Crumble di albicocche, un dessert anglosassone
Crumble di albicocche a base di burro chiarificato
Il crumble di albicocche è realizzato anche con il burro. Vi consiglio, per l’occasione, di utilizzare il burro chiarificato. Rispetto al burro standard, il burro chiarificato si caratterizza per la totale assenza di caseina. Ciò determina un sapore più delicato e meno “burroso”, che permette al prodotto di integrarsi meglio con gli altri ingredienti.
Tra l’altro l’assenza della caseina aumenta la resistenza alle elevate temperature, sicché il burro chiarificato funge anche da grasso per la cottura. Un altro pregio è la totale assenza di lattosio, tuttavia il burro chiarificato è più grasso di quello standard.
D’altronde l’assenza delle caseine è compensato da una quota maggiore di lipidi. Ma non temete per la vostra linea, le dosi da impiegare sono davvero minime: 100 grammi per l’intera ricetta.
Ricetta crumble di albicocche
Preparazione crumble di albicocche
- Per la preparazione del crumble di albicocche iniziate sbucciando le albicocche e tagliate a cubetti, poi trasferitele in una padella e unite lo zucchero.
- Date una bella mescolate e cuocete con la fiamma media per 10 minuti, in modo da ammorbidire le albicocche.
- Poi versate il rum, alzate un po’ la fiamma e cuocete per altri 5 minuti.
- Intanto preriscaldate il forno a 180 gradi. In una ciotola versate il burro, le farine, lo zucchero, la vaniglia e le scaglie di mandorle.
- Premete con le mani per compattare il tutto e fino ad ottenere un composto eterogeneo formato da grosse briciole (questo è il crumble).
- Stendete le albicocche in una teglia e copritele con il crumble. Se desiderate una maggiore dolcezza, e una doratura più vivace, cospargete il crumble di zucchero di canna.
- Cuocete al forno in funzione statica per 30 minuti o più: la crosta deve essere dorata e la frutta deve sobbollire per un po’.
- Versate lo skyr nei bicchieri (o nelle coppette di portata) e arricchitelo con il crumble di albicocche prima di servire.
Ingredienti crumble di albicocche
- 10 albicocche
- 3 cucchiai di zucchero di canna
- 200 gr. di farina di mandorle
- 100 gr. di farina di riso impalpabile
- 3 cucchiai di zucchero
- q. b. di rum
- 1 pizzico di sale
- 100 gr. di burro chiarificato
- q. b. di aroma di vaniglia
- 2 cucchiai di mandorle in scaglie
- 1 vasetto di Skyr alla vaniglia o yogurt consentito
Crumble di albicocche, un dessert ricco ed equilibrato
Oggi vi presento una versione molto “morbida” del classico crumble: il crumble di albicocche arricchito da Skyr alla vaniglia. Il crumble è un dolce di origine anglosassone, molto semplice da preparare, gustoso e capace di esprimere una texture interessante. Di base si tratta di frutta cotta sormontata da un “impasto” (termine un po’ improprio a dire il vero) realizzato mescolando tra di loro il burro, la farina e altri ingredienti. Quest’ultimo composto è “sbricioloso”, dunque viene spesso impiegato per arricchire basi morbide o addirittura liquide, come la panna o il latte. In questo caso ho optato per lo Skyr alla vaniglia.
Il crumble è sempre fruttato, in questo caso la parte fruttata è ottenuta dalle albicocche. Le albicocche sono molto indicate per il crumble in quanto, a seguito di una breve cottura, acquisiscono un’ottima morbidezza. Tra l’altro sono buone e salutari, infatti contengono molto betacarotene, una sostanza antiossidante responsabile del colore arancione presente anche nelle carote, nel melone etc.
Le albicocche contengono anche tanta vitamina C, che impatta positivamente sul sistema immunitario. Stesso discorso per alcuni sali minerali, come il calcio (utile alle ossa), il magnesio e il potassio (che regola la circolazione e non solo). L’apporto calorico delle albicocche è trascurabile e moderato se si considerano gli altri frutti zuccherini: siamo sulle 48 kcal per 100 grammi.
In occasione di questa ricetta, la polpa della albicocche va tagliata a pezzettini e cotta con lo zucchero e con il rum. Poi viene stesa su una teglia da forno e ricoperta dal crumble vero e proprio. Quest’ultimo è realizzato con farina, burro, margarina e mandorle. Avrete capito che stiamo parlando di una versione particolarmente ricca rispetto al crumble classico.
Le farine del crumble di albicocche
Un’altra differenza tra questo crumble di albicocche e la versione classica è la compatibilità con le esigenze dei celiaci. Questo crumble, infatti, è realizzato con farine senza glutine: farina di mandorle e farina di riso. La farina di mandorle si distingue da quella di frumento per l’abbondanza di sali minerali, e in particolare di fosforo e magnesio. D’altronde è la mandorla stessa a caratterizzarsi per la presenza di queste sostanze. Buono è anche l’apporto di grassi benefici, che giovano alla salute del cuore e dell’apparato cardiaco.
