese direttamente dalla ciotola durante l’aperitivo o all’inizio di un pranzo.
Come conservare le olive schiacciate
La domanda su come conservare le olive schiacciate merita una risposta molto chiara. Quelle preparate con il procedimento di questa pagina, una volta condite, vanno messe in un contenitore chiuso e conservate in frigorifero. Io consiglio di consumarle entro 4-5 giorni, riportandole per poco tempo a temperatura ambiente prima di servirle.
Non considero invece sicuro trasformare questa stessa preparazione in una conserva da dispensa semplicemente aggiungendo altro olio. Il Ministero della Salute nelle linee guida sulle conserve domestiche distingue i diversi sistemi di conservazione e indica, per i vegetali conservati in salamoia, una soluzione con almeno il 10% di sale, pari a 100 g per litro d’acqua.
Questa precisazione è importante anche per i miei vasetti regalo. Sono arrivata a prepararne per le amiche perché le olive piacciono sempre molto, ma un bel vasetto non cambia la natura della ricetta. Se preparo questa versione da regalare, la considero un prodotto fresco: va tenuta in frigorifero e consegnata spiegando che deve essere consumata in pochi giorni.
Una conserva vera richiede invece una ricetta costruita proprio per quello scopo, con acidità, salamoia o altri passaggi adatti al metodo scelto. Anche i peperoncini sott’olio fanno capire bene che “mettere sott’olio” non significa soltanto riempire un vasetto: preparazione e conservazione devono essere pensate insieme.
Se regalate queste olive in un vasetto, aggiungete un piccolo biglietto con “conservare in frigorifero e consumare entro pochi giorni”. È più utile di qualunque fiocco.
Olive schiacciate e cucina inclusiva
Questa ricetta nasce già con pochi ingredienti ed è naturalmente adatta a una scelta vegetariana e vegana. Non contiene latte, burro o altri derivati, quindi non occorre modificare nulla per ottenere olive schiacciate senza lattosio. Non sono presenti neppure uova.
Gli ingredienti della ricetta non prevedono cereali contenenti glutine. Per chi deve seguire una dieta senza glutine, controllate però le confezioni dell’origano o di eventuali miscele di spezie e scegliete prodotti con indicazioni adatte alle vostre esigenze. Se cucinate per una persona con celiachia, usate inoltre utensili e contenitori puliti e separate la preparazione da alimenti contenenti glutine.
Non inserisco invece una promessa generale per nichel o FODMAP: qui entrano in gioco olive, aglio, peperoncino, quantità e tolleranza personale. Sono aspetti che non si possono ridurre a un semplice “sì” o “no” valido per tutti. Preferisco mantenere la ricetta chiara e indicare soltanto gli adattamenti che possiamo sostenere davvero.
E poi c’è il motivo più semplice per cui continuo a prepararle: funzionano bene quando ci troviamo in tanti. Le metto fra gli antipasti, insieme alle altre cose da condividere, e ognuno ne prende qualcuna. Gabriele è il primo a cercarle e di solito non è certo l’unico.
Ricette con olive ne abbiamo? Certo che si!
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4 commenti su “Olive schiacciate, un antipasto rustico e aromatico”