bg header
logo_print

Frico con la zucca, una variante del celebre piatto friulano

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Frico con la zucca
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette senza glutine
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
5/5 (2 Recensioni)

Frico con la zucca, ancora più buono dell’originale

Oggi cuciniamo il frico, il celebre piatto della cucina friulana in una versione particolare, ossia senza patate e con la zucca!

Questo frico con la zucca, pur proponendo qualche innovazione come ingredienti, incarna lo spirito della ricetta originaria. Può essere considerato come una sorta di frittata senza uova, da servire come secondo o come antipasto, se viene fatto a pezzi piccoli e lasciato raffreddare in modo che acquisisca una consistenza friabile.

Il frico vanta una storia lunghissima. Si pensa sia nato nell’alto Medioevo, sebbene di esso venga fatta menzione solo nel Quattrocento. La citazione è contenuta nel De Arte Coquinaria di Martino da Como, a quel tempo cuoco del vescovo di Aquileia. Il nome originario del piatto era “caso in patellecte”, ovvero formaggio in padella, ma fin da subito si è diffuso con l’epiteto di “fricò” o “frico”.

Il frico originario è realizzato con un formaggio stagionato locale, in genere il Montasio, oltre che con le patate e le cipolle. Come grasso di cottura si utilizza il lardo, e più raramente il burro chiarificato. La variante che vi presento oggi fa a meno delle patate, ma utilizza un ortaggio dalla consistenza simile e dalla dolcezza unica: la zucca.

Ricetta frico con la zucca

Preparazione frico con la zucca

Per preparare il frico con la zucca seguite questi passaggi.

  • Cuocete il lardo in una padella antiaderente per pochi minuti in modo che si sciolga.
  • Sbucciate la zucca, fatela a pezzettini e unitela al lardo.
  • Cuocete abbondantemente fino a quando la zucca non si sarà cotta a puntino e l’acqua non sarà evaporata del tutto. Dovrebbero bastare venti minuti.
  • Unite il formaggio e condite con sale e pepe.
  • Proseguite la cottura per 6 minuti in modo che il formaggio si fonda del tutto.
  • Guarnite con le croste tagliate a pezzettini molto piccoli e servite.

Ingredienti frico con la zucca

  • 200 gr. di zucca
  • 200 gr. di formaggio Montasio (e relative croste)
  • 70 gr. di lardo di colonnata
  • 1 pizzico di sale e di pepe.

Un focus sulla zucca

Vale la pena parlare della zucca, l’ingrediente che meglio caratterizza questo particolare frico. La zucca è tra le protagoniste della cucina italiana, infatti compare in numerose ricette. Non c’è di cui stupirsi, infatti la zucca è buona, leggera e versatile. Questo ortaggio si adatta a tutti i metodi di cottura, quindi anche alla cottura in padella in cui assume una consistenza morbida che favorisce l’amalgama con gli altri ingredienti.

A fronte di un apporto calorico basso, che non raggiunge le 30 kcal per 100 grammi, garantisce molte vitamine e sali minerali. Il riferimento è alla vitamina A, che giova alla vista e alla pelle, e al betacarotene. Questa sostanza, tra l’altro, funge da antiossidante e quindi aiuta a prevenire il cancro. Il betacarotene è responsabile – almeno in parte – del colore arancione, quindi la troviamo anche nelle carote e nelle arance.

Tutto il sapore del formaggio Montasio

Il vero protagonista del frico con la zucca è ovviamente il Montasio. Si tratta di un formaggio friulano che ha origini nell’omonimo massiccio montuoso. Tecnicamente è un formaggio stagionato, sebbene la stagionatura possa variare dai due mesi all’anno abbondante. In ogni caso propone un sapore delicato che esprime appieno i sentori di latte, arricchiti da note pungenti.

Il Montasio, anche quando decisamente stagionato, fonde a temperature basse. Non fila, dunque si amalgama alla perfezione con gli altri ingredienti. Proprio per queste proprietà viene utilizzato in molte ricette della tradizione friulana, proprio a partire dal frico.

Per quanto concerne le proprietà nutrizionali, non si differenzia dai formaggi della medesima categoria. A fronte di un apporto calorico medio-alto, apporta vitamina D, calcio, proteine e ovviamente una certa quota di grassi.

