Aglio orsino, una pianta floreale aromatica

Aglio orsino

Una pianta aromatica dalle ottime proprietà

L’aglio orsino è una pianta aromatica floreale, che cresce rigogliosa nel nostro territorio. Si adatta a tutte le altitudini, ma si sviluppa principalmente nelle zone submontane. Il suo nome deriva da una curiosità, infatti, a quanto pare, a esserne ghiotti sono soprattutto gli orsi. Il termine “aglio”, invece, deriva dal semplice fatto che il profumo e il sapore richiamano molto all’aglio che utilizziamo solitamente. Qualità, queste, che ne hanno decretato il successo in cucina. Infatti, l’aglio orsino è impiegato in cucina da millenni, a partire dagli antichi romani. E’ molto utilizzato nei paese nordici. L’aglio orsino si presenta con un fuso di piccole dimensioni, intorno ai 30 centimetri, arricchito da foglie basali dalla consistenza carnosa e dalla forma allungata. I fiori bianchi sono molto piccoli, con petali sottili e quasi filiformi.

L’aglio orsino è una specie tutto sommato omogenea, infatti si segnalano solo due varianti, o per meglio dire sottospecie: l’aglio orsino “ursinum”, che cresce spontaneo ad elevate altitudini (in particolare su Alpi e Appennini) e l’aglio orsino “ucrainicum”, che è diffuso soprattutto al sud Italia. Le differenze tra le due varietà sono solo estetiche, mentre sono identici gli usi, le proprietà e il sapore.

Le proprietà dell’aglio orsino

Le proprietà nutrizionali dell’aglio orsino sono notevoli, per quanto diverse dell’aglio comune propriamente detto (che appartiene a una specie ben distinta). Abbonda di sali minerali e di vitamine, e in particolare è ricco di vitamina C e di potassio. Per inciso, il potassio fa bene alla circolazione e supporta l’organismo in molte funzionalità. La vitamina C, invece, potenzia il sistema immunitario e lo rafforza nella lotta a virus, batteri, parassiti e funghi. La quantità di vitamina C presente nell’aglio orsino è superiore, in media, a quella di molte specie aromatiche e floreali.

Un’altra vitamina presente nell’aglio orsino è la vitamina PP che è fondamentale per la respirazione delle cellule ma anche molto utile nel processo di digestione e favorisce la circolazione sanguigna.

L’aglio orsino vanta anche alcune proprietà disinfettanti e benefiche, che sfociano nel terapeutico. Per esempio, è considerato un buon diuretico e depurativo. In particolare purifica il sangue dalla presenza di metalli pesanti, che a seguito di un’alimentazione sbilanciata possono abbondare nel nostro organismo. Inoltre, contribuisce a ridurre la pressione sanguigna e ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue.

Come coltivare l’aglio orsino?

L’aglio orsino, per le sue proprietà strutturali, dovrebbe essere coltivato all’aperto, dunque in giardino o in un orto. Non richiede grandi cure, anche perché è sostanzialmente una specie selvatica, che cresce in modo rigoglioso. Tuttavia, vanno adottati alcuni accorgimenti. Per esempio, non ama il sole pieno, dunque va posto nelle zone più riparate dell’orto, che di norma sono anche quelle meno utilizzate. Il clima non desta mai particolari preoccupazioni perché la pianta, sole a parte, resiste a una vasta gamma di temperature. Si adatta a qualsiasi tipo di suolo, ma preferisce quelli calcarei. Un piccolo trucco, dunque, è quello di aggiungere al suolo un po’ di alghe o gusci di uovo sminuzzato.

E’ bene comunque che il suolo sia ricco, in modo da produrre piante di dimensioni ragguardevoli e  abbastanza folte. Le irrigazioni dovrebbero essere frequenti, ma piuttosto scarse in quantità per evitare i ristagni, che compromettono seriamente le radici. In linea di massima, può essere coltivato anche in vaso. E’ un’impresa complessa, ma possibile. Il problema principale riguarda il terriccio, che potrebbe risultare troppo povero. Per questo motivo va integrato in maniera massiccia, soprattutto con sostanze calcaree.

Aglio orsino

L’aglio orsino in cucina

Dell’aglio orsino si utilizzano sia i bulbi che le foglie. Regalano molte soddisfazioni in cucina, in virtù di una consistenza carnosa e di un sapore che ricorda realmente l’aglio comune. Rispetto a quest’ultimo, però, è meno pungente e “invadente”. In parole povere, le foglie di aglio orsino non presentano i medesimi effetti collaterali sull’alito, o in termini di odori. Non vanno cotte, in quanto perderebbero le loro proprietà, ma possono essere inserite all’interno di insalate a base di misticanza, quando si intende conferire una nota a base di aglio. Le foglie possono essere impiegate anche per realizzare un pesto particolare, il “pesto di aglio orsino”.

La ricetta  è sostanzialmente identica a quella del pesto classico, con le foglie di aglio orsino a sostituire quelle di basilico. I fiori, inoltre, possono essere impiegati per produrre acque aromatizzate o tisane. Ovviamente in questo caso vanno essiccati. Ma come fare per essiccare i fiori di aglio orsino? Niente di più facile, d’altronde il metodo è uguale a quello applicato ad altri tipi di fiori. Semplicemente vanno stesi a testa in giù con tutto il gambo, in un luogo al riparo dai raggi del sole e possibilmente buio oppure può essere utilizzato l’essicatore.

Gli utilizzi nella medicina naturale

L’aglio orsino è utilizzato anche come pianta officinale, anzi in passato veniva considerato una risorsa per curare molti malanni. Tutte le sue componenti vantano proprietà davvero importanti: sono depurative, antisettiche, diuretiche, riducono i livelli di zucchero nel sangue e l’assorbimento del colesterolo. I fiori dell’aglio orsino, se essiccati, vengono impiegati per preparare delle tisane dal sapore pungente e incredibilmente aromatico. Le foglie, invece, possono essere preparate sotto forma di decotto. A tal proposito vale la pena sottolineare la differenza tra tisane e decotto, visto che i due termini sono spesso considerati sinonimi.

La tisana prevede l’immersione dell’ingrediente in acqua bollente, a fuoco spento, per qualche minuto. Il decotto, invece, prevede una cottura prolungata in acqua bollente. Il sapore del decotto è più forte e concentrato in quanto i principi nutrizionali sono più abbondanti. Visto il trattamento, vanno riservate al decotto solo le componenti più resistenti, ossia le foglie. Infine, tutte le componenti della pianta possono essere riunite in impacchi e cataplasmi per curare ferite e arrossamenti della cute.

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