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Corna di gazzella, dal Marocco un dolce profumato

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Corna di gazzella
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Ricette dal mondo
Ricette vegetariane
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (2 Recensioni)

Corna di gazzella, il dolce ai fiori d’arancio

Le corna di gazzella sono un dolce della tradizione marocchina, capace di esprimere allo stesso tempo un carattere esotico e mediterraneo. Il carattere esotico è dato dalla presenza dei fiori d’arancio, un ingrediente non certo comune per la nostra pasticceria. Il carattere mediterraneo è invece simboleggiato da un ripieno a base di mandorle.

Le corna di gazzella si fanno apprezzare anche per la presentazione scenografica, valorizzata da una guarnizione a tratti complessa e da una forma diversa dal solito, che richiama a tante “U” intrecciate o, se preferite, a delle corna di animale.

Vi consiglio di preparare le corna di gazzella nelle occasioni speciali, quando lo scopo è quello di deliziare i commensali con un dolce fuori dal comune, che possa regalare un’esperienza gastronomica che coinvolga occhi e palato.

Ricetta corna di gazzella

Preparazione corna di gazzella

Per preparare le corna di gazzella procedete in questo modo.

  • Cuocete per pochi istanti le mandorle in acqua bollente, poi pelatele e frullatele nel mixer insieme allo zucchero, a 50 grammi di burro sciolto a bagnomaria e a un cucchiaio di acqua di fiori di arancio.
  • Con il composto così ricavato formate dei salsicciotti spessi 1,5 cm e lunghi 6 cm.
  • Ora sciogliete a bagnomaria altri 50 grammi di burro e mescolateli alla farina. Integrate anche l’uovo, un pizzico di sale, un altro cucchiaio di acqua di fiori di arancio e mezzo litro di acqua a temperatura ambiente. Infine, mescolate il tutto fino ad ottenere un impasto elastico e soffice.
  • Poi lasciate riposare questo impasto per 15 minuti e stendetelo con il mattarello in modo da ottenere uno spessore di un paio di millimetri. Infine, ritagliate dei quadrati di 10 cm per lato.
  • Adagiate al centro di ogni quadrato di pasta il composto alle mandorle. Poi arrotolate i quadrati di pasta in diagonale, in modo da ottenere una forma ad U. Disponete le corna di gazzella su una teglia imburrata.
  • Cuocete nel forno preriscaldato a 170 gradi per 15 minuti.
  • A cottura terminata, guarnite le corna con l’acqua di fiori di arancio rimanente e un po’ di zucchero a velo, o in alternativa con la granella di mandorle.

Ingredienti corna di gazzella

  • 500 gr. di farina di grano tenero
  • 400 gr. di mandorle sgusciate
  • 150 gr. di zucchero
  • 100 gr. di burro chiarificato
  • 3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
  • 1 uovo
  • q. b. di zucchero a velo o granella di mandorle per decorare
  • q. b. di sale (giusto un pizzico).

Le corna di gazzella, note in Marocco come Kaab el Ghazal o Cornes de Gazelle, sono dolci tradizionali che occupano un posto d’onore nella gastronomia marocchina e del Nord Africa. Particolarmente popolari durante occasioni festive come matrimoni, festività religiose come l’Eid e altre celebrazioni, questi dolcetti incarnano l’essenza della ricchezza culturale della regione.

Sebbene sia difficile determinare le origini esatte di questo dolce, la sua storia è probabilmente intrecciata con le varie culture che hanno attraversato o influenzato il Marocco nel corso dei secoli, comprese le culture berbera, araba e andalusa. La forma distintiva del dolce, che ricorda le corna di una gazzella, potrebbe avere radici simboliche o estetiche, ma è un elemento che lo rende immediatamente riconoscibile.

