Cartellate, croccanti delizie al miele della cucina pugliese
Cartellate, dei dolcetti dalla forma complessa
La cucina pugliese regala sempre molte soddisfazioni. Non è solo deliziosa, ma è anche molto creativa. A dimostrarlo ci sono le cartellate, dei dolcetti fritti ma modellati secondo un approccio peculiare, che richiede una certa manualità, dando vita a forme suggestive e creative. Ciascun dolcetto offre alla vista un reticolo di pasta che richiama alle spirali.
Proprio l’aspetto è, allo stesso tempo, il tratto distintivo e la vera difficoltà della ricetta. Per prepararla dovrete impegnarvi un po’, ma non preoccupatevi, vi basterà seguire la ricetta per riuscire nell’intento.
Dal punto di vista gastronomico le cartellate sono formate da farina, olio, acqua, un po’ di vino e un po’ di scorza d’arancia grattugiata. Quest’ultimo ingrediente regala freschezza e un sentore agrumato, che interagisce perfettamente con la dolcezza del miele in cui vengono immerse. L’arancia diventa così un trait d’union tra la parte più rustica e grassa della preparazione e quella zuccherina.
Ricetta cartellate
Preparazione cartellate
- Versate la farina sul piano di lavoro e scavate uno spazio al centro, formando la classica fontana.
- Aggiungete la scorza di limone grattugiata, l’olio extravergine di oliva e il vino bianco.
- Impastate e condite con un pizzico di sale.
- Poi integrate l’acqua un po’ alla volta, in modo da ricavare un impasto uniforme.
- Stendete l’impasto formando delle sfoglie, utilizzando la sfogliatrice o la nonna papera.
- Con una rotella dentata ritagliate delle strisce lunghe 20 centimetri.
- Piegate ciascuna striscia a metà per lungo. Esercitate una pressione con pollice e indice su ciascuna striscia, a intervalli regolari, per formare delle piccole conche. Infine arrotolate le strisce a spirale, facendo in modo che le conche si tocchino (guardate l’immagine nella ricetta per rendervi conto).
- Disponete le “cartellate” così ottenute su un piatto infarinato, distanziandole tra di loro.
- Fate riposare le cartellate per 12 ore in modo che cedano l’umidità in eccesso.
- Trascorso questo lasso di tempo riscaldate un po’ di olio di semi in un pentolino fondo.
- Friggete un po’ per volta le cartellate, rigirandole più volte con la schiumarola durante la cottura e favorendo così una doratura uniforme.
- Prelevate le cartellate e lasciatele riposare a faccia in giù sulla carta assorbente. Infine fatele raffreddare.
- Al momento del servizio versate il miele in una pentola e accendete la fiamma per favorire il suo completo scioglimento.
- Immergete le cartellate nel miele a testa in giù 2-3 per volta. Rigirate per fare in modo che il miele venga assorbito e servite.
Ingredienti cartellate
- 500 gr. di farina 00
- 100 ml. di olio extravergine d’oliva
- 100 ml. di vino bianco
- 50 ml. di acqua (se necessaria)
- 1 scorza d’arancia grattugiata
- 1 pizzico sale
- 400 gr. di melata di metcalfa
- q. b. di olio di semi di girasole
Un miele stupefacente sotto ogni aspetto
Le cartellate vengono immerse in salse dolci, topping e dip, ma nella maggior parte dei casi si usa il miele. In questa ricetta vi propongo una soluzione particolare, ossia il miele di melata di metcalfa. Si tratta di un miele scuro, raro e pregiato, prodotto dalle api che raccolgono la melata secreta dalla metcalfa pruinosa, un insetto che vive sulle piante di acero, tiglio e robinia.
Il miele di melata di metcalfa si distingue per un sapore meno dolce rispetto ai mieli floreali, con note leggermente balsamiche e un retrogusto che richiama la liquirizia e il caramello.
Vanta una consistenza densa e persistente, che avvolge bene le cartellate senza scivolare via subito, donando a ogni boccone una dolcezza raffinata. Dal punto di vista nutrizionale è ricco di sali minerali e antiossidanti, quindi rappresenta non solo una scelta originale ma anche salutare.
Come rendere questo dolce pugliese a prova di celiachia?
