Spaghettoni con salsa di noci per pranzo

Spaghettoni con salsa di noci
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Oggi vi propongo la ricetta degli Spaghettoni con salsa di noci. Ed è la salsa di noci da abbinare alla pasta che fa la differenza. E’ un condimento buono, genuino e molto semplice da preparare. La parte più noiosa della ricetta riguarda l’eliminazione della sottile buccia dei gherigli, operazione che è resa più facile se prima li scottate in acqua bollente.

È possibile, tuttavia, ricorrere alla strada più semplice, evitando di sbucciare le noci. In questo caso, la salsa che ricaverete avrà un gusto più marcato. Con questa soluzione guadagnerete sicuramente un bel po’ di tempo, ma io preferisco il gusto più delicato e, quindi, mi armo di santa pazienza e sbuccio le mie noci.

Tra l’altro, potete ottenere un sapore ancora più deciso semplicemente passando per un paio di minuti le noci in padella.

In ogni caso, avrete una salsa morbida e gustosa che avvolge completamente la pasta che avete scelto. In questa ricetta io uso una pasta lunga, gli spaghettoni, che secondo me, sono i migliori per accogliere il sugo alle noci.

Spaghettoni con salsa di noci

Spaghettoni con salsa di noci per pranzo!

La morbidezza che caratterizza questa salsa è data dalla presenza della ricotta, oppure, se volete fare i veri gourmet e provare qualcosa di nuovo cercate la prescinsêua.

Si tratta di un prodotto tipico della provincia di Genova che si utilizza per fare la torta Pasqualina o i barbagiuai (ravioli di zucca fritti). Una vera chicca, insomma, per questo non sarà semplice da trovare se non siete genovesi.

Comunque, se vi capita di passare da quelle parti, cercatela perché è proprio buona. Un misto tra lo yogurt e la ricotta, dal sapore acidulo, una volta era utilizzata per fare la famosa focaccia di Recco.

Per fare la salsa di noci se siete intolleranti al lattosio dovete procurarvi del latte e della ricotta senza lattosio; se, invece, avete intolleranza al glutine, dovete scegliere pasta e pane senza glutine; se, infine, la vostra intolleranza riguarda il nichel, purtroppo, è meglio evitare questa ricetta, le noci, infatti, contengono discrete quantità di nichel e richiedono un consumo moderato e controllato.

Ed ecco la ricetta degli Spaghettoni con salsa di noci

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr. spaghettoni consentiti
  • 300 gr. gherigli di noce
  • 150 gr. prescinsoeua o ricotta
  • q.b. mollica di pane
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 spicchio aglio
  • 2 cucchiai di  olio extravergine d’oliva
  • 1 pizzico maggiorana
  • q.b. sale

Preparazione

Per la salsa di noci scottate i gherigli in acqua bollente, sgocciolateli e spellateli.

Metteteli in un mortaio con un pizzico di sale grosso e pestateli, incorporando la mollica di pane bagnata nel latte strizzata e l’aglio.

Quando avrete ottenuto una pasta, diluitela con la prescinsoeua o ricotta passata al setaccio e l’olio. Regolate di sale e profumate, se vi piace, con la maggiorana.

Lessate al dente gli spaghettoni in acqua salata a bollore leggero. Prima di scolarli prelevate un bicchiere di acqua di cottura.

Diluite la salsa di noci con poca acqua di cottura, sgocciolateli, conditeli con la salsa diluita e servite.

E’ una cagliata fresca leggermente acidula componente essenziale della famosa focaccia al formaggio di Recco. Il nome “prescinseua” nasce dal termine genovese presû che significa caglio.

4/5 (48 Recensioni)

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3 commenti su “Spaghettoni con salsa di noci per pranzo

  • Mer 31 Dic 2008 | Simonetta ha detto:

    Scusa l’ingoranza, ma che cos’è la prescinsoeua? E il preboggion?

    • Lun 14 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      La prescinseua è un prodotto tipico caseario della provincia di Genova, prende nome dal caglio (presù in genovese). La prescinsêua ha una consistenza a metà tra lo yogurt e la ricotta, è in pratica un latte cagliato, che dimostra il collegamento tra la cucina genovese e quella orientale incentrata sullo yogurt.

