Acetosella, una pianta che ricorda il timo

Acetosella

Le principali caratteristiche dell’acetosella

Oggi parliamo dell’acetosella (Oxalis acetosella), una pianta rustica molto diffusa su tutto il territorio italiano, specie nelle fasce collinari e pedemontane. E’ conosciuta anche con altri nome come: bella addormentata acetosella dei boschi, pane degli angeli, trifoglio acetoso o trifoglio dormiente, pancuculo, erba brusca, lapazio, romice, crespa. E’ da sempre considerata una pianta officinale, anche se la tradizione la vede di tanto in tanto protagonista anche in cucina, in sostituzione di altre erbe aromatiche e di condimenti vari, come il timo e il limone. Si presenta con delle foglie basali riunite a gruppi di tre o di quattro, che insieme replicano forme rettangolari. I fiori sono grandi, compatti, lisci e regolari. Il loro colore standard è il bianco, ma si trovano varietà anche molto colorate. Non è facile riconoscere l’acetosella, in quanto assomiglia al trifoglio o al quadrifoglio, e spesso viene confusa con queste due specie.

L’acetosella trova molti usi. Come già specificato, l’applicazione naturale è nell’arredamento outdoor, se così si può chiamare, in quanto abbellisce giardini e spazi interni. Ovviamente, se coltivata in vaso ha le stesse proprietà negli ambienti interni. Può essere, inoltre, integrata in alcune ricette, specie nell’insalata, oppure utilizzata per curare alcuni disturbi renali o epatici.

La coltivazione dell’acetosella

L’acetosella viene spesso coltivata in giardino in quanto offre un colpo d’occhio non indifferente, proprio grazie alla sua regolarità e alla capacità di esprimere varie tonalità cromatiche. La coltivazione non è molto complicata, ma occorre tenere a mente alcune esigenze della pianta. Per esempio, non ama particolarmente la luce diretta del sole, dunque è bene che stia all’ombra per la maggior parte del tempo. Per quanto concerne il suolo, l’acetosella non manifesta particolari esigenze, ma ama i terreni leggeri e calcarei.

E’ poco esigente in termini di acqua, e addirittura si accontenta solo delle piogge. Quelle in vaso, invece, vanno annaffiate con regolarità, soprattutto durante le stagioni calde. La concimazione deve avvenire una volta all’anno, possibilmente a marzo, in attesa della fioritura che avviene a partire dal mese successivo, fino a luglio. Essendo una pianta rustica, è ben integrata nell’ecosistema, dunque resiste bene ai parassiti. Tuttavia, potrebbe soffrire della presenza della cocciniglia e delle lumache (ghiotte delle sue foglie).

Le proprietà dell’acetosella

L’acetosella è una pianta dalle mille proprietà. Sul piano biochimico, si segnala una certa abbondanza di vitamina C, che non fa rimpiangere le verdure più conosciute. Per inciso, la vitamina C è fondamentale per l’organismo in quanto migliora le performance del sistema immunitario. Analogamente, contiene alcune sostanze antiossidanti, come la quercetina, che è contenuta anche in alcuni frutti zuccherini (ad esempio nella mela). Il profumo dell’acetosella è delicato ma ben riconoscibile. Il sapore, invece, è tendente all’acidulo, come tra l’altro suggerisce il nome. Per questo motivo, viene spesso utilizzata in sostituzione del limone (è simile ad una limonata).

Inoltre, molto interessanti sono le proprietà “curative” dell’acetosella. E’ in primo luogo uno stimolatore del sistema immunitario, proprio grazie all’abbondanza di vitamina C. Secondariamente è diuretica in quanto contiene molta acqua e alcune sostanze specifiche a tale scopo. L’acetosella è anche moderatamente lassativa e abbastanza digestiva. Infine, è anche uno stimolante in quanto contiene una sostanza simile alla caffeina.

Acetosella

Le varietà di acetosella

L’acetosella non presenta delle vere e proprie varietà, in quanto la specie è tutto sommato omogenea. Sarebbe più corretto parlare di varianti, vista l’estrema affinità che hanno le une con le altre. Tra l’altro, si differenziano per il colore dei fiori e poco altro. Ad ogni modo le varianti più apprezzate sono l’acetosella gialla e l’acetosella rosa.

L’acetosella gialla, come suggerisce il nome, si fregia di fiori dal colore giallo e molto brillante, quasi pastello. Ha un sapore più acido rispetto all’acetosella comune, quindi viene utilizzata come sostituto del limone, ossia quando si intende conferire un sapore acidulo ai cibi.

L’acetosella rosa copre invece uno spettro più vasto, in quanto va dal rosa propriamente detto al fucsia. Il sapore è decisamente acido, sicché non viene utilizzata in cucina. In virtù del suo impatto visivo viene impiegata come pianta ornamentale, sia all’interno che all’esterno. Infine, dal punto di vista botanico, con riferimento alle tecniche di coltivazioni, tutte le varietà di acetosella sono sovrapponibili.