Frico con la zucca

Il sublime tocco del lardo di colonnata nel frico con la zucca

La ricetta originale del frico con la zucca lascia qualche margine di discrezione in merito al grasso da cottura. Tuttavia, nell’Italia settentrionale l’olio di oliva (e in genere le fonti vegetali) vengono usate poco. La scelta, piuttosto, è tra il burro e il lardo. La ricetta che vi presento oggi opta per questa seconda soluzione, proponendo una sorta di commistione con la cucina toscana grazie all’utilizzo del lardo di colonnata.

Il sapore del lardo di colonnata è così vivace da fungere quasi da ingrediente vero e proprio, piuttosto che da semplice supporto. Il processo di lavorazione vede l’impiego di molte spezie: pepe, cannella, chiodi di garofano, cumino, coriandolo, noce moscata, salvia, rosmarino e cardamomo. Questi aromi esaltano (senza coprire) i sentori del formaggio e della zucca, impreziosendo una ricetta già deliziosa di suo.

Coma accompagnare il frico con la zucca?

Il frico con la zucca, come quello originale a base di patate, può essere consumato in due modi diversi. Quando è ancora caldo va consumato come pasto vero e proprio; in questo caso le porzioni sono considerevoli.

Inoltre, lo si può fare raffreddare in modo che acquisisca una consistenza croccante e quasi friabile. In questo caso viene tagliato a pezzi piuttosto grandi e utilizzato come antipasto. Il frico diventa così un delizioso companatico, da abbinare con salumi locali, formaggi e persino composte se si desidera una entrée raffinata e agrodolce.

Il frico può essere servito come snack, in quanto si presenta come una sorta di patatina che sa di formaggio. In questa forma, viene spesso servito come street food nelle sagre locali, a prescindere dal topic dell’evento.

Il frico è una ricetta popolare, che per sua stessa natura si presta ad alcune modifiche. Il frico con la zucca è testimone della grande versatilità di questa ricetta. Inoltre, si possono immaginare versioni che utilizzano altri ortaggi e altri tuberi, come le rape piuttosto che il topinambur. Lo scopo è quello di ammorbidire gli ingredienti fino ad amalgamarli al meglio con il formaggio, che richiede un po’ di tempo per sciogliersi del tutto.

Le origini del Frico

Le origini del frico friulano affondano le loro radici nella necessità e nell’ingegnosità contadina di tempi in cui le risorse alimentari erano limitate e preziose. Il frico nasce in Friuli, una terra di confine caratterizzata da una storia complessa e da una fusione di culture, come dimostra la sua variegata tradizione culinaria.

Il frico ha avuto origine come piatto povero, concepito per sfruttare al meglio il formaggio Montasio, che è un elemento centrale nella produzione casearia del Friuli. Secondo alcuni racconti storici, il frico si preparava nei periodi in cui il formaggio iniziava a indurirsi ea diventare meno appetibile se consumato fresco. La cottura permetteva di recuperare il formaggio rendendolo di nuovo gustoso e appetitoso, trasformando un possibile scarto in una pietanza ricca e saporita.

La versione più antica del frico era probabilmente quella croccante, realizzata cuocendo il formaggio a lungo fino a ottenere una sorta di crostata salata. Le varianti morbide, arricchite con patate e talvolta cipolle, sarebbero un’evoluzione successiva della ricetta, probabilmente sviluppatasi quando i contadini iniziarono a integrare altri alimenti di loro produzione per rendere il piatto ancora più sostanzioso.

Le menzioni storiche del frico sono scarse e principalmente orali, ma la tradizione di questo piatto si è mantenuta viva nella cultura culinaria friulana fino ad oggi, venendo tramandata di generazione in generazione. Nonostante la sua umile origine, il frico è diventato un emblema della cucina friulana, simbolo di una terra ricca di storia e di tradizioni.

Ricette con la zucca ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (2 Recensioni)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Insalata di pane zichi

Insalata di pane zichi, una tipica ricetta sarda...

Cosa sapere sullo zichi Il protagonista di questa insalata è ovviamente il pane zichi, anche noto come “su zichi” (dove per “su” si intende l’articolo “il/lo”). Lo zichi è un...

Carciofi alla giudia

Carciofi alla giudia, un piatto della tradizione romana

Origini e curiosità dei carciofi alla giudia I carciofi alla giudia sono uno dei piatti più famosi e prelibati della cucina romana. La loro origine risale al XVI secolo, quando la comunità...

Insalata di quinoa natalizia

Insalata di quinoa natalizia, un’idea esotica per il...

Melograno e quinoa, un abbinamento che non ti aspetti Lo avrete già capito, i protagonisti di questa ricetta sono il melograno e la quinoa. Due ingredienti che raramente si trovano insieme, eppure...