La farina di riso si caratterizza, invece, per una marcata leggerezza e per una minore presenza dei grassi, sostituiti da una quantità superiore di amido. Ciò non rappresenta un limite, infatti l’amido lega e rende il composto un po’ meno sbricioloso di quanto potrebbe essere.

Il delicato contributo dello Skyr
Il crumble di albicocche è un dessert morbido, che prevede uno strato di Skyr sormontato dal crumble. Lo Skyr è un latticino proveniente dall’Islanda, che da qualche anno è conosciuto anche in Italia. Tecnicamente è un formaggio, poiché il processo di lavorazione si fregia della presenza del caglio.
Tuttavia assomiglia in tutto e per tutto allo yogurt greco. Il sapore è neutro (né dolce né salato), mentre le quantità di proteine, calcio e vitamina D sono eccellenti. L’apporto calorico è basso, inferiore alle 100 kcal per 100 grammi, proprio in linea con la categoria degli yogurt.
Per questa ricetta vi consiglio di utilizzare lo Skyr alla vaniglia di Exquisa, che non è senza lattosio. Tuttavia, se soffrite di intolleranze alimentari, potete optare per i prodotti spalmabili lactose-free di Exquisa.
Il crumble può entrare nella dieta come dessert occasionale, soprattutto se servito in porzioni moderate. Contiene frutta, ma anche burro, zucchero e farine, quindi non va considerato automaticamente leggero. Per renderlo più equilibrato si può ridurre lo zucchero, usare molta frutta e abbinarlo a yogurt bianco o skyr. Meglio evitarlo dopo pasti già molto ricchi.
Quali aromi usare per il crumble di albicocche?
Se il crumble di albicocche è così buono il merito va anche alla scelta di aromatizzarne l’impasto. Con cosa? Il primo pensiero va alla vaniglia.
Questa spezia, essendo sia dolce che calorosa, si lega perfettamente alla nota acidula e fruttata dell’albicocca. Può essere usata sotto forma di estratto, semi o polvere, in ogni caso conferisce eleganza e profondità al dessert, accentuando la sensazione di “cotto al forno” tipica dei dolci da credenza.
In alternativa alla vaniglia si può usare la scorza di limone grattugiata, soprattutto se si cerca di ottenere un carattere più fresco e vibrante. L’agrume regala un aroma pungente e raffinato, forse un po’ amarognolo, che alleggerisce la dolcezza del composto e rinfresca il palato. Stesso discorso per la cannella, magari in combinazione con la vaniglia medesima o con la scorza d’arancia. In questo modo si può dare al dolce un profilo più speziato e avvolgente.
Un’idea più originale? Un po’ di rosmarino tritato finemente, da aggiungere direttamente alla frutta prima della cottura. Il rosmarino dona un tocco erbaceo e quindi crea un contrasto elegante con la frutta.
Il contributo delle mandorle
Il crumble è di base tendenzialmente croccante, ma questo crumble lo è ancora di più. Il merito di ciò va alle mandorle. Esse vengono tostate, tritate e aggiunte all’impasto.
La mandorla contribuisce anche ad arricchire il sapore. Nello specifico introduce una dolcezza spiccata e un gusto lievemente tostato che si armonizza con la frutta. Se usate con la pelle le mandorle conferiscono anche un tocco rustico e un sapore più deciso. Se invece vengono spellate le mandorle si rivelano più delicate e interagiscono meglio con il burro e con la farina dell’impasto. Le mandorle possono anche essere distribuite a scaglie sulla superficie prima della cottura, in modo da formare una crosta ancora più croccante e decorativa.
Nel loro piccolo le mandorle incidono anche sul piano nutrizionale, infatti sono una fonte preziosa di acidi grassi insaturi, proteine vegetali e vitamina E. Aiutano a contenere l’indice glicemico del dolce e rendono il crumble un po’ più equilibrato dal punto di vista nutrizionale. Se volete variare potete sostituire parte delle mandorle con nocciole o noci pecan. In questo modo si ottengono sfumature diverse e interessanti.
Cosa usare al posto dello skyr
Lo sky non viene coinvolto nella ricetta del crumble di albicocche propriamente detto. Meno che mai non partecipa all’impasto sbriciolato, ma viene usato come base morbida nelle coppette, quindi in fase di servizio. Prima si versa lo skyr, poi si aggiunge il crumble con le albicocche cotte. Il suo ruolo è quindi preciso: dare cremosità, freschezza e un leggero contrasto acidulo alla dolcezza della frutta e alla parte burrosa del crumble. La ricetta prevede anche la possibilità di usare uno yogurt consentito.
