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Salsa di spezie al miele da gustare con molti piatti

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Salsa di spezie al miele

Salsa di spezie al miele da gustare con i molti dei tuoi piatti. Le salse, un tempo utilizzate per coprire il sapore dei cibi, oggi sono invece impiegate in modo da esaltarlo.

Per condire e profumare pasta, riso, formaggi, uova, carni, pesci, pizze, bruschette basta poco: una salsa, un olio o un aceto aromatici. Scegliendo la salsa giusta darete un sapore speciale, personale, ai piatti di sempre.

I più coraggiosi saranno tentati senz’altro dalla salsa al peperoncino, la salsa all’aglio e quella piccante messicana, ma non trascureranno l’olio al rosmarino e peperoncino. I tradizionalisti vorranno farsi in casa il ketchup e la mostarda di Cremona, la salsa mimosa, la salsa tartara e quella tonnata, e naturalmente proveranno l’olio aromatizzato con basilico e il pinzimonio, magari con un pizzico di senape. Chi predilige i sapori delicati sceglierà la salsa al mascarpone, quella di ricotta alle erbe e l’olio al limone.

Una valida alternativa alle solite salse

Salsa di spezie al mieleChi invece ama uscire dagli schemi apprezzerà la salsa di sidro, quella di spezie al miele, l’aceto ai fiori selvatici, quello di mele alla rosa e la vinaigrette all’aceto di mele. Per finire, gli amanti dei sapori esotici proveranno di sicuro la salsa pili-pili e la guacamole.

Insomma, di salse ce n’è per tutti i gusti. Veloci e facili da preparare, daranno una marcia in più ai vostri piatti, e se voi sarete i primi ad apprezzarle, gli amici vi saranno grati dello sforzo, del volo di fantasia che proporrete loro anche offrendo una semplicissima insalata attorniata da quattro o cinque bottigliette con oli e aceti speciali oppure accompagnata da una salsa inattesa, e proprio per questo tanto più gradita.

Io adoro quelle con le erbe aromatiche e che potete coltivarle voi stessi: non richiedono cure particolari e sono, per di più, bellissime da vedere. I fiori dovete andarveli a cercare nei campi o nei prati, ma bastano un sacchetto di carta e un coltellino e una rilassante passeggiata diventerà una raccolta di ingredienti per i vostri oli o i vostri aceti aromatici. Fatica zero, risultato strepitoso.

La senape in grani non contiene glutine

Ed ecco la ricetta della Salsa di spezie al miele

Ingredienti

  • 6 cucchiaini di senape in grani
  • 2 cucchiaini di pepe verde in grani
  • la scorza grattugiata di 1/2 arancia
  • la scorza grattugiata di 1/2 limone
  • 2 cucchiaini di miele di castagno
  • 8 cucchiai di aceto di mele
  • q.b. sale

Preparazione

Raccogliete la senape, il pepe e una presa di sale in un mortaio e pestate il tutto finemente. Aggiungete le scorze degli agrumi e continuate a lavorare fino a ottenere un composto omogeneo.

Senza mai smettere di pestare e mescolare, incorporate alla crema il miele e, infine, l’aceto aggiunto a filo.

Versate il preparato in un vasetto di vetro scuro, chiudetelo ermeticamente e riponetelo in un luogo asciutto e fresco.

Lasciate riposare la salsa per 3 giorni prima di servirla come accompagnamento di verdure crude o bollite. Volendo, potete lasciare alcuni grani di senape e di pepe interi.

Questa salsa può cambiare sapore in maniera anche significativa con la sostituzione del tipo di miele. Si può adoperare, per esempio, il miele di acacia, che è tra i più diffusi, oppure il millefiori. Per un gusto che si distingua dal solito, provate il miele di assenzio, che ha un retrogusto amarognolo, oppure quelli di arancia o lavanda, che sono dolcissimi.

Conoscete l’assenzio?

L’assenzio è un parente stretto del dragoncello , dell’abrotano  e dell’artemisia. È spontaneo e spesso anche coltivato in Italia, ed è diffuso in Europa e in Asia. È un’erba aromatica amara con fogliame grigio ricoperto da una sottile peluria e fiori gialli. È stato usato per migliaia di anni come medicina (contra i vermi) e nella preparazione di vari aperitivi e vini d’erbe.

Ancora oggi è difficile dire con certezza dove finisce la medicina e dove comincia il gusto del bere, soprattutto nei paesi mediterranei dov’è ancora diffusa l’abitudine di sostenere fegati congestionati e di combattere il cattivo appetito con bevande semi-medicinali (sempre alcoliche, naturalmente) che, anche se non direttamente nocive, hanno l’effetto di alleviare un disturbo finché magari degenera in malattia. Forse la cosa peggiore è che la gente finisce col gustare queste semimedicine, di cui l’assenzio è quasi sempre uno degli ingredienti, oltre a esserlo in altre bevande più voluttuarie.

I vermut di oggi contengono molti ingredienti e di norma la formula esatta è tenuta segreta, ma nelle zone meno sviluppate d’Europa è ancora comune trovare dei vini in cui sono stati messi rametti d’assenzio ( come in Carpazia, a esempio) e i gastronomi che tengono d’occhio la botanica e trovano questa pianta durante una passeggiata o magari la coltivano in giardino, possono provare a metterne un ramo in una bottiglia di vodka. Le darà un aroma amaro che a molti piace. Un mio amico polacco ha persino sottratto dalla mia collezione delle foglie d’assenzio seccate.

L’olio essenziale di assenzio si ottiene con la distillazione, ed è prodotto in Francia e negli Stati Uniti. Concentrato, l’assenzio è un veleno narcotico e quindi va usato con moderazione. Gli effetti allarmanti dell’assenzio furono in un passato recentissimo anche troppo evidenti in Francia, specie nel sud.

Vi sono molte altre specie di assenzio, e nella sola costa della Riviera ligure e francese ne trescano dieci, quasi tutte sulle montagne. L’assenzio gentile è uno di questi ed è a sua volta molto usato nei vermut.

L’artemisia volgare, un’erba comune lungo le siepi, entra a volte nella composizione di ripieni per l’oca in vecchie ricette inglesi campagnole. Sono queste le erbe che, se adoperate con abbastanza moderazione da non poter essere distintamente avvertite, possono dare un tocco personale alla cucina.

Il miele di assenzio è buonissimo!

3/5 (1 Recensione)
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