      Viene utilizzata per la preparazione della famosa focaccia col formaggio, della torta pasqualina e di quasi tutte le torte salate tipiche liguri e dei barbagiuai (ravioli di zucca fritti) e dei pansotti.Questo formaggio che per la sua scarsa produzione e difficoltà di conservazione si può ritrovare solo nelle zone di produzione, è reperibile nella Valle Stura a Masone o nel Golfo del Tigullio, viene prodotto anche nel Savonese.

      Si ottiene lasciando riposare in una pentola per 48 ore 2 litri di latte fresco e trascorso il tempo previsto si prende 1/4 del latte versato (mezzo litro) nella pentola e lo si pone in un’altra pentola dove lo di scalda fino a 40-50 °C, si aggiungono poi 5 grammi di caglio amalgamandolo bene con il latte. In seguito si unisce all’altro latte e lo si fa riposare per 4 ore, poi si lascia riposare il tutto per 4 ore. La consistenza è da semiliquida a semisolida, con scalzo vario, sapore acidulo, forma rettangolare.

      Il preboggion è un insieme di erbe spontanee la cui raccolta da sempre viene eseguita un po’ in tutta la Liguria, e non solo, acquisendo però da zona a zona denominazioni diverse. Nel Ponente si definiscono erbette, in altre regioni, soprattutto del centro Italia sono note con il nome di crescione. Le erbe che compongono questa miscellanea variano da valle a valle e in funzione della stagione.
      Benché il loro mercato sia locale, alcuni piatti che con queste si preparano sono noti a livello nazionale, primi fra tutti i pansoti. Non dimentichiamo di dire però che oggi è più difficile reperire in modo tradizionale queste erbe perché sono sempre più rare le persone in grado di riconoscerle.
      I luoghi adatti per raccogliere il preboggion sono i bordi dei terreni coltivati, i bordi delle strade, le aree private destinate al pascolo, i greti dei fiumi o dei rivi: si tratta di piante che amano il disordine e lo squilibrio naturale e in tale ottica amano la vicinanza dell’uomo e delle sue attività. Il luogo che in assoluto è idoneo alla crescita delle piante del preboggion è il terreno agricolo terrazzato, specialmente nelle sue parti ripide o riva, che in ligure, significa la scarpata erbosa tra un piano e l’altro. Chi frequenta le campagne ligure, specialmente quelle del nostro Ponente, nota come la fasce siano durante l’anno una particolare tavolozza che muta nelle diverse stagioni i propri colori. E’ come se tale miscela di erbe preziose volesse farsi apprezzare per i suoi cromatismi rappresentati dalle foglie verdissime, variopinte e tenere. Già da gennaio a febbraio nella nostra terra, quando gli unici a frequentare gli uliveti sono i pettirossi intirizziti dal freddo invernale, spuntano qua e là le prime margherite gialle, tingendo di giallo le nostre colline e le nostre coste a marzo soprattutto; con quei primi tepori di marzo che vedono il fiorire di asparagi selvatici e di funghi di di stagione: tutto ciò nell’entusiasmo di altre erbette che spingono per mettersi in mostra dopo il rigore dell’inverno e che ricoprono con il loro caldo tappeto il terreno ancora brullo.

  • Mer 31 Dic 2008 | Tiziana Colombo ha detto:

    ciao, sono due prodotti tipicamente liguri, sempre piu difficili da reperire
    Il preboggión consiste in un insieme di erbe selvatiche. È un termine della lingua ligure non traducibile letteralmente nella lingua italiana, esso deriva probabilmente dal verbo preboggî (o prebugî , che significa “scottare” in senso culinario.
    la prescinsoeua è fatta in casa con il latte che è volutamente lasciata alla aspro, è sottile e cremoso. Essa può essere consumata come è, cosparsa con un po ‘di zucchero, utilizzate nella preparazione del pesto, o aggiunti agli ortaggi di riempimento per la famosissima Torta Pasqualina.
    buon anno a te

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31-10-2011
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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