La prima alternativa è lo yogurt greco alla vaniglia. È denso, compatto e abbastanza vicino allo skyr per consistenza. Ha però un’acidità più evidente e una cremosità più grassa, quindi rende il dessert più ricco. Funziona bene se si vuole un crumble al cucchiaio sostanzioso, quasi da fine pasto. Un’altra soluzione è lo yogurt bianco cremoso. Rispetto allo yogurt greco è più morbido e meno compatto, quindi produce una base più fluida. È indicato se si vuole alleggerire il dessert e lasciare maggiore spazio alle albicocche. In questo caso si può aromatizzare con vaniglia, scorza di limone o pochissimo miele, senza eccedere con la dolcezza.
Per una versione più elegante si può usare la ricotta lavorata a crema. Basta mescolarla con poco zucchero a velo o con un cucchiaio di yogurt, fino ad ottenere una consistenza liscia. La ricotta rende il crumble più italiano e più delicato, ma meno acidulo. Si abbina bene alle albicocche cotte con rum e zucchero di canna. Chi cerca una variante vegetale può scegliere yogurt di soia o di cocco. Quello di soia è più neutro, quello di cocco più aromatico. Quest’ultimo va usato solo se si desidera una nota esotica, perché modifica abbastanza il profilo originale del dessert. In ogni caso, la base deve restare cremosa ma non liquida, altrimenti il crumble perde il suo contrasto tra morbido e croccante.
Il crumble di albicocche può essere accompagnato da un liquore delicato, capace di valorizzare la frutta senza coprirla. Sono adatti un liquore all’albicocca, un passito leggero, un Moscato dolce o un amaretto servito in piccole quantità. Anche un rum morbido può funzionare, soprattutto perché richiama quello usato nella cottura delle albicocche.
Crumble, si può fare con altri frutti?
Il crumble si può fare con molti altri frutti, anzi la sua forza sta proprio nella capacità di adattarsi ai vincoli della stagionalità. La versione con albicocche funziona molto bene perché questi frutti, dopo una breve cottura con zucchero e rum, diventano morbidi, profumati e leggermente sciropposi. Sopra viene poi distribuito il composto sbriciolato a base di farine, burro chiarificato, zucchero, vaniglia e mandorle in scaglie.
Una delle alternative più naturali è data dalle pesche. Le pesche mature hanno una polpa dolce e succosa, simile per resa alle albicocche. Si possono tagliare a cubetti, saltare brevemente in padella con poco zucchero e poi coprire con il crumble. Funzionano bene anche con mandorle, vaniglia e scorza di limone.
Stesso discorso per le mele, che anzi sono il frutto più classico per il crumble. In questo caso il risultato è più autunnale e meno acidulo. Vi consiglio di aggiungere cannella, un po’ di noce moscata o qualche goccia di limone, così da evitare un sapore troppo piatto. Anche le pere sono adatte, soprattutto se abbinate a cioccolato fondente, noci o zenzero. Si possono usare anche i frutti di bosco, che offrono una versione più fresca e intensa. Lamponi, mirtilli, more e ribes rilasciano molto succo, quindi è utile aggiungere poca fecola o amido alla frutta prima della cottura, in modo da ottenere un fondo più denso. Il contrasto tra acidità dei frutti rossi e copertura burrosa è molto piacevole.
In estate si può provare anche con susine, ciliegie o fichi. Le susine danno un crumble vivace e leggermente aspro, le ciliegie un risultato più dolce e scenografico, i fichi una versione molto morbida e intensa. La regola generale è semplice: più il frutto è acquoso, più bisogna controllare i liquidi, mentre più è dolce e più conviene inserire una nota acida o speziata.
FAQ sul crumble di albicocche
A cosa fanno bene le albicocche?
Le albicocche sono ricche di beta-carotene (precursore della vitamina A), utile per la salute della pelle e della vista. Contengono anche potassio, fibre e antiossidanti, che favoriscono la digestione e contrastano i radicali liberi.
Cos’è il crumble?
Il crumble è un dolce di origine anglosassone composto da frutta cotta e coperto da un impasto sbriciolato a base di farina, burro e zucchero. Si cuoce in forno e si gusta tiepido o freddo, spesso accompagnato da panna, crema o gelato.
Cosa bere con il crumble?
Con un crumble di albicocche si abbina bene un vino dolce e fresco, come un Moscato d’Asti o un Passito leggero. In alternativa anche un tè nero profumato o un infuso fruttato possono essere ottimi compagni, soprattutto nel pomeriggio.
Come arricchire il crumble?
Il crumble si può arricchire con spezie (cannella, zenzero), frutta secca (mandorle, noci) o pezzetti di cioccolato bianco. Per un tocco gourmet si può aggiungere una salsa al caramello o una crema inglese servita a parte.
Ricette con albiococche ne abbiamo? Certo che si!
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