L’uso delle mandorle come ingrediente principale per la farcia è coerente con l’antica tradizione araba di dolci a base di frutta secca. Inoltre, l’uso di aromi come l’acqua di fiori d’arancio e l’acqua di rosa è una testimonianza dell’influenza mediorientale, mentre la tecnica di preparazione, che richiede una certa abilità nel manipolare la pasta sottile e la farcia, potrebbe riflettere le raffinate tradizioni culinarie delle corti reali arabe e berbere.

Le corna di gazzella sono quindi un esempio affascinante di come alimenti e tradizioni possano servire come registri storici, raccontando storie di scambio culturale, migrazione e adattamento. Rappresentano un vero e proprio patrimonio gastronomico che è stato tramandato di generazione in generazione, mantenendo vive le sue radici e il suo significato in un contesto contemporaneo.

Un focus sulle mandorle

Le mandorle sono senza dubbio il cuore pulsante delle Corna di Gazzella, contribuendo non solo alla struttura e al sapore del dolce, ma anche al suo profilo nutrizionale. Questo ingrediente versatile non è solo un piacere per il palato, ma è anche un tesoro di benessere, che trova la sua origine in alberi di mandorlo che prosperano sotto il sole mediterraneo.

Nella cultura culinaria marocchina, come in quella siciliana, le mandorle sono molto più di un semplice ingrediente: sono un simbolo di ospitalità e generosità. La loro presenza nei dolci come le Corna di Gazzella è un segno di raffinatezza e cura, e l’attenzione dedicata al loro trattamento, dall’essere sbollentate e pelate alla frullatura con burro e zucchero, è una dimostrazione dell’importanza che rivestono.

Dal punto di vista nutrizionale, le mandorle sono un concentrato di energia e nutrienti. Contengono una grande quantità di acidi grassi monoinsaturi, che sono noti per i loro benefici cardiovascolari. Contribuiscono alla riduzione del colesterolo cattivo e favoriscono la salute del cuore. Inoltre, sono una fonte eccellente di vitamine, in particolare della vitamina E, un potente antiossidante. I minerali come il fosforo e il magnesio presenti nelle mandorle sono essenziali per la salute delle ossa e dei denti, ma anche per la funzionalità muscolare e nervosa.

Quindi, ogni volta che assaporate una corna di Gazzella, ricordate che state gustando non solo una delizia per il palato, ma anche un alimento che nutre il corpo e l’anima. Le mandorle, con la loro ricchezza di sapore e di nutrienti, incarnano perfettamente la filosofia che sta alla base della cucina marocchina: unire il piacere sensoriale con il benessere fisico, in un abbraccio armonioso di tradizione e salute.

Quale burro utilizzare nelle corna di gazzella?

Il burro è una componente fondamentale delle Corna di Gazzella in quanto concorre alla formazione del ripieno. Impatta anche sul sapore ma soprattutto sulla consistenza, esercitando una funzione legante. Potreste chiedervi quale burro utilizzare, tra il burro standard e quello chiarificato. In realtà avete ampio margine di discrezione da questo punto di vista, sebbene dovete avere ben chiaro gli effetti dell’una e dell’altra scelta.

Il burro standard contiene le caseine, quindi ha un sapore molto più intenso tale da coprire gli ingredienti se impiegato in dosi eccessive. Di contro, il burro chiarificato è privo di caseine, dunque è molto più delicato. Quindi, se preferite che il burro fuso si senta optate per quello standard, in caso contrario scegliete il burro chiarificato.

Per quanto concerne il contenuto di lattosio non si segnalano grandi differenze tra le due tipologie di burro. Entrambi ne sono quasi del tutto privi, sebbene il burro standard ne contenga un po’ di più.

Corna di gazzella

Come decorare le corna di gazzella

Un altro pregio delle Corna di Gazzella risiede nella guarnizione, che si fregia di un mix di ingredienti esotici e ordinari. Tra i primi spicca l’acqua di fiori di arancio, che si ottiene mediante l’infusione dei fiori d’arancio in acqua molto calda, seguito da abbondante filtraggio. Questo particolare ingrediente conferisce alle corna di gazzella una spiccata morbidezza, un po’ come accade per i babà intrisi di rum. Allo stesso modo conferisce all’impasto una deliziosa nota floreale.

