Pasta con pesto di portulaca, un piatto rustico e genuino

pasta con pesto di portulaca

Pasta con pesto di portulaca, il segreto sta nel condimento

Sono molto affezionata alla ricetta della pasta con pesto di portulaca e l’ho voluta realizzare in occasione della rubrica erbe e fiori nel piattoErbe e fiori nel piatto” con le mie amiche: Daniela Boscariolo di Timo e Lenticchie, Miria Onesta di Due Amiche in Cucina ed Elisa di Rienzo de Il Fior di Cappero.

Sono delle blogger molto apprezzate e seguite nel settore food, che vi invito a seguire. La pietanza è naturalmente senza lattosio, dal momento che l’unico derivato del latte è il Parmigiano, reso lactose-free dalla stagionatura. Potete anche optare per una pasta gluten free, prodotta con farine alternative.

La pasta con il pesto di portulaca si inserisce nel solco dei primi piatti all’italiana, sebbene rispetto a questi ultimi presenti alcune differenze. Ovviamente esse vanno rintracciate nel pesto, che è simile a quello di basilico ma realizzato con ingredienti diversi.

L’ingrediente principale del pesto è infatti la portulaca, una verdura di carattere popolare, molto impiegata in passato e negli ultimi decenni un po’ caduta nell’oblio. La portulaca merita di essere recuperata, in quanto può offrire molto dal punto di vista organolettico e nutrizionale.

E’ ricca di vitamine e sali minerali, come ci si aspetta da una verdura. E’ ricca di omega tre, che fanno bene al cuore e alla vista. La presenza degli omega tre nella verdura non è affatto scontata, dal momento che questa sostanza si trova nella frutta secca e in alcuni pesci.

La portulaca è nota anche in erboristeria in quanto svolge funzioni quasi terapeutiche. E’ infatti diuretica, depurativa, dissetante e antibatterica.

La portulaca è conosciuta anche con altri nomi. Nel Lazio è nota come porcacchia, in Lombardia con il nome di porcellana, in Campania con chiaccunella. La pianta non è affatto esigente, infatti cresce rusticamente allo stato brado, sia in campagna che in pianura. D’altronde non soffre il caldo e non richiede molta acqua.

La pastinaca un alimento da riscoprire

Al giorno d’oggi, la pastinaca ha ripreso la sua diffusione, anche perché le ricerche stanno portando alla luce le sue tantissime proprietà terapeutiche. Questo ortaggio è leggero e digeribile, offre una buona dose di zuccheri naturali e una quantità di calorie pari a quella della frutta più dolce, come l’uva e le banane.

Tuttavia, questa quantità di zuccheri naturali non è preoccupante e, al contrario, è capace di trasformarsi immediatamente in una buona dose di energia.

Questa radice presenta anche ottime percentuali di fibreantiossidanti, vitamine (in particolare quelle del gruppo B, la vitamina C, E e K) e minerali (soprattutto calcio, ferro, manganese, potassio, fosforo e rame).

Grazie a questi nutrienti, il consumo di pastinaca può aiutare a

  • a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue; a prevenire l’obesità;
  • puo’ migliorare le funzioni intestinali; a mantenere sani i tessuti, le gengive e i denti;
  • tiene sotto controllo la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, contrastando così tutti gli effetti negativi provocati dall’eccesso di sodio:
  • Le ricerche affermano inoltre che questa radice presenta proprietà antinfiammatorie, antifungine e antitumorali.

Possiamo cuocere questo alimento proprio come facciamo con le carote e con le patate. La differenza è che si cuoce molto più velocemente, in quanto contiene meno amido rispetto agli altri due ortaggi appena citati. È perfetta per le insalate e per insaporire i condimenti, il purè di patate e le vellutate di verdura.

È ottima anche fritta e servita con la carne, il pesce o il pollame, e può essere aggiunta nella preparazione di tantissimi prodotti da forno. Pertanto, non avrete problemi a portare in tavola la pastinaca ma, tuttavia, dovrete comunque prestare attenzione: come tanti altri alimenti, anche questo ortaggio può provocare reazioni di ipersensibilità negli individui più sensibili.

Quindi è opportuno prestare attenzione e considerare che, solitamente, coloro che presentano un’intolleranza nei confronti di fichi, carote, noci e prezzemolo, sono le stesse persone che potrebbero avere problemi con questa radice.

pesto di portulaca

La bontà dei pinoli di cedro

Una differenza tra il pesto di portulaca e il pesto classico risiede nei pinoli. Per questo tipo di pasta con pesto di portulaca si utilizzano i pinoli di cedro, o siberiani che dir si voglia. Rispetto agli analoghi mediterranei si caratterizzano per un aroma forte e inconfondibile, capace di valorizzare molte preparazioni.

