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Tagete, dal Messico una pianta floreale speciale

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
26/10/2021 alle 13:22

Tagete

Cos’è il tagete?

Oggi parliamo del tagete. Il tagete è una pianta floreale proveniente dagli Stati Uniti, Centro e Sud America (in particolare dal Messico). Per lungo tempo è stata confinata nei luoghi di origine, ma da qualche anno a questa parte viene usata anche nei paesi meridionali d’Europa, soprattutto in sud Italia. Il tagete presenta un eccellente colpo d’occhio. I suoi fiori vantano forme particolari, che variano da una pianta all’altra, pur essendo abbastanza regolari. Inoltre, sono coloratissimi e coprono quasi tutte le tonalità dall’arancione chiaro (tendente al bianco) all’arancione scuro (tendente al rosso).

I petali vantano anche molte sfumature, che ne migliorano l’aspetto visivo. E’ una pianta versatile, infatti può essere utilizzata come pianta ornamentale, soprattutto per gli ambienti esterni, o impiegata nella medicina naturale e persino in cucina. I petali, infatti, sono eduli, basta rimuovere la parte bianca tra il petalo e il gambo, che è di norma piuttosto amara.

La coltivazione del tagete

Il tagete può essere coltivato facilmente in giardino con un terriccio universale. Si può optare anche per il vaso, sebbene in questo caso si segnalino alcune difficoltà. Questa pianta può essere coltivata anche nell’orto, anzi in questa occasione si rivela un buon anti infestante, in quanto le sue radici fungono da repellente per alcuni parassiti (mosche bianche in primis). La semina dovrebbe avvenire a tarda primavera, tra aprile e maggio. I semi vanno posizionati quasi in superficie, a una profondità di mezzo centimetro. Inoltre, devono essere distanziati di almeno 25 centimetri, un accorgimento necessario vista la tendenza della pianta ad occupare molto spazio.

In termini di suolo, il tagete non è esigente, infatti cresce un po’ ovunque, anche sui terreni rocciosi. Predilige il sole, quindi è bene valutare la giusta posizione se si opta per la coltivazione in vaso. L’unico punto debole risiede nei ristagni d’acqua, che possono compromettere le radici. Va annaffiata raramente, in quanto è abituata a climi caldi e moderatamente secchi. La fioritura avviene nella prima parte dell’estate e dura fino a ottobre inoltrato, dunque è una specie piuttosto durevole, e che rende davvero molto.

Le diverse varietà e le loro caratteristiche

In botanica il termine “tagete” indica in realtà un insieme di piante da fiore, molto simili tra di loro, ma che possono differire per l’aspetto e per la capacità di adeguarsi a certi climi. Le varietà più diffuse sono essenzialmente sei.

Tagetes lucida. E’ considerata il tagete per eccellenza. I suoi petali sono abbondanti e dalle forme più creative, inoltre presentano con un colore arancione brillante, ma non troppo marcato. Il sapore è simile a quello del dragoncello, benché siano avvertibili delle note agrumate.

Tagetes minuta. E’ un tagete sui generis. I fiori sono molto piccoli, e colorati di un arancione molto chiaro, tendente al bianco. E’ una varietà molto utilizzata per tappezzare i giardini, ma non rende molto dal punto di vista ornamentale.

Tagetes signata. E’ una varietà molto eterogenea in quanto a colore, infatti varia dal giallo brillante all’arancione pastello. Si distingue per il profumo che richiama al mandarino e per un sapore più delicato rispetto alle altre varietà. Tutte le piante di tagete signate presentano delle foglie sottili, e per questo sono piuttosto riconoscibili.

Tagetes tenuifolia. Si distingue per i petali di colore arancione scuro, quasi tendenti sul rosso. E’ la varietà più potente dal punto di vista curativo.

Tagetes erecta. Questa varietà è una delle specie più grandi. Raggiunge  molto spesso l’altezza di 90 cm. E’ conosciuto anche come Fior di morto, Puzzola o Rosa d’India.

Tagetes patula. Questo varietà è chiamata anche garofano d’India proprio perchè la loro forma ricorda il classico garofano. Raggiunge i 30-40 cm di altezza è ha  fiori molto profumati di colore giallo e arancione.

Tagete

Come utilizzare questa pianta floreale in cucina?

I petali di tagete sono commestibili, anzi si fanno apprezzare per il sapore piuttosto speziato. Il sapore dipende dalle varietà, ma in genere varia dal fortemente aromatico all’agrumato. Questi sentori sono chiaramente spendibili in cucina. Quando il tagete è utilizzata come spezia, si trova sempre nella forma essiccata. A tal proposito, essiccare il tagete non è affatto complicato in quanto i metodi non differiscono da quelli in uso per altri fiori. In questo caso i fiori vanno stesi a testa in giù in un luogo al riparo dalla luce solare. In alternativa, possono essere sparsi (senza sovrapporli) su un ripiano e messi in un luogo buio.

Nella versione di “spezia” il tagete può sostituire il limone, il timo e il dragoncello. Inoltre, nella forma essiccata può partecipare agli impasti, soprattutto in quelli di pasticceria. I fiori freschi, invece, possono essere utilizzati come guarnizione di torte e persino per arricchire zuppe e vellutate. Questa pianta è ultimamente molto apprezzata in cucina, in quanto, pur avendo un ruolo in termini di gusto, abbellisce le preparazioni.

Il tagete nella medicina naturale

Il tagete è considerato una pianta officinale, un ruolo non scontato per una specie tipicamente floreale. In particolare da questa pianta si estrae un olio essenziale utile a curare molti disturbi. Inoltre, l’uso esterno su graffi e ferite accelera il percorso di guarigione, anche perché funge da disinfettante. L’olio essenziale di tagete può fungere anche da antimicotico, dunque può essere utilizzato in caso di infezioni causate da funghi, specie quelle che affliggono i piedi. Nondimeno, può essere impiegato per massaggiare e donare un piacevole effetto rilassante.

Il tagete può essere trasformato in tisana o decotto, In questa veste diventa un toccasana per i disturbi digestivi o legati allo stress. Il tutto avvalorato dalle tradizioni delle popolazioni del Centro America, soprattutto quelle guatemalteche. La pianta non è priva di controindicazioni. L’uso interno è sconsigliato alle donne incinte, invece l’uso esterno (sotto forma di olio essenziale) va gestito con perizia. L’olio essenziale di tagete è infatti molto potente, dunque va diluito in altri tipi di oli, magari più delicati.

Ricette Erbe e fiori nel piatto ne abbiamo? Certo che si!

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