Per il resto è sufficiente stendere uno strato di zucchero a velo, oppure utilizzare delle mandorle tritate. In quest’ultimo caso si ottiene una copertura croccante, che aggiunge varietà alla preparazione.

Una ricetta per celiaci e intolleranti al lattosio?

Giunti a questo punto è bene indagare sulla compatibilità tra la ricetta e le più comuni intolleranze alimentari come la celiachia, l’intolleranza al lattosio e la sensibilità al nichel. Per quanto concerne i celiaci si ravvisa certamente qualche problema. L’impasto d’altronde è realizzato con la farina di grano tenero, che contiene glutine. Tuttavia, nessuno vi vieta di utilizzare farine gluten-free, a tal proposito è bene optare per la farina di riso e di mais, che replicano in modo dignitoso la resa e consistenza della farina tradizionale.

Per quanto riguarda l’intolleranza al lattosio il semaforo è verde, infatti l’unico derivato del latte impiegato per la ricetta è il burro, che contiene una quantità minima della sostanza incriminata.

E per quanto concerne i sensibili al nichel? Purtroppo la ricetta contiene molto nichel, in quanto viene realizzata con un abbondante contributo di mandorle (o pasta di mandorle). Alcuni produttori realizzano coltivazioni in modalità idroponica, riuscendo ad escludere dal processo di crescita il nichel, tuttavia non si segnalano realtà specializzate nella produzione nichel-free di mandorle.

Dolci marocchini ne abbiamo?

Ci sono molti altri dolci tipici del Marocco oltre alle famose Corna di Gazzella. Eccone alcuni:

  • Sellou (Sfouf o Zmita) : Un dolce senza cottura, energetico e denso, a base di farina tostata, mandorle, semi di sesamo, miele e spezie, tradizionalmente servito durante il Ramadan.
  • Chebakia : Questo dolce è una sorta di biscotto fritto, immerso nel miele e spolverato con sesamo. È particolarmente popolare durante il mese di Ramadan.
  • Makroud : Dolci realizzati con semolino e ripieni di datteri o mandorle, a volte immerse nel miele, e cotti al forno o fritti.
  • Ghoriba : Conosciuti anche come i biscotti della fortuna marocchini, vengono preparati in diverse varianti, inclusa una con le mandorle, e sono famosi per la loro consistenza friabile e croccante.
  • Harira : Nonostante sia principalmente una zuppa, può essere considerata una preparazione dolce dato che alcuni la arricchiscono con datteri e miele, trasformandola in una variante dolce.
  • Briouat : Triangoli di pasta filo ripieni di una miscela di mandorle e spezie, fritti e poi immersi nel miele.
  • Fekkas : Biscotti croccanti simili ai biscotti, spesso arricchiti con frutta secca, uvetta e aromatizzati con anice e cannella, tagliati in piccole fette sottili.
  • Halwa Chebakia : Un dolcetto simile al torrone, arricchito con mandorle o arachidi e talvolta decorato con cioccolato o cocco.

Questi dolci marocchini sono spesso serviti in occasioni speciali e festività, e rappresentano un aspetto ricco e dolce della gastronomia marocchina.

Ricette marocchine ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (2 Recensioni)
Riproduzione riservata

3 commenti su “Corna di gazzella, dal Marocco un dolce profumato

  • Dom 12 Nov 2023 | Renata BESOSTRI ha detto:

    Letto CORNA DI GAZZELLA ho pensato si dovesse uccidere la GAZZELLA invece assolutamente NO
    Un dolce assolutamente fattibile anche da una persona non “PASTICCERA” come la sottoscritta

  • Dom 12 Nov 2023 | Renata BESOSTRI ha detto:

    Letto CORNA DI GAZZELLA ho pensato si dovesse uccidere la GAZZELLA invece assolutamente NO
    Un dolce assolutamente fattibile anche da una persona non “PASTICCERA” come la sottoscritta

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