Si distinguono anche per una texture particolare, che favorisce l’amalgama con gli altri ingredienti una volta che vengono tritati. I pinoli di cedro sono straordinari anche dal punto di vista nutritivo. Ovviamente contengono una certa dose di grassi, come tutti gli alimenti della medesima categoria, ma si tratta di grassi buoni, capaci di giovare al sistema vascolare e allontanare lo spettro di patologie acute come infarti e ictus.

Non mancano nemmeno le vitamine e i sali minerali. In particolare si segnalano quantità considerevoli di vitamina E, che funge da antiossidante, e di vitamine del gruppo B, che giovano all’organismo.

Stesso discorso per il magnesio, lo zinco, il ferro e il fosforo. Per quanto concerne l’apporto calorico, siamo sulle 700 kcal per 100 grammi. Può sembrare molto, ma le dosi da impiegare sono davvero minime: 40 grammi per un pesto da quattro persone.

Come preparare il pesto?

Il pesto, utilizzato nella pasta con pesto di portulaca, è una delle preparazioni più semplici in assoluto. Tuttavia va prestata attenzione al modo con cui gli ingredienti interagiscono. Molti utilizzano il mixer, invece il metodo più efficace, o almeno quello che rende di più in termini organolettici, vede come protagonista il classico mortaio. Nello specifico, vanno prima pestati la portulaca e l’aglio.

Successivamente si integrano i pinoli (tostati e tritati) e il Parmigiano. Fondamentale è il contributo dell’acqua di cottura della pasta, che contribuisce a rendere morbido il pesto e ad amalgamare al meglio gli ingredienti. Inoltre fate attenzione con il sale in quanto l’acqua di cottura è già salata, dunque aggiungetene solo un pizzico.

Il pesto così ricavato dovrebbe avere una texture sufficientemente liscia, una consistenza morbida e non dovrebbe essere troppo acquoso. Il pesto fungerà poi da condimento per la pasta, a cui deve legarsi come se fosse una salsa al pomodoro particolarmente ristretta. Per quanto concerne le proprietà nutrizionali, queste sono eccellenti e non hanno nulla da invidiare a quelle del pesto di basilico. Anche perché gli ingredienti sono pensati per spiccare anche da questo punto di vista.

Quale Parmigiano utilizzare?

Il Parmigiano, come abbiamo visto, gioca un ruolo di primo piano nella ricetta della pasta con pesto di portulaca. In realtà il suo ruolo è duplice, in quanto compare in due fasi distinte. La prima consiste nella preparazione del pesto, che necessita del Parmigiano grattugiato per acquisire sapore, sapidità e una certa consistenza.

La seconda consiste nella guarnizione finale, al momento del servizio, arricchita anche dal pepe e dall’olio extravergine di oliva. Si fa presto a dire Parmigiano Reggiano, ma le stagionature sono alquanto diverse.

Per questa pasta suggerisco una variante particolarmente stagionata, anche perché l’amalgama è di per sé favorita dal contributo dell’acqua di cottura della pasta. Può andare bene anche un Parmigiano 24 mesi.

A prescindere dalla stagionatura, il Parmigiano stupisce non solo per il gusto inconfondibile, ma anche per le proprietà nutrizionali. Per esempio è uno degli alimenti più proteici in natura, secondo forse solo al baccalà. Stesso discorso per il calcio, che fa bene alle ossa, e per la vitamina D, che giova al sistema immunitario come poche altre sostanze.

Può essere preparata con qualsiasi tipo di pasta corta e rigata.

Ecco la ricetta della pasta con pesto di portulaca:

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 gr. di pasta consentita a scelta.

Per il pesto:

  • 100 gr. di portulaca,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 40 gr. di pinoli di cedro,
  • 90 gr. di Parmigiano Reggiano 24 mesi,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • q. b. di sale e di pepe.

Preparazione:

Per la preparazione della pasta con pesto di portulaca iniziate facendo bollire l’acqua leggermente salata, poi immergeteci la pasta. Intanto occupatevi del pesto. Mondate e lavate bene la portulaca e asciugatela.

Poi trasferite i pinoli in un pentolino e tostateli. Ora trasferite la portulaca e l’aglio in un mortaio e pestateli per bene. Mettete anche i pinoli ben sminuzzati e integrate il tutto con il Parmigiano Reggiano grattugiato.

Infine salate, aggiungete due cucchiai di acqua di cottura della pasta e mescolate fino ad ottenere un pesto dalla consistenza morbida e uniforme.

Scolate la pasta quando è ancora al dente, poi saltatela in una padella insieme al pesto e impiattate. Servite con una bella spolverata di Parmigiano grattugiato, un cucchiaio di olio extravergine di oliva e un po’ di pepe. Gli intolleranti al nichel devono omettere il pepe. Per un pesto di portulaca vegan basta sostituire il parmigiano con Grattazero o formaggio vegano grattugiabilee.

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