Di base le cartellate sono off limits per i celiaci, infatti sono realizzate con la farina doppio zero. Ma ci sono tante altre farine senza glutine con cui realizzarle. Una buona opzione è la farina di grano saraceno, che aggiunge una nota rustica e leggermente tostata, ideale per chi ama sapori più intensi. Idem per la farina di teff, che aggiunge una nota nocciolata che richiama la frutta secca.
Propongo anche la farina di sorgo, che si distingue per un gusto delicato e leggermente dolce, capace di armonizzarsi bene con un impasto fritto senza stravolgerne l’aroma. Ma un’alternativa molto usata è la farina di quinoa, ricca di proteine e con una nota più marcata e quasi nocciolata, che dona personalità alle cartellate e le rende più nutrienti.
Stesso discorso per la farina di castagne, che porta con sé un carattere deciso e una dolcezza naturale, contribuendo a rendere il dolce più morbido e aromatico, quasi con un retrogusto di miele che amplifica la glassatura finale. Infine si può usare la farina di mais abbastanza fine, che può essere usata per dare struttura e colore dorato alle cartellate.
In realtà potete fare un bel mix di farine, otterrete così un impasto che, pur senza glutine, si presta a essere steso e modellato in spirali, come la ricetta originale. Per inciso tutte le farine che ho nominato vantano un ottimo profilo nutrizionale. Sono ricche di fibre, vitamine, sali minerali e in alcuni casi persino di proteine (come la farina di quinoa).
Cartellate pugliesi, una ricetta da valorizzare
Le cartellate pugliesi, soprattutto quando le portate in tavola durante un aperitivo dolce, chiedono un abbinamento pensato: non un drink qualunque, ma qualcosa che “accarezzi” miele e note agrumate senza coprirle. L’idea è semplice: scegliete un calice o una tazza che riprenda la dolcezza, ma con una punta di freschezza, così ogni morso resta leggero e invitante.
Se volete restare in Puglia, una scelta che funziona quasi sempre è un passito come il Moscato di Trani: è dolce, sì, ma sa anche tenere testa alla frittura e al profumo del miele. Servitelo fresco (non ghiacciato) e vedrete come si “allunga” il gusto delle cartellate, rendendolo più armonioso, senza farlo diventare stucchevole.
Un’altra strada, più tradizionale, è il vino cotto: lo trovate spesso anche come alternativa al miele per intingere le cartellate, e metterlo nel bicchiere crea un gioco di richiami davvero bello. Se invece cercate un abbinamento senza alcol, puntate su una tisana calda a base di cannella e chiodi di garofano: profuma, scalda e accompagna la dolcezza, lasciando spazio a quel tocco agrumato che rende le cartellate così speciali.
FAQ sulle cartellate
Cosa sono le cartellate pugliesi?
Le cartellate pugliesi sono dolci tradizionali natalizi della Puglia, preparati con una sfoglia sottile di pasta fritta, modellata in forme arrotolate e decorate. Dopo la cottura vengono immerse nel miele o nel vincotto, che le rendono lucide e aromatiche. Sono simbolo di festa e convivialità familiare.
Quale farina usare per le cartellate?
Per preparare le cartellate si utilizza principalmente farina di grano tenero 00, che garantisce un impasto morbido ed elastico. In alcune varianti si può mescolare la farina doppio zero alla semola rimacinata di grano duro, per ottenere maggiore croccantezza. La qualità della farina incide direttamente sulla consistenza e sulla fragranza finale del dolce.
Quante calorie hanno le cartellate?
Una cartellata di circa 30 grammi apporta mediamente 130-150 calorie, variabili in base alla quantità di miele o vincotto utilizzati. Trattandosi di un dolce fritto, e condito con zuccheri, ha un valore calorico elevato, per questo motivo viene consumato soprattutto nelle occasioni festive e con moderazione.
Come si cuociono le cartellate?
Le cartellate tradizionalmente si friggono in olio bollente fino a quando assumono un colore dorato e una consistenza croccante. Dopo la cottura vengono lasciate scolare dall’olio in eccesso per poi essere immerse (o spennellate) con miele o vincotto. Esistono anche versioni al forno, che risultano più leggere ma meno croccanti.
Quanto durano le cartellate?
Le cartellate si conservano per circa una settimana se tenute in un contenitore ermetico, lontano da fonti di calore e umidità. Quelle ricoperte di miele o vincotto tendono a mantenere meglio la fragranza, mentre le versioni semplici vanno consumate in pochi giorni per apprezzarne la croccantezza.
Ricette pugliesi ne abbiamo? Certo che si!
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