Come usare questa pianta in cucina

Come si utilizza l’acetosella in cucina? Va detto che le applicazioni gastronomiche non sono ricorrenti, proprio per il carattere ornamentale e officinale della pianta. Ciò non significa che l’acetosella non possa dare il suo contributo. Di essa si può apprezzare il sapore simile al timo, l’acidità lieve (nelle varietà non colorate) e la consistenza gradevole al palato. Per questo motivo l’ acetosella può essere utilizzata con efficacia nelle insalate, se ben supportate da verdure a foglia verde. Nondimeno, l’acetosella può essere un condimento per i secondi di carne dal sapore delicato, come il pollo.

I più arditi la inseriscono le foglie di acetosella nei ripieni e nelle farciture delle torte salate, dove il suo sapore, simile al timo e al limone, può garantire una maggiore complessità alle preparazioni. Poco attestato è il suo uso nella pasticceria, anche perché i sentori acidi non si abbinano bene con quelli dolci. Di certo, non si sposta con gli impasti, nemmeno in quelli più compatti in quanto a sapore.

Gli usi nella medicina naturale

L’acetosella è sostanzialmente una pianta officinale che è molto utilizzata in  infusi o decotti. L’infuso prevede l’immersione dell’ingrediente principale in acqua bollente per pochi minuti. Il decotto, invece, prevede una cottura prolungata in acqua bollente. Il decotto è in genere meno buono dell’infuso, ma più potente. Infusi e decotti di acetosella sono considerati stimolanti, diuretici, digestivi e in grado di combattere la nausea. Si segnala un uso esterno dell’acetosella. Infatti, i cataplasmi all’acetosella sono in grado, secondo la tradizione popolare, di guarire le eruzioni cutanee o le pelli infiammate. Stesso discorso per le lesioni del cavo orale, come quelle provocate dagli ascessi.

Occorre comunque non esagerare con le dosi. L’acetosella non presenta grandi controindicazioni se non si abusa con le quantità. D’altronde contiene l’acido ossalico, che se abusato può risultare tossico. Paradossalmente, se si supera una certa quantità ha un effetto irritante sulle pareti dello stomaco e dell’intestino.

Nel linguaggio dei fiori ho scoperto che l’acetosella trasmette gioia e tenerezza materna. Non si finisce mai d’imparare.

5/5 (2 Recensioni)
Riproduzione riservata

Seguimi sui social

Mi trovi su quasi tutti canali social come Nonnapaperina. Se prepari una mia ricetta e la pubblichi su Instagram o Facebook, aggiungi l’hastag #nonnapaperina, taggami e sarò felice di riconviderla nelle mie storie.

Ho intenzione di creare una raccolta con tutte le ricette che verranno proposte da voi e non abbiate paura. Non sono una chef professionista e non mi permetterò di non criticare niente e nessuno!!! Don’t worry be happy.

Buon lavoro e aspetto la tua ricetta! E se hai bisogno di qualche consiglio non esitare.

CONDIVIDI SU

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Corzetti con porcini

Corzetti con porcini, un primo rustico e raffinato

Corzetti con porcini, un primo ricco ma leggero I corzetti con porcini sono un primo piatto che riconcilia con la più antica tradizione italiana, infatti sono realizzati con ingredienti semplici,...

Brodo di tè al crisantemo con animelle

Brodo di tè al crisantemo con animelle, un...

Brodo di tè al crisantemo con animelle, una preparazione insolita Il brodo al tè al crisantemo con animelle di agnello è una preparazione particolare, che va oltre la tradizione italiana e sfocia...

Pimpinella o sanguisorba

Pimpinella o sanguisorba, una pianta davvero versatile

Un focus sulla pimpinella La pimpinella è una pianta aromatica da sempre utilizzata nella cucina popolare e nella medicina naturale. Si presenta con un fusto eretto e sottile, dominato da foglie...

Pesto di aglio orsino

Pesto di aglio orsino, un’ottima variante da gustare

Usi e differenze del pesto di aglio orsino Oggi vi propongo il pesto di aglio orsino, un pesto diverso dal solito, sebbene vi siano dei punti in comune per quanto concerne il procedimento. Le...

Budino con ribes e fiori di ibisco

Budino con ribes e fiori di ibisco, un...

Budino con ribes e fiori di ibisco, il dessert per tutte le occasioni Il budino con ribes e fiori di ibisco è un’idea simpatica per un dessert che rispetta la tradizione dolciaria italiana ma,...

Erba pepe

Erba pepe o santoreggia, una pianta aromatica davvero...

Una pianta aromatica dai mille usi L’erba pepe, anche nota come santoreggia o erba dei satiri, è una pianta aromatica molto conosciuta dalle nostre parti e diffusa soprattutto nell’Appennino...

25-10-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del web, mi conoscono come Nonnapaperina.

Leggi di più

Nessun Commento. Che ne dici di lasciarci il tuo commento?
logo_print
Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato sulle novità

Iscriviti